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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Salvatore Zingale&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Salvatore Zingale&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>L&#8217;inventiva</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=linventiva</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interpretazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Moretti Honegger]]></category>
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					<description><![CDATA[«L&#8217;inventiva fa bene alla salute personale e sociale». Così recita una delle tesi del Ma­nifesto di Psòmega del 1986. Si inventa per stare bene. Desiderio, amore e bisogno di inventiva lavorano sul piano individuale e su quello sociale. La doppia &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=linventiva">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«L&#8217;inventiva fa bene alla salute personale e sociale». Così recita una delle tesi del <em>Ma­nifesto di Psòmega </em>del 1986. Si inventa per stare bene. Desiderio, amore e bisogno di inventiva lavorano sul piano individuale e su quello sociale. La doppia forza dell&#8217;inventiva risiede in questo: migliora sia la vita del singolo che inventa, perché nel lampo di un&#8217;idea egli può collocare la pie­na riappropriazione del presente; sia la vita collettiva, perché una società inventi­va riesce meglio a supplire ai propri biso­gni e alle proprie necessità attraverso la corsa in avanti del desiderio.</p>
<p><span id="more-1414"></span>Psòmega è per l&#8217;inventiva transdiscipli­nare: perché è giusto attraversare le disci­pline cogliendo quello che c&#8217;è di meglio in ognuna di esse. E bisogna approfittare della loro vicinanza per attivare il &#8220;pensie­ro spostato&#8221;. La loro vicinanza anzi, il loro <em>crossing </em>è fruttuoso e vivo.</p>
<p>Questo volume ora raccoglie &#8211; e rein­venta — gli interventi presentati nell&#8217;aprile 2005 nel convegno <em>La forma dell&#8217;inventi­va: Psòmega vent&#8217;anni dopo, </em>svolto in colla­borazione con la Provincia di Milano -una kermesse di tre giorni nel segno delle invenzioni: in poesia, musica, scienza, se­miotica, videosaggi, filosofia, ecologia e democrazia.</p>
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		<title>La semiotica e le arti utili in undici dialoghi</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-semiotica-e-le-arti-utili-in-undici-dialoghi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interpretazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Moretti Honegger]]></category>
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					<description><![CDATA[Il volume raccoglie undici dialoghi fra Mas­simo Bonfantini e suoi amici dialoganti — artisti, semiotici, studiosi, musicisti -, scritti, recitati e pubblicati nell&#8217;arco di quasi vent&#8217;anni, e che hanno per oggetto argomenti riconducibili all&#8217;idea di arti utili. Ma dell&#8217;arte, qui, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-semiotica-e-le-arti-utili-in-undici-dialoghi">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie undici dialoghi fra Mas­simo Bonfantini e suoi amici dialoganti — artisti, semiotici, studiosi, musicisti -, scritti, recitati e pubblicati nell&#8217;arco di quasi vent&#8217;anni, e che hanno per oggetto argomenti riconducibili all&#8217;idea di <em>arti utili.</em></p>
<p><span id="more-1412"></span>Ma dell&#8217;arte, qui, non interessano tanto le opere, i testi, quanto la sua possibile <em>prassi: </em>la prassi dialogica. Le arti di cui in queste pagine si discute sono infatti le strade del <em>saper fare: </em>arte come poetica della vita dialo­gica e come tecnica per la costruzione delle armonie; arte come ecologia, verrebbe da dire; e arte come via del sentire &#8211; se stessi e gli altri e il mondo-ambiente &#8211; e della sensuosità della conoscenza.</p>
<p>Nei dialoghi iniziali sono in primo piano le funzioni più sensoriali, materiali e affettive della soggettività e del sentimento. Funzioni che non scompaiono mai, a dire il vero, e che permangono in ogni contatto ed empatia, anche quando lasciano il campo a relazioni di altro tipo: al rapporto con lo spazio, con gli oggetti, con i media. Di questo si parla nella parte centrale del libro.</p>
<p>Nei dialoghi finali la discussione sulle arti porta invece a riflettere sulle rappresentazio­ni della vita sociale: la <em>polis </em>e l&#8217;ambiente, gli orizzonti indefiniti delle città, le responsabi­lità del progetto e le visioni del futuro.</p>
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		<title>Segni sui corpi e sugli oggetti</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=segni-sui-corpi-e-sugli-oggetti-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:14:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interpretazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Moretti Honegger]]></category>
		<category><![CDATA[Quaderni di Ergonomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Quattro dialoghi sapienti e polemici e quattro saggi didascalici e originali si integrano in un discorso ricco di risvolti ma sorprendentemente unitario a costi­tuire un completo manualetto di Se­miotica degli oggetti d&#8217;uso. La percezione e l&#8217;interpretazione, il va­lore e il &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=segni-sui-corpi-e-sugli-oggetti-2">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro dialoghi sapienti e polemici e quattro saggi didascalici e originali si integrano in un discorso ricco di risvolti ma sorprendentemente unitario a costi­tuire un completo manualetto di Se­miotica degli oggetti d&#8217;uso. <span id="more-1408"></span>La percezione e l&#8217;interpretazione, il va­lore e il consumo, l&#8217;oggetto che parla, amico o tiranno, l&#8217;utilità, il godimento, la reinvenzione del prodotto, le forme e l&#8217;estetica e l&#8217;ergonomia. Questi e molti altri sono i temi cruciali analizzati e di­scussi, criticamente e propositivamente, in questo volume, completato, vero iper­testo cartaceo, da grafi e sinossi e da una ricchissima bibliografia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un edificio per il terziario</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=un-edificio-per-il-terziario</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 11:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura e trasformazione del costruito]]></category>
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					<description><![CDATA[«Di solito, quando sono convinto di una forma divento prepotente. Questo aspetto caratteriale mi da carica nei confronti di chi tende a esprimere una visione solo ingegne­ristica e tecnologica del costruire, visione spesso antitetica alla parte espressiva dell&#8217;edificio. Voi mi &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=un-edificio-per-il-terziario">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Di solito, quando sono convinto di una forma divento prepotente. Questo aspetto caratteriale mi da carica nei confronti di chi tende a esprimere una visione solo ingegne­ristica e tecnologica del costruire, visione spesso antitetica alla parte espressiva dell&#8217;edificio.</p>
<p><span id="more-1079"></span>Voi mi chiedete come è stato recepito questo progetto, questo disegno di edificio dalle grandi curve, a forma di es­se, questa pergamena che si srotola sul suolo.</p>
<p>Tutto sommato, credo sia stata un&#8217;intuizione felice pro­prio per le soluzioni pratiche che implica. Al di là dei vezzi di carattere estetico, questo guizzo della matita sulla carta che disegna una forma morbida e flessuosa, una forma più accattivante e poetica rispetto agli angoli retti, all&#8217;ortogona­lità delle facciate, una forma che accompagna invece di li­mitare… questo meccanismo, queste rotondità che si asso­ciano in gioco di calibratura, che disegna la facciata e di conseguenza gli interni e tutti gli elementi della composi­zione, credo che questo abbia finito col dimostrare che il di­stacco rispetto alla forma ortogonale è davvero vincente. Perché è riuscita ad associare estetica e funzionalità. Ma questo guizzo nasce anche dalla volontà di non avere una facciata dominante e una di servizio. Attraverso il ricorso al­la forma sinusoidale ho voluto evitare di avere un retro, e aumentare invece il gioco della trasparenza, che è uno dei sogni dell&#8217;architettura moderna.</p>
<p>A completare la grande esse ho aggiunto il gioco delle gradonature verso le estremità. Anche questo è importante per instaurare un dialogo con il tessuto urbano circostante. In questo modo l&#8217;edificio sembra quasi volersi abbassare, farsi meno imponente e prepotente. È questa l&#8217;ambizione del progetto: i vetri che dal controsoffitto arrivano fino a terra, la trasparenza totale che cerca di portare l&#8217;esterno &#8211; la luce, il sole e il paesaggio — verso l&#8217;interno. Viceversa, ho vo­luto portare anche l&#8217;interno all&#8217;esterno, in modo osmotico, attraverso il verde.</p>
<p>Questo edificio è come una serie di stantuffi che vengo­no dal sottosuolo e via via si innalzano, come per un mecca­nismo pneumatico, fino a raggiungere la loro giusta altezza. La voglia di portare il verde dentro l&#8217;edificio sta tutta in questa emersione, in questo immaginario pistone che si ele­va. Ecco il perché del giardino all&#8217;interno, dove la presenza del verde è ancora più evidente, in termini di qualità ma an­che di suggestione e della voglia di soddisfare il bisogno di avere la natura accanto a sé».</p>
<p align="right"><em>Giancarlo Marzorati</em></p>
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		<title>Auditorium di Milano</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=auditorium-di-milano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 11:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura e trasformazione del costruito]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel settembre del 1939 si inaugurava il Cinema-Teatro Massimo, opera dell&#8217;architetto Alessandro Rimini. Da anni in disuso e vittima dell&#8217;incuria, quella sala, nata per la luce del cinematografo, è ora diventata casa per la musica, la sede dell&#8217;Orchestra Sinfonica di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=auditorium-di-milano">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel settembre del 1939 si inaugurava il Cinema-Teatro Massimo, opera dell&#8217;architetto Alessandro Rimini. Da anni in disuso e vittima dell&#8217;incuria, quella sala, nata per la luce del cinematografo, è ora diventata <em>casa per la musica, </em>la sede dell&#8217;Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Questa metafora ha di fatto ispirato e accompagnato la ristruttura­zione dell&#8217;edificio, progettata dall&#8217;architetto Giancarlo Marzorati e a cui hanno collaborato progettisti ed esperti fra i più affermati nei loro campi. La casa e il suono, l&#8217;archi­tettura e la musica: è questa l&#8217;alchimia fascinosa dell&#8217;Auditorium. Da un lato la pesante concretezza del cemento, del marmo e del legno; dall&#8217;altro la leggerezza &#8220;spirituale&#8221; del suono.</p>
<p><span id="more-1077"></span>«Mi sembra di dirigere stando dentro la pancia di un vio­loncello»: questa espressione, usata dal Maestro Riccardo Chailly, è rimasta a suggello di un progetto in cui l&#8217;acustica, firmata da Enrico Moretti, ha raggiunto livelli di eccellen­za. In effetti, il <em>mondo fisico </em>creato dentro la sala dell&#8217;Auditorium di Milano è un universo isolato e a sé stante, protet­to dal rumore della città, una serra che genera armonie. Il passaggio dal fuori al dentro può divenire una sorta di in­gresso in un corpo sensoriale avvolgente. Questa esperienza è il &#8220;senso globale&#8221; che scaturisce dalla coralità della coope­razione progettuale: dal disegno degli spazi, dalla loro mor­fologia e adattabilità a diverse forme di spettacolo, dall&#8217;in­stallazione dei diversi impianti tecnologici.</p>
<p>Il libro racconta l&#8217;esperienza di questa trasformazione — voluta da Agostino Liuni e da Luigi Corbani &#8211; attraverso le immagini e per diretto intervento dei protagonisti. Le immagini dicono tanto del travaglio del cantiere, impianta­to in condizioni &#8220;normalmente&#8221; impossibili, quanto dello splendore del risultato; mostrano il particolare e la visione di insieme. I diversi contributi testimoniano la &#8220;comples­sità&#8221; dell&#8217;impresa progettuale, condizionata dall&#8217;impossibi­lità di un piano di lavoro a priori. Il progetto è invece stato pensato, modificato, interpretato lungo il cammino, <em>in divenire, </em>come gioco d&#8217;intesa fra i diversi attori. L&#8217;impresa che qui si presenta è allora, implicitamente, l&#8217;e­sposizione di una metodologia progettuale corale, una metodologia difficile perché direttamente &#8220;dedicata&#8221; all&#8217;o­pera specifica e unica, e che richiede al progettista compe­tenze nuove. Ma lo sforzo inventivo e di regia in questi casi risulta doppiamente produttivo: oltre a realizzare l&#8217;opera che era stata richiesta e desiderata, si contribuisce al recupero culturale degli spazi urbani esistenti, rinunciando finalmente alla logica della speculazione a breve termine.</p>
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		<title>Ergonomia</title>
		<link>https://morettievitali.it/ergonomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 09:22:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ERGONOMIA è una rivista dedicata agli studi, ai progetti, ai prodotti e ai servizi che si ispirano alle necessità, al benessere, al comfort dell’uomo. Di ergonomia, in Italia, si parla da almeno trent’anni; ma solo recentemente il termine è entrato nell’uso &#8230; <a href="https://morettievitali.it/ergonomia/">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr valign="bottom">
<td colspan="2" align="right" valign="top" height="56">
<div align="left">
<table border="0" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr valign="bottom">
<td colspan="2" align="right" valign="middle" height="50">
<div align="left"><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/loghi_riviste/ergonomia.gif" alt="" width="150" height="33" /></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" align="right" valign="bottom" bgcolor="#cccccc" height="1"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="212"><strong><span style="color: #003333;">ERGONOMIA</span></strong> è una rivista dedicata agli studi, ai progetti, ai prodotti e ai servizi che si ispirano alle necessità, al benessere, al comfort dell’uomo.<br />
Di ergonomia, in Italia, si parla da almeno trent’anni; ma solo recentemente il termine è entrato nell’uso comune. Ciò indica che la domanda di ergonomia è aumentata: si parla di qualità della vita, e questo assai sovente vuol dire qualità ergonomica: del lavoro, degli oggetti d’uso, delle abitazioni, dei servizi, dei beni di consumo.<br />
<span style="color: #003333;"><strong>ERGONOMIA</strong></span> occupa uno spazio vuoto nel panorama editoriale italiano, con uno sguardo a quello europeo e internazionale. Si rivolge a un pubblico esteso, non solo di specialisti e cultori, ma anche di consumatori; un pubblico al quale far conoscere nella forma più accessibile i risultati di ricerche, esperienze di orientamenti progetttuali e applicazioni nei vari settori del vivere umano.<br />
Dal 1999 la rivista diventa semestrale, ma viene affiancata dalla collana “<a href="https://morettievitali.it/catalogo/quaderni_ergonomia.html">Quaderni di Ergonomia</a>”.<br />
Dal novembre 2002 la rivista la si può trovare on line: <a href="http://www.ergonomia.info/"><span style="color: #000066;"><strong>www.ergonomia.info</strong></span></a></td>
</tr>
<tr valign="middle">
<td colspan="2" align="left" height="2"><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/sfondi/puntoriga666699.gif" alt="" width="100%" height="1" vspace="6" /></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="115">Direttore responsabile: Enrico Moretti<br />
Comitato di direzione: Luigi Bandini Buti, Francesco<br />
De Filippi, Riccardo Della Valle, Lucia Folco Zambelli<br />
Comitato editoriale: Luigi Bandini Buti, Maria Cairoli, Gabriele Cortili, Francesco De Filippi, Riccardo Della Valle, Enrica Fubini, Antonio Grieco, Bruno Maggi, Enrico Moretti, Alessandra Re<br />
Coordinamento editoriale: <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Salvatore</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Zingale</span><br />
Segreteria di redazione: Grazia Sogni<br />
Progetto grafico: Davide Bolzonella</td>
</tr>
<tr valign="middle">
<td colspan="2" align="left" height="2"><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/sfondi/puntoriga666699.gif" alt="" width="100%" height="1" vspace="6" /></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="31">Semestrale<br />
ISSN11237651, cm 20&#215;28, euro 7, 0</td>
</tr>
<tr valign="middle">
<td colspan="2" align="left" height="2"><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/sfondi/puntoriga666699.gif" alt="" width="100%" height="1" vspace="6" /></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="28">Abbonamento a tre numeri + un quaderno<br />
Italia: Ordinario euro 30,00; Enti, biblioteche,<br />
sostenitori euro 60,00<br />
(comprese spese di spedizione p.a.).</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</td>
</tr>
<tr valign="middle">
<td colspan="2" align="left" height="2"><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/sfondi/puntoriga666699.gif" alt="" width="100%" height="1" vspace="6" /></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="100%"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="100%" height="7"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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