Silvia Venuti si muove in poesia come in pittura ispirandosi al mondo della natura, sentita come via verso la trascendenza e la spiritualità.
Il libro prende inizio da un’epigrafe del teologo Pierre Teilhard de Chardin: «Non siamo esseri umani che vivono un’esperienza spirituale. Siamo esseri spirituali che vivono un’esperienza umana». E il ribaltamento della prospettiva è ciò che anima questa poesia, dove ogni aspetto della natura è guardato in trasparenza, come se emanasse una luce sovrannaturale.
Le 92 poesie del libro sono poste in crescendo, così che il lettore faccia esperienza di una graduale immersione nel mondo del sacro e dello spirito: dal particolare all’universale, dal terreno al divino. Ogni poesia cerca il dato sublime nell’estremo della semplicità e della misura, mirando all’immediatezza espressiva e alla comunicazione diretta con il lettore. Una poesia rivolta a chi crede nella bellezza del mondo, nella verità dell’uomo, nella forza rasserenatrice della parola.