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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Travi, Ida&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Travi, Ida&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Tasàr</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=tasar</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2018 11:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[In un campo ai bordi di un’autostrada, alcuni esseri umani si trovano a vivere la loro condizione di parlanti. Parlano una lingua ridotta all’osso. Sono i Tolki. Con loro vive Tasàr, alterego di Balthazar, asinello celebrato da Robert Bresson nel &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=tasar">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un campo ai bordi di un’autostrada, alcuni esseri umani si trovano a vivere la loro condizione di parlanti. Parlano una lingua ridotta all’osso. Sono i Tolki. Con loro vive Tasàr, alterego di Balthazar, asinello celebrato da Robert Bresson nel cinema. Nel campo c’è fango e neve. C’è un rifugio e uno schermo. Una corda. Una palizzata.</p>
<p><em>Tasàr</em> è il quinto libro della sequenza poetica sui Tolki, con cui <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ida</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Travi</span> ha inaugurato la sua poetica epopea contemporanea, dove campeggiano non le grandi gesta degli eroi, ma i minimi gesti dei sopravvissuti.</p>
<p>Chi sono i Tolki? Scrive <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ida</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Travi</span>:“Penso a un Tolki come a un <em>parlêtre</em>, un essere marchiato dal linguaggio. <em>Parlêtre</em> è un neologismo di Lacan che fonde l’essere al linguaggio. Vedo i Tolki come lavoranti o non lavoranti, esseri che nello scontro con la poesia assumono in se stessi il peso d’una lingua povera, dura come una colpa, leggera come una liberazione”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Dora Pal</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=dora-pal</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 16:28:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[Con Dora Pal, la terra, Ida Travi procede nella sequenza poetica avviata con Tà &#8211; poesia dello spiraglio e della neve e proseguita nel tempo attraverso tre libri. In queste raccolte Ida Travi mette a fuoco la sua personale poetica &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=dora-pal">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con<em> Dora Pal, la terra</em>, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ida</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Travi</span> procede nella sequenza poetica avviata con <em>Tà &#8211; poesia dello spiraglio e della neve </em>e proseguita nel tempo attraverso tre libri. In queste raccolte <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ida</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Travi</span> mette a fuoco la sua personale poetica centrata sui<em> Tolki, </em>esseri umani, esseri comuni, abitanti una strana terra e parlanti una lingua ridotta all’osso: figure senza tempo, ex studenti, ex lavoratori, venuti da chissà dove. Una vecchia, un uomo, una ragazza, un bambino. E intorno qualche sacco di farina, un campo, un recinto, un albero. Vre è solo una ragazza, questo è il nome che le è stato assegnato. Zet ha una benda arrotolata sulla testa. Kiv, il bambino, tira il carretto. Kiv è sottile come un filo d’erba. Dice la vecchia: “Cerca le parole e troverai le immagini’. Tra loro ogni tanto canta un usignolo. Tra loro ogni tanto compare Ur. La terra ritroverà il suo tremore. Nelle squame dei pesci, nei fossi, nelle ali degli uccelli. Dietro le porte dell’ex ufficio, in laboratorio. Nel sacchetto, nel secchio. Nel libro, nel fiore. E qui. Nell’androne. Qui. Sotto l’albero della decadenza…</p>
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		<title>Poetica del basso continuo</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=poetica-del-basso-continuo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 09:59:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo L’aspetto orale della poesia (2000), con Poetica del basso continuo Ida Travi prosegue il suo personale viaggio intorno alla parola poetica, tra scrittura e oralità. Procede con riflessioni tra poesia e prosa e inserisce flash sul suo rapporto con &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=poetica-del-basso-continuo">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo <em>L’aspetto orale della poesia</em> (2000), con <em>Poetica del basso continuo</em> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ida</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Travi</span> prosegue il suo personale viaggio intorno alla parola poetica, tra scrittura e oralità. Procede con riflessioni tra poesia e prosa e inserisce flash sul suo rapporto con l’immagine in movimento, con il cinema. Non assimilabile a percorsi già codificati, il lavoro di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ida</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Travi</span> sulla parola poetica rappresenta una posizione unica nel panorama italiano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un altro mondo in questo mondo</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=un-altro-mondo-in-questo-mondo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 08:21:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensiero e pratiche di trasformazione]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è una grande risorsa nella tradizione mistica, dal Medioevo fino ai nostri giorni: molti e molte, soprattutto donne, ne hanno tratto l’autorità per contestare l’ordine vigente, i dispositivi di potere e le codificazioni normative, e per far venire alla luce &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=un-altro-mondo-in-questo-mondo">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una grande risorsa nella tradizione mistica, dal Medioevo fino ai nostri giorni: molti e molte, soprattutto donne, ne hanno tratto l’autorità per contestare l’ordine vigente, i dispositivi di potere e le codificazioni normative, e per far venire alla luce un invisibile della realtà ancora latente, in gestazione. Ne hanno tratto la forza per accompagnare il movimento della realtà verso il suo meglio, per dare spazio a un potenziale <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">intravisto</span> e per farlo crescere. Hanno fatto esistere un altro mondo in questo mondo. Come Simone Weil, che indica con l’espressione “infinitamente piccolo” quell’atomo di bene puro che abita in noi e che aspira al bene e alla giustizia, nonostante che tutto il resto in noi obbedisca alla forza. Infinitamente piccola è anche la possibilità che la realtà non sia tutta piegata ai meccanismi di potere, ma si apra ad altro, a un ordine senza nome né forma che noi non possiamo definire ma che tuttavia ci orienta.</p>
<p>Abbiamo voluto attingere alla fecondità di intuizioni come questa per aiutarci a <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">confidare</span> nel lato invisibile della realtà, per affinare la nostra capacità di scorgerlo e di accompagnarlo verso il suo meglio, un meglio che, per esistere veramente, ha bisogno di noi, del nostro sentire e pensare e del nostro agire. Indubbiamente, un’enorme distanza separa il nostro presente dalla civiltà religiosa medioevale a cui appartiene la grande fioritura della mistica. Ciononostante, abbiamo scommesso sulla possibilità di accorciare questa distanza <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">affidandoci</span> all’esperienza di donne e uomini che vivano oggi una relazione libera e personale con una qualche forma di trascendenza, nella convinzione che la parola “Dio” o ciò che nelle nostre vite le corrisponde sia un nome per indicare quell’infinitamente piccolo, sottratto alla logica della forza, di cui parla Simone Weil.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">(dall’<em>Introduzione </em>di Wanda Tommasi)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Katrin</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=katrin</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 17:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[In una specie di casa-deposito, Katrin, Usov, Suri e Van si trovano a vivere la loro condizione di parlanti. Sono esseri comuni qui chiamati Tolki.  Chi sono i Tolki? Penso a un Tolki come a un parlêtre, un essere marchiato &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=katrin">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">In una specie di casa-deposito, Katrin, Usov, Suri e Van si trovano<em> </em>a vivere la loro condizione di parlanti. Sono esseri comuni qui chiamati Tolki. </span> Chi sono i Tolki? <span style="font-family: Times New Roman;">Penso a un Tolki come a un <em>parlêtre,</em> un essere marchiato dal linguaggio. <em>Parlêtre </em>è un neologismo di Lacan che fonde indissolubilmente l’essere al linguaggio, nell’atto della pronuncia. Vedo i Tolki come<em> </em>esseri<em> </em>che nello scontro con la poesia assumono su se stessi il peso d’una lingua povera, dura come una colpa, leggera come una liberazione. <em>(<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ida</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Travi</span>)</em></span></span></p>
<p><em><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></em><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ida</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Travi</span> introduce un ulteriore scorcio della sua poesia per personaggi e traccia al presente un luogo tanto immaginifico quanto materiale dell’esistente. Le sue creature stabiliscono un’occasione unica nel panorama poetico contemporaneo; diventano esse stesse il passaggio verso la profondità di una storia che è anzitutto la loro. <em>(Dalla postfazione di Alessandra Pigliaru)</em></span></span></p>
<p><em><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></em><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">A partire da <em>Tà, Poesia dello spiraglio e della neve,</em> procedendo attraverso <em>Il mio nome è Inna</em> e <em>Katrin. Saluti dalla casa di nessuno</em>, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ida</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Travi</span> ha fondato ciò che ho avuto modo di definire “nuova mitologia contemporanea”, inaugurando così  il ciclo di un’epopea postmoderna che narra non le lunghe gesta di grandi eroi, ma i gesti brevi di chi semplicemente è sopravvissuto. <em>(Luigi Bosco, www.poesia2.0.com)</em></span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il mio nome è Inna</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-mio-nome-e-inna</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 16:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[Inna, Zet, Nikka e Sasa sono i protagonisti del nuovo lavoro poetico di Ida Travi. Dimorano la terra di Zard, sono i parlanti di una lingua sconosciuta e vicina, i Tolki. Eppure Inna è la sola che sa pronunciare il &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-mio-nome-e-inna">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Inna, Zet, Nikka e Sasa sono i protagonisti del nuovo lavoro poetico di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ida</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Travi</span>. Dimorano la terra di Zard, sono i parlanti di una lingua sconosciuta e vicina, i Tolki. Eppure Inna è la sola che sa pronunciare il proprio nome.</p>
<p>Se con la sua precedente raccolta poetica, <em>Tà. Poesie dello spiraglio e della neve </em>(Moretti&amp;Vitali, 2011), l’Autrice ci ha ammonito sull’esistenza di sopravviventi un futuribile post, ne <em>Il mio nome è Inna</em> ci consegna la visione <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">gravida</span> e miracolosa di una resistenza consapevole e sorprendente, giacché «Siamo baciati dallo spirito del tempo | ci bacia sulla testa lo spirito del tempo | è così che ci pettina, ci inchina».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tà</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=ta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un mondo poetico abitato da esseri comuni. Sono esseri comuni, sono post. Post-studenti, ex-lavoratori, viandanti. Uomini e donne trasﬁgurati dalla poesia vivono insieme in un luogo austero… Forse una casa, forse una ex-fabbrica… una futura scuola, o lo scantinato &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=ta">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un mondo poetico abitato da esseri comuni. Sono esseri comuni, sono post. Post-studenti, ex-lavoratori, viandanti. Uomini e donne trasﬁgurati dalla poesia vivono insieme in un luogo austero… Forse una casa, forse una ex-fabbrica… una futura scuola, o lo scantinato d’un teatro. Forse un vecchio monastero. A cavallo del tempo, c’è una fastidiosa nebbia, c’è molta umidità.</p>
<p><span id="more-918"></span>Sono esseri umani dai nomi mondiali: Olin, Attè, Inna, Antòn, Katrìn, Usov. Puoi vederli solo ogni tanto, per un attimo, inquadrati a strisce dietro lo spiraglio. Questi esseri parlano una lingua stretta, una lingua ridotta all’osso. Sono in conﬂitto tra sé e sé e sono in conﬂitto tra loro.  Si vergognano d’una parola in più. Si muovono in una specie di bagliore cementato in grigio. La loro voce arriva grave. Aspettano. Ma cosa?</p>
<p>Questo luogo si chiama Tà. Tà come taglio. Come una lancetta che si sposta. Tà, come tavolo, talamo, tasca. Tà come ﬁne d’eternità… realtà, libertà… crudeltà, volontà… verità, vanità, carità, carità, carità!… Voci spente gettate sul nostro sonno… Eppure, nel bel mezzo del sogno, il corpo si sveglierà, sarà nuovo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Neo/Alcesti</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=neoalcesti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:33:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;antica tragedia di Euripide, Alcesti è una figura misteriosa, indimenticabile: da la sua vita in cambio di quella del marito, re Admeto, condannato a morire dagli dei. Alcesti è considerata una tragedia, ma non è vera tragedia: Alcesti regina muore, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=neoalcesti">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;antica tragedia di Euripide, Alcesti è una figura misteriosa, indimenticabile: da la sua vita in cambio di quella del marito, re Admeto, condannato a morire dagli dei. <em>Alcesti </em>è considerata una tragedia, ma non è vera tragedia: Alcesti regina muore, sì, ma torna presto viva dal regno dei morti. Si tratta infatti di una tragedia sfiorata, una resurrezione.</p>
<p><span id="more-906"></span>In questa raccolta di <em>poesie per la musica, </em>dell&#8217;antica Alcesti non resta che l&#8217;ombra. Si incontra piuttosto una sua sembianza, una qualunque, una che si spaccia per pa­rente, una che entra in casa sbattendo la porta e lancia sulla sedia il suo paltò. Un&#8217;antica casa greca e una novecentesca casa contadina si confondono qui, tra que­ste mura.</p>
<p><em>Neo </em><em>è </em>lo scorrere del fiume. <em>Neo è </em>il vagito che ritorna.</p>
<p>Qualcuno sta per andarsene, qualcuno sta per tornare. Sbatteranno le porte. Vole­ranno le tende alle finestre&#8230; «O ti adatti o sogni. Dove la madia era vuota presto ci sarà del pane, dove c&#8217;era del pane adesso, per un attimo, c&#8217;è buio.»</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;aspetto orale della poesia</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=laspetto-orale-della-poesia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:27:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[L’aspetto orale della poesia è un saggio che coniuga poesia e pensiero nella ri­flessione sulla &#8220;prima lingua&#8221; o lingua materna. La &#8220;prima lingua&#8221;, quella ap­presa sul nascere, è lingua &#8220;poetica&#8221; che in tutti i tempi e in ogni parte del &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=laspetto-orale-della-poesia">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’aspetto orale della poesia </em>è un saggio che coniuga poesia e pensiero nella ri­flessione sulla &#8220;prima lingua&#8221; o lingua materna. La &#8220;prima lingua&#8221;, quella ap­presa sul nascere, è lingua &#8220;poetica&#8221; che in tutti i tempi e in ogni parte del mon­do resta lingua non scritta. Da Omero a Piatone, nel lungo passaggio tra oralità e scrittura, se ne rintracciano spunti e coordinate.</p>
<p><span id="more-903"></span>Questo libro in prosa rivela la tensione con cui <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ida</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Travi</span> testimonia sulla pa­gina (e in se stessa) l&#8217;avvenuta riunio­ne tra poesia e filosofia attraverso una poetica ch&#8217;è un canto. Uscito nel 2000, Selezione del Premio Viareggio-Repaci nel 2001, il libro è ora alla sua terza edi­zione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La corsa dei fuochi</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-corsa-dei-fuochi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:25:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[In questa raccolta di poesie per la musica gli esseri umani si muovono come nel sonno di una sentinella. O di un bambino. Sentinella e bam­bino parlano da soli, vanno traso­gnati e hanno gli occhi puntati nel fondo della notte. &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-corsa-dei-fuochi">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questa raccolta di <em>poesie per la musica </em>gli esseri umani si muovono come nel sonno di una sentinella. O di un bambino. Sentinella e bam­bino parlano da soli, vanno traso­gnati e hanno gli occhi puntati nel fondo della notte. Eppure sono al centro di una realtà. <span id="more-902"></span>Cosa c&#8217;è nella visione d&#8217;una realtà? C&#8217;è una tazza, una culla, ci sono uc­celli in volo, un albero, un fiume, un padrone, un martello. Un vecchio, un padre, una madre. Ci sono i resti d&#8217;una civiltà. Si vedono fuochi in corsa. È come se noi che guardiamo, qui e ora, nel tempo cosmico e per un sof­fio, fossimo ancora noi &#8220;gli antichi&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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