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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Vitale, Sergio&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Vitale, Sergio&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Pensare in ultimo</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=pensare-in-ultimo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 10:36:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[I saggi che compongono questo libro dedicato al pensiero di Maurice Merleau-Ponty muovono tutti dalla convinzione, espressa dallo stesso Merleau-Ponty, secondo cui c’è sempre un impensato che ogni filosofo si lascia alle spalle quando giunge al termine della propria vita, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=pensare-in-ultimo">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">I saggi che compongono questo libro dedicato al pensiero di Maurice Merleau-Ponty muovono tutti dalla convinzione, espressa dallo stesso Merleau-Ponty, secondo cui c’è sempre un impensato che ogni filosofo si lascia alle spalle quando giunge al termine della propria vita, che appartiene a lui solo interamente, ma che nel contempo mette capo a qualcosa o a qualcun altro. Ciascun pensatore, in altre parole, circoscrive con la propria opera, attraverso gli aspetti frontali e manifesti della sua parola, un campo che è ancora da meditare, lasciando ad altri il compito di attraversarlo e di ampliarlo, di modo che la fedeltà alle proprie idee possa essere affermata nella maniera più autentica se non pensando di nuovo. Questo è quanto gli autori del presente volume si sono proposti di fare, mirando ad alcuni temi della filosofia di Merleau-Ponty che appartengono alla fase finale di un’esistenza prematuramente interrotta o che, per quanto vivi e operanti, sono però rimasti allo stato latente oppure confinati in manoscritti che solo di recente sono stati resi di dominio pubblico, costituendo quell’ombra che accompagna sempre le figure dei grandi filosofi, e in cui spesso risiede il loro lascito più fecondo e duraturo. Emerge così la ricchezza e la vitalità di un pensiero ben lontano dall’aver esaurito la profondità della propria portata e che continuerà a fecondare la ricerca filosofica  ancora per molto tempo a venire. </span></p>
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		<title>Come un fotoromanzo</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=come-un-fotoromanzo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;immagine di sé, quella restituita da uno spec­chio come dallo scatto di un otturatore, è sem­pre affare di Narciso, di colui il quale, rimiran­dosi, vive un soprassalto di coscienza, fa un passo in là (forse decisivo) nel cammino della propria &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=come-un-fotoromanzo">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;immagine di sé, quella restituita da uno spec­chio come dallo scatto di un otturatore, è sem­pre affare di Narciso, di colui il quale, rimiran­dosi, vive un soprassalto di coscienza, fa un passo in là (forse decisivo) nel cammino della propria stessa conoscenza, <em>si </em>vede come mai prima era arrivato a vedere. (<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Sergio</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vitale</span>)</p>
<p><span id="more-1017"></span>Le vie che si sono dipartite dalla vecchia psico­patologia dell&#8217;espressione sono vie dell&#8217;ulteriorità, quelle che deve percorrere nella &#8220;cura&#8221; degli altri chi dell&#8217;accadere del mondo ha una visione complessiva, solidale, partecipe, asseritrice incondizionata di diritti. (<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Sergio</span> Piro)</p>
<p>La realizzazione di un fotoromanzo può essere la simulazione sperimentale di un&#8217;esistenza folle, cioè vincolata a una possibile diversità-ambigui­tà, che tuttavia risulta forzata e piegata all&#8217;identità-univocità della normalità. Si produce, così, un doppio effetto: il fotoromanzo cura la follia dalla sua ostinazione (realistica!) nell&#8217;opposizio­ne alla realtà; e, parimenti, cura la cura della fol­lia dalla sua ostinazione nella rieducazione alla realtà, nell&#8217;assimilazione del possibile al reale. (Italo Valent)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;inconscio</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=linconscio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:04:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[È all’intervallo eternamente mutevole posto dalla relazione che dobbiamo volgerci, se si vuole rintracciare il luogo dell’inconscio. Tutto ciò che ha un valore dura nell’incontro. Ma il luogo dell’inconscio non ha fissa dimora, non ha qualità o sembianze definite, è &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=linconscio">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È all’intervallo eternamente mutevole posto dalla relazione che dobbiamo volgerci, se si vuole rintracciare il luogo dell’inconscio. Tutto ciò che ha un valore dura nell’incontro. Ma il luogo dell’inconscio non ha fissa dimora, non ha qualità o sembianze definite, è fuori dallo spazio e dal tempo.<br />
Nel segno eracliteo del pόlemos (guerra, contrasto) per la prima volta in Occidente la negazione dialettica si propone come la madre di ogni relazione, come l’uno-tutto sul cui sfondo coscienza e inconscio s’intrecciano nel moto perpetuo del divergere-convergere, aprirsi-nascondersi.</p>
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		<title>La dimora della lontananza</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-dimora-della-lontananza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:28:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[In un mondo privato della certezza nella Fine, intesa come momento risolutivo per una possibile salvezza, ha acquisito importanza sempre maggiore la medietà come carattere costitutivo dell&#8217;esistenza, ovvero lo &#8220;stare nel mezzo&#8221; (corrispon­dente ad un irrimediabile distare), eter­namente in vista &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-dimora-della-lontananza">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo privato della certezza nella Fine, intesa come momento risolutivo per una possibile salvezza, ha acquisito importanza sempre maggiore la <em>mediet</em><em>à </em>come carattere costitutivo dell&#8217;esistenza, ovvero lo &#8220;stare nel mezzo&#8221; (corrispon­dente ad un irrimediabile distare), eter­namente in vista delle cose ultime, e tut­tavia nell&#8217;impossibilità di raggiungerle. <span id="more-823"></span>Abbiamo così scoperto che la nostra unica dimora consiste nella lontananza, nello spazio intermedio &#8211; che divide l&#8217;al­fa dall&#8217;omega &#8211; all&#8217;interno del quale il viaggio si compie, il nostro andare e venire, come suggerito con finta legge­rezza persine dal ritornello di una vec­chia canzone popolare. «Avanti e &#8216;ndré, avanti e &#8216;ndré, / che bel divertimento. / Avanti e &#8216;ndré, avanti e &#8216;ndré, / la vita è tutta qua&#8230;». E ogni parola che riguardi questo dimorare deve piegarsi ad essere, senza più alcun infingimento, un discor­so sull&#8217;attesa, sulla sincronizzazione im­perfetta e sul ritardo, non in quanto frut­to della mera contingenza, bensì come dimensione irreparabile, e al tempo stes­so sfiorata dalla grazia, dell&#8217;accadere di tutte le cose.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il ricordo del presente</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-ricordo-del-presente</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:16:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Controtempo]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è una concezione del tempo come successione lineare di passato-presente-futuro; e una concezione, invece, che privilegia i salti, le rotture, i punti critici. In una stasi del presente, la memoria stabilisce contatti fulminei con il passato; sono momenti frammentari ma &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-ricordo-del-presente">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una concezione del tempo come successione lineare di passato-presente-futuro; e una concezione, invece, che privilegia i salti, le rotture, i punti critici. In una stasi del presente, la memoria stabilisce contatti fulminei con il passato; sono momenti frammentari ma privilegiati che ritornano, formando costellazioni significative con il pre­sente e aprendo nuove possibilità di futuro. <span id="more-804"></span>Questo pro­cesso costituisce il tempo di mezzo, un tempo di qualità inconsueta, sospeso fra il vecchio che scompare e il nuo­vo che subentra: una transizione a volte paurosa, spesso dolorosa, fra il nulla che rischia di inghiottire il passato e il vuoto da cui dovrebbe sorgere un orizzonte di senso ancora non visibile. In questa sospensione fluttuano im­magini interiori, riaffiorano episodi d&#8217;infanzia, si ripro­pongono alla riflessione le sconfitte della storia. Sulle tracce di Benjamin, Hölderlin, Proust, tempo e me­moria si offrono a una riflessione collettiva, attraverso le tensioni della filosofia e della storia, e le oscurità della vi­ta psichica individuale.</p>
<p>In continuità con l&#8217;esperienza passata, il volume affronta il tema da un duplice punto di vista: quello filosofico e storico e quello più propriamente analitico e psicologi­co. Al centro della riflessione sta la difficoltà a vivere a pieno il presente e la corporeità, in un&#8217;epoca che vede il trionfo del virtuale e la sempre più estesa artificialità del­la vita. È la memoria, sostengono gli autori, che può con­trastare questa perdita di senso.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La mano felice</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-mano-felice</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:13:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Un evento&#8221; scriveva Ernst Bloch, &#8220;non si esaurisce nel suo accadere&#8230; Stranamente c&#8217;è sempre qualcosa di più che succede là dentro&#8221;. Dinanzi alla smisurata ricchezza del mondo, alla sua inesauribile eccedenza di sen­so, il compito che ci attende è quello &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-mano-felice">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Un evento&#8221; scriveva Ernst Bloch, &#8220;non si esaurisce nel suo accadere&#8230; Stranamente c&#8217;è sempre qualcosa di più che succede là dentro&#8221;. Dinanzi alla smisurata ricchezza del mondo, alla sua inesauribile eccedenza di sen­so, il compito che ci attende è quello di inventare un ordine e una verità in mezzo a tutto quello che accade <em>simultaneamente<strong> </strong></em>intorno, di modo che la realtà mostri a noi un lato visibile e rischiarato. Un compito che si rivela nella sua essenza estetico, se con questo termine vogliamo esprimere la ca­pacità di essere sensibili alla &#8220;struttura che connette&#8221;.</p>
<p>Attraverso il riferimento centrale alla psicoanalisi, i saggi raccolti in questo libro intendono gettare luce proprio su quel processo di organizzazione del­l&#8217;esperienza &#8211; in cui intelletto e passione, memoria e speranza si legano tra loro in modo indissolubile &#8211; con il quale si cerca variamente di disporre in maniera intelligibile e funzionale il succedersi degli eventi, conferendo ad essi un senso ed una direzione. <span id="more-788"></span>Misurandosi con il disagio e la sofferenza della nevrosi. caratterizzati dall&#8217;incapacità di esprimere ordinatamente la storia di una vita, l&#8217;opera freudiana esprime in maniera paradigmatica il tentativo di porre riparto all&#8217;aspetto delirante dell&#8217;accadere, nel senso che esso fuoriesce ad ogni istante dal solco della nostra esistenza, destabiliz­zandola. Ma, come testimoniano le pagine di autori come Bloch, Rilke, Pessoa&#8230;, l&#8217;infinito rumore degli eventi non riesce a vincerci soltanto: esso regala al tempo stesso una specie di smisurata ricchezza dovuta a impreci­sione. È la ricchezza del poeta, del filosofo, di quanti nel margine buio e di mistero che accompagna ogni figura arrivano a scorgere il <em>nuovo </em>che ci viene incontro, mutando il preesistente senso di prodigio che si sente aleg­giare intorno alla reità in parola e progetto, in una consapevole utopia della condivisione di un cammino e di una meta. Questo tendere la mano verso le cose del mondo per estranio un &#8220;talismano&#8221;, sfruttando la compiacenza del momento, è la mossa felice che trasforma le verità acquisite in un enigma e le rilancia verso un ordine di tipo superiore, più complesso. È la mossa che consentì allo stesso Freud di salvare dalla dispersione la macchia d&#8217;inchio­stro offertagli dal caso, e di cambiarla in una cosa del paradiso, nel talisma­no della sua felicità, che egli ha offerto a noi. La stessa mossa che, <em>ricorsivamente, </em>in modi sempre diversi, vorremmo noi stessi compiere ogni giorno, per passare dall&#8217;altra parte delle cose &#8211; al di là del loro incantamento di felicità -per sorprendere il mondo alle sue spalle e strap­pargli un segno, un senso ulteriori.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Controtempo</title>
		<link>https://morettievitali.it/controtempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 09:22:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Capita sempre più di rado d’incontrare persone che sappiano raccontare qualcosa come si deve&#8230; È come se fossimo privati di una facoltà che sembrava inalienabile, la più certa e sicura di tutte: la capacità di scambiare esperienze”. Così Walter Benjamin &#8230; <a href="https://morettievitali.it/controtempo/">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="testoLibro">
<img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/loghi_riviste/controtempo.gif" alt="" width="200" height="50" /></p>
<p style="text-align: justify;">“Capita sempre più di rado d’incontrare persone che sappiano raccontare qualcosa come si deve&#8230; È come se fossimo privati di una facoltà che sembrava inalienabile, la più certa e sicura di tutte: la capacità di scambiare esperienze”. Così Walter Benjamin commentava il declino del linguaggio comunicativo negli anni seguiti alla prima guerra mondiale. Pensare “in controtempo” significa in primo luogo produrre un arresto nel fluire sempre più rapido delle percezioni e delle impressioni; creare lo spazio sufficiente perché emozioni ed immagini si addensino, restituendo così al linguaggio la capacità di narrare; guardare la modernità come attraverso un’immaginaria moviola, rallentando i suoi fotogrammi sfuggenti. Le tracce di un’esperienza possibile vivono oggi soprattutto ai confini delle pratiche e dei saperi consolidati. A partire dal proprio linguaggio, ognuno dovrebbe cercare di avvicinarsi al punto oltre il quale la sua “competenza” non basta più e si offre all’occasione di una forma ignota. Dal 2000 Controtempo diventa un libro con periodicità annuale, ed entra con un nuovo formato e una rinnovata veste grafica nella collana “Il Tridente Campus”. Per la richiesta dei numeri arretrati rivolgersi presso la sede della casa editrice a Bergamo.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #003333;">Redazione:</span></strong>  Massimo Cappitti, Giorgio Concato, Arianna Fontana, Marco Lugli, Paolo Mottana, Mario Pezzella, Marco Piazza, Alessandro Poggiali, Carla Stroppa, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Sergio</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vitale</span></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Abbonamenti biennali (due numeri in due anni) Italia: Ordinario euro 21,00; Studenti euro 17,00; Enti, biblioteche, sostenitori euro 52,00 Estero: euro 50,00 (comprese spese di spedizione p.a.).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Controtempo</title>
		<link>https://morettievitali.it/controtempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 15:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Controtempo]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[“Capita sempre più di rado d’incontrare persone che sappiano raccontare qualcosa come si deve&#8230; È come se fossimo privati di una facoltà che sembrava inalienabile, la più certa e sicura di tutte: la capacità di scambiare esperienze”. Così Walter Benjamin &#8230; <a href="https://morettievitali.it/controtempo/">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr valign="bottom">
<td colspan="2" align="right" valign="bottom" height="55">
<div align="left"><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/loghi_riviste/controtempo.gif" alt="" width="200" height="50" /></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" align="right" valign="bottom" height="1"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="5">“Capita sempre più di rado d’incontrare persone che sappiano raccontare qualcosa come si deve&#8230;<br />
È come se fossimo privati di una facoltà che sembrava inalienabile, la più certa e sicura di tutte: la capacità di scambiare esperienze”. Così Walter Benjamin commentava il declino del linguaggio comunicativo negli anni seguiti alla prima guerra mondiale.<br />
Pensare “in controtempo” significa in primo luogo produrre un arresto nel fluire sempre più rapido delle percezioni e delle impressioni; creare lo spazio sufficiente perché emozioni ed immagini si addensino, restituendo così al linguaggio la capacità di narrare; guardare la modernità come attraverso un’immaginaria moviola, rallentando i suoi fotogrammi sfuggenti.<br />
Le tracce di un’esperienza possibile vivono oggi soprattutto<br />
ai confini delle pratiche e dei saperi consolidati. A partire<br />
dal proprio linguaggio, ognuno dovrebbe cercare di avvicinarsi al punto oltre il quale la sua “competenza” non basta più e si offre all’occasione di una forma ignota.<br />
Dal 2000 <strong><span style="color: #003333;">Controtempo</span></strong> diventa un libro con periodicità annuale, ed entra con un nuovo formato e una rinnovata veste grafica nella collana “<a href="https://morettievitali.it/catalogo/tridente_campus.html#controtempo">Il Tridente Campus</a>”.<br />
Per la richiesta dei numeri arretrati rivolgersi presso la sede della casa editrice a Bergamo.</td>
</tr>
<tr valign="middle">
<td colspan="2" align="left" height="2"><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/sfondi/puntoriga666699.gif" alt="" width="100%" height="1" vspace="6" /></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="28">Comitato di redazione: Massimo Cappitti, Giorgio Concato, Arianna Fontana, Marco Lugli, Paolo Mottana, Mario Pezzella, Marco Piazza, Alessandro Poggiali, Carla Stroppa, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Sergio</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vitale</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="11"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="54">Abbonamenti biennali (due numeri in due anni)<br />
Italia: Ordinario euro 21,00; Studenti euro 17,00; Enti, biblioteche, sostenitori euro 52,00<br />
Estero: euro 50,00 (comprese spese di spedizione p.a.).</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr valign="middle">
<td colspan="2" align="left" height="2"><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/sfondi/puntoriga666699.gif" alt="" width="100%" height="1" vspace="6" /></td>
</tr>
<tr>
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</tr>
<tr>
<td valign="top" width="100%" height="7"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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