Marcello Marciani
Oltranze
Oltranze è un’opera in cui tutti i temi della poesia di Marcello Marciani tornano, uniti pur nelle diverse valenze: dall’indignazione civile per un “demenziale tempo senza porti”, “un’era greve e cava”, al tema del corpo, esaltato, sofferto o umiliato, che congiunge condizioni e figure difformi e problematiche, spesso monologanti con un piglio teatrale caro all’autore. A esse si affiancano presenze e paesaggi affettivi della sua biografia: amici, famigliari, lontani amori, spazi metafisici, scanditi in “oltranze” che abbattono gli steccati di privato e pubblico, passato e presente, morte e vita, lingua e dialetto, con la potenza del desiderio e della nostalgia. A unire i vari temi è determinante la struttura dell’opera, retta dalla gabbia della sestina lirica, antico artificio metrico che permette alle parole di suonare in fitti rimandi di rime, con un ritmo a vortice disciplinato dalla geometria della “retrogradazione incrociata” che fa da argine e filtro al caos del tempo presente, della memoria e del sentimento.