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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Lecchini, Stefano&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Lecchini, Stefano&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Collana Fabula</title>
		<link>https://morettievitali.it/collana-fabula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 11:06:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fabula è una collana di poesia diretta da Paolo Lagazzi, Stefano Lecchini e Giancarlo Pontiggia. Alla ricerca di un forte equilibrio tra materia umana e linguaggio poetico, esperienza delle cose del mondo e potenza immaginale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/loghi_collane/logo-fabula.gif" alt="" /><br />
Fabula è una collana di <strong>poesia </strong>diretta da <strong>Paolo Lagazzi</strong>, <strong><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Stefano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Lecchini</span></strong> e <strong>Giancarlo Pontiggia</strong>.</p>
<p>Alla ricerca di un forte equilibrio tra materia umana e linguaggio poetico, esperienza delle cose del mondo e potenza immaginale.</p>
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		<title>I fantasmi della libertà</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=i-fantasmi-della-liberta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:46:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I volti di Hermes]]></category>
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					<description><![CDATA[Da Hölderlin a Laforgue, da James a Kafka, da Hardy a Bertolucci, da Borges a Manganelli, da Philip Roth a Murakami, fino a Landolfi, D&#8217;Arzo, Parise, Lodoli, De Angelis, Mussapi, Anedda e molti, molti altri ancora, la presente raccolta di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=i-fantasmi-della-liberta">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Hölderlin a Laforgue, da James a Kafka, da Hardy a Bertolucci, da Borges a Manganelli, da Philip Roth a Murakami, fino a Landolfi, D&#8217;Arzo, Parise, Lodoli, De Angelis, Mussapi, Anedda e molti, molti altri ancora, la presente raccolta di saggi tenta di resti­tuire quella parola necessaria che in ogni opera veramente riuscita emerge attraverso, e oltre, i &#8220;fantasmi&#8221; della più colorata e smagliante libertà creativa. <span id="more-984"></span>Lasciandosi sedurre dalle rapinose invenzioni degli amati narratori e poeti, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Stefano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Lecchini</span> assume, nella propria scrittura, la voce, i colori, il ritmo, e infine il &#8220;destino&#8221;, degli autori che investiga: con la speranza che almeno una qualche eco del rintocco fatale che risuona al fondo di quelle opere finisca per risuonare, anche, nelle parole del­l&#8217;interprete che a tali opere si stringe.</p>
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		<title>Un essere ossuto</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=un-essere-ossuto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:25:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Un essere ossuto è il libro della piena maturità di Rosalia Zabelli, una fra le voci più originali e se­grete della nostra poesia. Il fascino primo dei quattrocentotrenta haiku che lo compongono sprigiona dalla frizione, dalla tensione capace di innestarsi &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=un-essere-ossuto">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un essere ossuto </em>è il libro della piena maturità di Rosalia Zabelli, una fra le voci più originali e se­grete della nostra poesia.</p>
<p>Il fascino primo dei quattrocentotrenta haiku che lo compongono sprigiona dalla frizione, dalla tensione capace di innestarsi tra la mite in­flessibilità della forma strofica (tre versi, secon­do canone: metricamente peraltro più liberi) e l'&#8221;enorme dire&#8221; che la sostanzia e la sfida. <span id="more-969"></span>Ideal­mente divisi per gruppi tematici (le donne, le ra­ne, un &#8220;si è&#8221; impersonale che avrebbe fatto la gioia di Lévinas e di Blanchot, io, Dio&#8230;), talvol­ta questi haiku veicolano un&#8217;osservazione &#8220;na­turale&#8221;, talaltra precipitano schegge di un&#8217;inte­riorità senza requie: nell&#8217;un caso e nell&#8217;altro, quel che si imprime sulla pagina è un particola­re (minimo ma decisivo spostamento di pro­spettiva e di sguardo), in grado di perturbare tutto quel che sapevamo, o avevamo la presun­zione di sapere, sull&#8217;oggetto di volta in volta fol­gorato (compresa colei che dice &#8220;io&#8221;).</p>
<p>Sferzata da un erotismo incoercibile, la pronun­cia ossuta, dura, istantanea, che possiamo im­maginare sempre sul punto di cedere alla carna­lità che la tenta e finisce quasi immancabilmente per negarlesi, deve riempire il bianco (della pa­gina, dello stacco fra verso e verso, del silenzio) da cui è accerchiata. Ma questo bianco è la sua fortuna. Un essere ossuto sta scritto nei suoi frammenti di parole quanto nel vuoto che le contorna: ed è questo vuoto che lo sposta, che suscita echi ed aloni, che lo strappa alla dura terra senza orizzonte a cui è inchiodato, per slanciarlo incessantemente oltre ogni possibile e impossibile confine.</p>
<p align="right"><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Stefano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Lecchini</span></p>
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		<item>
		<title>Canto dell&#8217;amore assente</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=canto-dellamore-assente</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Se il desiderio nasce dall&#8217;assenza, tutto questo bellissimo, desiderante, spasimante canzoniere di Sauro Damiani nasce dalla lontananza d&#8217;amore. Come i provenzali, e molto più e molto meglio di Lacan, Damiani sa perfettamente che non si da amore senza &#8220;mancanza&#8221;: ciò &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=canto-dellamore-assente">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se il desiderio nasce dall&#8217;assenza, tutto questo bellissimo, desiderante, spasimante canzoniere di Sauro Damiani nasce dalla lontananza d&#8217;amore. Come i provenzali, e molto più e molto meglio di Lacan, Damiani sa perfettamente che non si da amore senza &#8220;mancanza&#8221;: ciò che ci spinge di continuo verso l&#8217;oggetto del nostro desiderio è un fuoco che sarà, come dev&#8217;essere, destinato ad ardere in eterno: perché è solo in questo fuoco che si brucia ogni &#8220;tristezza&#8221;, ed è solo qui che il mondo e la vita che ci incap­sulano possono ritrovare totalmente le loro tinte e i loro profumi più adescanti &#8211; la loro scena canora e variopinta. <span id="more-965"></span>L&#8217;assenza, come aveva capito Bertolucci, è in questo modo la più acuta delle presenze. Quanto ci appare destinato a sottrarsi altro non è che la nostra sostanza indistruttibile. Il fuoco che ci ustio­na finisce per rivelare ai nostri occhi i colori del ciclo &#8211; di un ciclo in cui abitiamo da sempre.</p>
<p>Eppure, non bisogna aspettarsi che Damiani si lasci sfigurare, perdendosi, dalle fiamme del suo desiderio. Egli, con un gesto sovrano, le incarcera nelle griglie fittissime -metriche, strofiche, fonetiche &#8211; che le armi della poesia gli mettono a disposizione. Con precisione assoluta, pianta sulla carta ottave, sonetti, quartine: perché ha compreso che, se &#8220;la nostra libertà è nelle catene&#8221;, soltanto la forma può portare al diapason dell&#8217;inten­sità e della libertà espressiva la sua passione divorante per ciò che non ha forma né volto: per ciò che sarà sempre lontano, per ciò che sarà sempre perduto &#8211; e proprio per questo, come si è detto, paradossalmente ci apre alla benedizione e all&#8217;incanto del mondo.</p>
<p>Dalla tensione fra questi due poli, nasce il miracolo di questa poesia.</p>
<p align="right"><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Stefano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Lecchini</span></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ritorni</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=ritorni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Se &#8220;ritornare&#8221; &#8211; come sentenzia l&#8217;incipit di una di queste poesie &#8211; è solo &#8220;un doppio addio&#8221;, allora la presente raccolta di Lisabetta Serra, che ai &#8220;ritorni&#8221; è dedicata, par­rebbe porsi ineluttabilmente sotto il segno del distacco definitivo e della &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=ritorni">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se &#8220;ritornare&#8221; &#8211; come sentenzia l&#8217;incipit di una di queste poesie &#8211; è solo &#8220;un doppio addio&#8221;, allora la presente raccolta di Lisabetta Serra, che ai &#8220;ritorni&#8221; è dedicata, par­rebbe porsi ineluttabilmente sotto il segno del distacco definitivo e della perdita. E&#8217; impossibile ritrovare le cose come le aveva­mo lasciate: e ogni segno ci dice che nulla -né la casa in cui eravamo stati felici né il nostro corpo né il nostro cuore &#8211; ci verrà incontro con le stesse sembianze di prima. Possiamo stringerci soltanto a noi stessi &#8211; in un abbraccio vuoto.</p>
<p><span id="more-961"></span>Pure, Lisabetta Serra non si lascia inchio­dare a <em>quest&#8217;impasse, </em>e non rinuncia, mal­grado tutto, all&#8217;abbandono: sa che, ogni anno, Eros riconduce a noi la primavera (ecco un altro, diverso, &#8220;ritorno&#8221;) &#8211; e la primave­ra spinge i nostri occhi ad affacciarsi nuova­mente sul mondo. La vita, forse, è ancora possibile; dobbiamo soltanto attendere, e in­tanto farci leggeri: per essere portati via dal vento ad abbracciare, con gratitudine e stu­pore, ogni cosa.</p>
<p>Così, sulle ali di una sorprendente legge­rezza e trasparenza &#8211; non lontana, benché la pronuncia risulti talvolta drasticamente scor­ciata, dall&#8217;afflato creaturale di un Wordsworth, di un Pascoli o di un Bertolucci &#8211; , la Serra affida alla pagina bianca le occasioni e i trasalimenti di una vita: perché non ignora che soltanto da ciò che bagniamo (o lasciamo bagnare) nella luce cristallina e insondabile della poesia, potremo aspettarci &#8211; comunque &#8211; il ritorno.</p>
<p align="right"><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Stefano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Lecchini</span></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli improbabili confini</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=gli-improbabili-confini</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:13:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Come sembrano suggerirci i bellissimi versi su cui questa nuova raccolta si chiude, tutta la poesia di Bruna Dell&#8217;Agnese &#8211; fin dal memorabile esordio, tenuto a battesimo da Attilio Bertolucci, di Stanza occidentale (1985) &#8211; poggia le proprie fondamenta sull&#8217;acqua. &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=gli-improbabili-confini">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come sembrano suggerirci i bellissimi versi su cui questa nuova raccolta si chiude, tutta la poesia di Bruna Dell&#8217;Agnese &#8211; fin dal memorabile esordio, tenuto a battesimo da Attilio Bertolucci, di <em>Stanza occidentale </em>(1985) &#8211; poggia le proprie fondamenta sull&#8217;acqua. Non potrebbe esservi base più fragi­le: più vulnerabile e aperta a tutti i venti e alle tempeste del mondo. <span id="more-960"></span>Bruna Dell&#8217;Agnese sa che l&#8217;acqua non ha confini. Corre, percorre, trascorre; travolge e viene travolta: perdendo per strada, uno ad uno, tutti i labili appigli che pensava di aver afferrato per sempre &#8211; case, cose, volti, affetti, amori, paradisi; o anche quel sole «inutile», da cui avrebbe voluto trar­re calore fino alla fine dei tempi. Nulla è desti­nato a durare: l&#8217;estate declina in autunno, l&#8217;autunno in inverno: il giorno sfuma nella sera, la sera precipita in notte. Istante dopo istante, il mondo ci appare sempre più stra­niero: perché siamo stranieri anzitutto a noi stessi, e in nessun modo potremo mai sfiorare il corpo, o l&#8217;anima, di chi ci sta di fronte e in qualche modo ci sfida.</p>
<p>Ma la scommessa, paradossale e piena­mente vinta, di queste poesie e di questi poemetti sta nel dimostrare come l&#8217;acqua, su cui sono scritti i nostri nomi e le nostre parole, abbia in sé una forza, un&#8217;energia, una poten­za, che nessun ostacolo riuscirà ad arginare. Come avevano perfettamente compreso i saggi taoisti, l&#8217;acqua ci getta verso tutte le cose: lava e rinnova continuamente il nostro rapporto col mondo: nel proprio dilagare oltre ogni confine, rivela in realtà una misura indefettibile (la stessa, cronometrica, che scandisce la pronuncia trepida e asciutta dei versi); l&#8217;acqua sostanzia la nostra &#8220;effimera vita&#8221; &#8211; così, sulla superficie di quel che era il proprio specchio vuoto, possono tornare a disegnarsi le linee e i colori di un giardino, pronto «ad affacciarsi di là / dove hanno radici sole e luna».</p>
<p align="right"><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Stefano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Lecchini</span></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli addii</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=gli-addii</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Dottor sottile in scienza degli addii, anche in questa sua ultima raccolta, che non a caso proprio a Gli addii si intesta, Gian Ruggero Manzoni srotola una prosodia trepida e martellante, arrembante e delicata: spartita in egual misura fra sentenziosità &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=gli-addii">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dottor sottile in scienza degli addii, anche in questa sua ultima raccolta, che non a caso proprio a <em>Gli addii </em>si intesta, Gian Ruggero Manzoni srotola una prosodia trepida e martellante, arrembante e delicata: spartita in egual misura fra sentenziosità perentoria e abbandono, acuminata attenzione al det­taglio e vertiginosa qualità di <em>visione, </em>ma sempre amorosamente consacrata a quanto &#8211; accanto a noi, se non dentro di noi &#8211; è de­stinato ad andare perduto. <span id="more-956"></span>Riprendendo il Louis Malie di <em>Au revoir les enfants </em>(pellicola del 1987 da noi giunta co­me <em>Arrivederci ragazzi), </em>e facendolo reagire senza sforzo con la storia della piccola Ester, una bambina ebrea che il padre del poeta cercò invano di mettere in salvo durante le persecuzioni della Seconda guerra mondia­le, da un lato Manzoni sembra dirci che non può esserci scampo: tutto verrà calpestato, saccheggiato, sfigurato e cancellato per sem­pre. Ma, al contempo, Manzoni non ignora che, nel tenero gesto con cui si dice addio a chi abbiamo amato e non potremo vedere mai più, è racchiuso anche ogni possibile ri­scatto: «la luce della commozione» ci eleva sopra noi stessi e ci avvia a «grandi impre­se»: il «rispetto per la scrittura» coincide con «il sacro rispetto per i morti» &#8211; mentre la mano che saluta per l&#8217;ultima volta rivela di essere, precisamente, la stessa che ha già cominciato a raccogliere con ogni cura, su un foglio, i tratti e le tracce di coloro che ci stanno lasciando.</p>
<p align="right"><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Stefano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Lecchini</span></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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