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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Vitiello, Vincenzo&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Vitiello, Vincenzo&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Per lumi sparsi</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=per-lumi-sparsi-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[direzione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 08:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo libro appartiene alla collana Narrazioni della conoscenza. Dal Canto di Orfeo alla Lira di Apollo, al sorgere della Città dell’uomo. Per lumi sparsi si costituisce come un intreccio di memoria e riflessione, di storia, poesia e mito, e di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=per-lumi-sparsi-2">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo libro appartiene alla collana Narrazioni della conoscenza.</p>
<p>Dal Canto di Orfeo alla Lira di Apollo, al sorgere della Città dell’uomo. <em>Per lumi sparsi</em> si costituisce come un intreccio di memoria e riflessione, di storia, poesia e mito, e di linguaggi diversi, dal dialogo al racconto, dall’esegesi alla filosofia, seguendo il libero movimento dell’immaginazione, che unisce nelle stesse ‘narrazioni’ la pietà feroce di Giuditta e la sacra furia di Medea, la ‘celeste’ pittura di Simone Martini e la ‘terrena’ poesia di Mario Luzi.</p>
<p>In questo intreccio lo spazio si fa tempo e il tempo spazio nella barocca, ‘corpulenta’ scrittura di Vico, come nel puro concetto di Hegel; nella inquieta meditazione di Heidegger e nella sofferta poesia di Celan, come nella varietà dei racconti e delle poesie di Borges e nei plurali pensieri di Benjamin.</p>
<p>Si estende, infine, lo spazio e si contrae il tempo nella rappresentazione kafkiana del “più grande teatro del Mondo”, culmine e tramonto della Città dell’uomo, ove la moderna New York atlantica e l’antica Neapolis mediterranea sembrano riflettersi l’una nell’altra.</p>
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		<title>Europa inerme</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=europa-inerme</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 13:46:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[1921: all’indomani della prima guerra mondiale Robert Musil traccia un bilancio dello spirito europeo. La diagnosi è impietosa: stiamo vivendo una “bancarotta metafisica”. Dopo secoli di protagonismo l’Europa appare inerme. «Ci sono mancati i concetti per interiorizzare il vissuto»: la &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=europa-inerme">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">1921: all’indomani della prima guerra mondiale Robert Musil traccia un bilancio dello spirito europeo. La diagnosi è impietosa: stiamo vivendo una “bancarotta metafisica”. Dopo secoli di protagonismo l’Europa appare inerme. «Ci sono mancati i concetti per interiorizzare il vissuto»: la guerra ha lacerato l’esistenza e ha mostrato in un immane esperimento di massa la discrepanza tra ideologia e vita. Nel campo dello spirito manca l’analogo della funzione matematica: una forma spirituale che ponga ordine nel pullulare dei fatti. In una condizione disperata assistiamo all’indifferenza reciproca tra anima e intelletto. «È come nuotare sott’acqua in un mare di realismo, trattenendo il respiro, ostinatamente, ancora un po’ più a lungo: semplicemente con il pericolo che il nuotatore non riemerga più».</p>
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		<title>La seconda nascita</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-seconda-nascita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:43:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono qui raccolti in un unico volume tre libri di Aldo Giorgio Gargani, scritti tra il 1987 e il 1991 presso il Wissenschaftskolleg di Berlino: Sguardo e destino, L’altra storia, Il testo e il tempo. Tale volume, con il nuovo &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-seconda-nascita">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono qui raccolti in un unico volume tre libri di Aldo Giorgio Gargani, scritti tra il 1987 e il 1991 presso il Wissenschaftskolleg di Berlino: <em>Sguardo e destino</em>, <em>L’altra storia</em>, <em>Il testo e il tempo</em>.</p>
<p><span id="more-774"></span>Tale volume, con il nuovo titolo <em>La seconda nascita</em>, è stato ideato e progettato dallo stesso Gargani, pochi mesi prima della sua scomparsa, nel corso di diversi colloqui con Flavio Ermini.</p>
<p>L’autore propone con questa sua opera un nuovo genere letterario che nasce dalla stretta connessione tra riflessione teorica ed esperienza esistenziale, dando vita così non solo a un nuovo modo di scrivere, ma anche a un nuovo modo di pensare: un modo di pensare che vuole condurre a una <em>seconda nascita</em>; un evento che richiede, come precisa lo stesso autore, un’<em>altra storia</em>, ovvero «la narrazione di ciò che non è stato detto e non è stato fatto, ma che ha aleggiato sospeso sulle nostre parole e sulle nostre azioni, ed è tutta la storia che ci fa trepidare».</p>
<p>Questo nuovo modo di pensare agisce nell’estrema vicinanza con ciò che maggiormente è sconosciuto: la nostra realtà, e indica che il destino degli uomini sopravviene da un tempo lontano, come lo sguardo non intenzionato dell’infanzia che <em>da lontano</em> si fa continuamente presente nei nostri gesti, nei nostri discorsi.</p>
<p><em>La seconda nascita</em> muove un passo là dove le procedure linguistiche conosciute appaiono sempre più inadeguate a illuminare il destino degli uomini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Oblio e memoria del Sacro</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=oblio-e-memoria-del-sacro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Non la &#8220;morte di Dio&#8221; caratterizza l&#8217;età moderna, età della secolarizzazione compiuta, ma l&#8217;oblio della memoria del Sacro che avvolge il Dio e lo rende divino: il Mistero. Quali conseguenze ha avuto la pretesa umana, troppo umana, di subor­dinare il &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=oblio-e-memoria-del-sacro">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non la &#8220;morte di Dio&#8221; caratterizza l&#8217;età moderna, età della secolarizzazione compiuta, ma l&#8217;oblio della memoria del Sacro che avvolge il Dio e lo rende divino: il Mistero. Quali conseguenze ha avuto la pretesa umana, troppo umana, di subor­dinare il Mistero alla verità, il Sacro al divino, è oggi sotto gli occhi di tutti. Ciascuno eleva il suo Dio, la sua verità, contro il Dio e la verità degli altri. Già la tragedia attica dette a questa hybris umana il volto del potere politico, della comuni­tà umana tutta chiusa in se stessa, idolatra della ragione e della verità.</p>
<p><span id="more-766"></span>Ma gli umani solo allora sono rispettosi dei loro dèi, quando, non esaltandoli sopra gli altri, li lasciano &#8220;stare-accanto&#8221; alle divinità altrui, sì che ciascuno si volga al proprio dio con parole pro­prie. Il risveglio della memoria del Sacro &#8211; di cui pur s&#8217;avvertono, nel sottosuolo della storia, i primi segnali &#8211; comincia da questa esperienza del limite dell&#8217;umano e del divino.</p>
<p>Di questa esperienza il presente libro vuole essere insieme descrizione e testimonianza. Di qui la pro­posta di un esercizio di pensiero non espansivo, ma riduttivo, non panoramico, ma relativo, aperto alla contingenza della natura, &#8220;erbe&#8221; e &#8220;pietre&#8221;, prima manifestazione del Sacro, oltre ogni umana comunità, regola, e rivelazione.</p>
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		<title>Abitare la terra</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=abitare-la-terra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[I tentativi dell&#8217;uomo moderno di appropriarsi dell&#8217;ambiente che lo ospita, attraverso il pensie­ro (la scienza) e l&#8217;azione (la tecnologia), sono molteplici. Eppure, in nessun modo la natura è avvertita come dinamismo, evoluzione, proie­zione generatrice di forme. Anzi, da parte delle &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=abitare-la-terra">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I tentativi dell&#8217;uomo moderno di appropriarsi dell&#8217;ambiente che lo ospita, attraverso il pensie­ro (la scienza) e l&#8217;azione (la tecnologia), sono molteplici. Eppure, in nessun modo la natura è avvertita come dinamismo, evoluzione, proie­zione generatrice di forme. Anzi, da parte delle forze produttive, la natura ha finito per essere considerata come una semplice massa alla mer­cé di scienza, tecnica, industria ed economia. «L&#8217;ordine sociale» è la lapidaria osservazione di Félix Duque «espelle la natura in cui esso stesso originariamente si è costituito». Questo sì che è il vero trionfo dell&#8217;artificio, sottolinea l&#8217;autore. Trionfo che coincide ormai con il dominio quasi assoluto dell&#8217;intelligenza meccanizzata sugli en­ti intramondani&#8230;</p>
<p><span id="more-760"></span>L&#8217;alternativa non è la nostalgia di epoche felici, di paradisi lontani che sono tali solo in quanto perduti. Al contrario, Duque ci indica che mol­to è nelle mani della riflessione filosofica, del­l&#8217;arte, dell&#8217;architettura contemporanea. E ci suggerisce di riprendere il cammino dal pensie­ro di Heidegger, misurandolo scalarmente con la nostra esperienza sull&#8217;abitare e arricchendolo di nuove considerazioni &#8211; quelle dell&#8217;architetto Mies van der Robe, in particolare &#8211; sui tratti del costruire. Questa opera si presenta come una critica severa della condizione in cui trova svol­gimento la nostra esistenza. Ed evidenzia che non si tratta di tornare al passato, ma di giunge­re a concepire l&#8217;industria della costruzione co­me un preludio per un&#8217;altra storia dell&#8217;essere.</p>
<p>È vero, come canta Hölderlin, che arriviamo troppo tardi per gli dei, ma forse non è così tar­di per la terra. Per renderla di nuovo abitabile.</p>
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