pagine 272 | prezzo 22,00€ | cm 14,5,x21

Esiste un verbo che esprime uno dei segreti del nostro essere e una delle chiavi della nostra epoca maniaco-depressiva: rivivere. Questo verbo ha due significati che sembrano contrapporsi radicalmente. Rivivere infatti può voler dire rinascere, ritrovare la sensazione di essere vivi e connessi agli altri. Ma può anche voler dire lasciarsi catturare da un passato che non passa e rinchiudersi su se stessi. Ognuno di noi vive questa doppia esperienza, spesso senza saperlo. Ma è necessario pensarla, affrontarla, resistere a ciò che ci imprigiona, aprirci a ciò che ci libera. Questo libro è una specie di inventario delle nostre risorse e delle nostre ferite, una diagnosi del momento presente, un percorso nelle idee e nelle opere, una riflessione sugli atti più intensi della vita di un individuo.
Worms affronta l’idea centrale in un saggio denso di spunti e di grande leggibilità grazie alla struttura limpida e allo stile colloquiale. In una riflessione che associa filosofia, psicoanalisi e letteratura, la questione del rivivere è indagata sia nella sua dimensione individuale che nel contesto sociale e politico della nostra epoca.


Andar per storie - Narrazioni della conoscenza
Bertrand Russell
Nuove speranze per un mondo che cambia
 
a cura di Antonio Marturano
 
pagine 240 | prezzo 22,00€ | cm 14,5,x21

Bertrand Russell è stato uno dei maggiori attivisti politici a favore del sostegno alla pace. Questo volume, che è stato scritto subito dopo il Premio Nobel per la letteratura (1950) e l’acclamata Storia della filosofia occidentale, può essere letto come una testimonianza dei problemi del Novecento, anche alla luce di ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi con la crisi dovuta alla pandemia da Covid, la paventata crisi alimentare globale, la competizione tra Nato e Russia, l’ascesa economico-politica di Cina e India. Nelle sue pagine non mancano spunti di riflessione geopolitica che si possono ben applicare a questo mondo in transizione.
Secondo Russell due sono gli approdi dove l’umanità può, e deve, ancorarsi: l’educazione e il governo mondiale. Il governo mondiale è l’unica possibilità che abbiamo per prevenire guerre catastrofiche: il grande ostacolo alla sua creazione è nel sentimento nazionale (che ultimamente ha preso le vesti di sovranismo) in continua crescita e, secondo il filosofo, frutto del combinato disposto di regressione economica e di diminuzione del valore dell’educazione e della tolleranza.