Le narrazioni mitiche in occidente sono ormai sommerse, obsolete, trascurate, eppure nel nostro procedere di terapeuti della psiche e di analisti del profondo noi continuiamo a imbatterci nel mito attraverso sogni e amplificazioni, immaginazioni attive e risonanze dei simboli. Anche nella malattia e nelle crisi che sbriciolano le protesi e incrinano il cuore spesso è un mitema a indicare la via da seguire, la diagnosi e la prognosi: il mito è una narrazione altra, che non conforta ma comprende, e nel suo ampio spettro accoglie cecità e rivelazione, delitto e innocenza, incesto ed erranza, ineluttabilità e presenza.