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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Luciano Perez&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Luciano Perez&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Animali guida</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=animali-guida-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 10:22:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[sliderlibrihome]]></category>
		<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo è un libro pensato “per attivare l’immagina­zione”. Riproposto in un’edizione aggiornata, corrispondente integralmente al testo originale, e con la Prefazione di Marco Garzonio, è un libro che parla di oche, elefanti, cani, gatti, serpenti, merli, tartarughe, tori e cavalli, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=animali-guida-2">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è un libro pensato “per attivare l’immagina­zione”. Riproposto in un’edizione aggiornata, corrispondente integralmente al testo originale, e con la <em>Prefazione</em> di Marco Garzonio, è un libro che parla di oche, elefanti, cani, gatti, serpenti, merli, tartarughe, tori e cavalli, nel quale il mondo animale è presentato con la stupe­facente tavolozza della sensazione: i colori, la pelle e il pelame, le movenze, gli odori e i gridi di richiamo. È anche uno studio che intreccia il materiale dotto – mitologico e naturalistico – con i resoconti clinici, i so­gni e i disegni dei pazienti, fino a formare un tessuto vivace e variopinto, che porta il lettore a esplorare regni molto diversi tra loro.<br />
In un passo di <em>Analisi dei sogni </em>Jung scrive: «Nella misura in cui fun­zioniamo in modo automatico o istintivo siamo degli animali, perché il nostro com­portamento non differisce in alcun modo da quello di un animale». È un invito a non perdere il contatto con l’istinto, perché gli animali – come dice Russack – spezzano le barriere e portano la loro presenza tera­peutica all’interno delle nostre vite. Sono una guida verso il processo di individua­zione.<br />
La traduzione e la cura del volume sono di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luciano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Perez</span>.</p>
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		<title>Dal Setting al Temenos</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=dal-setting-al-temenos</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 17:11:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il libro percorre i sentieri del pensiero junghiano di Luciano Perez, il cui sguardo era sempre aperto verso nuovi orizzonti, con profonda umiltà e rigore scientifico. Pagina dopo pagina, l’autore si aggira poeticamente e immaginalmente nei meandri del sapere, non &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=dal-setting-al-temenos">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro percorre i sentieri del pensiero junghiano di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luciano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Perez</span>, il cui sguardo era sempre aperto verso nuovi orizzonti, con profonda umiltà e rigore scientifico. Pagina dopo pagina, l’autore si aggira poeticamente e immaginalmente nei meandri del sapere, non solo psicoanalitico, ma anche letterario, mitologico, artistico e sociologico. Questa raccolta di scritti si pone come lascito di un Maestro, come crogiolo nel quale le profonde e ispirate riflessioni di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Perez</span> si incontrano e si fondono, trasformandosi alchemicamente e guidando i lettori nell’affrontare tematiche universali, archetipiche. In questo libro che racchiude i diversi volti del pensiero di Jung, l’autore pone un interrogativo ancora valido nel presente: che cosa significa essere analisti junghiani oggi? E nella risposta ritroviamo la saggezza di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Perez</span>, i cui pensieri erano idee dell’Anima che aprivano – e aprono tuttora – nuove prospettive, invitando ad assumere la sua stessa postura riflessiva, grazie alla quale il miracolo si compie e la comunicazione diventa uno spazio immaginativo in connessione con i processi empirici. <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Perez</span> era un uomo profondamente colto, erudito, che amava utilizzare il sapere per rivelare, non per nascondere.</p>
<p><strong><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luciano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Perez</span></strong> (1940-2015), specializzato in Psichiatria, è stato Psicologo Analista Didatta del CIPA. Profondo conoscitore della Psicologia Archetipica, dell’Islamologia, della Simbolica, dell’Alchimia e della Kabala, ha coltivato altresì il proprio interesse per la musica, le arti figurative, la poesia e l’archeologia. Ha curato la traduzione di testi di Jung non inclusi nell’<em>Opera Omnia</em>. In qualità di Didatta ha formato numerosi analisti junghiani.</p>
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		<title>Perdita e ricerca del centro</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=perdita-e-ricerca-del-centro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:35:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anima]]></category>
		<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Da Plotino a Jung il &#8220;centro&#8221; è metafora del­l&#8217;origine e della meta dell&#8217;anima, per cui la per­dita della connessione con questo centro diviene metafora dell&#8217;alienazione dell&#8217;anima dal suo destino. Anche se la coincidenza con il centro non è mai data, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=perdita-e-ricerca-del-centro">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Plotino a Jung il &#8220;centro&#8221; è metafora del­l&#8217;origine e della meta dell&#8217;anima, per cui la per­dita della connessione con questo centro diviene metafora dell&#8217;alienazione dell&#8217;anima dal suo destino. Anche se la coincidenza con il centro non è mai data, ma è dato piuttosto un tendere all&#8217;infinito, oppure la sosta in uno dei centri possibili, soltanto riflesso del &#8220;centro dei centri&#8221;. Come dice Plotino, «l&#8217;Anima si muo­verà intorno a ciò da cui ha tratto origine, e a esso rimarrà aggrappata, tendendo al punto verso cui dovrebbero gravitare tutte le anime»; o anche, «la circolarità dell&#8217;Anima non è riconducibile a una figura geometrica, ma al fatto che dentro e intorno a lei si trova l'&#8221; antica na­tura&#8221; da cui proviene».</p>
<p><span id="more-712"></span>Giovanni Pascoli, <em>Psyche</em></p>
<p>Carla Stroppa, <em>Verso una nuova innocenza </em></p>
<p>Renato Oliva, <em>Del cerchio e del centro </em></p>
<p>Christian Gaillard, <em>Dentro e attorno</em></p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luciano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Perez</span>, <em>Le metamorfosi del centro </em></p>
<p>Bruna Delll’Agnese, <em>In volo sull&#8217;estuario </em></p>
<p>Flavio Cuniberto, <em>La Citt</em><em>à-Fiore </em></p>
<p>Monica Ferrando, <em>Danze in cerchio per Estia </em></p>
<p>Enrico Della Torre e Francesco Donfrancesco, <em>Uno stabile fluire</em></p>
<p>Marta Tibaldi, <em>Nuvole nel ciclo, comunque s in­dovina la luna</em></p>
<p>Chris Downing, <em>Arianna, la Signora del Labi­rinto</em></p>
<p>Diane Finiello Zervas, <em>Via dal vortice </em></p>
<p>Elena Petrassi, <em>L<span style="font-size: 11px;">&#8216;</span>ombra del tempo e il segreto delle rose</em></p>
<p>Mariolina Graziosi, <em>Dissotterare Dio </em></p>
<p>Henry Corbin, <em>La Sophia eterna</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;arte di comprendere</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=larte-di-comprendere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anima]]></category>
		<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[È divenuta ormai classica la distinzione fra &#8220;compren­dere&#8221; e &#8220;spiegare&#8221; introdotta da Dilthey a fondare la differenza fra scienze dello spirito e scienze della natu­ra, e che troviamo anche alle origini della differenziazione fra metodo junghiano e metodo freudiano. L&#8217;arte &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=larte-di-comprendere">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È divenuta ormai classica la distinzione fra &#8220;compren­dere&#8221; e &#8220;spiegare&#8221; introdotta da Dilthey a fondare la differenza fra scienze dello spirito e scienze della natu­ra, e che troviamo anche alle origini della differenziazione fra metodo junghiano e metodo freudiano. L&#8217;arte di comprendere comincia dallo sguardo e dall&#8217;ascolto, e si rivolge ai moti dell&#8217;anima e agli aneliti dello spiri­to, alle parole e ai pensieri non meno che ai sogni e alle fantasie, alle immagini interiori e ai gesti così come agli eventi e alle cose del mondo, all&#8217;arte, alla musica.</p>
<p><span id="more-701"></span></p>
<p><em>Bianca Garufi, </em>Se non la vita</p>
<p><em>Augusto Romano, </em>Limiti della comprensione</p>
<p><em>Paolo Mattana, </em>Comprendere poeticamente</p>
<p><em>Annarosa Buttarelli, </em>Empatia, pietà e trasformazione</p>
<p><em>Antonietta Donfrancesco, </em>Sentire l&#8217;altro e ascoltarlo</p>
<p><em>Eugenio Borgna, </em>Alla ricerca degli orizzonti di senso</p>
<p><em>Giampaolo Di Piazza, </em>Una particolare attenzione</p>
<p><em>Francesco Donfrancesco, </em>La scelta junghiana</p>
<p><em>Augusto Romano, </em>Formazione e trasformazione</p>
<p><em>Bianca Garufi, </em>L&#8217;interpretazione innata</p>
<p><em>James Hillman, </em>In</p>
<p><em>Rafael L</em><em>ópez-Pedraza, </em>Leggere l&#8217;immagine</p>
<p>Su <em>Donna con una bilancia </em>di Vermeer</p>
<p><em>Francesco Donfrancesco, </em>In ascolto della compassione</p>
<p>Note sul destino di carnefice e vittima</p>
<p><em>Christian Gaillard, </em>Le mani, spesso&#8230;</p>
<p><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luciano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Perez</span>, </em>II concerto spirituale</p>
<p><em>Avigdor Arikha, </em>Sulla sintassi della pittura</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La pietà filiale</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-pieta-filiale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anima]]></category>
		<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Vivere come figlio è qualcosa di specificatamente umano; solo l&#8217;uomo si sente vivere a partire dalle sue origini e a queste si rivolge con rispetto. Se è così, non dovremo temere che, smet­tendo di essere figli, smetteremo anche di essere &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-pieta-filiale">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vivere come figlio è qualcosa di specificatamente umano; solo l&#8217;uomo si sente vivere a partire dalle sue origini e a queste si rivolge con rispetto. Se è così, non dovremo temere che, smet­tendo di essere figli, smetteremo anche di essere uomini?</p>
<p><span id="more-697"></span></p>
<p><em>James Hillman, </em>Blu alchemico e <em>unio mentalis</em></p>
<p><em>Milka Ventura Avanzinelli, </em>Al maestro del coro</p>
<p><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luciano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Perez</span>, </em>Pietà filiale</p>
<p><em>Mariolina Graziosi, </em>Amore e misericordia</p>
<p>La figlia del padre ferito</p>
<p><em>Paolo Arzani, </em>Discepolo e figlio</p>
<p><em>Francesco Donfrancesco, </em>Dare ascolto</p>
<p><em>Dieter Schlesak, </em>Sulla linea del tempo</p>
<p><em>Luigi Zoja, </em>Fra Ettore e Achille</p>
<p><em>Thomas Moore, </em>II ritorno del padre</p>
<p><em>Aim</em><em>é Agnel, </em>La voce del padre</p>
<p><em>Luca Biasci, </em>«Mi assalì una gran pietà per mio padre»</p>
<p>Una revisione della funzione paterna in Jung</p>
<p><em>Gabriella Pace, </em>A ovest di Bernhard</p>
<p><em>Marina Gasparini Lagrange, </em>Nel nome del padre</p>
<p><em>Ruggero Savinio, </em>Padre e figlio</p>
<p><em>Diane Finiello Zervas, </em>Da ricordare</p>
<p><em>Francesco Donfrancesco, </em>Fra le rovine</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La colomba nello studio dell&#8217;analista</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-colomba-nello-studio-dellanalista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:01:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[“Ciò che la religione ha chiamato anima, e la psicoanalisi isteria, la tradizione junghiana, con un accenno all&#8217;immagine della musa ispiratrice, l&#8217;ha chiamata Anima”. L&#8217;isteria è la grande protagonista di questo libro. Con essa nasce la psicoanalisi, nel fatidi­co anno &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-colomba-nello-studio-dellanalista">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Ci</em><em>ò che la religione ha chiamato anima, e la psicoanalisi isteria, la tradizione junghiana, con un accenno all&#8217;immagine della musa ispiratrice, l&#8217;ha chiamata Anima”.</em></p>
<p><span id="more-693"></span>L&#8217;isteria è la grande protagonista di questo libro. Con essa nasce la psicoanalisi, nel fatidi­co anno 1900, data della prima edizione dell’<em>Interpretazione dei sogni. </em>Nell’ancor più fatidico anno 2000 esce <em>Isteria </em>di Cristopher Bollas, noto analista freudiano, che dimostra come quella grande protagonista della patolo­gia non sia affatto morta, ma si sia mimetizza­ta in infiniti modi.</p>
<p>La trattazione di Greg Mogenson si rifà da un lato a Freud, a Bollas e a Juliet Mitchell e dall&#8217;altro a Cari Gustav Jung, James Hillman e Wolfgang Giegerich, per darci una visione &#8220;bi­noculare&#8221; &#8211; contenente quindi una capacità prospettica &#8211; sul fenomeno dell&#8217;isteria, affasci­nante, mutevole, seducente e colma di spiritua­lità. L&#8217;intrigante &#8220;colomba&#8221; del titolo si riferi­sce infatti al noto simbolo cristiano come rap­presentante degli aspetti impersonali e transpersonali del processo analitico: lo spirito che lo anima è, infatti, anche &#8220;santo&#8221;.</p>
<p>Si può considerare questo libro come un tentativo di sanare o comporre la lacerazione epocale all&#8217;interno della psicoanalisi, quella tra Freud e Jung, che ha determinato, tra le due scuole che ne sono scaturite, l&#8217;approfondimen­to di una divisione che potrebbe essere vista come una feconda complementarietà.</p>
<p>E questo un libro che, con la sua documen­tazione, ci rinfresca o fa conoscere il pensiero degli autori citati fornendocene angoli visuali e prospettive innovativi e di grande interesse.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Animali guida</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=animali-guida</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo è un libro «per attivare l&#8217;immagina­zione», dice Neil Russack. E un libro che parla di oche e di elefanti, cani, gatti e serpenti, merli, tartarughe e cavalli, dove il mondo animale è presentato con la stupe­facente tavolozza della sensazione: &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=animali-guida">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è un libro «per attivare l&#8217;immagina­zione», dice Neil Russack. E un libro che parla di oche e di elefanti, cani, gatti e serpenti, merli, tartarughe e cavalli, dove il mondo animale è presentato con la stupe­facente tavolozza della sensazione: i colori, la pelle e il pelame, le movenze, gli odori e i gridi di richiamo.</p>
<p><span id="more-682"></span>È, anche, uno studio che intreccia il materiale dotto &#8211; mitologico e naturalistico &#8211; con i resoconti clinici, i so­gni e i disegni dei pazienti, fino a formare un tessuto vivace e variopinto, un tappeto volante che porta il lettore a esplorare regni molto diversi tra loro.</p>
<p>Gli animali hanno sempre attirato l&#8217;at­tenzione di grandi analisti junghiani, da Jung stesso a Hillman, da Aniela Jaffé a Barbara Hannah. In un passo di <em>Analisi dei sogni </em>Jung scrive: «Nella misura in cui fun­zioniamo in modo automatico o istintivo siamo degli animali, perché il nostro com­portamento non differisce in alcun modo da quello di un animale». E un invito a non perdere il contatto con l&#8217;istinto, perché gli animali &#8211; come dice Russack &#8211; spezzano le barriere e portano la loro presenza tera­peutica all&#8217;interno delle nostre vite. Sono una <em>guida </em>verso il processo di individua­zione.</p>
<p>L&#8217;augurio dell&#8217;autore e di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luciano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Perez</span>, curatore dell&#8217;edizione italiana, è che questo libro possa diventare un uccello che, come il bianco airone maggiore citato nella premessa, unisca il mondo terreno e il mondo dell&#8217;oltre, la sensazione e l&#8217;intui­zione, il cielo e l&#8217;acqua, il pensiero e il sen­timento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;incubo globale</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=lincubo-globale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[«Le grandi tragedie collettive non sono tali perché trascinano nella morte molte persone. Sono grandi tragedie collettive quando ci restituiscono un mito. Danno una nuova angoscia, ma rivelano un&#8217;antica certezza. [&#8230; ] Certi eventi sono come un ventre gra­vido. Li &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lincubo-globale">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Le grandi tragedie collettive non sono tali perché trascinano nella morte molte persone. Sono grandi tragedie collettive quando ci restituiscono un mito. Danno una nuova angoscia, ma rivelano un&#8217;antica certezza. [&#8230; ] Certi eventi sono come un ventre gra­vido. Li sentiamo carichi di senso. Sappiamo che un senso c&#8217;è, non ancora qual è.</p>
<p><span id="more-681"></span>In questa sospensione angosciosa, una sola cosa sembra chiara. L&#8217;evento ha fatto più vittime di quanto dicano le statistiche. Tutti, infatti, ne soffriamo, tutti ne siamo vittime. Ma subito capiamo una seconda cosa. Ci troviamo di fronte a una contraddizione. Da un lato, quell&#8217;e­vento ci sorprende, azzanna la nostra mente come una sconvolgente novità. Dall&#8217;altro, man mano che riflettiamo, ci sembra di confrontarci con una rive­lazione: di &#8220;scoprire&#8221; qualcosa che già esisteva».</p>
<p align="right"><em>Luigi Zoja</em></p>
<p>«Restiamo attaccati all&#8217;immagine di <em>Ground Zero, </em>per ritrovare la nostra strada dopo la catastrofe. Simboleggia una ferita nel tessuto profondo della psiche occidentale. Una ferita è una breccia attra­verso la superficie, al di sotto della superficialità. È l&#8217;apertura verso una sensibilità intensificata, come un occhio e un orecchio che vedano e sentano in modo diverso, meno spensierato e più acuto, e co­me una bocca che parli la lingua della vulnerabilità. La ferita a <em>Ground Zero </em>si è aperta nelle profondità, al di sotto della vita normale».</p>
<p align="right"><em>James Hillman</em></p>
<p>«Anche se il mondo islamico non lo ammette e per­severa, in larga misura, in uno schema mentale me­dioevale, di fatto è da lungo tempo che vive nel mondo moderno. L&#8217;unico modo in cui la religione potrebbe <em>legittimamente </em>sopravvivere, in condizioni di modernità, sarebbe quello di trasformarsi in una faccenda privata dell&#8217;individuo, non vincolante oggettivamente. Se, nonostante questi mutamenti radi­cali, ci si aggrappa alla religione, in ogni caso all&#8217;I­slam, come a un credo che lega pubblicamente, essa entra in conflitto con la verità dell&#8217;epoca attuale».</p>
<p align="right"><em>Wolfgang Giegerich</em></p>
<p>«Freud e Jung, i padri fondatori della moderna psi­cologia del profondo, sospettano che la morte abbia tanta attrazione per gli esseri umani quanta ne ha la vita. La storia dell&#8217;umanità mostra che que­ste idee non sono del tutto sbagliate. Perché, per quanto conosciamo della storia dell&#8217;umanità, è stato sempre osservato il fenomeno per cui degli uomini &#8211; e talvolta anche delle donne &#8211; sono pron­ti a sacrificare se stessi con entusiasmo o a indulge­re a massacri. <em>Dulce est pro patria mori. </em>[&#8230;] Il ter­rorismo è una soluzione ideale del conflitto tra Thanatos ed Eros. In nome dell&#8217;Eros, in nome di qualche nobile causa, si possono uccidere e distrug­gere gli altri e se stessi».</p>
<p align="right"><em>Adolf Guggenbühl-Craig</em></p>
<p>«Gli avvenimenti dell&#8217;11 settembre hanno fornito un unico contributo positivo, vale a dire l&#8217;elimina­zione dell&#8217;indifferenza nella quale il mondo musul­mano era immerso. La sua situazione socio-politica e culturale è attualmente, e da almeno dieci secoli, in pieno marasma&#8230; [&#8230;] Ritengo che il vissuto del mondo arabo-musulmano sia in realtà patologico e che sia compito del mondo intero reagire e trovare una terapia per il flagello del terrorismo, che non è un&#8217;esclusiva di quel mondo».</p>
<p align="right"><em>Hechmi Dhaoui</em></p>
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		<title>Figure della devozione</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=figure-della-devozione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anima]]></category>
		<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[È mai possibile vivere senza essere devoti a qualcosa? Oltre al piacere e al desiderio, oltre al senso di colpa, qualcosa guida i nostri giorni, qualcosa ci spinge a impegnarci, a metterci al servizio, a prenderci cura&#8230; L&#8217;idea stessa con &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=figure-della-devozione">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È mai possibile vivere senza essere devoti a qualcosa? Oltre al piacere e al desiderio, oltre al senso di colpa, qualcosa guida i nostri giorni, qualcosa ci spinge a impegnarci, a metterci al servizio, a prenderci cura&#8230; L&#8217;idea stessa con la quale alcuni modellano e perfino giocano la propria vita, quasi fosse questo il loro destino, dimostra la forza della devozione.</p>
<p><span id="more-677"></span></p>
<p>&#8220;Laggiù è la via che noi faremo&#8221;</p>
<p>Per i quindici anni di <em>Anima, </em>una storia e un progetto</p>
<p><em>Alessia De Ninno, </em>La complessa retorica dell&#8217;anima</p>
<p><em>James Hillman, </em>Sulla devozione</p>
<p><em>Carla Stroppa, </em>L&#8217;acrobata nel vuoto</p>
<p><em>Ottavio Mariani, </em>La cura dell&#8217;inguaribile</p>
<p><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luciano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Perez</span>, </em>Homo viator</p>
<p><em>Paolo Arzani, </em>Giona</p>
<p><em>Henry Corbin, </em>Ruzbehan Baqli</p>
<p><em>Paolo Mottana, </em>Joë Bousquet</p>
<p><em>Diane Finiello Zervas, </em>Odilon Redon</p>
<p><em>Monica Ferrando, </em>Imitazione e ispirazione</p>
<p><em>Francesco Donfrancesco, </em>La cura dell&#8217;arte</p>
<p><em>Beverly Zabriskie, </em>Una devozione distruttiva</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;alchimia delle parole</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=lalchimia-delle-parole</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:23:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha scritto Jung: «Ogni parola ha la sua storia. Ogni parola risale a qualcosa che è stato ripetu­to milioni di volte in precedenza, e perciò ac­quisisce un carattere archetipico». È un ottimo punto di partenza per la lettura di questo &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lalchimia-delle-parole">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha scritto Jung: «Ogni parola ha la sua storia. Ogni parola risale a qualcosa che è stato ripetu­to milioni di volte in precedenza, e perciò ac­quisisce un carattere archetipico». È un ottimo punto di partenza per la lettura di questo libro di Paul Kugler, perché esso tratta proprio del carattere e del livello archetipico delle parole, della parola.</p>
<p><span id="more-676"></span>La novità è che ne tratta non sol­tanto a livello del &#8220;significato&#8221;, vale a dire del concetto o dei concetti espressi dalle parole, bensì anche a livello del &#8220;significante&#8221;, ovvero della loro sostanza fonetica e sonora. Come in­fatti osserva Samuels, «le associazioni foneti­che potrebbero persine essere interpretate co­me &#8220;più profonde&#8221; rispetto alle connessioni di significato, perché aumentano di numero con l&#8217;aumentare del livello d&#8217;inconsceità».</p>
<p>Partendo dallo &#8220;stadio dello specchio&#8221;, com&#8217;è studiato da Jacques Lacan, il libro procede attraverso la grande rivoluzione scientifica che ha portato le varie scienze moderne, dalla fisica alla psicologia, dalla linguistica all&#8217;antropolo­gia, al &#8220;primato della struttura&#8221;: a spostare il proprio centro d&#8217;interesse dagli oggetti in sé al­le strutture, ai nessi tra gli oggetti stessi. In que­sta trattazione si rivelano la sensibilità e l&#8217;espe­rienza cliniche dell&#8217;autore, soprattutto quando parla dei disturbi linguistici e in particolare dei due tipi di afasia, facendo ricorso anche agli studi di Roman Jakobson.</p>
<p>A dare maggior nerbo alla tesi dell&#8217;autore, secondo la quale anche i suoni delle parole ri­velano dei nessi archetipici e l&#8217;appartenenza a un nucleo archetipico, la dimostrazione viene portata avanti prendendo in esame varie lin­gue oltre all&#8217;inglese: il latino, il greco, il tede­sco, il francese e l&#8217;ungherese, una lingua che amplia l&#8217;orizzonte dell&#8217;indagine in quanto non appartenente al ceppo indo-europeo.</p>
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