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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Tagliapietra, Andrea&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Tagliapietra, Andrea&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Ancora e sempre. Saggio su Wittgenstein</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=ancora-e-sempre-saggio-su-wittgenstein</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 18:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Italo Valent]]></category>
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					<description><![CDATA[“Ancora e sempre suona come il motto araldico di un’impresa pervicace, paziente ed ostinata”. Così Andrea Tagliapietra introduce lo scavo dialettico che Italo Valent compie nell’opera di Wittgenstein. La formula, meditatamente aforistica, è la chiave con cui il filosofo esplora &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=ancora-e-sempre-saggio-su-wittgenstein">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Ancora e sempre</em> suona come il motto araldico di un’impresa pervicace, paziente ed ostinata”. Così <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Andrea</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tagliapietra</span> introduce lo scavo dialettico che Italo Valent compie nell’opera di Wittgenstein. La formula, meditatamente aforistica, è la chiave con cui il filosofo esplora i temi wittgensteiniani a livello sia del metodo che dello stile; è anche, nella sua natura avverbiale ed endiadica – dove il sempre depotenzia la piega dell’ancora, ma l’ancora inquieta la continuità del sempre – la modulazione di una pratica di pensiero che esprime il lavoro svolto dall’autore sui testi di Wittgenstein e, insieme, la forma singolare della sua scrittura filosofica, dove l’aforisma mostra proprio quell’esuberanza del pensare sul dire da cui muove l’impresa della filosofia.<br />
Ecco che l’itinerario attraverso quello che Valent chiama lo <em>stile speculativo</em> di Wittgenstein permette di riconoscere l’attività in cui consiste la filosofia: dal combattimento con il linguaggio che compendia contenuto, metodo e stile della filosofia wittgensteiniana emerge l’autonomia del pensiero rispetto alla volontà di comunicazione, alle prestazioni sociali del discorso e alle regole della logica. Si rivela così l’originaria atopìa del filosofo, la sua collocazione tattica fuori luogo rispetto ai ruoli della società, alle etichette della cultura e agli effetti delle pratiche dei discorsi e dei saperi.</p>
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		<title>Sincerità e autenticità</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=sincerita-e-autenticita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[direzione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 08:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[«Di tanto in tanto è possibile sorprendere la vita morale nell’atto di ridefinire se stessa». Così comincia Sincerità e autenticità, piccola gemma erudita della saggistica americana, a metà strada tra filosofia, critica letteraria e storia delle idee. È a due &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=sincerita-e-autenticita">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Di tanto in tanto è possibile sorprendere la vita morale nell’atto di ridefinire se stessa». Così comincia <em>Sincerità e autenticità</em>, piccola gemma erudita della saggistica americana, a metà strada tra filosofia, critica letteraria e storia delle idee.</p>
<p>È a due simili momenti di ripensamento dei nostri assunti morali profondi che Trilling dedica la sua indagine: all’ascesa nella cultura europea moderna dell’ideale della sincerità e alla sua successiva marginalizzazione, in favore del più esigente imperativo dell’autenticità.</p>
<p>Così, spaziando tra figure come Shakespeare, Rousseau, Hegel, Jane Austen, Wordsworth e Freud, lo studioso americano ricostruisce l’avventura di quell’individuo moderno che aveva fatto per la prima volta la sua comparsa nell’<em>Amleto</em>: «Questo soprattutto: sii fedele a te stesso / E ne deve seguire, come la notte al giorno, / Che non sarai mai falso con nessuno».</p>
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		<title>Alfabeto delle proprietà</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=alfabeto-delle-proprieta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2016 13:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Alfabeto delle proprietà si configura come un dizionario minimo di parole ricorrenti nella filosofia contemporanea. La scelta obbedisce ad un unico criterio: proporre quelle parole che nel presente continuano a caratterizzare i nostri interrogativi sull’esistenza. Sono parole che ci aiutano &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=alfabeto-delle-proprieta">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Alfabeto delle proprietà</em> si configura come un dizionario minimo di parole ricorrenti nella filosofia contemporanea. La scelta obbedisce ad un unico criterio: proporre quelle parole che nel presente continuano a caratterizzare i nostri interrogativi sull’esistenza. Sono parole che ci aiutano – attraverso metafore e storie – a comprendere qualcosa della realtà che ci attornia. Lo fanno attraverso un procedimento molto particolare: ognuna evidenziando un senso nascosto, quasi sempre inedito.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Andrea</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tagliapietra</span> ci indica che ogni parola ha la sua “proprietà”, il suo senso più “vero”. Misurarci con tale “proprietà” può aiutarci ad aprire un varco sul patrimonio sotterraneo della vita del linguaggio. Attraversare questo varco vuol dire mettere tra parentesi le teorie sulle quali abbiamo edificato i nostri saperi e fare ritorno all’essere del mondo così come questo si manifesta, nel suo apparire. Vuol dire muovere un passo incontro alla poesia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Alfabeto delle proprietà</em> si costituisce sul piano filosofico come il confrontarsi, il contendere, il dibattere di una “cosa” con “qualcuno”. Si precisa sul piano poetico come il disporsi in ascolto del suono essenziale di ciò che si desta. Si determina in vista di un unico problema: capirci qualcosa di questa nostra vita.</p>
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		<title>Sophón</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=sophon</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 09:21:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[«Il vero signore della filosofia, la sua causa e il suo fine, non è il filosofo, che pure è al maschile, bensì qualcosa di neutro: ciò che è saggio senza qualifiche limitative perché è saputo oggettivamente e non soggettivamente. Il &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=sophon">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Il vero signore della filosofia, la sua causa e il suo fine, non è il filosofo, che pure è al maschile, bensì qualcosa di neutro: ciò che è saggio senza qualifiche limitative perché è saputo oggettivamente e non soggettivamente. Il <em>sophón</em>, come diceva Socrate». Con queste parole Italo Valent apre lo spazio della filosofia alla trama dialettica di un pensiero trasfigurato, “neutro”, alla sincerità enigmatica di un discorso che si fa riflesso – <em>speculazione</em> – della realtà con i suoi eterni enigmi.<br />
Psiche, Relazione, Senso e Nonsenso, Nulla, Sogno, Destino, Desiderio, Dolore, Morte, Follia… Toccare queste categorie universali dell’umano, tratteggiarne la figura e scoprirne l’intima essenza, significa parlare dell’anima e all’anima.<br />
La costruzione di questo libro di aforismi – ricavato da <em>Panta διαpánton</em>, volume in cui si raccoglie il lavoro di Italo Valent sul tema della follia e della relazione di cura – è l’esito di un procedimento di astrazioni, grazie al quale alcune parti del testo sono state “tratte via”, separate e poi ricomposte, seguendo un ordine dato dagli argomenti di cui esse “danno un segno”.<br />
<em>Sophón</em> mostra il corpo della scrittura filosofica di Italo Valent con un taglio di luce che dà risalto alla intrinseca potenzialità del linguaggio, dove il frammento è specchio dell’intero: in ogni aforisma si annuncia l’eternità dell’anima, in ogni soffio dell’anima si esprime la circolarità inesauribile della vita.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Graziano Valent</em></p>
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		<title>Collana Opere di Italo Valent</title>
		<link>https://morettievitali.it/collana-opere-di-italo-valent/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 14:00:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Collana Opere di Italo Valent &#160; Collana diretta da Andrea Tagliapietra &#160; Il piano dell’opera prevede la riedizione degli scritti di Italo Valent in sei volumi, organizzati secondo un duplice criterio, temporale e tematico. L’attività filosofica di Italo Valent si &#8230; <a href="https://morettievitali.it/collana-opere-di-italo-valent/">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Opere di Italo Valent</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Collana diretta da <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Andrea</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tagliapietra</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>piano dell’opera</em> prevede la riedizione degli scritti di Italo Valent in sei volumi, organizzati secondo un duplice criterio, temporale e tematico.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attività filosofica di Italo Valent si ispira ad autori e stagioni del pensiero classico, moderno e contemporaneo: da Parmenide ed Eraclito a Platone, da Cartesio a Hume, da Kant a Hegel, dal pensiero italiano del Novecento, con particolare riguardo alla lezione di Severino, a Wittgenstein.</p>
<p style="text-align: justify;">Dentro la linea di ricerca valentiana, grazie a una approfondita revisione del paradigma dialettico, trovano spazio sia le problematiche logico-ontologiche sia quelle etico-pratiche della riflessione filosofica, come testimoniano una originale rilettura dei canoni del rapporto ragione-follia e un’ermeneutica della malattia e della cura.</p>
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		<title>La ferita del Centauro</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-ferita-del-centauro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[La figura mitica di Chirone, il centauro che curando le ferite altrui cura la propria, ingua­ribile ferita, significa l&#8217;ineludibile presenza della lacerazione nella vita: solo la separazio­ne consente che la relazione si esprima in tutta la sua complessa potenzialità. Se &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-ferita-del-centauro">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La figura mitica di Chirone, il centauro che curando le ferite altrui cura la propria, ingua­ribile ferita, significa l&#8217;ineludibile presenza della lacerazione nella vita: solo la separazio­ne consente che la relazione si esprima in tutta la sua complessa potenzialità. <span id="more-1018"></span>Se la follia è una ferita sempre aperta nel corpo sociale, la relazione con il folle &#8211; <em>la rela­zione che cura &#8211; </em>non può essere il semplice recupero dell&#8217;unità del soggetto, il ragionevo­le superamento delle sue contraddizioni. In questi dialoghi, in cui si incrociano catego­rie filosofiche e prospettive psichiatriche, il punto di partenza è l&#8217;impossibilità del non­senso. Nel grembo del senso l&#8217;unità profonda &#8211; la relazione &#8211; compare come il <em>terzo, </em>come ciò che, pur rendendo ragione di ogni legame, di ogni tensione che attraversa l&#8217;esistenza, è destinato a farsi legare nel gioco delle diffe­renze.</p>
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		<title>Asymmetron</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=asymmetron</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Italo Valent]]></category>
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					<description><![CDATA[Asymmetron ruota attorno ad un tema «tra i più sodi e insieme fecondi nella storia delle idee». Si tratta della relazione. D pensiero comune, ma anche il procedere analitico della conoscenza scientifica, credono che la rela­zione sia il risultato di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=asymmetron">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Asymmetron<strong> </strong></em>ruota attorno ad un tema «tra i più sodi e insieme fecondi nella storia delle idee». Si tratta della relazione. D pensiero comune, ma anche il procedere analitico della conoscenza scientifica, credono che la rela­zione sia il risultato di un&#8217;operazione che unisce elementi separati. <span id="more-1010"></span>Ciò che era diviso e a sé stante è ora congiunto in un&#8217;unità di senso. Ma Valent, innestandosi nella gran­de tradizione del pensiero dialettico di cui le pagine di <em>Asymmetron </em>costituiscono uno splendido supplemento, ritiene la categoria della relazione una «struttura immediata, organica, autoproduttiva». Una categoria, quindi, che implica, anche nella sua attestazione più elementare, il richiamo «a un <em>asymmetron, </em>all&#8217;enigmatica, ineffabile incommensurabilità, dell&#8217;Uno. dell&#8217;Assoluto, del Tutto». La relazione, che il pensiero quotidiano racchiude nella reciprocità isolata di un rapporto simmetrico, si scopre così aperta e sollecitata dal tutt&#8217;altro che, con le sue infini­te scansioni, struttura la realtà intera. Ecco che il <em>semplice, </em>questo «primo e fondamentale mito della ragione», rivela già in se stesso quella piega, quella duplicità intestina ed elementare, che inaugura un movimento duplice in se stesso, estroflesso e introflesso. Da un lato c&#8217;è l&#8217;eterna ghirlanda brillante della rete di relazioni che è il reale stesso, nella sua totalità. Dall&#8217;altro c&#8217;è la relazione della relazione, l’autoriferimento del semplice per cui l&#8217;essere si flette e si tocca in se stesso. In <em>Asymmetron, </em>l&#8217;attenta ricognizione di alcuni luoghi decisivi del pensiero novecentesco quali le filosofie di Wittgenstein, di Bradley e Simmel &#8211; autori che, tuttavia, il canone storico-filosofico non suole annoverare fra i classici del pensiero dialettico alla stregua di Hegel, Marx o Gentile -, consente a Valent di delineare una rilettura della dialettica originale, inno­vativa, feconda e sorprendente, che non ha paragoni nell&#8217;ambito dell&#8217;intero pensiero filosofico contemporaneo.</p>
<p align="right"><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Andrea</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tagliapietra</span></em></p>
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