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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Tinti, Maria Rosa&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Tinti, Maria Rosa&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<item>
		<title>Il dissenso</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-dissenso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 11:37:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Viviamo un tempo di “crisi dei fondamenti”: progresso, realtà, verità, umanità. Eppure questo è anche il tempo di tanti fondamentalismi, non solo religiosi. Il tema del dissenso va allora posto proprio qui: crisi dei fondamenti e odierni fondamentalismi. Il dissentire &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-dissenso">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo un tempo di “crisi dei fondamenti”: progresso, realtà, verità, umanità. Eppure questo è anche il tempo di tanti fondamentalismi, non solo religiosi. Il tema del dissenso va allora posto proprio qui: crisi dei fondamenti e odierni fondamentalismi.<br />
Il dissentire ha a che fare con il senso e con quanto indica il prefisso <em>dis-</em>. Dissesto, esser fuori sesto, vivere un tempo disturbato: “out of joint”, come in Amleto, come una spalla che va fuori posto, disarticolata.<br />
Ma è anche il disagio che proviamo in un tempo, come il nostro, di mille indignazioni quotidiane a invito; disagio di fronte a un “dissenso” che più prolifera e più rende irriconoscibile ciò contro cui viene rivolto. Si è come davanti a un dissenso, ogni volta di più, depotenziato.<br />
È in definitiva davanti a questa presenza ipertrofica, a questo disinnesco e dispositivo di neutralizzazione del dissentire che proviamo quel disagio.<br />
Il dis-senso è allora il senso stesso del pensiero critico. Esperienza vissuta di dissidio ed esercizio del dubbio, costante vigilanza e indisponibilità verso ogni potere e dogma. Soprattutto in tempi di crisi, di fondamentalismi, di conformistica volontà di piacere (<em>politically correct</em>, la conta di <em>like</em> e <em>followers</em>) e ricerca del consenso, il dissenso va inteso come la postura stessa del pensiero critico, doppio sguardo e visione indiretta del reale, capace di sostenere l’attrito del presente.<br />
Insomma, si può dire tutto finché non si dica qualcosa che non si possa dire. Però bisogna pur avere qualcosa da dire che non si possa dire: la vera difficoltà sta forse nel fatto che oggi tutti possono parlare perché non hanno niente da dire che sia davvero intollerabile?<br />
A questa domanda cercano di rispondere i saggi raccolti in questo libro.</p>
<p>Saggi di:<br />
Antonio Cipriani<br />
Roberto Cossu<br />
Ru˚žena Hálová<br />
Nicola Magliulo<br />
Margherita Platania<br />
Lucio Saviani<br />
Carla Stroppa<br />
Graziano Valent<br />
<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Rosa</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tinti</span><br />
Domenico Zampaglione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Virgole inesauste</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=virgole-inesauste</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2018 08:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[Virgole inesauste sono quattro figure di folli tratteggiate nella loro singolare e dirompente forma di vita. E se &#8220;virgola&#8221; è l’interpunzione che segnala una pausa e allude alla riserva di senso che la sospensione porta sempre con sé, &#8220;inesausta&#8221; è &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=virgole-inesauste">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="LTR" align="JUSTIFY"><i>Virgole inesauste </i>sono quattro figure di folli tratteggiate nella loro singolare e dirompente forma di vita. E se &#8220;virgola&#8221; è l’interpunzione che segnala una pausa e allude alla riserva di senso che la sospensione porta sempre con sé, &#8220;inesausta&#8221; è la tensione che innerva tale sospensione, è la necessità del folle di spingersi sul limite estremo del senso, la sua <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">dolorosa</span> grandezza nell’interrogarsi sul mistero delle origini e della destinazione di ciò che è umano. Ma inesausta è anche la tensione del curante a vivere la relazione con il folle come l’esperienza di un allargamento dell’orizzonte personale e transpersonale, di un accrescimento in termini di conoscenza e visione delle proprie e altrui possibilità. Le storie che approdano su queste pagine non sono resoconti di casi clinici. Ognuna è il tentativo di far parlare, nel linguaggio che gli è proprio, quel sapere originale che il folle rivendica con la sua semplice esistenza e il senso urgente, irrinunciabile, ancorché tragico, di cui è diretto testimone.</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Non solo. In ognuna tale senso si sprigiona da una relazione di cura dedita a captare e amplificare le sue tonalità più sottili e a seguirne le movenze su quella scena ordinariamente speciale che è la vita. Attraverso una narrazione che si snoda tra le emergenze del <i>pàthos</i> e le distese ordinate del <i>lògos</i>, l’autrice ricerca il senso dell’esistenza folle e della speculare crucialità della cura seguendo le tracce del pensiero dialettico di Italo Valent. Ogni drammaturgia, con le sue immagini plastiche, i suoi dialoghi, i suoi aneddoti, riflette il <i>thauma</i> della cura dinanzi alla forza esplorativa e trasgressiva della follia: uno stupore vicino a quel senso di vertigine e di trepidazione, che accompagna l’incontro con qualcosa che ha la forza di mutare il nostro destino.</p>
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		<title>Lettere de La Pièce</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=lettere-de-la-piece</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 13:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Maria Zambrano]]></category>
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					<description><![CDATA[Le lettere qui raccolte, note come Cartas de La Pièce, rappresentano uno dei fondamentali epistolari dell’immensa produzione della filosofa María Zambrano, la quale intrattenne una lunga corrispondenza con il teologo Agustín Andreu. Iniziato negli anni ’50 intorno alle ferite lasciate &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lettere-de-la-piece">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le lettere qui raccolte, note come <em>Cartas de La Pièce</em>, rappresentano uno dei fondamentali epistolari dell’immensa produzione della filosofa María Zambrano, la quale intrattenne una lunga corrispondenza con il teologo Agustín Andreu. Iniziato negli anni ’50 intorno alle ferite lasciate dalla Guerra Civile, lo scambio profondo tra il giovane teologo e la già autorevole pensatrice, si intensificò soprattutto negli anni ’70, quando Andreu inizia a elaborare una teologia “del <em>Logos</em> e dello Spirito nelle loro reciproche relazioni”. Il tema del <em>Logos</em> e dello Spirito rappresentava allora un nuovo modo di <em>sentire e concepire il divino</em>, con molte e decisive conseguenze, ed è il vero tema dell’epistolario; in questo tema María Zambrano trova un congeniale terreno di lotta filosofica, e un’affine esperienza teologico-metafisica. Dall’esilio a La Pièce (tra Francia e Svizzera), grazie allo scambio con Andreu, la filosofa ha modo di scrivere intorno a sant’Agostino, alla natura, alla gnosi, al matrimonio, alla <em>syzygía</em> (piccola comunità), all’amicizia, all’esilio, ai Maestri, alla Ragione Vitale… facendo affiorare tutto il suo mondo spirituale. Zambrano e Andreu, difendevano entrambi una dottrina esoterica cristiana che sfociava nella gnosi, e che non lasciava spazio a una prudente cautela nei confronti del fanatismo ecclesiastico, contro il quale entrambi usano invece toni molto severi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’epistolario è costituito dalle sole lettere di María Zambrano e copre il periodo dal 1973 al 1976. In questo volume si trova un’Appendice con testi teologici di Agustín Andreu e scritti</p>
<p style="text-align: justify;">di María Zambrano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>María Zambrano</strong> (Vélez-Málaga 1904-Madrid 1991) è una delle maggiori filosofe di tutti i tempi. Vissuta in esilio per oltre 40 anni a causa della dittatura franchista, allieva di Ortega y Gasset, ha scritto ininterrottamente per tutta la sua vita, saggi, lettere, articoli, recensioni. Attualmente, non solo in Italia, sta conoscendo una stagione di fervidi omaggi al suo pensiero che si sta rivelando profetico e fecondo di suggerimenti filosofico-politici per uscire dalla crisi del nostro tempo. Tra i suoi testi maggiori a disposizione in traduzione italiana: <em>Chiari del bosco</em>, <em>L’uomo e il divino</em>, <em>Verso un sapere dell’anima</em>, <em>Dell’aurora</em>, <em>Filosofia e poesia</em>, <em>Delirio e destino</em>, <em>I beati</em>, <em>La tomba di Antigone</em>. A cura di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Annarosa</span> Buttarelli sono tradotti anche: <em>La Spagna di Galdós. La vita umana salvata dalla Storia</em> (Marietti1820) e <em>Per l’amore e per la libertà. Scritti filosofici e pedagogici</em> (Marietti1820).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Agustín Andreu</strong> (Paterna di Valencia, 1928), teologo e filosofo, ha insegnato nella Facoltà di Teologia di Valencia, e Ética e Antropología nella Università Politécnica di Valencia. Ha diretto l’Aula Atenea de Humanidades della Università Politécnica. Oltre alle proprie monografie, Andreu ha prodotto commenti e traduzioni di Erik Peterson, Lessing, Böhme, Leibniz e Shaftesbury.</p>
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		<title>Lettere da La Pièce</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=lettere-da-la-piece</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 12:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Maria Zambrano]]></category>
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					<description><![CDATA[Le lettere qui raccolte, note come Cartas de La Pièce, rappresentano uno dei fondamentali epistolari dell’immensa produzione della filosofa María Zambrano, la quale intrattenne una lunga corrispondenza con il teologo Agustín Andreu. Iniziato negli anni ’50 intorno alle ferite lasciate &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lettere-da-la-piece">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman;">Le lettere qui raccolte, note come <em>Cartas de La Pièce</em>, rappresentano uno dei fondamentali epistolari dell’immensa produzione della filosofa María Zambrano, la quale intrattenne una lunga corrispondenza con il teologo Agustín Andreu. Iniziato negli anni ’50 intorno alle ferite lasciate dalla Guerra Civile, lo scambio profondo tra il giovane teologo e la già autorevole pensatrice, si intensificò soprattutto negli anni ’70, quando Andreu inizia a elaborare una teologia “del <em>Logos</em> e dello Spirito nelle loro reciproche relazioni”. Il tema del <em>Logos </em>e dello Spirito rappresentava allora un nuovo modo di <em>sentire e concepire il divino, </em>con molte e decisive conseguenze, ed è il vero tema dell’epistolario; in questo tema María Zambrano trova un congeniale terreno di lotta filosofica, e un’affine esperienza teologico-metafisica. Dall’esilio a La Pièce (tra Francia e Svizzera), grazie allo scambio con Andreu, la filosofa ha modo di scrivere intorno<span style="font-size: large;"> a </span>sant’Agostino, alla natura, alla gnosi, al matrimonio, alla <em>syzygía (</em>piccola comunità), all’amicizia, all’esilio, ai Maestri, alla Ragione Vitale… facendo affiorare tutto il suo mondo spirituale. Zambrano e Andreu, difendevano entrambi una dottrina esoterica cristiana che sfociava nella gnosi, e che non lasciava spazio a una prudente cautela nei confronti del fanatismo ecclesiastico, contro il quale entrambi usano invece toni molto severi.</span></p>
<p>L’epistolario è costituito dalle sole lettere di María Zambrano e copre il periodo dal 1973 al 1976. In questo primo volume si arriva al febbraio ’75. L’opera sarà completata con un secondo volume contenente anche un’Appendice critica curata da Agustín Andreu e dall’Indice dei nomi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Viva Basaglia!</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=viva-basaglia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il bisogno di una nuova «scienza» e di una nuova «teoria» si inserisce in quello che impropriamente viene definito «vuoto ideologico» e che, in realtà, è il momento felice in cui si potrebbe incominciare ad affrontare i problemi in modo &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=viva-basaglia">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il bisogno di una nuova </em><em>«</em><em>scienza</em><em>»</em><em> e di una nuova </em><em>«</em><em>teoria</em><em>»</em><em> si inserisce in quello che impropriamente viene definito </em><em>«</em><em>vuoto ideologico</em><em>»</em><em> e che, in realt</em><em>à</em><em>, </em><em>è</em><em> il momento felice in cui si potrebbe incominciare ad affrontare i problemi in modo diverso. <span id="more-1020"></span>Momento felice in cui, disarmati come siamo, privi di strumenti che non siano un&#8217;esplicita difesa nostra di fronte all&#8217;angoscia e alla sofferenza, siamo costretti a rapportarci con questa angoscia e questa sofferenza senza aggettivarle automaticamente negli schemi della </em><em>«</em><em>malattia</em><em>»</em><em>, e senza disporre ancora di un nuovo codice interpretativo che ricreerebbe l&#8217;antica distanza fra chi comprende e chi ignora, fra chi soffre e chi assiste. </em><em>È</em><em> solo in questo incontro diretto, senza la mediazione della malattia e della sua interpretazione, che pu</em><em>ò</em><em> emergere la soggettivit</em><em>à</em><em> di chi soffre di disturbi psichici: soggettivit</em><em>à </em><em>che pu</em><em>ò</em><em> affiorare solo in un rapporto che, uscito finalmente dalle categorie aggettivanti della psichiatria positivistica il cui risultato pi</em><em>ù</em><em> concreto </em><em>è</em><em> stato il manicomio, riesca a non rinchiudere in una ulteriore aggettivazione l&#8217;esperienza abnorme, conservandola legata e strettamente connessa alla storia individuale e sociale.</em></p>
<p align="right"><em>Franco Basaglia</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caso e le sue voci</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-caso-e-le-sue-voci</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[«Ma sicurezza non va bene. Solo al Centro Stampa c&#8217;è abbastanza insi­curezza da poter non cadere&#8230; ». «Era già così ancor prima che io nascessi, non è nella mia persona, è nella mia natura, e non finirà nem­meno con la &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-caso-e-le-sue-voci">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Ma sicurezza non va bene. Solo al Centro Stampa c&#8217;è abbastanza insi­curezza da poter non cadere&#8230; ».</em></p>
<p><em>«Era già così ancor prima che io nascessi, non è nella mia persona, è nella mia natura, e non finirà nem­meno con la mia morte».</em></p>
<p><em>«Mi dovete dire perché».</em></p>
<p><span id="more-1016"></span>Se vogliamo praticare con il paziente una relazione di cura effi­cace dobbiamo innanzitutto dargli voce. Per ascoltare la sua voce dob­biamo accoglierlo per come è, per come si manifesta, per quel tanto che si manifesta e per quello che si manifesta. Non potremo più pen­sare di curarlo semplicemente neu­tralizzando ciò che dice di falso o che fa di sbagliato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La guarigione</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-guarigione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:06:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[La via della salute non è meno problematica di quella della salvezza, quando l&#8217;una e l&#8217;altra sono legate al duplice mito di una &#8220;restitutio ad integrum&#8221;, o originaria o futura, e all&#8217;eser­cizio di una volontà e di una tecnica gravide &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-guarigione">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La via della salute non è meno problematica di quella della salvezza, quando l&#8217;una e l&#8217;altra sono legate al duplice mito di una &#8220;restitutio ad integrum&#8221;, o originaria o futura, e all&#8217;eser­cizio di una volontà e di una tecnica gravide di retroterra nichilistici.</p>
<p><span id="more-1014"></span>Presa dentro la morsa vita-morte, la guarigione corre un crinale pericoloso. Per inseguire il nemico &#8211; la morte &#8211; essa può scivolare dall&#8217;altezza di una salva­guardia virtualmente onnipotente verso pratiche impotenti di copertura e differimento.</p>
<p>Per pensare e coltivare la guarigione occorre guardare il negativo, prima ancora che guardarsi dal negativo. E confrontarsi <em>vis-a-vis </em>con la molteplici­tà esperienziale della sofferenza, con l&#8217;ambivalenza di ogni sapere della cura, con la complessità culturale e sociale della malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Edi, non siamo soli!</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=edi-non-siamo-soli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Maria Zambrano]]></category>
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					<description><![CDATA[Edison Simons Quiroz (Panama 1934 – Parigi 2001) è stato un ardente poeta, traduttore (tra l’altro di René Char, Coleridge, Mallarmé) e pittore, oltre che uomo di notevole erudizione, appassionato interprete della tradizione sapienziale. È certamente su questo terreno che &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=edi-non-siamo-soli">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Edison Simons Quiroz (Panama 1934 – Parigi 2001) è stato un ardente poeta, traduttore (tra l’altro di René Char, Coleridge, Mallarmé) e pittore, oltre che uomo di notevole erudizione, appassionato interprete della tradizione sapienziale. È certamente su questo terreno che ha messo radici e si è nutrita l’“amicizia  indelebile” con María Zambrano, iniziata  nel 1977 con un suo pellegrinaggio  verso la casa della filosofa  in esilio, a La Pièce. Il motivo della visita di Simons consisteva nella richiesta di aiuto per poter arrivare alla pubblicazione dei sogni di  Lucrecia de Léon, una figura di grande importanza per la cultura spagnola trattandosi di una giovane donna processata dall’Inquisizione all’acme della sua fama di “sognatrice”, cioè di profetessa. Oltre al comune interesse per i sogni e il sognare, María Zambrano e Edison Simons si uniranno in stretta relazione intorno alla poesia, alle ricerche nel mare sterminato dell’erudizione compresa quella considerata esoterica, la più affascinante, che è ben documentata nella corrispondenza che presentiamo.</p>
<p>Le lettere raccolte nel volume coprono il periodo dal 1977 al 1985 e comprendono un gruppo di lettere inedite, concesse da Rafael Tomero Alarcón, cugino e erede della filosofa.</p>
<p>Completa il volume un testo scritto da Edison Simons per raccontare il primo incontro con Zambrano, il testo “Prima dell’occultamento. I mari” e il “Prologo”  per l’edizione di <em>Los sueños de Lucrecia  de Léon</em>, entrambi scritti dalla filosofa e tradotti per la prima volta in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mia cara amica Maria</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=mia-cara-amica-maria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Maria Zambrano]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;amicizia tra lo scrittore, poeta e saggista José Bergamín (Madrid 1895 &#8211; Saint Sébastian 1983) e la grande filosofa spagnola Maria Zambrano inizia negli anni &#8217;30, quando la giovane studiosa è invitata a collaborare alla prestigiosa rivista &#8220;Cruzy Raya&#8221; diretta &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=mia-cara-amica-maria">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;amicizia tra lo scrittore, poeta e saggista José Bergamín (Madrid 1895 &#8211; Saint Sébastian 1983) e la grande filosofa spagnola <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano inizia negli anni &#8217;30, quando la giovane studiosa è invitata a collaborare alla prestigiosa rivista &#8220;Cruzy Raya&#8221; diretta dallo stesso Bergamín. <span id="more-1007"></span>I due amici condivideranno l&#8217;esperienza della guerra civile e dell&#8217;esilio dovuto alla vittoria di Franco. Si incontrano di nuovo a Parigi nella primavera del &#8217;57, anno in cui comincia la corrispondenza che viene presentata nel volume. Bergamín tornò in Spagna nel 1970, ben prima di Zambrano, e dal 1981 fino alla morte militò in Herri Batasuna, nome poli­tico del movimento indipendentista basco che ha nell&#8217;ETA il braccio combattente. Le lettere raccolte nel volume, inviate da José Bergamìn a <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano, si dividono in due gruppi: il primo copre il periodo dal 1957 al 1969 e sono state pubblicate in Spa­gna con il titolo &#8220;Dolory claridad de España&#8221;; il secondo è un gruppo di lettere trovate presso la Fundación M.Z. e sono del tutto inedite. Si collocano in un periodo che va dal 1958 al 1965. Attraverso le lettere raccolte nel volume si approfondisce il quadro delle relazioni poli­tiche e culturali che la filosofa ha coltivato negli anni dell&#8217;esilio e, particolarmente, nel periodo romano e francese. Si approfondi­scono gli aspetti dell&#8217;esistenza di M.Z., impe­gnata negli anni coperti dalle lettere, a curare la sorella Araceli, a collaborare con la rivista &#8220;Botteghe Oscure&#8221;, ad aiutare i rifugiati po­litici e a scrivere incessantemente. Inoltre, si osservano i caratteri del comune riferimento alla fede cristiana e al comune affidamento alla &#8220;speranza&#8221;, uno dei temi centrali del pensiero zambraniano. Sullo sfondo, l&#8217;amore per la Spagna che porta i due amici a condividere commenti politici, preoccupazioni, memorie. Completa il volume un ritratto di José Bergamín scritto da <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano per tributargli la sua stima in ambito lettera­rio: lo considerava un mirabile esempio di scrittore barocco, capace dello stile che, ri­conosce la filosofa, è connaturato alle viscere della Spagna. Questo testo viene reso dispo­nibile di nuovo dopo la sua pubblicazione in Italia nel 1963.</p>
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		<title>Dalla mia notte oscura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Maria Zambrano]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo volume inaugura la collana &#8220;Corrispon­denze di Maria Zambrano&#8221;, un&#8217;opera in 10 volumi che intende mettere a disposizione della lettura co­mune il grande cantiere del pensiero della filosofa spagnola che, attraverso un&#8217;intensa attività epistolare, tesse una rete di relazioni estremamente &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=della-mia-notte-oscura">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volume inaugura la collana &#8220;Corrispon­denze di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano&#8221;, un&#8217;opera in 10 volumi che intende mettere a disposizione della lettura co­mune il grande cantiere del pensiero della filosofa spagnola che, attraverso un&#8217;intensa attività epistolare, tesse una rete di relazioni estremamente fe­conda e dai tratti amorosi. <span id="more-1006"></span>Iniziarne con la raccolta della corrispondenza che <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano ha in­trattenuto con l&#8217;amica venezuelana Reyna Rivas tra il 1960 e il 1989. Reyna Rivas è una scrittrice che ha pubblicato numerosi libri di poesia e di racconti per bambini.</p>
<p>È stata anche cantante lirica di livello internaziona­le. All&#8217;amica, conosciuta a Roma nel 1958, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano nel corso di trent&#8217;anni confida le parti più difficili della sua vita, sia per ciò che riguarda la sussistenza vera e propria, sia per ciò che riguarda le difficoltà che ha attraversato nel dare forma alla sua filosofia. Nell&#8217;epistolario non mancano consi­gli, momenti di puro pensiero, di stimoli, di genti­lezza, di luce e di illuminazioni.</p>
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