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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Rella, Franco&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Rella, Franco&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Teoria dell&#8217;andatura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 13:53:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Balzac si pone al centro di quella che lui stesso definisce “contemporaneità”, scorgendovi un intreccio di forze e di energie che hanno, come egli stesso ha scritto, modificato “le leggi dello spazio e del tempo”. Sono queste forze, infatti, che &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=teoria-dellandatura">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Balzac si pone al centro di quella che lui stesso definisce “contemporaneità”, scorgendovi un intreccio di forze e di energie che hanno, come egli stesso ha scritto, modificato “le leggi dello spazio e del tempo”. Sono queste forze, infatti, che hanno scoperto la <em>terra incognita </em>della metropoli, un mondo “di suoni in cui, scrive ancora Balzac, nessuna armonia è assente. Vi si può percepire il frastuono del mondo come la poetica pace della solitudine”: mille voci e tra questa anche quella del silenzio.<em> La Commedia umana</em> è appunto l’insieme di queste mille voci, dei destini che con le loro mille diverse traiettorie definiscono lo spazio della contemporaneità.</p>
<p style="text-align: justify;">La <em>Teoria dell’andatura </em>è, in apparenza, un piccolo trattato “beffardo”. In realtà essa occupa un posto importante nel progetto di Balzac di “vedere tutto, di far vedere tutto”, come ha detto Baudelaire. È infatti un grande testo di narrazione ed è, al contempo, un grande saggio, che rinvia ai testi filosoficamente più tesi e drammatici della <em>Commedia umana</em>.</p>
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		<title>Metamorfosi</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=metamorfosi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2013 12:57:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Metamorfosi è un viaggio, un’avventura attraverso le immagini e le figure che la poesia, l’arte, la filosofia hanno creato per cercare di dare un senso a ciò che si affolla fugace intorno a noi. È un viaggio in compagnia di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=metamorfosi">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Metamorfosi </em>è un viaggio, un’avventura attraverso le immagini e le figure che la poesia, l’arte, la filosofia hanno creato per cercare di dare un senso a ciò che si affolla fugace intorno a noi. È un viaggio in compagnia di Walter Benjamin, di Baudelaire, di Valéry, ed è anche il racconto di questo viaggio. Infatti, le grandi figure, attraverso le quali la realtà metropolitana in cui viviamo fa trasparire il suo senso, sono catturate attraverso un racconto critico che si declina in una vera e propria appassionata narrazione.</p>
<p><em>Metamorfosi</em> è un libro centrale nella produzione di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Franco</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Rella</span>. A suo tempo ristampato e tradotto, viene qui presentato in una nuova edizione, con un inedito, importante capitolo.</p>
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		<title>Il secondo bene</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-secondo-bene</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 16:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[«La nostra è una contiguità alla dispersione e all’orrore, dove dare figura alla caduta è dare figura a se stessi, scoprire la propria autentica identità. Questo incessante movimento – verso la dissipazione e verso noi stessi – è l’essenza del &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-secondo-bene">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«La nostra è una contiguità alla dispersione e all’orrore, dove dare figura alla caduta è dare figura a se stessi, scoprire la propria autentica identità. Questo incessante movimento – verso la dissipazione e verso noi stessi – è l’essenza del nostro compito terreno.» È una delle frasi conclusive del libro di Ermini su cui va posta la massima attenzione.<span id="more-1761"></span></p>
<p>Impossibile avere esperienza della morte, che sarebbe il compimento dell’esperienza umana, che si compie appunto quando non è più possibile esperire. Forse, per averne una sorta di figura, dobbiamo cercare altrove, forse in questi frammenti di morte che sperimentiamo per esempio quando siamo esiliati sul confine tra la veglia e il sonno. I pensieri si slabbrano, sembrano uscire da noi in lembi, che scivolano in una buia palude, o in lancinanti frammenti, in schegge che feriscono la coscienza fino ad annullarla in una sorta di malattia. Ci si aggrappa a un ricordo, e il ricordo sfugge e ci si dimentica persino di aver per un attimo ricordato. Si cerca di comporre la geografia di ciò che nel buio ci sta intorno, e tutto si confonde in una sorta di agglomerato di sensazioni strane. Si invoca il sonno che sprofondi il tutto, e nello stesso tempo in cui lo si invoca sentiamo che si casca nel sonno, si sprofonda appunto in esso, come in un abisso. E proprio su questo bordo siamo trattenuti. È la condizione umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><em>Dalla postfazione di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Franco</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Rella</span></em></p>
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		<title>Mia cara amica Maria</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=mia-cara-amica-maria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Maria Zambrano]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;amicizia tra lo scrittore, poeta e saggista José Bergamín (Madrid 1895 &#8211; Saint Sébastian 1983) e la grande filosofa spagnola Maria Zambrano inizia negli anni &#8217;30, quando la giovane studiosa è invitata a collaborare alla prestigiosa rivista &#8220;Cruzy Raya&#8221; diretta &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=mia-cara-amica-maria">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;amicizia tra lo scrittore, poeta e saggista José Bergamín (Madrid 1895 &#8211; Saint Sébastian 1983) e la grande filosofa spagnola Maria Zambrano inizia negli anni &#8217;30, quando la giovane studiosa è invitata a collaborare alla prestigiosa rivista &#8220;Cruzy Raya&#8221; diretta dallo stesso Bergamín. <span id="more-1007"></span>I due amici condivideranno l&#8217;esperienza della guerra civile e dell&#8217;esilio dovuto alla vittoria di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Franco</span>. Si incontrano di nuovo a Parigi nella primavera del &#8217;57, anno in cui comincia la corrispondenza che viene presentata nel volume. Bergamín tornò in Spagna nel 1970, ben prima di Zambrano, e dal 1981 fino alla morte militò in Herri Batasuna, nome poli­tico del movimento indipendentista basco che ha nell&#8217;ETA il braccio combattente. Le lettere raccolte nel volume, inviate da José Bergamìn a Maria Zambrano, si dividono in due gruppi: il primo copre il periodo dal 1957 al 1969 e sono state pubblicate in Spa­gna con il titolo &#8220;Dolory claridad de España&#8221;; il secondo è un gruppo di lettere trovate presso la Fundación M.Z. e sono del tutto inedite. Si collocano in un periodo che va dal 1958 al 1965. Attraverso le lettere raccolte nel volume si approfondisce il quadro delle relazioni poli­tiche e culturali che la filosofa ha coltivato negli anni dell&#8217;esilio e, particolarmente, nel periodo romano e francese. Si approfondi­scono gli aspetti dell&#8217;esistenza di M.Z., impe­gnata negli anni coperti dalle lettere, a curare la <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">sorella</span> Araceli, a collaborare con la rivista &#8220;Botteghe Oscure&#8221;, ad aiutare i rifugiati po­litici e a scrivere incessantemente. Inoltre, si osservano i caratteri del comune riferimento alla fede cristiana e al comune affidamento alla &#8220;speranza&#8221;, uno dei temi centrali del pensiero zambraniano. Sullo sfondo, l&#8217;amore per la Spagna che porta i due amici a condividere commenti politici, preoccupazioni, memorie. Completa il volume un ritratto di José Bergamín scritto da Maria Zambrano per tributargli la sua stima in ambito lettera­rio: lo considerava un mirabile esempio di scrittore barocco, capace dello stile che, ri­conosce la filosofa, è connaturato alle viscere della Spagna. Questo testo viene reso dispo­nibile di nuovo dopo la sua pubblicazione in Italia nel 1963.</p>
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		<title>La mela d&#8217;oro</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-mela-doro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono pochi i libri che, come ha detto Kafka, &#8220;mor­dono e pungono&#8221;. La mela d&#8217;oro è un libro di que­sto tipo, inquieto e inquietante, che interroga con implacabile lucidità le tracce del destino, interro­gando le parole con cui esso si &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-mela-doro">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono pochi i libri che, come ha detto Kafka, &#8220;mor­dono e pungono&#8221;. <em>La mela d&#8217;oro </em>è un libro di que­sto tipo, inquieto e inquietante, che interroga con implacabile lucidità le tracce del destino, interro­gando le parole con cui esso si è declinato nell&#8217;Oc­cidente, nella terra estrema, che è, fin dall&#8217;inizio, sempre, sull&#8217;orlo del tramonto. <span id="more-771"></span>Susanna Mati intesse così una storia, che la coinvolge e che ci coinvolge, che chiama a un viaggio che ci porta dal giardino delle Esperidi fino alla &#8220;regione piatta&#8221;, la nostra, del nichilismo, guidati in questo viaggio dall&#8217;inesausto riflesso della mela d&#8217;oro, che ci segue e ci guida fin nelle caligini di una bassura inerte e apparentemente senza memoria. Infatti, anche quando si è tentati di cedere alla depres­sione nichilista, &#8220;come se fossimo accaduti senza nostra responsabilità&#8221;, c&#8217;è qualcosa che spinge ad andare avanti. A narrare ancora se stessi, &#8220;riuscen­do così a convincersi della giustezza della propria trama, riconoscendo e assolvendo il proprio fato&#8221;. Paradossalmente è proprio decidendo e assolven­do il proprio fato nella narrazione, nella fabula, che si è portati oltre il destino stesso. Si è por­tati a riconoscere che la propria ricerca è dentro &#8220;l&#8217;inesausta ricerca-ricreazione da parte dell&#8217;intera cultura occidentale <em>deffhypermoron, </em>di quell&#8217;im­possibile che va al di là del destino&#8221;. Simili sono le vie del <em>dis-moron </em>e dell’<em>hyper-moron, </em>del destino che annienta e del destino che spinge al di là di se stesso, inverandosi proprio in questa oltranza. Esitiamo su questo bordo inquietante, senza certezze. Questa esitazione è la nostra storia.</p>
<p align="right">(dalla postfazione di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Franco</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Rella</span>)</p>
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