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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Nancy, Jean-Luc&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Prendere la parola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[La culla del tempo e il risveglio edenico sono perduti. Non c’è ritorno. Smarrita è la pace, decaduta è la sicurezza della prima nominazione. Le parole che pronunciamo sono ridotte a semplici segni semantici, strumenti d’intesa. Non sono più essenziali &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=prendere-la-parola">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La culla del tempo e il risveglio edenico sono perduti. Non c’è ritorno. Smarrita è la pace, decaduta è la sicurezza della prima nominazione. Le parole che pronunciamo sono ridotte a semplici segni semantici, strumenti d’intesa. Non sono più essenziali né in terra, né in cielo. La determinazione può avvenire ormai solo attraverso la scissione e la distinzione. L’unità è smarrita. Tra la nostra lingua e la voce della natura non c’è più rispondenza diretta. Ogni conoscenza, ogni comprensione umana cade al di qua dell’esistenza autentica.</p>
<p>Con <em>Prendere la parola</em>, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Jean-Luc</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Nancy</span> segnala che è necessario congedarci dai rassicuranti ancoraggi estetici, dalle tentazioni della <em>hybris</em> tecnologica, e affidarci – quando d’ora in poi prenderemo la parola – a un annuncio balbettante, frammentario, segnato dalle divisioni dello spirito.</p>
<p><em>Prendere la parola</em> affinché ciò che dev’essere rivelato si levi davanti agli occhi. <em>Prendere la parola</em> affinché ciò che a lungo è stato taciuto possa estrinsecarsi. <em>Prendere atto</em>, con disincanto, che il giorno altro non fa che annunciare ciò che il crepuscolo custodisce.</p>
<p>In <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Nancy</span> è ben chiaro che la perfezione concettuale e l’esattezza della conoscenza possono occultare la verità. Meglio affidarsi a una scrittura destinata fin dal principio al disordine, all’anti-discorso, all’incompiutezza, fino alla perdizione.</p>
<p>Ospite non riconciliato dello spirito dei tempi, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Nancy</span> <em>prende la parola</em> contro la condizione annientante del pallido linguaggio concettuale, il <em>sempre-uguale</em> in abiti ogni volta diversi. <em>Prende la parola</em> per prendere le distanze dalle certezze che, parola per parola, confermano le illusioni e conducono a una verità solo apparente. <em>Prende la parola</em> per cercare nel nostro esserci l’insieme vivente: la connessione più alta tra l’essere umano e ciò che resta della totalità della vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><em>Dalla postfazione di Flavio Ermini</em></p>
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		<title>Narrazioni del fervore</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=narrazioni-del-fervore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:12:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Le Narrazioni del fervore &#8211; avverte Jean-Luc Nancy sin dalla premessa &#8211; vogliono aprire un senso ancora sigillato e comunicarci una passio­ne, un&#8217;emozione, il moto da cui viene afferrato un pensiero; vogliono farci conoscere lo slancio delle cose, ossia delle &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=narrazioni-del-fervore">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <em>Narrazioni del fervore &#8211; </em>avverte <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Jean-Luc</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Nancy</span> sin dalla premessa &#8211; vogliono aprire un senso ancora sigillato e comunicarci una passio­ne, un&#8217;emozione, il moto da cui viene afferrato un pensiero; vogliono farci conoscere lo slancio delle cose, ossia delle &#8220;presenze&#8221;, verso di noi e di noi verso di loro.</p>
<p><span id="more-761"></span>Sottolinea l&#8217;autore: sono le parole a portare quello slancio, mostrandoci che, a dispetto di tutti gli ostacoli e di ciò che continua a sottrarci il mondo, <em>qualcosa </em>viene ancora.</p>
<p>Le figure coinvolte in questa narrazione sono il desiderio, il sapere, il fuoco. E hanno i nomi di Afrodite, Maria Maddalena, Romeo e Giulietta, Faust&#8230;</p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Nancy</span> è un indagatore minuzioso dell&#8217;essere, che per lui ha la medesima compattezza sia nelle zone profonde, sia in quelle superficiali. Le sue domande obbediscono al bisogno di non sepa­rare gli eventi dalla presa sensoriale. La sua scrittura è collegata alla chiarezza del ciclo e al buio della terra. La sua esplorazione mira a fare spazio a un nuovo pensiero e chiama in causa la pluralità dei sensi di cui il fervore è composto.</p>
<p>Si può pensare alle mani di un bambino pronto ad afferrare, agli occhi di Argo volti sull&#8217;Aperto, a una spinta pulsionale. Le mani del bambino chiedono di afferrare, i mille occhi di Argo chie­dono di conoscere, la pulsione chiede di posse­dere le forme del suo desiderio.</p>
<p>Nella pagina di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Nancy</span> vi è qualcosa di spezzato, dove l'&#8221;esperienza filosofica&#8221; è in stretta connes­sione con l&#8217;ombra. Tanto da farsi portatrice di un messaggio allarmante. Confermando quanto annuncia Blanchot: «Scrivere è quanto di più in­nocente vi sia, ovvero di più pericoloso».</p>
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