pagine 120 | prezzo 12€ | cm 14,5x21

Silvia Venuti si muove in poesia come in pittura ispirandosi al mondo della natura, sentita come via verso la trascendenza e la spiritualità.
Il libro prende inizio da un’epigrafe del teologo Pierre Teilhard de Chardin: «Non siamo esseri umani che vivono un’esperienza spirituale. Siamo esseri spirituali che vivono un’esperienza umana». E il ribaltamento della prospettiva è ciò che anima questa poesia, dove ogni aspetto della natura è guardato in trasparenza, come se emanasse una luce sovrannaturale.
Le 92 poesie del libro sono poste in crescendo, così che il lettore faccia esperienza di una graduale immersione nel mondo del sacro e dello spirito: dal particolare all’universale, dal terreno al divino. Ogni poesia cerca il dato sublime nell’estremo della semplicità e della misura, mirando all’immediatezza espressiva e alla comunicazione diretta con il lettore. Una poesia rivolta a chi crede nella bellezza del mondo, nella verità dell’uomo, nella forza rasserenatrice della parola.


Con umiltà e sospendendo il giudizio, l’autore schiude davanti ai nostri occhi, rischiarandole con la luce della coscienza simbolica, le stanze buie in cui dimora un bambino precocemente cacciato dall’uroborico materno, gettato senza alcuno scudo contro la furia delle potenze archetipiche. Un bambino lacerato dal riconoscimento parziale di una madre scostante, deficitaria, costretto suo malgrado a rifugiarsi, ormai adulto, sul pianeta borderline: uno spazio caotico, contraddittorio, fluttuante, privo di confini, in cui le ombre offuscano spesso la luce e folgoranti intuizioni si alternano a rovinose cadute. Lì, il tempo non conosce il libero fluire, la malinconia, il disorientamento, la noia e il vuoto sono simulacri di un’esperienza abbandonica infantile da rifuggire con ogni mezzo, foss’anche l’autodistruzione di un corpo amato e odiato, incarnazione di emozioni eccessive e di un dolore afasico, privo di immagini. L’analista pertanto raccoglie e cerca di ricomporre i frammenti sparsi del suo paziente smembrato, accogliendolo, aiutandolo ad aprirsi all’inconscio, attivando la funzione trascendente. In pagine ricche di esperienza e umanità, intingendo la penna nel “calamaio junghiano” e nella mitologia – sodalizio dialettico tra sfera personale e dimensione archetipica –, l’autore ci offre un nuovo sguardo con il quale guardare e finalmente comprendere il disturbo borderline di personalità.


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