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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Aman, Silvio&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Aman, Silvio&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Ceneri e faville</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 08:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[In una fresca notte d’estate, durante una passeggiata fra le calli veneziane, il ricordo dell’amore infantile per un cugino scomparso riaffiora alla memoria di Eleonora. Di lui sa poco, ma si sente indissolubilmente legata a quel giovane schivo. Anni di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=ceneri-e-faville">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In una fresca notte d’estate, durante una passeggiata fra le calli veneziane, il ricordo dell’amore infantile per un cugino scomparso riaffiora alla memoria di Eleonora. Di lui sa poco, ma si sente indissolubilmente legata a quel giovane schivo.<br />
Anni di ricerche, testimonianze, confidenze di coloro che l’hanno conosciuto. Un incedere lento, a tentoni in un doloroso passato dal quale emergono storie di vite comuni intrecciate tra loro. Berto, Mercè, Arturo, Roberta, Renzo, Mafalda diventano alcuni dei protagonisti inconsapevoli di oltre settant’anni di storia d’Italia: dall’avvento del Fascismo alla Resistenza; dagli Anni di piombo allo scioglimento del Partito comunista; dalla crisi della Democrazia cristiana all’avvento in politica di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvio</span> Berlusconi.<br />
La penna di Eleonora traccia un aspro ritratto sociologico di un Paese flagellato dall’ipocrisia e dal perbenismo. E quando la disillusione sembra destinata a regnare sovrana, passato e presente si fondono alchemicamente nell’incontro tra Eleonora e Primavera: due donne, due cugine, due amiche, due faville di speranza davanti a un cumulo di cenere.</p>
<p><strong>Mino Vianello</strong> è stato professore emerito di Sociologia economica all’Università di Roma La Sapienza. Agli anni ’60 e ’70 risalgono monografie dedicate a Veblen e al movimento sindacale americano. Successivamente, ha focalizzato la propria attenzione sull’emergere della donna come soggetto nella vita pubblica: la prima parte delle sue ricerche, pubblicata nel 2001 con il titolo <em>Gendering Elites</em> (Macmillan), ha ottenuto il Premio Descartes assegnato dalla Commissione Europea. In collaborazione con Elena Caramazza (psicoanalista junghiana) ha sviluppato una serie di riflessioni sul potere, confluite in numerose pubblicazioni tra cui <em>Donne e metamorfosi della politica</em> (2001),<em> Genere, spazio e potere </em>(2006) – tradotto in numerose lingue – <em>La spada di fuoco</em> (2007), <em>Oltre l’ombra del femminile</em> (2015), <em>La cappa di piombo</em> (2021). Redattore della “Revue Internationale de Sociologie” dal 1987 al 2005, è stato autore di innumerevoli saggi accademici e articoli editi su riviste e testate giornalistiche, tra le quali “Il Mondo” di Pannunzio, “Il Ponte” di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Calamandrei</span>, “Comunità” di Olivetti, “Il Corriere della Sera”, “L’Espresso”.</p>
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		<title>Ritorni su Dante</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=ritorni-su-dante</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[La Salamandra]]></category>
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					<description><![CDATA[Questi &#8220;ritorni su Dante&#8221; intendono in primo luogo dichiarare la consape­volezza che un impulso innovativo può sempre pervadere e illuminare anche sce­nari consueti investendo di inedite prospettive personaggi e momenti della Com­media tra i più indagati in assoluto. La scommessa &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=ritorni-su-dante">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questi &#8220;ritorni su Dante&#8221; intendono in primo luogo dichiarare la consape­volezza che un impulso innovativo può sempre pervadere e illuminare anche sce­nari consueti investendo di inedite prospettive personaggi e momenti della <em>Com­media </em>tra i più indagati in assoluto. <span id="more-1056"></span>La scommessa insita nei saggi qui raccolti consiste — è l&#8217;elemento unificante — nell&#8217;assegnare all&#8217;ennesimo ruminìo su celeberrimi rovelli danteschi, un diverso valore, riformulando in modo nuovo vec­chie domande e proponendo, quando occorra, intentate soluzioni. Se da una parte ciò può sconfinare nella presunzione, data l&#8217;alta posta in gioco, dall&#8217;altra si ha piena e vigile coscienza del severo lavoro di umili acquisizioni cognitive di base necessario allo scopo. Solo questo può conferire a qualche proposta mai prima affacciata, o anche solo qui riabilitata (come nel caso dello pseudo-Celestino), quel minimo di dignità cui non sono tenuti gli avventurosi <em>escamotages </em>miranti al facile effetto.</p>
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		<title>Alfabeto leopardiano</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=alfabeto-leopardiano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[La Salamandra]]></category>
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					<description><![CDATA[Fra i massimi poeti della modernità Giacomo Leopardi è stato forse quelle più frainteso e inascoltato, soprattutto sul piano della riflessione filosofica. Il mo­tivo è nella lucidissima e profetica opposizione del suo pensiero così controcor­rente rispetto all&#8217;entroterra intellettuale del suo &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=alfabeto-leopardiano">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fra i massimi poeti della modernità Giacomo Leopardi è stato forse quelle più frainteso e inascoltato, soprattutto sul piano della riflessione filosofica. Il mo­tivo è nella lucidissima e profetica opposizione del suo pensiero così controcor­rente rispetto all&#8217;entroterra intellettuale del suo tempo. Uno dei punti centrali di tale pensiero si concentra sul netto rifiuto di tutte le soluzioni consolatorie dello storicismo dialettico del primo ottocento e sulla formazione di una nuova cosmologia, incentrata sul carattere distruttivo della ragione separata dall&#8217;illu­sione e dall&#8217;immaginazione.</p>
<p><span id="more-1055"></span>Nei modi e nell&#8217;impianto di un dizionario (accogliendo idealmente una lon­tana sollecitazione dello stesso Leopardi all&#8217;editore Stella) Carlo Mariani riper­corre, con leggerezza narrativa ma anche con forte rigore filologico, alcune voci dell&#8217;universo letterario e speculativo del poeta di Recanati, dai grandi concetti morali alla sospensione lirica e sentimentale delle canzoni. Queste voci formane un saggio compatto e organico, nel quale l&#8217;autore, attraverso una fitta rete di rimandi interni e sottili connessioni, ricostruisce un percorso ermeneutico che vuole sottolineare la lezione fondamentale del materialismo classico e settecen­tesco, da Luciano a Holbach, entro cui Leopardi andava maturando scelte auto­nome e radicali.</p>
<p>Alla luce delle discussioni leopardiane più vive, gradualmente affiora come un finissimo filo conduttore l&#8217;immagine d&#8217;un Leopardi poeta filosofo, che nel­l&#8217;atto concreto della scrittura — avvertita in tutta la sua interezza — associa ri­cerca stilistica e ricerca speculativa, in un rapporto inscindibile su cui si fonda la poeticità stessa. Così dalle pagine altissime e concentrate delle Operette e dei Canti, Leopardi esprime &#8220;nella sera delle umane cose&#8221; un nichilismo senza spe­ranza oltre il quale, però, la forza della poesia sa sollevarsi in un&#8217;estrema illusione.</p>
<p align="right"><em>Paolo Ciro</em></p>
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		<title>Prima dei padri muoiono i figli</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=prima-dei-padri-muoiono-i-figli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[La Salamandra]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa è la prima opera tradotta in Italia di Thomas Brasch, uno scrittore dell&#8217;est legato ai movimenti letterari più spregiudicati e anticonformisti, che ha colto numerose affermazioni e importanti riconoscimenti come il premio Kleist, ancora da noi immeritatamente poco noto &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=prima-dei-padri-muoiono-i-figli">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la prima opera tradotta in Italia di Thomas Brasch, uno scrittore dell&#8217;est legato ai movimenti letterari più spregiudicati e anticonformisti, che ha colto numerose affermazioni e importanti riconoscimenti come il premio Kleist, ancora da noi immeritatamente poco noto nonostante la capillare esplorazione che in questi anni si è andata facendo della letteratura tedesca orientale. Per le implicazioni di questo romanzo, che ha visto la luce nel 1977 a Berlino est susci­tando viva sensazione, il suo autore è stato costretto ad abbandonare la DDR.</p>
<p><em><span id="more-1054"></span>Prima dei padri muoiono i figli </em>descrive l&#8217;atmosfera poliziesca e straziata di una città in cui brilla, trasparente, l&#8217;allegoria della morte. In essa, attraverso un&#8217;al­ternanza di mito e quotidiano, partecipazione e distacco, tragedia e parodia, per­sonaggi — che acquistano subito una concretezza quasi dolorosa — si racconta­no: cercano un momento di certezza, il luogo o l&#8217;emozione a cui aggrapparsi, nel­l&#8217;unica verità del proprio vissuto e della propria «rabbia vuota».</p>
<p>Con la tecnica ellittica della sceneggiatura cinematografica, — tutta affida­ta al parlato e al gesto — Brasch mette a fuoco l&#8217;amara sostanza di esseri soprav­vissuti tra le rovine della storia, condannati a brancolare fra gli echi di un passa­to sempre più crudo e l&#8217;aridità del presente, senza padri e senza speranze, che recitano in aspre vicende dove l&#8217;intensità e la trasgressione fanno velo a una di­sperata ricerca di senso destinata comunque al fallimento e all&#8217;impotenza.</p>
<p>Il <em>Blues, </em>una corsa pazza nel buio in motocicletta, le libere pulsioni del cor­po o un&#8217;amicizia diventano qualcosa di determinante, una necessità irresistibile dentro la quale proiettare urgenze improvvise, ritrovare forme di vita vera e di umana solidarietà, forme scovate come istintivamente e contrapposte alle «pre­sunte grandi cose». (p. c.)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Nel paese di Meneghello</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=nel-paese-di-meneghello</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:39:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[La Salamandra]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo libro è il frutto di una &#8216;lunga fedeltà&#8217;. Raccoglie i saggi, anche inediti, che Ernestina Pellegrini va scrivendo in «tema di meneghellerie», da quasi un ventennio. Ne risulta un attento e sfaccettato ritratto critico dello scrittore di Malo, raccontato, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=nel-paese-di-meneghello">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo libro è il frutto di una &#8216;lunga fedeltà&#8217;. Raccoglie i saggi, anche inediti, che Ernestina Pellegrini va scrivendo in «tema di meneghellerie», da quasi un ventennio. Ne risulta un attento e sfaccettato ritratto critico dello scrittore di Malo, raccontato, come in &#8216;presa di­retta&#8217;, sul versante di una biografia letteraria nella quale l&#8217;autrice rav­visa il riflesso di un mondo culturale fra i più intensamente rappresen­tativi del nostro Novecento.</p>
<p><span id="more-1052"></span>«Si può fare un libro per una sola persona?» si è chiesta la Pel­legrini nel presentare queste pagine all&#8217;interlocutore privilegiato, per cui le ha pensate e scritte e «che poi è l&#8217;oggetto stesso del di­scorso critico».</p>
<p>E in quest&#8217;interrogativo c&#8217;è la scommessa che l&#8217;autrice ha fatto con se stessa e che ha affrontato con tenace dolcezza, vincendola gra­zie alla competenza e all&#8217;intelligenza con cui sa guidare anche noi fra i luoghi e i personaggi, le immagini e le parole che insieme fanno «il paese di Meneghello». Vale a dire, fra quelle &#8216;figure&#8217; che costituiscono il micro-macrocosmo della scrittura meneghelliana, che è divenuto uno specchio della nostra intera civiltà — delle sue sicurezze e delle sue gibigiane — e nel quale, per ciò, possiamo sempre meglio leggerci e riconoscerci.</p>
<p>L&#8217;atteggiamento che unisce ed anima tutte queste pagine, mai me­ramente occasionali, è nel dialogo, di tono particolare, che la Pellegri­ni sa intrecciare col &#8216;suo autore&#8217;. Un dialogo tessuto di distanze criti­che e di affettuose sintonie, dato che, pur senza rinunciare ad un ben coltivato abito interpretativo, l&#8217;autrice riesce a rivelarci la sua profon­da congenialità poetica con lo scrittore.</p>
<p align="right">                                (g. v.)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Incarnazioni del fuoco</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=incarnazioni-del-fuoco</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[La Salamandra]]></category>
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					<description><![CDATA[Non c&#8217;è alcuna freccia di direzione né alcuna mappa di orientamento sulla soglia della sua caverna mistica: in modo abrupto Sara Virgillito ci risucchia al­l&#8217;interno del suo poema alchemico comunicandoci immediatamente il suo ritmo. Il poema che ha come tema &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=incarnazioni-del-fuoco">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;è alcuna freccia di direzione né alcuna mappa di orientamento sulla soglia della sua caverna mistica: in modo abrupto Sara Virgillito ci risucchia al­l&#8217;interno del suo poema alchemico comunicandoci immediatamente il suo ritmo. Il poema che ha come tema il fuoco, il principio vitale e metamorfico, infatti è concepito come azione pitica e organizzato di conseguenza nel flusso metrico di un continuo esaltato e affocato trasalimento.</p>
<p><span id="more-1051"></span>Tra delirio e illuminazione, tra tormento e gioia, ctonia e celeste la testimo­nianza della irriducibile forza che squassa e sublima la materia e lo spirito è evo­cata e invocata come nei riti dionisiaci e orfici. Lode, inno e canto di propizia­zione sono alterni e frammisti nella combustione di quella fiamma.</p>
<p>E voce umana quella sotto la cui specie la fiamma lingueggia: &#8216; Certo, ma già arresa a una intrinseca fatalità, immersa nell&#8217;indistinzione degli elementi agita la sua sferza e ritorna sui primi moti sotto varie forme, varia e uguale a se stessa; non c&#8217;è progressione ma solo reiterazione, perché non c&#8217;è tempo, c&#8217;è solo soffio d&#8217;energia primeva, primaria.</p>
<p>Non è facile a dirsi l&#8217;animo con cui Sara Virgillito officia questo rito, inve­stita dalla sua forza esplicita e occulta. In ogni caso, meno di tutto mi pare ci sia astrazione o fuga. Ci vedo piuttosto agonismo, appassionata riluttanza alla perdita di &#8216;fuoco&#8217; e alla disintegrazione dell&#8217;uomo contemporaneo. Forse qui è la &#8216;ragione&#8217; del poema, se non vogliamo limitarci a subirne la fascinazione. Ed è allora una ragione tragica.</p>
<p align="right"><em>Mario Luzi</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le nevi di una volta</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=le-nevi-di-una-volta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:37:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[La Salamandra]]></category>
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					<description><![CDATA[«Forse non è neppure vero che viviamo, o dovremmo vivere, delle nevi d&#8217;una volta. Le villoniane neiges d&#8217;antan, oggi si sono ovunque squaglia­te e per tutti: la &#8220;memoria storica&#8221; ognuno se l&#8217;è buttata dietro le spalle, purtroppo. Eppure, per andare &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=le-nevi-di-una-volta">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Forse non è neppure vero che viviamo, o dovremmo vivere, delle nevi d&#8217;una volta. Le villoniane </em>neiges d&#8217;antan, <em>oggi si sono ovunque squaglia­te e per tutti: la &#8220;memoria storica&#8221; ognuno se l&#8217;è buttata dietro le spalle, purtroppo. Eppure, per andare verso un futuro meno indegno, uno sguar­do all&#8217;indietro </em>— <em>proprio per andare avanti </em>— <em>non sarebbe male, anzi farebbe bene, se tornassimo a darlo, e a darcelo, ognuno e insieme».</em></p>
<p><em><span id="more-1049"></span>«&#8230;Bonalumi in ogni libro ha sempre mantenuto, e mai trattenuto, un suo salutare equilibrio al punto da rasentare una parvenza di immunità, pur non riuscendo a nascondere del tutto certe ferite non chiuse dalla propria &#8220;educazione sentimentale&#8221;».</em></p>
<p><em>«Bonalumi, stavolta, in questo nuovo libro, non si è limitato a veder ca­dere nevi della sua terra: ha guardato fuori di casa, confermando la sua natura di europeo in certo modo erasmiano: ed è quasi valore di indica­zione, persine di simbolo, il suo essersi accompagnato, sul finire di queste nuove &#8220;passeggiate&#8221; letterarie, al caro, e savio, e lunatico, e imperterrito passeggiatore Robert Walser».</em></p>
<p align="right">Giancarlo Vigorelli (dalla prefazione)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ariele</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=ariele</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Il poeta che qui leggete, e che cammina per le vie del mondo sotto il nome di Silvio Aman, l&#8217;autore di Sin­fonia Alpina e di Nel cuore del Drago, sa bene &#8211; come sa bene anche il lettore avveduto &#8211; &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=ariele">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il poeta che qui leggete, e che cammina per le vie del mondo sotto il nome di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvio</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Aman</span>, l&#8217;autore di <em>Sin­fonia Alpina </em>e di <em>Nel cuore del Drago, </em>sa bene &#8211; come sa bene anche il lettore avveduto &#8211; che non si scrive per parlare di sé, semmai per dar vita a parole calde come i fili di paglia di un nido, severe come i legni di una casa custodita dal tempo. <span id="more-974"></span>Come un acquarellista sublime, intento a salvare nei suoi piccoli e cerimoniosi quadri le minime cose della vita, il loro simbolismo più segreto, e sia pure intinto di un&#8217;an­goscia da cui neanche la più luminosa e più pura bel­lezza ci può preservare, anche <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Aman</span> tenterà dunque &#8211; in virtù di «un lavoro lungo e quieto» &#8211; di dipin­gere i suoi «mobili in ciliegio,/ I vasi colmi d&#8217;acqua con le dalie,/ I piatti azzurri appesi/ E dentro l&#8217;aria argentea, l&#8217;ombra» <em>(Aliénor). </em>Con la sua lingua squi­sita e un po&#8217; <em>démodée, </em>che non disdegna di attingere a forestierismi e locuzioni trapassate, con il suo stile così lieve e aereo (come il titolo del libro ci fa d&#8217;al­tronde presagire), con la sua sensibilità così squisita e accesa e i suoi raffinati modelli poetici, concentrati tra fine Ottocento e primo Novecento, tra (met­tiamo) Corazzini e Rilke, il Verlaine malinconico delle <em>Fètes gakntes </em>e certe vertiginose, scure accen­sioni espressionistiche della pittura viennese di inizio secolo, il poeta che tanto ha amato Walser, e che ha dato vita a una rivista &#8211; «Hesperus» &#8211; dal nome elo­quente e ambiguo, davvero sembra muoversi ad ogni pagina sugli orli notturni del verso, tra pensieri in­confessabili, figure mitologiche degne di un lettore di Freud e flore dai nomi inquietanti e minacciosi. Ma il lettore che lo segua con attenzione, non man­cherà di cogliere &#8211; dietro i fili ossessivi che <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">tramano</span> il libro &#8211; un disegno di limpida purezza e di amorose dedizioni: quasi che quei fili fossero lì proprio per custodire, intatto, il segno &#8211; il più semplice ed elementare &#8211; del cuore.</p>
<p align="right">G.P.</p>
<p> <!--more--></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In nome della Grande Madre</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=in-nome-della-grande-madre</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:55:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Convergenze]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Convergenze, dopo i primi quattro qua­derni dedicati a I nomi propri dell&#8217;Ombra (2004), I nomi comuni dell&#8217;Anima (2005), I nomi della Trasformazione (2006), I nomi della Sincronicità (2007), propone nel suo quinto quaderno il tema della Grande Madre. Jung ipotizza &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=in-nome-della-grande-madre">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Convergenze, </em>dopo i primi quattro qua­derni dedicati a <em>I</em> <em>nomi propri dell&#8217;Ombra </em>(2004), <em>I</em> <em>nomi comuni dell&#8217;Anima </em>(2005), <em>I</em> <em>nomi della Trasformazione </em>(2006), <em>I nomi della Sincronicit</em><em>à </em>(2007), propone nel suo quinto quaderno il tema della <em>Grande Madre.</em></p>
<p><span id="more-838"></span>Jung ipotizza che le influenze esercitate dalla madre sui propri figli non derivino necessariamente dalla madre stessa e dai suoi reali tratti di carattere. Accanto a questi vi sarebbero qualità che la madre, in quanto persona, solo apparentemente possiede, ma che di fatto sorgono dalla struttura archetipica che la circonda e sono proiettate su di lei dai figli stessi.</p>
<p>Dire della <em>Grande Madre </em>è dunque un modo di nominare un&#8217;immagine tratta dall&#8217;esperienza culturale collettiva. In quanto &#8220;immagine&#8221;, essa rivela una pie­nezza archetipica, ma anche una distinta polarità tra positivo e negativo.</p>
<p>Prefazione <em>di Stefano Baratta</em></p>
<p>Adynaton <em>di Carla De Bellis</em></p>
<p>Beatrice <em>di Rubina Giorgi</em></p>
<p>Bee Goddes <em>di Maria Bassi, Stefano Baratta</em></p>
<p>Camille Claudel <em>di Ivana Cenci</em></p>
<p>La cattiva madre <em>di Francesca Castellani</em></p>
<p>Cave <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Amantem</span> <em>di Franca Franchi</em></p>
<p>Chóra <em>di Enrica Salvaneschi, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvio</span> Endrighi</em></p>
<p>Coscienza <em>di Ilaria Anzoise, Mauro Maldonato</em></p>
<p>Crudeltà <em>di François Bruzzo</em></p>
<p>La Dea bianca di Lacan <em>di Matteo Bonazzi</em></p>
<p>Distruzione <em>di Carla Stroppa</em></p>
<p>Europa <em>di Romano Gasparotti</em></p>
<p>II gioco pesante di tutta la vita <em>di Ida Travi</em></p>
<p>L&#8217;ingenerosa Madre Terra <em>di Roberto Caracci</em></p>
<p>Leucotea <em>di Maria Luisa Vezzali</em></p>
<p>Louise Bourgeois <em>di Silvia Ferrari</em></p>
<p>La Lupa di Verga <em>di Gilberto Isella</em></p>
<p>La Madre preistorica <em>di Domenico Antonino Conci</em></p>
<p>Madrevita e Madremorte <em>di Maria Angela Bedini</em></p>
<p>Le Madri <em>di Tiziano Solari</em></p>
<p>Mater Dolorosa <em>di Ottavio Olita</em></p>
<p>Mater Matuta <em>di Cesare Milanese</em></p>
<p>Medea <em>di Vincenzo Di Oronzo</em></p>
<p>La Musa <em>di Susanna Mati</em></p>
<p>La nera testimone <em>di Mario Nicolao</em></p>
<p>Nostalgia <em>di Alberto Castoldi</em></p>
<p>L&#8217;ombra materna <em>di Chiara Zamboni</em></p>
<p>La porta del possesso <em>di Flavio Ermini</em></p>
<p>Lo schermo <em>di Marco Ercolani</em></p>
<p>Seduzione <em>di Lorenzo Barani</em></p>
<p>II segreto della matriosca <em>di Marco Garzonio</em></p>
<p><em>Stabat Mater di Cecilia Rofena</em></p>
<p>Sulamith <em>di Franco Gallo</em></p>
<p>Terra <em>di Carlo Piazza</em></p>
<p>II velo di Calipso <em>di Alfonso Cartolato</em></p>
<p>Yuan-ku <em>di Lorenzo Erutti</em></p>
<p>Zeus <em>di Giorgio Taborelli</em></p>
<p>La parola fuorilegge della Grande Madre</p>
<p>Postfazione <em>di Flavio Ermini</em></p>
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