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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Fontanella, Luigi&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Fontanella, Luigi&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Body Movements</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=body-movements</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 09:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblicato per la prima volta nel 1988 a New York, per i Dipartimenti di Italianistica della State University, con a fronte la versione inglese di una traduttrice d’eccellenza come Amelia Rosselli, Body movements viene edito solo oggi per il mercato &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=body-movements">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato per la prima volta nel 1988 a New York, per i Dipartimenti di Italianistica della State University, con a fronte la versione inglese di una traduttrice d’eccellenza come Amelia Rosselli, Body movements viene edito solo oggi per il mercato italiano. L’opera è una esplorazione dinamica del corpo vissuto nella stagione che più lo valorizza, l’estate marina e vacanziera, e nella funzione che più lo esalta, quella sessuale, sottintesa o più spesso esibita con una sincerità disarmante e accattivante. Ma gli allettamenti e gli incanti dell’eros sono di continuo pervasi da un’ansia di fondo, da un senso di inappagamento e di vuoto, che la dimensione carnale, nella sua fragilità desiderante, non riesce a colmare. La lingua usata tende a diventare una sorta di protesi, di prolungamento della fisiologia del corpo, espressa per sintagmi e segmenti attimali, sospensioni sintattiche, balbettamenti o accelerazioni ritmiche, spazi bianchi, impasti lessicali pieni di dialettismi e onomatopee, idiotismi e neologismi: una lingua guizzante, temeraria e spericolata come quei “movimenti” che vuole riprodurre.<br />
In appendice una ricca antologia critica, foto di alcune pagine originali – dattiloscritte, con correzioni a mano – della Rosselli, e una galleria fotografica sulla presentazione storica dell’opera.</p>
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		<title>Raccontare la poesia (1970-2020)</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=raccontare-la-poesia-1970-2020</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 14:21:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I volti di Hermes]]></category>
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					<description><![CDATA[Con Raccontare la poesia (1970-2020). Saggi, ricordi, testimonianze critiche, Luigi Fontanella offre un volto riconoscibile e distinto a una folla di poeti all’apparenza enorme e assai variegata sulla quale punta la propria lente di lettore appassionato con un’ intensa ricchezza &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=raccontare-la-poesia-1970-2020">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con <em>Raccontare la poesia (1970-2020). Saggi, ricordi, testimonianze critiche</em>, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Fontanella</span> offre un volto riconoscibile e distinto a una folla di poeti all’apparenza enorme e assai variegata sulla quale punta la propria lente di lettore appassionato con un’ intensa ricchezza di intuizioni esegetiche e di riferimenti biografici-testimoniali di godibile lettura.<br />
<strong>Giuseppe Nicoletti</strong><br />
Ordinario di Letteratura Italiana, Università degli Studi di Firenze </p>
<p><em>Raccontare la poesia (1970-2020)</em> è un viaggio “personale” di uno scrittore che è, al tempo stesso, poeta e critico.  Una congiuntura inscindibile di talenti che dà una forza unica alla “lettura” letteraria in grado di presentare una prospettiva a due livelli: quella di chi crea testi propri, e l’altra di chi interroga i testi altrui. Se è vero che il poeta “scrive con la speranza / di trovare una mano sconosciuta / da poter stringere / nell’oscurità”, come pronunciò nel lontano 1972 Aldo Palazzeschi, il critico-poeta di questi saggi, ricordi, e testimonianze concede al suo lettore quella luce indispensabile che rischiara l’oscurità.<br />
<strong>Anthony Julian Tamburri</strong><br />
Distinguished Professor of European Languages and Literatures, Queens College, City University of New York</p>
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		<title>Lo scialle rosso</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=lo-scialle-rosso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 16:13:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Dove ci portano i passi del poeta viandante Luigi Fontanella mentre perlustra i territori della sua intermittente, appassionata e tenace memoria, mentre ci offre e sottrae figure, simboli, oggetti della sua parabola umana, a partire da quello scialle rosso che &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lo-scialle-rosso">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dove ci portano i passi del poeta viandante <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Fontanella</span> mentre perlustra i territori della sua intermittente, appassionata e tenace memoria, mentre ci offre e sottrae figure, simboli, oggetti della sua parabola umana, a partire da quello scialle rosso che intitola questa nuova raccolta? Pochi autori sanno altrettanto bene che la poesia è movimento incessante poiché tale è la vita, che le cose sono se stesse e altro da sé, che il mondo muta secondo l’angolo ottico da cui lo osserviamo. Tutto brilla nella fuga del senso: uno scialle, rapito dal vento, vola via, si perde chissà dove: la stoffa del reale non è più consistente di una danza di fantasmi, eppure è vero anche il contrario: i fantasmi tra cui ci aggiriamo – echi di momenti, larve di desideri, riflessi dell’improbabile, <em>revenants</em> dell’incongruo – hanno la stessa evidenza dei più ruvidi aspetti della realtà. […] Eppure &#8220;non è tardi&#8221; per continuare a credere nella poesia, nella forza della parola di testimoniare la vita come contrappunto, battito cardiaco, respiro, ritmo alterno di povertà e bellezza. Se lo scialle è fuggito, strappato dalle mani del tempo, il rosso della sua scia resiste nello sguardo di chi crede ancora nella grazia, nella luce di ciò che non ha peso, nella forma senza forma dell&#8217;anima, nell&#8217;invito del vento a volare &#8220;fino ad un altro Sole&#8221;.</p>
<p><em>(dalla prefazione di Paolo Lagazzi)</em></p>
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		<title>Interporto est</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=interporto-est</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 10:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Interporto est di Annalisa Macchia è una specie di trepido e commosso romanzo per flash, sovrapposizioni, contrappunti, rapidi accostamenti memoriali, cammini e soste, fughe e risalite dal presente al passato e viceversa. Tornare dove si è vissuta la stagione mitica &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=interporto-est">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Interporto est</em> di Annalisa Macchia è una specie di trepido e commosso romanzo per flash, sovrapposizioni, contrappunti, rapidi accostamenti memoriali, cammini e soste, fughe e risalite dal presente al passato e viceversa. Tornare dove si è vissuta la stagione mitica dell’infanzia (una frazione della campagna livornese) significa osservare tutto quanto si è perso e continua a perdersi, a sfarinarsi, a sgretolarsi come il cimitero assediato dall’interporto o la chiesa la cui campana fu messa in vendita, come i terreni invasi dai container o da “alberi scheletrici”, come il ricordo stesso delle chiacchiere femminili <em>en plein air</em> che un tempo innervavano i giorni. Adesso persino gli spazi domestici soffocano: “sospeso anche il respiro / brancolano corpo e mente&#8230;”. Eppure negli abitanti del paese avviati al declino resiste un “non so che di fiero”, mentre il lento spegnersi della madre ha lasciato in dono all’autrice di questi versi un fuoco segreto, un “filo / incurante di morte e saccheggi”, “un nodo più forte d’ogni male”. Così misurarsi col passato è per lei “una lotta continua” tra il bisogno di resistere al dolore e quello di accettarlo, fra il desiderio di “spogliare” le forme, gli oggetti e le tracce del tempo e quello di riscoprirne la “piccola anima”. Intrecciando (come osserva <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Fontanella</span> nella postfazione) la lucidità dello sguardo con il respiro onirico delle visioni, Annalisa Macchia sembra cercare un “regno” diverso, un luogo intermedio tra il reale e i fantasmi in cui smarrendosi e ritrovandosi, in cui socchiudendo gli occhi per rivedere le lucciole delle estati perdute e aprendoli per fissare con coraggio il “sole” accecante della morte sia possibile riconoscere le linee vere del proprio destino, il proprio  essere “anello / di una imperscrutabile collana” lucente di strazio e bellezza.</p>
<p align="right">Paolo Lagazzi</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maredè, Maredè&#8230;</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=marede-marede</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Opere di Luigi Meneghello]]></category>
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					<description><![CDATA[Non vogliamo nascondere il piacere e la commozione che provia­mo nel presentare ai lettori questo straordinario volume dì Luigi Meneghello la cui edizione abbiamo potuto realizzare grazie al contributo della Banca Popolare Vicentina. E siamo lieti di poter cogliere anche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=marede-marede">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non vogliamo nascondere il piacere e la commozione che provia­mo nel presentare ai lettori questo straordinario volume d</em><em>ì <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> Meneghello la cui edizione abbiamo potuto realizzare grazie al contributo della </em>Banca Popolare Vicentina. <em>E siamo lieti di poter cogliere anche qui, l&#8217;occasione per esprimere la nostra gratitudine al Presidente Giu­seppe Nardini e al Consigliere Delegato Carlo Pavesi per l&#8217;attenzione ed il riconoscimento che hanno voluto tributarci.</em></p>
<p><em><span id="more-1043"></span>Del lavoro dello scrittore di Malo sappiamo bene che non occorre dir molto. Rammentiamo soltanto ai suoi molti estimatori la continua riproposizione che i maggiori editori italiani hanno fatto e fanno dei suoi libri pi</em><em>ù noti, </em>Libera nos a malo, I piccoli maestri, Pomo pero, Fiori Italiani <em>e l&#8217;interesse con cui sono stati accolti i recenti </em>Jura <em>e </em>Bau-sète! <em>Negli ultimi anni c&#8217;è stata, inoltre, l&#8217;offerta che un&#8217;editoria minore, ma qualificata, ha potuto fare di altre opere dell&#8217;autore vicen­tino, che non ha mai cessato dì misurarsi col complesso ed entusiasmante &#8220;rapporto fra esperienza ed espressione&#8221; nella propria e nell&#8217;altrui scrit­tura </em>(II Tremaio, Anti-eroi, L&#8217;acqua di Malo, Leda e la schioppa, Che fate quel giovane? <em>e </em>Rivarotta).</p>
<p><em>Anche perch</em><em>é partecipi di questa ormai lunga consuetudine edito­riale con lo scrittore, abbiamo potuto realizzare il presente volume che rappresenta una sicura novità nel lavoro dell&#8217;autore vicentino, sia per l&#8217;impianto formale delle riflessioni che vi sono proposte, che per alcuni aspetti tecnici della ricerca espressiva.</em></p>
<p><em>Nei rapporti, e nei </em>trasporti, <em>che intercorrono fra le &#8220;parole-cose&#8221; del dialetto e le &#8220;parole-parole&#8221; della lingua letteraria, lo scrittore sca­va una volta </em><em>di più per comprendere il mistero ed il fascino della co­struzione che noi tutti facciamo dei modi della realtà e della vita.</em></p>
<p><em>Siamo, perci</em><em>ò, onorati ed orgogliosi di poter accogliere nella no­stra attività editoriale e di offrire ai lettori quest&#8217;ultima ed impegnata fatica di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> Meneghello, al quale rinnoviamo la nostra riconoscenza e la nostra amicizia.</em></p>
<p align="right">Gli Editori</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rivarotta</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=rivarotta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Opere di Luigi Meneghello]]></category>
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					<description><![CDATA[In queste pagine, originali ed intense, Luigi Meneghello affronta il prediletto tema della memoria con l&#8217;impegno sobrio e con la delicata mae­stria che più gli appartengono. Facendosi interprete di una nobile quanto difficile tradizione lette­raria, lo scrittore trasforma quello che &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=rivarotta">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In queste pagine, originali ed intense, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> Meneghello affronta il prediletto tema della memoria con l&#8217;impegno sobrio e con la delicata mae­stria che più gli appartengono.</p>
<p><span id="more-1042"></span>Facendosi interprete di una nobile quanto difficile tradizione lette­raria, lo scrittore trasforma quello che poteva essere un semplice discor­so d&#8217;occasione in un prezioso distillato di riflessioni sul lavoro — che è anche il suo — di chi continuamente interroghi i segni lasciatigli dalla vita di un tempo, per indagare e comprendere ciò che è diventato.</p>
<p>Egli ci racconta, così, l&#8217;appassionato accanirsi di due solitari artisti della ceramica, Alessio e Lee, a riscoprire le forme e i luoghi di un&#8217;arte antica e popolare, nel ripristino dell&#8217;edificio della Fabbrica di Cristallina e Terra Rossa a Rivarotta, località tra Nove e Bassano, nell&#8217;Alto Vi­centino.</p>
<p>Ed in questa vicenda, che ha i tratti di un&#8217;epica domestica, ma nient&#8217;affatto minore, l&#8217;autore legge e ci rivela i modi stessi del suo stile di scrittura e di pensiero, dell&#8217;etica cioè, a un tempo ironica e rigorosa, con cui sa guardare alle cose della vita. Qui sta il fascino delle parole di Me­neghello: nell&#8217;intimo loro potere di dominare, e così trattenere in vita, le linfe più dense dell&#8217;esperienza e dell&#8217;emozione.</p>
<p align="right">(g.v.)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che fate, quel giovane?</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=che-fate-quel-giovane</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Opere di Luigi Meneghello]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque ragionamenti di Meneghello, scritti a voce, sui rapporti fra esperien­za e scrittura, sull&#8217;amicizia, sull&#8217;ambizione personale, sul regno della bicicletta e delle donne, sui risvolti più o meno seri della parola &#8220;virile&#8221; o dei premi letterari, sul periodo strano del &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=che-fate-quel-giovane">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque <em>ragionamenti </em>di Meneghello, scritti a voce, sui rapporti fra esperien­za e scrittura, sull&#8217;amicizia, sull&#8217;ambizione personale, sul regno della bicicletta e delle donne, sui risvolti più o meno seri della parola &#8220;virile&#8221; o dei premi letterari, sul periodo strano del dopoguerra, dove i &#8220;pezzi politici&#8221; possono discorre­re (nel senso manzoniano del &#8220;fare all&#8217;amore&#8221;) con i pezzi più &#8220;frivoli&#8221; (frivo­li?) delle attrazioni per una moto, per una donna, per &#8220;lo strano paese dell&#8217;e­ros&#8221;. L&#8217;autore prova empiricamente a far vedere i meccanismi, le rotelle e gli snodi della sua materia.</p>
<p><span id="more-1041"></span>In questi saggi divertenti si disserta sul rapporto fra autentico ed inautenti­co, su come si forma un libro, sui suoi vari strati, per cui alle volte creare signifi­ca afferrare delle manciate di esperienza lontana, con uno slancio di grazia, per poi ossificarle nelle versioni scritte, negli &#8220;innumerevoli, ostinati, stucchevoli sche­mi o elenchi di possibili parti o capitoli&#8221;, e altre volte, invece, creare vuoi dire pescare nel caos della calotta cranica, dove le esperienze vanno in soffitta, per dare a quei frammenti marasmatici una forma organica. Scrivere è per Mene­ghello una attività pratica, come aprire con un tocco dell&#8217;unghia (lo stile) i gusci &#8220;nevralgici&#8221; dei ricordi, delle parole-chiave, per arrivare ai &#8220;nuclei di realtà&#8221;: un lavoro di meccanica, con le giunture, le saldature, e di straforo, più nascosti, gli impasti e le fusioni, le vergognose ma esaltanti <em>poltiglie. </em>E dall&#8217;originalità <em>uncanny </em>degli accostamenti, dei <em>rabaltóni </em>improvvisi dal serio al comico che sprizza sul lettore vibrante, stupito, il fascino intenso, sconvolgente di questa prosa.</p>
<p>Meneghello mostra come si possa parlare con la stessa serietà, cioè con au­torità e competenza, del Partito d&#8217;Azione e di uno sputo. La scrittura saggistica investe questioni letterarie di fondo, come quella del rapporto fra privato e pub­blico, fra autobiografismo di partenza e autobiografismo d&#8217;arrivo. Alla base di questi cinque <em>ragionamenti, </em>a modo suo intuitivi ironici e illuminanti, irrobustiti da arterie polemiche social-civili e da scrupoli filologici, lo scrittore fa vedere per immagini le profonde, impensabili verità del linguaggio. Torna e ritorna sui suoi temi, sui suoi attrezzi di lavoro, sugli zii e Thomas Mann, sulle formiche e Yeats, sulle immagini ambivalenti di ciò che racchiude, preserva: uova, gusci, sferiche ballottine&#8230; e prova a spiegare, a sé e a noi, perché è ciò che è, vale a dire uno scrittore che dissacra, che contesta prestigi piuttosto che edificarli e da una lezione epistemologica per dimostrare come prima di imparare a costruire e creare si debba imparare a smontare con garbo, curiosità e profondo rispetto. Proprio là dove si indicano alcuni modelli di autorità intellettuale torna così ad esprimersi il caparbio e irriverente sguardo dal basso, del bambino narcisista che difende come può, con denti scarpino e prosa, il suo diritto sacrosanto alle &#8220;ponpe&#8221;, a una dose abbondante di felicità.</p>
<p align="right"><em>Ernestina Pellegrini</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Leda e la schioppa</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=leda-e-la-schioppa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:17:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Opere di Luigi Meneghello]]></category>
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					<description><![CDATA[«Per conto mio — afferma l&#8217;autore di queste pagine —, devo dire che se c&#8217;è un tema di fondo in tutto ciò che ho scritto, è il rapporto tra la parte che cambia e quella che non cambia nell&#8217;esperienza umana». &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=leda-e-la-schioppa">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Per conto mio — afferma l&#8217;autore di queste pagine —, devo dire che se c&#8217;è un tema di fondo in tutto ciò che ho scritto, è il rapporto tra la parte che cambia e quella che non cambia nell&#8217;esperienza umana».</p>
<p><span id="more-1040"></span>Fedele da sempre a questo suo classico impegno di scrittura <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> Meneghello ce ne offre qui un saggio delizioso e persuasivo, riflettendo sulle forme e sullo stile con cui ha elaborato i materiali ed affinato i registri linguistici di <em>Pomo pero, </em>il romanzo pubblicato nel &#8217;74 nel vano tentativo di concludere il ci­clo dedicato a Malo, micro/macro-cosmo dell&#8217;infanzia e della giovinezza dell&#8217;autore.</p>
<p>Ma il rapporto con i luoghi, le immagini e, soprattutto, le parole del tempo più antico della propria formazione, si rivela ancora una volta inesausto per lo scrittore ed il paese del vicentino, con le sue voci ed i suoi personaggi, ci appare di nuovo come un cerchio sacro, un <em>thémenos, </em>(un &#8220;Ur-Malo&#8221;, appunto) dall&#8217;in­terno del cui perimetro, mai del tutto sondato, attingere continue possibilità di significazione. E ciò perché il &#8220;mondo è pieno di significati ambigui&#8221; ci dice Meneghello con un rapido schiudersi del pensiero alla delicatezza malinconica della sua ironia.</p>
<p>Ma come mettere in forma allora, senza sacrificarne le possibilità di senso, la sostanza non univoca dell&#8217;esperienza umana?</p>
<p>Il modo è proprio quello dell&#8217;ironia che addolcisce, allontanandola, la pres­sione dei ricordi e reinterpreta in nuovi racconti i rimandi e le parole offerti dal­la vita e dalla letteratura.</p>
<p>E Meneghello narra così il suo lavoro che, come quello di un umanista quat­trocentesco nel suo laboratorio di cultura, si concentra sul &#8220;problematico rap­porto tra testo ed esecuzione&#8221;, fra il modo di sentire e il modo di esprimere ciò che avverte muoversi alla radice della propria e dell&#8217;altrui esistenza. Egli indaga, cosi, gli &#8220;antichi frammenti di energia e di passione&#8221; che la vita deposita ai mar­gini dei propri percorsi e ne <em>comprime </em>il senso nella sua scrittura, modellando le parole ed il loro combinarsi, fino a raggiungere la leggerezza di uno stile che conserva e libera, in un medesimo tempo, tutta la densità dei significati.</p>
<p align="right">(g.v.)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bertang</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=bertang</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:42:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Con un saggio di Carla Stroppa. Tra le opere memorabili del primissimo Novecento, il romanzo breve di Wilhelm Jensen Gradiva occupa un luogo del tutto a sé. Universalmente noto per il saggio che gli ha dedicato Freud interpretandolo come un &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=bertang">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con un saggio di Carla Stroppa.</p>
<p>Tra le opere memorabili del primissimo Novecento, il romanzo breve di Wilhelm Jensen <em>Gradiva</em> occupa un luogo del tutto a sé. Universalmente noto per il saggio che gli ha dedicato Freud interpretandolo come un “delirio” onirico, ma forse, a tutt’oggi, non molto letto, è un testo misterioso e seducente, palpitante di sensi e di simboli.</p>
<p><span id="more-981"></span>Storia di uno studioso d’arte classica (Norbert Hanold) che, soffrendo un’acuta angoscia senza capirne il perché e perdendosi a lungo in un labirinto di fantasie simili a sogni, ritrova pian piano il bandolo della propria vita liberandosi dalla morsa che lo aveva condannato a “rimuovere” la forza di Eros, <em>Gradiva</em> è allo stesso tempo una grande parabola esistenziale e ideologica, un mito moderno che ci mostra da una parte i rischi di irrigidimento del pensiero astratto, teorico, votato solo alla purezza delle idee o delle forme, e dall’altra l’insopprimibile, suadente, melodioso richiamo di quella grazia erotica che è (come ben intese Bergson) forma in movimento, esistenza fluida e sfumata, spirito della metamorfosi, <em>invitation au voyage</em>. Affascinato dal modo di camminare, quasi danzando, di una figura di fanciulla riprodotta in un bassorilievo antico, Norbert la battezzerà nella sua mente Gradiva (“colei che avanza”) e la cercherà a lungo tra i resti e le rovine di Pompei fino a riconoscere nel suo “fantasma” la realtà in carne e ossa di una ragazza da lui sempre amata senza saperlo, Zoe Bertgang.</p>
<p>Sedotto da questo mito come possono esserlo gli innamorati, ma insieme capace di rivisitarlo con sguardo lucido e icastico, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Fontanella</span> ha composto un poemetto che sa evocarne le immagini e i punti salienti (il passo “rapido e leggero” di Zoe-Gradiva, il ramo d’asfodelo colto dal protagonista, la riapparizione di lei nella via di Mercurio, lo <em>sketchbook</em> con disegni pompeiani dimenticato dalla donna, la lucertola, l’Albergo del Sole….) lasciandoli fluttuare nell’onda aperta, “remota” e numinosa di una personalissima <em>rêverie</em>. Nutrita dalla profonda passione del poeta, del narratore e del critico per le atmosfere magiche, metafisiche e surreali, questa fantasticheria in versi ci parla del carattere eccessivo, tormentoso e mitico del desiderio (“le avrei toccato una mano, benché / in me convivesse un sentimento ambiguo…”); ci cala nella dolcezza dolorosa e salvifica di quelle illusioni che sono la nostra unica verità; sa immergerci nell’ora meridiana degli spiriti e degli dèi, quell’ora di epifanie in agguato che potrebbero mutare per sempre la nostra vita. Del tutto libera dalle velleità degli esperimenti di maniera, sciolta in un gesto stilistico autenticamente visionario e arcano, trascolorante fra richiami allusivi, trame di sogni e vertigini, la voce di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Fontanella</span> riscrive un grande racconto con la stessa felicità con cui un tempo i maestri del contrappunto replicavano un tema cruciale solo per rinnovarlo, per farlo proprio, per rilanciarne l’inesauribile ricchezza verso il cielo della poesia.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Lagazzi</em><em></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;azzurra memoria</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=lazzurra-memoria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:22:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[La vicenda poetica di Luigi Fontanella si sviluppa fin dalle origini nel segno della complessità, della libertà e della vitalità. Dopo gli esordi sperimentali (la prima rac­colta poetica, La verifica incerta, è del 1972), influenzati anche dalla poesia ameri­cana degli &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lazzurra-memoria">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda poetica di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Fontanella</span> si sviluppa fin dalle origini nel segno della complessità, della libertà e della vitalità. Dopo gli esordi sperimentali (la prima rac­colta poetica, <em>La verifica incerta, </em>è del 1972), influenzati anche dalla poesia ameri­cana degli anni Sessanta e Settanta, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Fontanella</span> si è infatti mosso gradualmente verso una poesia di forme più leggibili, recuperando anche strutture metriche con­solidate della nostra tradizione: <span id="more-967"></span>accanto ai componimenti lirici di forte e densa allusi-vita, si daranno dunque anche i più lunghi e articolati poemetti di contenuto narrativo, non senza incursioni nella prosa poetica; accanto a una poesia di lieve grazia epi­grammatica, o di elegiaca memorialità pri­vata, si troveranno le aspre &#8211; quasi cinematografiche &#8211; sequenze di paesaggio america­no; accanto ai versi lunghi (ma non prosa­stici, sempre nutriti di invenzioni linguisti­che e stilistiche), le forme strofiche e endecasillabiche della produzione più recente. E andranno sottolineate &#8211; quasi un libro che attraversa tutte le raccolte finora pubblicate &#8211; le numerose poesie di argomento meta-poetico e metaletterario. Non poteva che essere così, d&#8217;altronde, visto che <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Fontanella</span>, ordinario di Lingua e Letteratura Italiana presso l&#8217;Università Statale di New York, è anche un fine uomo di lettere attento ai grandi mutamenti della vita culturale e sociale. E proprio il tema del viaggio (segnalato dalle numerose didascalie di nomi, date e luoghi aggiunte ai singoli com­ponimenti), unito a quello del tempo (il tempo elegiaco della memoria, ma anche quello verticale ed epifanico delle nostre più profonde esperienze esistenziali), sem­bra la cifra unificante di tutta la sua produ­zione, una delle più vive e autentiche del­l&#8217;attuale panorama poetico nazionale.</p>
<p align="right"><em>Giancarlo Pontiggia</em></p>
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