pagine | prezzo 25,00€ | cm 14,5x21

Ancora e sempre suona come il motto araldico di un’impresa pervicace, paziente ed ostinata”. Così Andrea Tagliapietra introduce lo scavo dialettico che Italo Valent compie nell’opera di Wittgenstein. La formula, meditatamente aforistica, è la chiave con cui il filosofo esplora i temi wittgensteiniani a livello sia del metodo che dello stile; è anche, nella sua natura avverbiale ed endiadica – dove il sempre depotenzia la piega dell’ancora, ma l’ancora inquieta la continuità del sempre – la modulazione di una pratica di pensiero che esprime il lavoro svolto dall’autore sui testi di Wittgenstein e, insieme, la forma singolare della sua scrittura filosofica, dove l’aforisma mostra proprio quell’esuberanza del pensare sul dire da cui muove l’impresa della filosofia.
Ecco che l’itinerario attraverso quello che Valent chiama lo stile speculativo di Wittgenstein permette di riconoscere l’attività in cui consiste la filosofia: dal combattimento con il linguaggio che compendia contenuto, metodo e stile della filosofia wittgensteiniana emerge l’autonomia del pensiero rispetto alla volontà di comunicazione, alle prestazioni sociali del discorso e alle regole della logica. Si rivela così l’originaria atopìa del filosofo, la sua collocazione tattica fuori luogo rispetto ai ruoli della società, alle etichette della cultura e agli effetti delle pratiche dei discorsi e dei saperi.


Il Tridente Campus | L'ombra
Aa. Vv.
Psicoanalisi e poesia
 
a cura di Andrea Schellino
 
pagine 208 | prezzo 20,00€ | cm 14,5X21

Durante tutto il Novecento, i paradigmi psicoanalitici hanno ispirato la critica letteraria e nutrito la creazione poetica. Secondo Freud, i poeti “sono preziosi alleati, e bisogna tenere in grande considerazione la loro testimonianza” (Delirio e sogni nella Gradiva di Jensen, 1907). La psicoanalisi di Jung si è rivelato forse il pensiero più adatto ad avvicinare quell’Altro della scrittura che è la poesia: lo testimoniano i due saggi Psicologia analitica e arte poetica (1922) e Psicologia e poesia (1930 e 1950). Questo numero dell’Ombra si pone all’ascolto di questa risonanza dell’Anima, che oggi pare più silenziosa, tra due domini spirituali contigui e incommensurabili, tra la psicoanalisi e la poesia.

Presentazione
Andrea Schellino

Les itinéraires poétiques de Christian Vogels
Michèle Aquien

La pietra d’inciampo di Cesare Pavese
Luciano De Blasi

Per diventare se stessi
Alessandro Defilippi, Ferruccio Vigna

Poétique de l’inconscient. Érotique
et âme chez Pierre Jean Jouve

Sabine Fos-Falque

Comment entrer dans l’huître
sans y laisser son doigt: une lecture
de L’Huître de Francis Ponge

Laurent Fourcaut

La saggezza cosmica del poetare. A partire dal rapporto parola-immagine secondo
il pensiero di Ludwig Klages

Romano Gasparotti

Les répétitions différentielles dans la poésie de Lorand Gaspar
Jérôme Hennebert

Malattia del vuoto, poesia del vuoto

Nadia Narcisi, Ferruccio Vigna

“We all have hunger…”. Canzoni in terapia, terapie in loop. Dell’ossessività e della necessità di non parlarne
Fabrizio Pastrone, Francesca Zizzi

Il rovescio di Maria
Carla Stroppa

La poetica dell’inconscio
Maria Laura Trifilò

Morte di Danton di Georg Büchner.
La meccanica della Rivoluzione

Mario Riberi

Sabina Spielrein, una figura discussa
ed emarginata nella storia della psicoanalisi

Piera Vaglio Giors