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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Trizzino, Antonino&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Trizzino, Antonino&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<item>
		<title>Il mito dell&#8217;empatia. Prospettive critiche</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-mito-dellempatia-prospettive-critiche</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 14:54:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[I contributi raccolti da questo fascicolo di “Atque” provengono da un vasto panorama di conoscenze: dall’estetica alla filosofia, dalla storia delle scienze cognitive alla letteratura, dallariflessione fenomenologica alla psicoterapia analitica junghiana e sono impegnati nella riflessione critica attorno al concetto &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-mito-dellempatia-prospettive-critiche">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I contributi raccolti da questo fascicolo di “Atque” provengono da un vasto panorama di conoscenze: dall’estetica alla filosofia, dalla storia delle scienze cognitive alla letteratura, dallariflessione fenomenologica alla psicoterapia analitica junghiana e sono impegnati nella riflessione critica attorno al concetto di “empatia”.<br />
Dal senso greco di empatheia come esperienza psicoestetica sotto il segno della passività e quindi tendenzialmente psicopatologica (Plutarco, Plotino, Galeno, Aristotele) si è passati alla moderna Einfühlung come attegiamento intenzionale estetico-psichico che dispone tout-court alla comprensione dell’altro per via intraemozionale sino ad assurgere, nella vulgata, a modello di rapporto umano. Questo passaggio di senso sviluppa una serie di domande approfondite dagli autori, tra le quali: in che misura è possibile una relazione empatica come immedesimazione nel sentire dell’altro? Non vi è forse in tale assunzione un mito da ripensare?</p>
<p>Testi di Fabrizio Desideri, Massimiliano De Villa, Mauro La Forgia, Andrea Lanza, Massimo Marraffa, Felice Masi, Massimo Palma, Luca Pinzolo, Amedeo Ruberto, Silvano Tagliagambe, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Antonino</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Trizzino</span>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il suono della voce</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-suono-delle-parole</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 07:37:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’intersezione tra filosofia e psicoterapia, tra estetica e psicologia, questo fascicolo di «atque» intende focalizzare l’attenzione sulla voce. E riflettendo su questa fondamentale esperienza umana, si sofferma sul fenomeno del suono delle parole declinandole nella loro fisicità e materialità elementari. &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-suono-delle-parole">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’intersezione tra filosofia e psicoterapia, tra estetica e psicologia, questo fascicolo di «atque» intende focalizzare l’attenzione sulla voce. E riflettendo su questa fondamentale esperienza umana, si sofferma sul fenomeno del suono delle parole declinandole nella loro fisicità e materialità elementari.</p>
<p>Lasciando sullo sfondo la sfera verbale, il fascicolo mira a porre in primo piano il comunicarsi plurale delle voci, la vocalità dei parlanti, la pura sonorità che apre concretamente qualcuno a qualcun’altro. Non più nascosta dalla parola, la voce viene in tal modo a mostrare il suo volto fonico, comparendo come un oggetto sonoro che apre alla percezione di un interno e un esterno e all’instaurarsi di plurali relazioni.</p>
<p>Specificamente, una tale indagine prende a oggetto la voce articolandola sul piano ontologico e su quello qualitativo. Della voce vuole infatti indagare la sua singolarità ma – assumendo criticamente le versioni fonocentriche – vuole riflettere sulla sua unicità e insieme, sulle varie relazioni che via via intrattiene. E della voce vuole altresì indagare come essa si dia: riflettere su come la percezione dell’elemento puramente materiale della voce – le valenze sonore della parola, il suo timbro e la sua grana – entrino direttamente in contatto con il corpo, suscitandone per così dire un godimento.</p>
<p>Rispetto a che cosa sia, potremmo invece dire, da un lato, che la voce è suono prima che parola, e da un altro, che le parole, proprio nel loro insistere nell’universo acusticamente significativo, hanno una intrinseca connessione con la comunicazione vocale. In questa prospettiva è dunque importante leggere la voce orientandosi sulla costituzione materiale dell’oggetto sonoro, prima ancora che sulle sue significazioni. In altri termini, c’è sicuramente un livello di comprensione della voce come veicolo di significati e come sorgente di un’ammirazione estetica, ma prima ancora c’è da pensare un livello di esistenza della voce come oggetto incarnato che in quanto tale è una leva che svolge una azione causativa su vari piani, per esempio nella costituzione del soggetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fabrizio Desideri e Paolo Francesco Pieri</em></p>
<p>A partire dall’immagine classica e insieme attuale del medico-filosofo, «at<em>que</em>» intende stimolare e raccogliere ricerche e studi in quello spazio intermedio che la psicoterapia e la pratica filosofica vengono a determinare e contemporaneamente lasciano da pensare.</p>
<p>I potenziali lettori di «at<em>que</em>» sono in questo senso gli psicoterapeuti di vario orientamento (freudiano, junghiano, adleriano, cognitivista – e non solo) e insieme a loro i filosofi, e quindi tutti coloro che intendano assumere criticamente i propri saperi formalizzati e la tradizione di ricerca cui finirebbero quasi involontariamente con l’appartenere.</p>
<p>In particolare, i membri delle numerose e più recenti scuole di psicologia e di psicoterapia oltre che alle scuole di maggiore tradizione in Italia, sono quei lettori con cui «at<em>que</em>» – da oltre venticinque anni – tende a rivolgersi ponendosi nel contempo in discussione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Contributi di</em> Fabrizio Desideri, Ellen Dissanayake, Silvano Facioni, Mauro La Forgia, Maria Ilena Marozza, Giorgio Patrizi, Luca Pinzolo, Mariagrazia Portera, Carlo Serra, Silvano Tagliagambe, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Antonino</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Trizzino</span>, Francesco Vitale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Argomenti</em> A due voci. Quasi un dialogo per nastro magnetico, <em>Glasharmonika</em> e rumore di fondo / Tra mutoli e scilinguati: una rapsodia / Dalla grana della voce alla grana della scrittura. Alcune riflessioni sulla parola detta e scritta / <em>Flatus Vocis</em>. Voce e scrittura tra Jacques Derrida e Giorgio Agamben / La voce tra sonorità e respirazione in Emmanuel Lévinas. Abbozzo di una metafisica dell’atmosfera / Incunaboli estetici / Quando un corpo incontra il linguaggio. Modulazioni vocali nella <em>talking cure</em> / Gesti vocali. Conflitti tra mimesi e senso / La voce delle parole / Il coraggio (e il bisogno) di regredire. Dalla semantica alla fonetica, dal significato al puro e semplice suono delle parole / Robert Walser. L’invenzione del silenzio</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il lavoro delle emozioni</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-lavoro-delle-emozioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 18:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Possiamo intendere le emozioni come processi psichici relativi sia a cambiamenti corporei sia a stati non ancora pienamente circoscritti nella dimensione spazio-temporale. A ogni modo le emozioni sono ciò che, in un certo senso, predispone la nostra esistenza nel mondo, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-lavoro-delle-emozioni">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Possiamo intendere le emozioni come processi psichici relativi sia a cambiamenti corporei sia a stati non ancora pienamente circoscritti nella dimensione spazio-temporale. A ogni modo le emozioni sono ciò che, in un certo senso, predispone la nostra esistenza nel mondo, accompagnando, quasi musicalmente, il nostro esistere nel tempo e colorando, quasi pittoricamente, ogni nostro esperire.</p>
<p>Il lavoro emotivo, d’altro canto, sembra giocare un ruolo quasi-strutturale nella nostra vita e, come tale, non possiamo non coglierlo in azione anche nell’emergere di un’attitudine psicoterapeutica e nel suo ricorrente, conseguente e distribuito esercizio. Insomma, come nella vita quotidiana così nelle varie esperienze di cura attraverso le parole, per quanto decantato, filtrato e modulato, il tono emozionale entra variamente in gioco – continuamente opponendosi, perturbando od omeostaticamente compensando le nostre preferenze e tendenze “naturali”, ma anche le nostre convenzioni, le nostre routine cognitive, i nostri schemi culturali e perfino dottrinarî.</p>
<p>La questione delle emozioni, pertanto, può essere considerata a partire dalla complessità della loro natura e, insieme, delle loro funzioni e dei loro caratteri.</p>
<p>Questo fascicolo di «atque» è in qualche modo giunto, da un lato, a una sempre maggiore chiarificazione dei concetti e modelli in uso nell’ambito emozionale, e dall’altro, a una descrizione dell’ordinaria fenomenologia delle emozioni, che possa coglierle nella loro originaria complessità.</p>
<p>Magari provando a costruire una bozza per una psicoterapia a carattere cognitivo e, <em>insieme</em>, emotivo, capace di ripensare adeguatamente i vari livelli di espressività emozionale nel rapporto che intercorre, da un lato, tra quota corporea e vita della mente, e dall’altro, tra la nostra soggettività e il mondo esterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Contributi di </em>Franco Bellotti, Paola Cavalieri, Giuseppe Civitarese, Gianluca Consoli, Pietro Conte, Stefano Fissi, Rossella Guerini, Giuseppe O. Longo, Massimo Marraffa, Luigi Solano, Silvano Tagliagambe, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Antonino</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Trizzino</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La parola che immagina</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-parola-che-immagina</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 15:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di: Mauro La Forgia, Maria Ilena Marozza IMMAGINI E PAROLE. CONTAMINAZIONI PERSUASIVE Metapherein. Il paradigma metaforico tra parola e immagine Pietro Conte Immagini di pensiero Graziella Berto Le immagini come prassi dell’eccedenza Mauro La Forgia Metafore vi(si)ve? I &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-parola-che-immagina">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>a cura di: Mauro La Forgia, Maria Ilena Marozza<br />
<strong>IMMAGINI E PAROLE. CONTAMINAZIONI PERSUASIVE</strong><br />
<strong><em>Metapherein.</em> Il paradigma metaforico tra parola e immagine</strong><br />
Pietro Conte</p>
<p><strong>Immagini di pensiero</strong><br />
Graziella Berto</p>
<p><strong>Le immagini come prassi dell’eccedenza</strong><br />
Mauro La Forgia</p>
<p><strong>Metafore vi(si)ve? I limiti del linguaggio figurato nel linguaggio figurativo</strong><br />
Michele Di Monte</p>
<p><strong><em>Forte verbum generat casum</em>. Espressione e atmosfera</strong><br />
Tonino Griffero</p>
<p><strong>L’ESPERIENZA DELLE IMMAGINI</strong><br />
<strong>Immaginazione e percezione nell’esperienza pittorica</strong><br />
Paolo Spinicci</p>
<p><strong>La fisica dell’immagine. Sguardo anatomico e sguardo poetico</strong><br />
<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Antonino</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Trizzino</span></p>
<p><strong>Arte, parola e concetto</strong><br />
Elio Franzini</p>
<p><strong>Del miraggio, della trasparenza. Le immagini sonore tra limite e sacro</strong><br />
Elena Gigante</p>
<p><strong>IMMAGINI E CURA</strong><br />
<strong>La traducibilità trasformativa del linguaggio</strong><br />
Gerardo Botta</p>
<p><strong>L’incompletezza dell’umano: configurare, costruire, testimoniare</strong><br />
Angiola Iapoce</p>
<p><strong>Il disegno speculare catatimico</strong><br />
Gaetano Benedetti, Maurizio Peciccia</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Freudiana</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=freudiana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:59:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[«La psiche è estesa, non ne sa niente», le ultime parole scritte da Freud nell’estate del 1938, il lascito estremo, quasi a sua insaputa. Un anno prima della morte del padre, la psicoanalisi si dichiara a sorpresa come un progetto &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=freudiana">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«La psiche è estesa, non ne sa niente», le ultime parole scritte da Freud nell’estate del 1938, il lascito estremo, quasi a sua insaputa. Un anno prima della morte del padre, la psicoanalisi si dichiara a sorpresa come un progetto finito. Mai la scrittura freudiana è apparsa così visionaria, mai è riuscita a ottenere perimetri più diffusi. Freud fa spazio a qualcosa di nuovo, parla contro se stesso, disegna vie di fuga fino a quel momento impensabili. Deviazioni intorno a cui sono raccolti questi scritti.</p>
<p><span id="more-855"></span>Vi appaiono interventi e divagazioni nati in occasioni diverse su alcuni passaggi cruciali e poco esplorati della storia della psicoanalisi; cruciali ma, come l’enigmatico aforisma freudiano, inesorabilmente interrotti: il celebre saggio di Freud sul “perturbante”, il controverso rapporto che lo legò all’allievo Viktor Tausk, le strategie di “misurazione dell’inconscio” ideate da Bleuler, Jung e Benussi all’inizio del Novecento. E anche dove lo sguardo si posa su temi disparati e in apparenza eccentrici – dall’evoluzione del concetto di tempo in Heidegger, Uexküll, Landolfi alla genesi delle “macchine influenzanti” nella schizofrenia, dal “comico” in Kant, Schopenhauer e Bataille alla fenomenologia di Wile E. Coyote –, sempre riaffiorano nuovi e radicali interrogativi sul senso e sulla crisi della psicoanalisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Metodo impossibile</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=metodo-impossibile</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:59:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Vittorio Benussi (1878-192/) attraversò la vita con incauta rapidità; stabilì, all&#8217;interno della sua riflessione, un ponte tra scienza e psicoanalisi; di fronte a una sfida così radica­le rispose con qualcosa di più dell&#8217;adesione a un metodo, qualcosa di imponderabile che &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=metodo-impossibile">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vittorio Benussi (1878-192/) attraversò la vita con incauta rapidità; stabilì, all&#8217;interno della sua riflessione, un ponte tra scienza e psicoanalisi; di fronte a una sfida così radica­le rispose con qualcosa di più dell&#8217;adesione a un metodo, qualcosa di imponderabile che ha tutta l&#8217;aria di un destino; infine, la mattina del 24 novembre 1927, a quarantanove anni, si uccise con una tazza di té al cianuro. <span id="more-841"></span>Questo saggio intende ricostruire il suo progetto di psicoanalisi sperimentale. Per Benussi il lin­guaggio dell&#8217;inconscio non rinvia mai a un ambito sperimentale o psicoanalitico, ma sempre a un loro rapporto possibile. Dal con­tatto di queste prospettive emerge uno dei tentativi più estremi di conoscenza della mente: l&#8217;«analisi psichica reale». Qui Benussi è al cuore dell&#8217;idea di misurazione della psi­che e il suo stile si allinea alle ricerche di psi­copatologia sperimentale condotte al Burghölzli di Zurigo da E. Bleuler e C.G. Jung, assegnando la pratica di laboratorio alle aree interdette allo sperimentatore. Ma non basta il lessico freudiano a spiegare l&#8217;incon­scio. Benussi convoca nuovi strumenti al cen­tro della sua riflessione: l&#8217;«inconscio fisiologi­co», l&#8217;«analisi metrica del respiro», il «sonno base», l&#8217;«autonomia funzionale emotiva». Se il discorso benussiano si pone al limite tra sperimentazione e psicologia del profondo è in questo limite che esprime i suoi vertici teo­rici e la sua tragica conclusione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché si ride</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=perche-si-ride</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:42:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;umorismo è come Dio: se ne può dire solo quello che non è. E sempre qualcos&#8217;altro [&#8230;]. Nell&#8217;umorismo non c&#8217;è un segreto da comprendere o da indo­vinare, come nella battuta o nel gioco di parole. E l&#8217;intero pensiero a esser &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=perche-si-ride">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;umorismo è come Dio: se ne può dire solo quello che non è. E sempre qualcos&#8217;altro [&#8230;]. Nell&#8217;umorismo non c&#8217;è un segreto da comprendere o da indo­vinare, come nella battuta o nel gioco di parole. E l&#8217;intero pensiero a esser rivestito di umorismo [&#8230;]. L&#8217;umorista in quanto tale [&#8230;] non fa giochi di parole &#8211; se non per falsa grossolanità. Anzi, in un umorista sottile, la volgari­tà può essere persino una ricercatezza dell&#8217;ingegno: un&#8217;ingegnosità al quadra­to. [&#8230;] L&#8217;umorismo comporta sempre un polo che espone e la coscienza del­l&#8217;altro.</p>
<p align="right"><em>Vladimir Jank</em><em>élévitch</em></p>
<p><span id="more-831"></span>A partire dall&#8217;immagine classica e insie­me attuale del medico-filosofo, anche questa Nuova Serie di &#8220;Atque&#8221; intende stimolare e raccogliere ricerche e studi in quello spazio intermedio che la pra­tica filosofica e la psicoterapia vengono a determinare e contemporaneamente lasciano da pensare.</p>
<p>Per questo, i filosofi, gli psicotera­peuti e tutti coloro che intendano riflet­tere sui loro saperi formalizzati e sulla tradizione di ricerca cui appartengono, ne sono i potenziali lettori. In particola­re, gli appartenenti alle numerose e recenti scuole di psicologia e di psicote­rapia oltre che alle scuole di maggiore tradizione in Italia, sono quei lettori con cui &#8220;Atque&#8221; intende discutere.</p>
<p>Dal 1990 &#8220;Atque&#8221; ha affrontato, attraverso fascicoli monografici, que­stioni centrali che attraversano la psico­terapia e molti capitoli della filosofia.</p>
<p>PREFAZIONE</p>
<p>Umorismo e innovazione della conoscenza.</p>
<p>La transizione dei codici simbolici</p>
<p>e lo sconquasso nel corpo dei saperi</p>
<p><em>Paolo Francesco Pieri</em></p>
<p>PARTE PRIMA</p>
<p>L&#8217;umorismo è la rivincita dell&#8217;uomo debole</p>
<p><em>Vladimir Jank</em><em>élévitch</em></p>
<p>Umorismo alla lettera</p>
<p><em>Carlo Sini</em></p>
<p>Verso una poetica dell&#8217;esistenza: <em>L’umorismo </em>di Pirandello</p>
<p><em>Enrico Ghidetti</em></p>
<p>II pozzo e la scala. L&#8217;umorismo etico di Wittgenstein</p>
<p><em>Luca Lupo</em></p>
<p>PARTE SECONDA</p>
<p>Morire dal ridere. Quattro figure del Comico</p>
<p><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Antonino</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Trizzino</span></em></p>
<p>Sul ridere in alcune prospettive religiose</p>
<p><em>Adriano Fabris</em></p>
<p>Perché nella scienza non si piange e non si ride?</p>
<p><em>Antonello Sciacchitano</em></p>
<p>PARTE TERZA</p>
<p>Note su ironia, consapevolezza e processo conoscitivo</p>
<p><em>Mauro La Forgia</em></p>
<p>Ironia e romanzo</p>
<p><em>Giuseppe Di Giacomo</em></p>
<p><em>Tea for two. </em>L&#8217;ironia nel jazz di Thelonious Monk</p>
<p><em>Davide Sparti</em></p>
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