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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Prete, Antonio&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Prete, Antonio&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Meditazioni sul poetico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 10:01:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel paese della poesia. Nella terra dove l’invisibile si affaccia con i suoi riverberi, l’impossibile con le sue trasparenze, il non accaduto con le sue fantasmagorie. Sostarvi – per ascoltare la musica del pensiero, per scorgere il sorriso del pensiero &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=meditazioni-sul-poetico">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel paese della poesia. Nella terra dove l’invisibile si affaccia con i suoi riverberi, l’impossibile con le sue trasparenze, il non accaduto con le sue fantasmagorie. Sostarvi – per ascoltare la musica del pensiero, per scorgere il sorriso del pensiero – vuol dire fare esperienza del confine dove sapere e ritmo si congiungono nella parola, e nell’immagine.</p>
<p>Dialogare con i poeti, con le loro voci, e le loro lingue, con la sapienza e il tremore e il fulgore dei loro versi, non è solo un esercizio di passione intellettuale e di interpretazione. È un gesto corporeo, in cui tutti i sensi sono in azione, tesi a sporgersi su quell’estremo che la lingua può accogliere, o sfiorare, intenti a percepire i lampi di quell’altra vita, di quel baudelairiano <em>autre monde</em>, che l’energia della parola, e i silenzi che la abitano, possono mostrarci, nel cuore della nostra finitudine.</p>
<p>La poesia, <em>come il sorriso</em>, “aggiunge un filo alla tela brevissima della nostra vita”: l’immagine leopardiana ci accompagna nel cammino mentre viaggiamo nelle terre della poesia. Anche laddove quel cammino incontra, proprio con la lingua e nella lingua poetica, l’asperità del dolore, la ferita del vivente, il tragico della storia, il cielo chiuso di una felicità negata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><em>Dalla premessa dell’Autore</em></p>
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		<title>Memoria e cecità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:52:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I volti di Hermes]]></category>
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					<description><![CDATA[Da quanti anni Riccardo Emmolo, l’autore malinconico e meditativo di Ombra e destino e altre poesie (Moretti &#38; Vitali 2002), una delle personalità più appartate e autentiche della nostra poesia, lavorava a questo libro di saggi? Forse da sempre, o &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=memoria-e-cecita">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quanti anni Riccardo Emmolo, l’autore malinconico e meditativo di Ombra e destino e altre poesie (Moretti &amp; Vitali 2002), una delle personalità più appartate e autentiche della nostra poesia, lavorava a questo libro di saggi? Forse da sempre, o almeno da quando, giovane studente appena trasferito dalla sua Sicilia a Firenze, aveva cominciato a riflettere sullo stato della nostra cultura e della nostra poesia. E vi aveva trovato formule (spesso pericolose), abbaglianti esposizioni di sapere; raramente verità persuasive.</p>
<p><span id="more-990"></span>Da allora, molte cose sono mutate, ma Emmolo sembra rimasto fedele a quel suo assunto lontano, a quella sua giovanile <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">pretesa</span> di conciliare il rigore del pensiero con la bellezza sovrana di un verso. La sua poesia, intanto, si nutriva dello splendore aspro e fisico della sua terra: le gole dirupate di Cava d’Ispica, le valli iblee popolate di vitigni e di mandorli, di fichi, di odorosi aranceti, di gelsomini e di carrubi; le rive battute dalle onde d’Africa; il soffiare del vento, scandito sui versi della grande Ode al vento occidentale di Shelley. All’amore per la natura, che Emmolo sentiva – e sente – insidiata da una civiltà aridamente utilitaristica, si accompagnava una meditata, spesso aspra, vena civile. La stessa pazienza lucida e appassionata che troviamo nella sua poesia, la stessa sensibilità nutrita di una vocazione alla verità, ritroviamo ora in questo suo libro di saggi, in cui vengono raccolti quasi trent’anni di pensieri e di studi. Un libro composito, se si guarda ai singoli saggi; nel quale, in realtà, tutto si lega e tutto si corrisponde. Nella trama di una vasta riflessione che affonda nell’antico (Lucrezio, Catone) per risalire ai padri della nostra modernità (Leopardi, Baudelaire, Nietzsche), l’autore s’inoltra fino a Camus, a Henry Miller, ad alcuni dei più noti nomi della poesia contemporanea (Conte, Copioli, Pontiggia), senza dimenticare le grandi personalità letterarie della sua Sicilia (Pirandello, Quasimodo, Gesualdo Bufalino) e gli amici artisti (Guccione, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Fratantonio</span>). Ma il libro non finisce qui, ed ecco – nel volgersi alla sua conclusione – il lucidissimo e argomentato dialogo intitolato Dèi e uomini (lo stesso titolo che Pavese aveva pensato, inizialmente, per i suoi Dialoghi con Leucò), nonché una vasta riflessione sui grandi temi dell’esistenza: la libertà, il caso, il nulla. Tra tanti libri pieni di dottrina ma non di anima – o, al contrario, nutriti di una sensibilità troppo viscerale, incapace di pensiero – un libro, infine, che esige dal lettore silenzio, verità, misura.</p>
<p align="right"><em>Paolo Lagazzi</em></p>
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		<title>Vita di Antonio Giacomini</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=vita-di-antonio-giacomini</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:52:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrivere le vite]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la Vita di Antonio Giacomini scritta da Jacopo Nardi siamo nel pieno della storia di Firenze, e d&#8217;Italia, tra la fine del Quattrocento e i primi due decenni del secolo successivo. Sullo sfondo i rivolgimenti provocati dalla politica di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=vita-di-antonio-giacomini">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la <em>Vita </em><em>di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Antonio</span> Giacomini </em>scritta da Jacopo Nardi siamo nel pieno della storia di Firenze, e d&#8217;Italia, tra la fine del Quattrocento e i primi due decenni del secolo successivo. Sullo sfondo i rivolgimenti provocati dalla politica di Carlo Vili e di Luigi XII, in primo piano, dopo la morte di Lorenzo il Magnifico (1492) ed i brevi e turbinosi anni del Savonarola, le vicende della Repubblica guidata dal gonfaloniere a vita Piero Sederini. <span id="more-877"></span>Nell&#8217;ordito di questa grande tela, si muovono più o meno in evidenza alcuni fra i maggiori personaggi del tempo, dall&#8217;imperatore Massimiliano agli ultimi aragonesi di Napoli, da Ludovico il Moro al Valentino, negli anni che corrono tra i pontificati di Alessandro VI e Giulio II più volte impegnato nelle guerre contro Pisa e nelle schermaglie contro le possibili ingerenze del Valentino, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Antonio</span> Giacomini (1456-1518) fu uno dei più prestigiosi commissari di guerra fiorentini, intermediari fra il potere centrale e i comandanti delle truppe al fronte, segnalandosi in ogni occasione per il suo valore e per il suo alto senso civico. Di questa vita esemplare fu nel 1548 accorato <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">interprete</span> Jacopo Nardi (1476-1563), allora esule a Venezia a causa delle sue convinzioni repubblicane e dunque antimedicee: pur muovendosi all&#8217;interno di un genere in gran voga, appunto la biografia, il Nardi connota il suo testo con i colori della nostalgia e del rimpianto per un tempo irrimediabilmente trascorso, anni segnati da uomini come il Machiavelli, di cui fu intrinseco, il Vettori, il Guicciardini, anni e personaggi che non si sarebbero più ripresentati sulla scena del mondo.</p>
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