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Bertrand Russell è stato uno dei maggiori attivisti politici a favore del sostegno alla pace. Questo volume, che è stato scritto subito dopo il Premio Nobel per la letteratura (1950) e l’acclamata Storia della filosofia occidentale, può essere letto come una testimonianza dei problemi del Novecento, anche alla luce di ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi con la crisi dovuta alla pandemia da Covid, la paventata crisi alimentare globale, la competizione tra Nato e Russia, l’ascesa economico-politica di Cina e India. Nelle sue pagine non mancano spunti di riflessione geopolitica che si possono ben applicare a questo mondo in transizione.
Secondo Russell due sono gli approdi dove l’umanità può, e deve, ancorarsi: l’educazione e il governo mondiale. Il governo mondiale è l’unica possibilità che abbiamo per prevenire guerre catastrofiche: il grande ostacolo alla sua creazione è nel sentimento nazionale (che ultimamente ha preso le vesti di sovranismo) in continua crescita e, secondo il filosofo, frutto del combinato disposto di regressione economica e di diminuzione del valore dell’educazione e della tolleranza.