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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Diana, Massimo&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Diana, Massimo&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Mi hai ferito il cuore, mia sorella, sposa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 16:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo saggio ruota attorno ad alcune intuizioni di Carl Gustav Jung e all’impalpabile e onnipresente timbro dell’amore, necessario in ogni relazione umana e, allo stesso tempo, sfuggente e indecifrabile. Sospeso tra codificazioni psicoanalitiche e aperture “poetiche” il testo ripercorre le &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=mi-hai-ferito-il-cuore-mia-sorella-sposa">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo saggio ruota attorno ad alcune intuizioni di Carl Gustav Jung e all’impalpabile e onnipresente timbro dell’amore, necessario in ogni relazione umana e, allo stesso tempo, sfuggente e indecifrabile.<br />
Sospeso tra codificazioni psicoanalitiche e aperture “poetiche” il testo ripercorre le vite dello psicoterapeuta Bruno e del suo “antico” paziente Marcello. I concetti di transfert e controtransfert sembrano perdere il loro connotato tecnico per divenire forme di relazione umana sostenuta da un’affettività calda e visionaria. I ricordi e i pensieri dei due protagonisti si intrecciano con brani poetici e piccoli frammenti di vita <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">quotidiana</span> che segnano un cammino personale, ma condiviso. Un rispecchiamento e un distanziamento al tempo stesso.<br />
La tensione all’individuazione, teorizzata da Jung, è un architrave portante di questo scritto, così come la dissociazione fisiologica della psiche che costituisce un formidabile portato clinico dello psichiatra svizzero, che smantella alle fondamenta ogni pensiero psichiatrico nosografico e categorizzante, restituendo respiro e anima all’attraversamento “sintomatico” di una vita.</p>
<p><strong><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Massimo</span> Disint</strong> è Medico Chirurgo Specialista in Psichiatria e Psicologo Analista. Formato presso l’Aipa è attualmente membro Ordinario Arpa e IAAP. Ha lavorato per oltre 25 anni nei servizi psichiatrici territoriali, nelle Residenze riabilitative Psichiatriche e nei Servizi Psichiatrici di diagnosi e cura. Svolge attività privata come psichiatra e psicologo analista. È autore di oltre quaranta articoli in materia di psicopatologia e di un saggio di Psicologia Analitica che cerca di indagare il vissuto collettivo durante la Pandemia da Coronavirus (<em>L’eco negli occhi</em>, Edizioni Magi, 2020). </p>
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		<title>Il lavoro delle emozioni</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-lavoro-delle-emozioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 18:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Possiamo intendere le emozioni come processi psichici relativi sia a cambiamenti corporei sia a stati non ancora pienamente circoscritti nella dimensione spazio-temporale. A ogni modo le emozioni sono ciò che, in un certo senso, predispone la nostra esistenza nel mondo, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-lavoro-delle-emozioni">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Possiamo intendere le emozioni come processi psichici relativi sia a cambiamenti corporei sia a stati non ancora pienamente circoscritti nella dimensione spazio-temporale. A ogni modo le emozioni sono ciò che, in un certo senso, predispone la nostra esistenza nel mondo, accompagnando, quasi musicalmente, il nostro esistere nel tempo e colorando, quasi pittoricamente, ogni nostro esperire.</p>
<p>Il lavoro emotivo, d’altro canto, sembra giocare un ruolo quasi-strutturale nella nostra vita e, come tale, non possiamo non coglierlo in azione anche nell’emergere di un’attitudine psicoterapeutica e nel suo ricorrente, conseguente e distribuito esercizio. Insomma, come nella vita <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">quotidiana</span> così nelle varie esperienze di cura attraverso le parole, per quanto decantato, filtrato e modulato, il tono emozionale entra variamente in gioco – continuamente opponendosi, perturbando od omeostaticamente compensando le nostre preferenze e tendenze “naturali”, ma anche le nostre convenzioni, le nostre routine cognitive, i nostri schemi culturali e perfino dottrinarî.</p>
<p>La questione delle emozioni, pertanto, può essere considerata a partire dalla complessità della loro natura e, insieme, delle loro funzioni e dei loro caratteri.</p>
<p>Questo fascicolo di «atque» è in qualche modo giunto, da un lato, a una sempre maggiore chiarificazione dei concetti e modelli in uso nell’ambito emozionale, e dall’altro, a una descrizione dell’ordinaria fenomenologia delle emozioni, che possa coglierle nella loro originaria complessità.</p>
<p>Magari provando a costruire una bozza per una psicoterapia a carattere cognitivo e, <em>insieme</em>, emotivo, capace di ripensare adeguatamente i vari livelli di espressività emozionale nel rapporto che intercorre, da un lato, tra quota corporea e vita della mente, e dall’altro, tra la nostra soggettività e il mondo esterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Contributi di </em>Franco Bellotti, Paola Cavalieri, Giuseppe Civitarese, Gianluca Consoli, Pietro Conte, Stefano Fissi, Rossella Guerini, Giuseppe O. Longo, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Massimo</span> Marraffa, Luigi Solano, Silvano Tagliagambe, Antonino Trizzino</p>
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		<title>Credere</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=credere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2013 09:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Credere, terzo volume della trilogia Percorsi di umanizzazione, è costruito attorno ad una tesi semplice: non c’è umanizzazione e maturazione possibile senza la disponibilità ad accogliere le due sfide che la vita pone a tutti e a ciascuno: imparare ad &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=credere">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><em>Credere</em>, terzo volume della trilogia <em>Percorsi di umanizzazione</em>, è costruito attorno ad una tesi semplice: non c’è umanizzazione e maturazione possibile senza la disponibilità ad accogliere le due sfide che la vita pone a tutti e a ciascuno: <em>imparare ad amare</em> e <em>prepararsi a morire</em>. Ma per rispondere positivamente a queste <em>pro-vocazioni</em> che la vita pone, costituisce una grande risorsa guadagnare una prospettiva in senso lato <em>religiosa</em> della vita: essa aiuta infatti “l’accettazione dell’inaccettabile” – come scriveva Tillich, cioè aiuta ad accettarci per quello che siamo, a vincere l’angoscia per riposare nella fiducia. Questo terzo volume tratta dunque del <em>credere</em> e dell’<em>esperienza religiosa</em> in senso lato, come dimensioni umane tanto universali quanto costitutive e risorse preziose nel compito di divenire uomini e donne adulti. Una esperienza, quella religiosa qui descritta, che non è monopolio delle religioni tradizionali, in quanto parte costitutiva dell’umano. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Le religioni, da sempre, rivestono numerose funzioni psico-sociali: nella <em>prima metà della vita</em> e nella giovinezza della società contribuiscono alla strutturazione e stabilizzazione dell’Io e danno un fondamento alla socialità. Ma tale religiosità può degenerare, e questo succede quando la dottrina, il dogma, il principio etico, l’istituzione, divengono più importanti delle persone concrete e della loro sofferenza, e la ‘lettera’ diviene più importante dello ‘spirito’. Da qui la necessità di una religiosità per la <em>seconda metà della vita</em> e per la maturità della società,  che consiste nella capacità di cogliere e vivere la dimensione mitica e simbolica che è intrinseca ad ogni tradizione religiosa. Una religiosità incentrata sull’<em>esperienza</em> (di Dio o della Vita nella sua integralità) e contrassegnata dalla disponibilità al dialogo e dal servizio alla Vita, a trecentosessanta gradi.</span></p>
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		<title>Legàmi</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=legami</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Percorsi di umanizzazione parte dall’assunto che due cose sono veramente essenziali: imparare ad amare e prepararsi a morire. Questo secondo volume – Legàmi – tratta della necessità di sciogliere i legami naturali come via per costruire liberamente legami spirituali. Ciò costituisce quello che nella tradizione filosofica &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=legami">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Percorsi di umanizzazione</em> parte dall’assunto che due cose sono veramente essenziali: <em>imparare ad amare</em> e <em>prepararsi a morire</em>. Questo secondo volume – <em>Legàmi</em> – tratta della necessità di sciogliere i legami naturali come via per costruire liberamente legami spirituali. Ciò costituisce quello che nella tradizione filosofica antica era noto col nome di <em>meditatio mortis</em>, un sorta di attraversamento della morte e del lutto che, ponendo fine alla adorazione dell’ego, apre alla libertà e alla vita nella sua integralità.</p>
<p><span id="more-1429"></span>Ad intessere legami ci pensa la <em>natura</em>: fini strategie di sopravvivenza messe a punto pazientemente in milioni di anni di evoluzione. Attraverso i legami sapientemente intessuti dalla natura veniamo accuditi e cresciuti, ci innamoriamo e ci riproduciamo e, talvolta, offriamo anche il nostro contributo alla perpetuazione della società alla quale apparteniamo. Ma difficilmente diventiamo individui, personalità creative, un <em>Singolo</em> – così come lo intendeva Kierkegaard. Per arrivare a questo è necessario integrare il piano della <em>natura</em> con il piano dello <em>spirito</em>. Ma ciò è possibile solo se, con libertà e determinazione, si <em>decide</em> di sciogliere le vecchie legature naturali. Ecco un atto pienamente umano, nient’affatto biologicamente preordinato. Decidere è sempre anche <em>recidere</em>, cioè volontà di <em>sciogliere</em> i vecchi legami secondo la natura per <em>costruire</em> legami secondo lo spirito. Per riuscire in questa impresa una formidabile risorsa consiste nel poter vivere un’esperienza di relazione con <em>Altro</em> (rispetto all’ego), cioè guadagnare una <em>dimensione </em>in senso lato <em>religiosa</em>. Questo sarà il tema sviluppato nel terzo volume, <em>Credere</em>.</p>
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		<title>Figure dell&#8217;amore</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=figure-dellamore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:41:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Percorsi di umanizzazione parte dall&#8217;assunto che due cose sono veramente essenziali: imparare ad amare e prepararsi a morire. All&#8217;esplorazione dell&#8217;arte dell&#8217;amore è dedicato questo volume, figure dell&#8217;amore. L&#8217;amore è la via che conduce alla maturità e ad una pienezza di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=figure-dellamore">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Percorsi di umanizzazione </em>parte dall&#8217;assunto che due cose sono veramente essenziali: <em>imparare ad amare e prepararsi a morire. </em>All&#8217;esplorazione dell&#8217;arte dell&#8217;amore è dedicato questo volume, <em>figure dell&#8217;amore. </em>L&#8217;amore è la via che conduce alla maturità e ad una pienezza di vita; una via all’<em>individuazione, </em>cioè alla verità di se stessi. <span id="more-715"></span>L&#8217;amore è la <em>via </em>e nel contempo la <em>meta. </em>Un cammino che può essere solo <em>raccontato </em>attra­verso i simboli e le immagini che la tradizione ci ha consegnato nella forma dei miti, delle fiabe, delle religioni. Il volume racconta dunque la via all&#8217;amore &#8211; che è anche la via dell&#8217;amore &#8211; attraverso le immagini di alcuni miti, fiabe, leggen­de, romanzi, film, dipinti, per lasciarsene com­penetrare ed essere da questi efficacemente rigenerati.</p>
<p>Il secondo volume &#8211; <em>Legami </em><em>&#8211; </em>costituirà una sorta di continuazione: per amare è necessario sciogliere i legami biologicamente preordinati dalla natura allo scopo della sopravvivenza, per imparare a vivere nella libertà dello spirito e del non-attaccamento. Sciogliere i legami vuoi dire anche predisporsi a sciogliere le vele, a supera­re l&#8217;ultimo e definitivo legame, quello con la vita, e quindi accondiscendere serenamente al proprio morire.</p>
<p>Ma sia per imparare ad amare che per predi­sporsi al proprio radicale venir meno, costitui­sce una formidabile risorsa poter vivere un&#8217;esperienza di relazione di fiducia con l&#8217;Assoluto, cioè guadagnare una <em>dimensione </em>in senso lato <em>religiosa. </em>È questo ciò che aiuta ad accogliere la vita nella sua pienezza come anche nella sua tragicità. Questo è il tema trattato nel terzo volume, <em>Credere. </em>Una religiosità per la <em>seconda metà della vita, </em>contrassegnata dal­l&#8217;esperienza del trascendente, dall&#8217;apertura e dalla disponibilità al dialogo, dall&#8217;accoglienza di tutto ciò che è vita.</p>
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		<title>Contaminazioni Necessarie</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=contaminazioni-necessarie</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Religioni, psicoterapie, counselling filosofici si propongono all&#8217;uomo di oggi come diffe­renti risposte al male di vivere, ciascuna con la pretesa di essere ciò che può efficacemente funzionare. Dentro questo supermarket di offerte il volume offre una risposta provocatoria: esperienza religiosa, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=contaminazioni-necessarie">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Religioni, psicoterapie, counselling filosofici si propongono all&#8217;uomo di oggi come diffe­renti risposte al <em>male di vivere, </em>ciascuna con la pretesa di essere ciò che può efficacemente funzionare. Dentro questo <em>supermarket </em>di offerte il volume offre una risposta provocatoria: esperienza religiosa, psicoterapia e filosofia sono tutte necessarie per rispondere al bisogno dell&#8217;uomo. Ciascuna apporta qualcosa di suo che è indispensabile, ma che funziona solo in relazione alle altre due, solo, cioè, attraverso una <em>contaminazione feconda. <span id="more-709"></span></em>Abbiamo bisogno della <em>filosofia, </em>perché solo essa conosce a fondo l&#8217;uomo, il dramma della sua esistenza e dell&#8217;an­goscia di fronte alla sua stessa libertà e precarie­tà. Ma la filosofia, nata dal logos e dimorando nel logos, non conosce il mondo oscuro delle passioni e delle emozioni, che non può essere né razionalizzato, né rimosso e che neppure si può pretendere &#8211; con <em>hybris &#8211; </em>di dominare. Per questo abbiamo bisogno della <em>psicologia, </em>perché senza di essa non siamo in grado di svelare le dinamiche e le radici profonde del­l&#8217;angoscia e il mondo oscuro dell&#8217;inconscio. Ma la psicologia, sradicata dalle sue origini filosofiche e mitico-religiose, rischia, a sua vol­ta, di perdere l&#8217;anima riducendola a mente o, più radicalmente ancora, a cervello. Questo le preclude la possibilità di comprendere a fondo il desiderio dell&#8217;uomo e quel bisogno che solo una prospettiva assoluta o metafisica è in grado di colmare. Allora sono necessarie anche le <em>religioni, </em>perché solo esse offrono una risposta definitiva all&#8217;angoscia, una risposta che consiste nell&#8217;esperienza di una relazione assoluta con l&#8217;Assoluto. Una esperienza di re­lazione che non può essere formulata con le categorie del logos, ma che si può dire solo con le immagini del mito e può essere sperimentata solo nella mediazione del rito. Ma le religioni, a loro volta, misconoscendo l&#8217;inconscio, corrono il perenne rischio di proiettare e reificare le im­magini archetipe e i simboli da cui si originano, riducendoli a dogmi e dottrine in opposizione tra loro, segni sterili, incapaci di parlare all&#8217;uo­mo del terzo millennio. Ecco perché solo <em>una contaminatone feconda tra le tre </em>può costituire una efficace risposta al bisogno profondo del cuore umano. L&#8217;approfondimento di questa tesi si sviluppa attraverso una serie di riflessioni e di provocazioni aperte al confronto, di sug­gestioni che intendono stimolare un dialogo. Il tutto con una particolare attenzione ad un linguaggio semplice e chiaro, comprensibile anche a chi non ha strette competenze teologi­che, psicologiche o filosofiche.</p>
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