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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Catà, Alessandro&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Catà, Alessandro&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<item>
		<title>Tra normalità e patologia</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=tra-normalita-e-patologia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 10:48:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[Volume XXV: 2025 Un altro dolore: la sofferenza nella psicosi Maurizio Olivero Nella bocca spalancata del bosco: la follia e l’archetipo della vita indistruttibile Gianluigi Passaro Salute e follia: riflessioni sul limite Martino Lioy Essere giusti con Cartesio. Cogito e &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=tra-normalita-e-patologia">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Volume XXV: 2025</p>
<p><em>Un altro dolore: la sofferenza nella psicosi</em><br />
Maurizio Olivero<br />
<em><br />
Nella bocca spalancata del bosco: la follia e l’archetipo della vita indistruttibile</em><br />
Gianluigi Passaro</p>
<p><em>Salute e follia: riflessioni sul limite</em><br />
Martino Lioy</p>
<p><em>Essere giusti con Cartesio. Cogito e follia</em><br />
Michele Di Bartolo</p>
<p><em>Leonora Carrington: artista dell’invisibile</em><br />
Yann Ballestra</p>
<p><em>Il potere dell’originario psichico nella psicosi: storie cliniche</em><br />
Vincenzo Marsili</p>
<p><em>Normalità e follia ne Le metamorfosi di Lalla Romano. La catarsi del sogno</em><br />
Cinzia Degiovanni</p>
<p><em>Cassandra-Medea: Il Pericolo di Vedere e non Solo Guardare</em><br />
Mariolina Graziosi</p>
<p><em>Individuazione e patologia. Riflessioni dal seminario residenziale ARPA 2024</em><br />
Michaela Calciano, Eugenia Compostella, Massimo Disint, Laura Guido, Maria Rosaria Lustrissimi, Amalia Minichiello, Bruno Tagliacozzi</p>
<p><em>Paranormale e psicopatologia: la malattia mentale come modalità di esperire ciò che va al di là della normalità</em><br />
Gabriella Marventano</p>
<p><em>Trasformazioni del terapeuta nell’incontro con la psicosi. Sperimentare la coppia di opposti Impotenza/Onnipotenza nella rela­zione analitica</em><br />
Fabrizio Alfani</p>
<p><em>Dio o d’Io? La sottile linea tra crisi mistica e delirio a sfondo religioso</em><br />
Giuseppe Caserta</p>
<p><em>I disturbi del sé e gli stati mentali a rischio senza la mediazione del simbolo: la sindrome schizofrenica e i diversi livelli di coscienza</em><br />
Francesca Lari</p>
<p><em>Comunità di Salute Mentale</em><br />
<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alessandro</span> Coni</p>
<p><em>La storia di una storia, tra normalità e follia</em><br />
Luciano De Blasi</p>
<p><em>Uno spettro (creativo) abita la follia?</em><br />
Roberta Bussa, Ferruccio Vigna</p>
<p><em>Un milione di granelli di sabbia, di Andrea Deaglio, documentario 64’, Italia 2024, a cura e con Eva Pattis Zoja</em><br />
Carla Stroppa</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alla fine del giorno</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=alla-fine-del-giorno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2023 20:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un fatto che sconvolge all’origine di questo nuovo libro, struggente e austero, di Alessandro Catà. Un libro che si muove in una sorta di presente assoluto, petroso, dominato dal sentimento del vuoto e della solitudine, ma anche mosso dall’urgenza &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=alla-fine-del-giorno">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un fatto che sconvolge all’origine di questo nuovo libro, struggente e austero, di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alessandro</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Catà</span>. Un libro che si muove in una sorta di presente assoluto, petroso, dominato dal sentimento del vuoto e della solitudine, ma anche mosso dall’urgenza di aprirsi al racconto di una vita, di tessere un colloquio con le ombre che l’hanno popolata. «Sei dentro la visione piena, adesso», leggiamo nella poesia-prologo della raccolta. E ci inoltriamo in un tempo nuovo, che assume i contorni di un possente rivolgimento cosmico.<br />
<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Catà</span> non rinuncia alla dizione affilata e al rigore verticale della parola, che è stato sempre il sigillo della sua poesia. I suoi versi continuano a esplorare «il destino della materia», ad affondare nel «respiro / delle cose». Le immagini hanno conservato la fermezza di chi è abituato a indagare le leggi della natura. Il vocabolario resta quello di un matematico e di un fisico, o forse di un geografo, che scruta la «corrente / del molteplice». Ma quella corrente è anche quella di Ade, e rinnova l’immagine di una «antica sponda / di dolore». «Qui dove siamo» coincide con «la fine della vita», appena prima che si aprano le porte del bene e del male. Ed è inevitabile che la lingua assorba tonalità nuove, impensate nelle raccolte precedenti: sul «poliedro austero» di un tempo, si raggruma la sostanza impura dell’esistere.<br />
«È orribile, adesso. È tardi in ogni / punto della materia», è il grido che si leva, improvviso, dalla pagina, e che si apparenta al patetico lamento dell’albero nella <em>Ballata dell’albero storto</em>. E nei lacerti diaristici dell’ultima sezione, irrompe la materia dispersa del vivere, con le sue date, i suoi luoghi, che prendono la consistenza di un limbo, di un colore che «riemerge / o scompare / nella tenebrescenza / di una pietra ornamentale». Un libro severo, potente, profondamente ispirato, che non ritrae lo sguardo dalla legge di dolore che governa il mondo, e che pure ha la forza – e il coraggio – di chiudere con tre versi carichi di luce e d’amore.<br />
<em>Giancarlo Pontiggia</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Epistemologia dopo il Libro rosso</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=epistemologia-dopo-il-libro-rosso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 07:24:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'ombra]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=epistemologia-dopo-il-libro-rosso">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="LTR" align="JUSTIFY">La nuova serie della rivista <i>l’Ombra</i> riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea.</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Grazie all’ingresso in redazione dell’A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Volume VIII: 2016</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Psicologia ed ermeneutica</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Francesco Capra</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Quello che il Libro rosso non dice</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Sul vuoto della mente</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Giuseppe M. Vadalà</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Il Libro rosso come medico della cultura</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Daniela Umiliata</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Attraverso l’immagine. Il processo trasformativo</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">di Atmavictu-Philemon nel Libro rosso di C.G. Jung</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Prima parte</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Francesca Croce</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">La conoscenza dell’immagine dopo il Libro rosso</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alessandro</span> Croce</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Valenze psicodinamiche dell’integrazione dell’Ombra e del sacrificio di sé</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Ferruccio Vigna</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Prospettive:</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">«Perdonare Dio». Amore e Giustizia nell’opera di Etty Hillesum</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Roberto Cazzola</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Jung. Un’epistemologia emergentista?</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Alberto Favole, Nadia Narcisi, Ferruccio Vigna</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Germogli</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Alberto Favole, Maurizio Olivero, Fabrizio Pastrone, Alessandra Perugini, Francesca Zizzi</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Su spiritualità e contemporaneità. Che ne rimane del sacro?</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Stefano Cavalitto</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Active Deep Writing-Scrittura attiva profonda</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Marta Tibaldi</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Recensioni:</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><b>Augusto Romano, </b><i>La manutenzione dell’amore</i></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Fulvio Salza</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><b>Marco Gay, </b><i>Archeologie junghiane</i></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Ferruccio Vigna</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><b>Marco Del Ry, </b><i>Le immagini che curano</i></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Ugo Fama</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><b>Ugo Fama,</b><i> Lo Specchio di Dioniso</i></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Marco Del Ry</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><b>Horst Bredekamp, </b><i>Immagini che ci guardano</i></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Roberta Bussa</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Scrittura e l&#8217;Anima</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-scrittura-e-lanima</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 16:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-scrittura-e-lanima">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La nuova serie della rivista <em>l’Ombra</em> riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie all’ingresso in redazione dell’A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca sulla Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Volume VI: </strong><em>Dicembre 2015</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il sentiero interrotto. Commento a</strong> <em>La parete </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di M. Haushofer</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Augusto Romano, Luciana Tumiati</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jung come personaggio letterario. Una ri-lettura di </strong><em>Un mondo di vetro</em></p>
<p style="text-align: justify;">Alberto Favole, Ferruccio Vigna</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Autistic Barriers: How Literature</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Can Enlighten Clinical Work</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stefano Candellieri, Davide Favero</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il rizoma: l’autobiografia dentro l’autobiografia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Silvia Berardi, Marina Garneri, Michela Oliva, Nadia Narcisi, Mara Rotelli</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Indizi d’Anima nei messaggi marginali</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Simonetta Putti</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La casa dei nostri sogni. Sogno, scrittura, psicoanalisi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carla Stroppa</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una rilettura junghiana del personaggio di Marina nel romanzo </strong><em>Malombra</em><strong> di Antonio Fogazzaro</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gianpiero Pappagallo</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jonas o l’artista al lavoro di Albert Camus: l’individuazione in un tempo di povertà</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fulvio Salza</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prospettive: </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La supervisione analitica</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Augusto Romano, Ferruccio Vigna</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le istanze della letteratura triestina nella filosofia di Carlo Michelstaedter</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Angela Michelis</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Toni Wolff: una junghiana dimenticata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Piera Vaglio Giors</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pensare l’Oggetto complesso (pensare Jung)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alessandro</span> Croce</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Recensioni: </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Flavio</strong> <strong>Ermini, </strong><em>Rilke e la natura dell’oscurità. Discorso sullo spazio intermedio che ospita i vivi e i morti</em></p>
<p style="text-align: justify;">Andrea Schellino</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Jung e la filosofia</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=jung-e-la-filosofia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 09:11:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[L'ombra]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=jung-e-la-filosofia">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova serie della rivista <em>l’Ombra</em> riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea.</p>
<p>Grazie all’ingresso in redazione dell’A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca sulla Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Volume V: </strong><em>Giugno 2015</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il filosofo e il suo analista. Sei anni di seminari di Jung sul </strong><em>Così parlò Zarathustra</em><strong> di Nietzsche</strong></p>
<p>Franco Livorsi</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L’Aquila e il Serpente</strong></p>
<p>Federico de Luca Comandini</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Jung kantiano? Noumeno, archetipo, clinica</strong></p>
<p>Roberta Bussa, Davide Favero</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Jung tra Zarathustra e Faust</strong></p>
<p>Giovanna Carlo</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ricœur e Jung: mito, simbolo e sé</strong></p>
<p>Paolo Furia</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Resistenza e ospitalità</strong></p>
<p>Michele Di Bartolo</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Sincronicità e sincronizzazione. L’importanza della differenza</strong></p>
<p>Francesco Capra</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La sincronicità e l’“essere dotato di senso” </strong></p>
<p>Hansueli F. Etter</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dualismo in Jung</strong></p>
<p>Fulvio Salza</p>
<p><strong>Jung, il Simbolo e la ricerca del senso nell’</strong><em>Età della Tecnica</em><strong>. Il carattere spirituale della matrice quanto-psicoide dell’energetica del Simbolo</strong></p>
<p>Donato Santarcangelo</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L’epistemologia di Jung. Immagine, </strong></p>
<p><strong>mappa/territorio, complessità</strong></p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alessandro</span> Croce</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Aby Warburg e il pensiero magico </strong></p>
<p>Alessandra Perugini</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il maligno e l’ombra della favolosità. Catamnesi di un suicidio</strong></p>
<p>Giovanni Moretti</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Al di là del bene e del male: Nietzsche, Lou &amp; Rée secondo Liliana Cavani</strong></p>
<p>Mario Riberi</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>“Cosmopolis” et </strong><em>décadence</em><strong> chez le dernier Nietzsche</strong></p>
<p>Andrea Schellino</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Una lettera a Francesco Donfrancesco a proposito di </strong><em>Una certa luce</em></p>
<p>Renato Oliva</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>In ricordo di Cesare Casati</strong></p>
<p>Ferruccio Cabibbe</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Recensione: </strong>Asher D. Biennan,<em> Dreaming of Michelangelo. </em></p>
<p>Ezio Gamba</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Recensione: </strong><em>DBE. Dizionario Biografico dell’Educazione 1800-2000</em></p>
<p><em>a cura di Giorgio Chiosso e Roberto Sani</em></p>
<p>Angela Michelis</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Recensione: </strong>Daniele Lorusso,<em> Apprendista stregone. </em></p>
<p>Leonardo Verdi Vighetti</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dio personale ed esperienza religiosa</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=dio-personale-ed-esperienza-religiosa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 10:31:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[L'ombra]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=dio-personale-ed-esperienza-religiosa">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea. Grazie all’ingresso in redazione dell’A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca sulla Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.<img decoding="async" title="Continua..." src="https://morettievitali.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p><strong>Volume III: </strong><em>Gennaio 2014</em><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il Dio personale di Jung</strong></p>
<p>Francesco Capra</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il sacrificio dell’io. </strong></p>
<p><strong>Dal sistema specchio all’anima</strong></p>
<p>Augusto Romano, Ferruccio Vigna</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Colpa e responsabilità tra Paganesimo e Cristianesimo. Un’analisi alla luce dell’opera di W.F. Otto</strong></p>
<p>Roberta Bussa</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Teofania. Autologia, bellezza e convenzione nell’opera di A.K. Coomaraswamy</strong></p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alessandro</span> Croce</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il cosmo è forse opera di un demiurgo inferiore, come sostenevano gli gnostici?</strong></p>
<p>Angela Michelis</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Santa Muerte, psiche individuale e mentalità di gruppo</strong></p>
<p>Stefano Candellieri, Davide Favero</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il profeta e il suo discepolo riluttante: </strong></p>
<p><strong>“The Master” di Paul Thomas Anderson</strong></p>
<p>Mario Riberi</p>
<p><strong>Ailleurs des mots et religion de l’ailleurs chez Baudelaire</strong></p>
<p>Andrea Schellino</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Psiche e materia. Breve circumambulatio attorno al concetto di Sincronicità</strong></p>
<p>Andrea Calvi</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Identico e diverso, transfert e controtransfert, psicologia analitica e tantrismo</strong></p>
<p>Ugo Fama</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nuovi movimenti </strong><em>–</em><strong> antiche vie. Alcune riflessioni sugli Emo e le loro radici archetipiche</strong></p>
<p>Fabio Luongo, Maurizio Olivero</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ricordando James Hillman, lo psicologo platonico</strong></p>
<p>Paola Verzelloni</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Per un’ontologia dei resti. Discussione a partire da G. Cuozzo, “Filosofia delle cose ultime. Da Walter Benjamin a Wall-E”</strong></p>
<p>Antonio Dall’Igna</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Recensioni: </em></p>
<p>Carla Stroppa,<em> Fantasmi all’opera. </em></p>
<p><em>L’imperiosa realtà dell’illusione</em></p>
<p>Maria Luisa Agostinelli</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Riccardo Mondo,<strong> </strong> <em>Nei luoghi del fare anima. </em></p>
<p><em>Dimensione immaginale del processo terapeutico</em></p>
<p>Luca Biasci</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Vitaldo Conte, Giovanni Sessa, <em>Pulsional Ritual</em></p>
<p>Antonio Ferrero</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Massimo Cacciari, <em>Il potere che frena</em></p>
<p>Ernesto Sferrazza Papa</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Irving Kirsch, <em>I farmaci anti-depressivi: </em></p>
<p><em>il crollo di un mito</em></p>
<p>Ferruccio Vigna</p>
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		<title>Jung al cinema</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=jung-al-cinema</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 14:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[L'ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=jung-al-cinema">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea.<br />
Grazie all’ingresso in redazione dell’A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca sulla Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.<span id="more-2311"></span></p>
<p>Volume I: Gennaio 2013</p>
<p><strong>Picnic di fantasmi a Fregene.</strong><br />
<em>Giulietta degli spiriti</em> <strong>di F. Fellini</strong><br />
Augusto Romano e Ferruccio Vigna</p>
<p><strong>Sabina Spielrein: attraversamenti di confine</strong><br />
Alberto Favole</p>
<p><strong>I, Too, Was Once a Human Being</strong><br />
Francesca Zizzi</p>
<p><strong>Scrivendo</strong> <em>Prendimi l’anima</em><br />
<strong>– L’Ombra e il tradimento –</strong><br />
<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alessandro</span> Defilippi</p>
<p><strong>A proposito di</strong><em> Prendimi l’anima</em><br />
<strong>di Roberto Faenza</strong><br />
Lella Ravasi</p>
<p><strong>The Dangerous Method</strong><br />
Clementina Pavoni</p>
<p><strong>Il Maschile nel cinema di David Cronenberg:</strong><br />
<em>A History of Violence e Eastern Promises</em><br />
Davide Favero</p>
<p><strong>La Russia di Sabina Spielrein</strong><br />
Roberto Salizzoni</p>
<p><strong>Città spazzatura e natura selvaggia in J.G. Ballard: un’inquietante favola postmoderna</strong><br />
Gianluca Cuozzo</p>
<p><strong>Le parole sono virus:</strong> <em>A Dangerous Method</em><br />
Mario Riberi</p>
<p><strong>Jung e il cinema</strong><br />
Francesco Capra</p>
<p><strong>“You can’t get off the track the City lays for you”:</strong><br />
<strong>lo spazio urbano tra modernità e alienazione</strong><br />
<strong> in </strong><em>Jazz</em><strong> di Toni Morrison</strong><br />
Simona Porro</p>
<p><strong>Genio e nevrosi on film:</strong> <em>Amadeus</em><strong> di Miloš Forman</strong> e <em>The Music Lover</em> <strong>di Ken Russell</strong><br />
Roberta Bussa</p>
<p><strong>Recensione:</strong> <em>La falena e la fiamma</em><br />
Camilla Vangelisti</p>
<p><strong>Recensione:</strong> <em>Psyche and the Arts</em><br />
Michele Di Bartolo</p>
<p><strong>Recensione:</strong> <em>Utopia e femminismo</em><br />
Andrea Schellino</p>
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		<title>Auditorium di Milano</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=auditorium-di-milano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 11:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura e trasformazione del costruito]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel settembre del 1939 si inaugurava il Cinema-Teatro Massimo, opera dell&#8217;architetto Alessandro Rimini. Da anni in disuso e vittima dell&#8217;incuria, quella sala, nata per la luce del cinematografo, è ora diventata casa per la musica, la sede dell&#8217;Orchestra Sinfonica di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=auditorium-di-milano">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel settembre del 1939 si inaugurava il Cinema-Teatro Massimo, opera dell&#8217;architetto <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alessandro</span> Rimini. Da anni in disuso e vittima dell&#8217;incuria, quella sala, nata per la luce del cinematografo, è ora diventata <em>casa per la musica, </em>la sede dell&#8217;Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Questa metafora ha di fatto ispirato e accompagnato la ristruttura­zione dell&#8217;edificio, progettata dall&#8217;architetto Giancarlo Marzorati e a cui hanno collaborato progettisti ed esperti fra i più affermati nei loro campi. La casa e il suono, l&#8217;archi­tettura e la musica: è questa l&#8217;alchimia fascinosa dell&#8217;Auditorium. Da un lato la pesante concretezza del cemento, del marmo e del legno; dall&#8217;altro la leggerezza &#8220;spirituale&#8221; del suono.</p>
<p><span id="more-1077"></span>«Mi sembra di dirigere stando dentro la pancia di un vio­loncello»: questa espressione, usata dal Maestro Riccardo Chailly, è rimasta a suggello di un progetto in cui l&#8217;acustica, firmata da Enrico Moretti, ha raggiunto livelli di eccellen­za. In effetti, il <em>mondo fisico </em>creato dentro la sala dell&#8217;Auditorium di Milano è un universo isolato e a sé stante, protet­to dal rumore della città, una serra che genera armonie. Il passaggio dal fuori al dentro può divenire una sorta di in­gresso in un corpo sensoriale avvolgente. Questa esperienza è il &#8220;senso globale&#8221; che scaturisce dalla coralità della coope­razione progettuale: dal disegno degli spazi, dalla loro mor­fologia e adattabilità a diverse forme di spettacolo, dall&#8217;in­stallazione dei diversi impianti tecnologici.</p>
<p>Il libro racconta l&#8217;esperienza di questa trasformazione — voluta da Agostino Liuni e da Luigi Corbani &#8211; attraverso le immagini e per diretto intervento dei protagonisti. Le immagini dicono tanto del travaglio del cantiere, impianta­to in condizioni &#8220;normalmente&#8221; impossibili, quanto dello splendore del risultato; mostrano il particolare e la visione di insieme. I diversi contributi testimoniano la &#8220;comples­sità&#8221; dell&#8217;impresa progettuale, condizionata dall&#8217;impossibi­lità di un piano di lavoro a priori. Il progetto è invece stato pensato, modificato, interpretato lungo il cammino, <em>in divenire, </em>come gioco d&#8217;intesa fra i diversi attori. L&#8217;impresa che qui si presenta è allora, implicitamente, l&#8217;e­sposizione di una metodologia progettuale corale, una metodologia difficile perché direttamente &#8220;dedicata&#8221; all&#8217;o­pera specifica e unica, e che richiede al progettista compe­tenze nuove. Ma lo sforzo inventivo e di regia in questi casi risulta doppiamente produttivo: oltre a realizzare l&#8217;opera che era stata richiesta e desiderata, si contribuisce al recupero culturale degli spazi urbani esistenti, rinunciando finalmente alla logica della speculazione a breve termine.</p>
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		<item>
		<title>Zani mercenario della piazza europea</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=zani-mercenario-della-piazza-europea</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:42:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atti Monografie Cataloghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Una persistente posizione storiografica indica le origini dello Zani nella satira cinquecentesca mossa nei confronti di quei montanari bergama­schi, costretti ad emigrare in cerca di lavoro. Ragioni economico-sociali avrebbero portato alla «formazione della maschera dello Zanni», esito di una forma &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=zani-mercenario-della-piazza-europea">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una persistente posizione storiografica indica le origini dello Zani nella satira cinquecentesca mossa nei confronti di quei montanari bergama­schi, costretti ad emigrare in cerca di lavoro. Ragioni economico-sociali avrebbero portato alla «formazione della maschera dello Zanni», esito di una forma di scherno e di satira operata dai citta­dini contro gli sventurati emigranti. Entrato a fare parte della storia della Commedia dell&#8217;Arte, lo Zane cinquecentesco portava pertanto in scena uno stereotipo comico che aveva acquisito le caratteristiche fisiologiche e linguistiche dei valli­giani costretti a inurbarsi.</p>
<p><span id="more-1032"></span>Diversamente la storia degli Zani risale ben oltre questi limiti geografici, dal momento che il termine, ancora prima di indicare il personaggio, designava genericamente Finterà categoria di attori professio­nisti della Commedia. Tra Quattrocento e Cinque­cento la tipologia del &#8220;servitore bergamasco&#8221; fu l&#8217;e­sito di una &#8220;costruzione letteraria&#8221; che dette un&#8217;i­dentità attorica ad uno stereotipo comico.</p>
<p>Le Giornate internazionali di studio dedicate a <em>Zani mercenario della piazza europea </em>(Bergamo 27-28 settembre 2002) hanno riunito e posto a con­fronto storici del teatro, storici della cultura e della letteratura, attori che, secondo le proprie differen­ziate professionalità, hanno delineato itinerari di ricerca che, pur non prescindendo dai legami con una cultura etno-antropologica, richiedono il soste­gno di una rigorosa trama di concomitanti indagini storico-documentarie-iconografiche e linguistiche. Gli interventi contenuti in questi Atti costituiscono il primo esito di ricerca su un imprenditore-merce­nario della drammaturgia europea: lo Zani berga­masco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Rileggere Argan</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=rileggere-argan</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atti Monografie Cataloghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il volume presenta gli atti del convegno tenutosi a Bergamo nell&#8217;aprile del 2002. Molteplici sono state le ragioni che hanno spinto l&#8217;università di Bergamo a promuovere questo convegno nel decennale della morte di Carlo Giulio Argan. La prima, e irrinunciabile, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=rileggere-argan">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume presenta gli atti del convegno tenutosi a Bergamo nell&#8217;aprile del 2002. Molteplici sono state le ragioni che hanno spinto l&#8217;università di Bergamo a promuovere questo convegno nel decennale della morte di Carlo Giulio Argan.</p>
<p><span id="more-1031"></span>La prima, e irrinunciabile, consiste nel rimemo­rare e rileggere con forza e con orgoglio la figura di un uomo e di uno storico dell&#8217;arte particolarmente &#8220;anomalo&#8221; nella storiografia artistica italiana del Novecento.</p>
<p>La seconda, più vicina e in qualche misura più diretta e coinvolgente, riguarda la storia del Novecento, in cui Bergamo ha svolto un ruolo rilevante nell&#8217;ambito della storiografia artistica mediante il Premio Bergamo cui il giovane Argan partecipò quale giurato delle due prime edizioni (del 1939 e del 1940). In entrambe le occasioni Argan (con lui c&#8217;erano nella giuria del primo Roberto Longhi e, tra gli altri, i pittori Casorati e Funi, in quella del secondo Leonardo Borgese e tra gli artisti ancora Funi e Paolucci, Rosai e Saetti) svolse un ruolo de­terminante ad orientare una vivacità di scelte artistiche diverse, promotore di questa fronda dell&#8217;ar­te italiana che fu il passaggio obbligatorio per giun­gere all&#8217;astrazione italiana nel dopoguerra.</p>
<p>Il convegno ha così sottolineato le varie sfaccet­tature della personalità di Argan, inscindibili l&#8217;una dall&#8217;altra: la profonda umanità che si innesta e prende posizione all&#8217;interno della problematica delle arti, nella duplice funzione critica e didattica.</p>
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