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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Meroni, Bruno&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Meroni, Bruno&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<item>
		<title>Microcosmo e macrocosmo</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=microcosmo-macrocosmo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 15:41:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[L'ombra]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova serie della rivista “l’Ombra” riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=microcosmo-macrocosmo">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova serie della rivista “l’Ombra” riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea. Grazie all’ingresso in redazione dell’A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Volume X: 2017</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Microcosmo e macrocosmo nella psicologia analitica</em></p>
<p>Robert M. Mercurio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Microcosmi, macrocosmi. E alcune diavolerie matematiche</em></p>
<p>Luciano Gualà</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Microcosmo e macrocosmo nella materia vivente: una prospettiva quantistica</em></p>
<p>Marina Settembre</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Macrocosmo e microcosmo nel Liber divinorum operum di Ildegarda di Bingen</em></p>
<p>Michela Pereira</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>L’odontoiatria tra microcosmo e macrocosmo</em></p>
<p>Giuseppe Aprile</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>World as Existential Category for the Man: Studies on the Essence of Reason in Heidegger</em></p>
<p>Bartolomeu Leite da Silva</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Macrocosmo e microcosmo dal Rinascimento al Romanticismo: dall’armonia mundi alla dissonanza</em></p>
<p>Roberta Bussa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Lo sguardo domestico di Alberto Savinio. Microscopio e telescopio</em></p>
<p>Alessandra Perugini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>«Homo copula mundi» e «natura partecipata». Riflessioni a partire dalla prospettiva contemporanea di Hans Jonas</em></p>
<p>Angela Michelis</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>The People v. O.J. Simpson. Macrocosmo americano e microcosmo processuale</em></p>
<p>Mario Riberi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Microcosmo e macrocosmo. Un rapporto, un antidoto</em></p>
<p>Francesco Capra</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Microcosmo-macrocosmo. Dal grande orologiaio alla psicoanalisi</em></p>
<p>Alberto Favole, Nadia Narcisi, Ferruccio Vigna</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Musica e analisi</em></p>
<p>Augusto Romano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Antipolitica e politica da Jung a Hillman</em></p>
<p>Franco Livorsi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gustavo Rol e l’espressione del pensiero magico</p>
<p>Andrea Calvi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Giocare un sogno</em></p>
<p>Lidia Tarantini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Attraverso l’immagine. Il processo trasformativo di Atmavictu-Philemon nel Libro rosso di C.G. Jung (parte II)</em></p>
<p>Francesca Croce</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Gratitudine</em></p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Bruno</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Meroni</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Recensioni:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Utero in Anima</em>, Valeria Bianchi, Silvana Graziella Ceresa, Simonetta Putti</p>
<p>Franco Livorsi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alla ricerca di Anima</em>, Raffaele Floro</p>
<p>Angelo Malinconico</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La maschera inevitabile</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-maschera-inevitabile</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[La facciata di una casa non appartiene a chi ci abita, ma a chi la guarda. L&#8217;antica massima orientale ci fa notare che possiamo disporre dell&#8217;esterno della nostra casa assai meno che dell&#8217;interno. L&#8217;opinione degli altri ci condizio­na su quello &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-maschera-inevitabile">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La facciata di una casa non appartiene a chi ci abita, ma a chi la guarda. </em>L&#8217;antica massima orientale ci fa notare che possiamo disporre dell&#8217;esterno della nostra casa assai meno che dell&#8217;interno. L&#8217;opinione degli altri ci condizio­na su quello che noi mostriamo di noi stessi: ciò che di noi sentiamo deve fare i conti con ciò che di noi appare. <span id="more-817"></span>Ciò che un soggetto sente dentro sé spesso contrasta con la parte che deve rappresentare. Il problema di questo conflitto occupa uno spazio centrale nel pen­siero junghiano. Con <em>Anima </em>e <em>Persona </em>Jung indica la polarità che racchiude una dramma­tica tensione, quella dell&#8217;essere se stessi secon­do la realtà dell&#8217;anima e quella dell&#8217;adeguarsi all&#8217;ambiente sociale. In quanto persone, ossia esseri relazionali, si rischia fatalmente di vedersi solo con gli occhi degli altri.</p>
<p>La parola &#8220;persona&#8221;, con cui si indica un individuo, deriva dal latino <em>persona, </em>il nome della maschera teatrale che nell&#8217;antica Roma indicava l&#8217;attore della commedia. La masche­ra serviva a connotare il ruolo del personaggio al primo apparire in scena, agevolando così la comprensione da parte del pubblico: il milita­re spaccone, il padre di famiglia, la figlia da marito, il ricco mercante&#8230; tutti dovevano essere immediatamente riconducibili a un tipo ben definito della vita quotidiana.</p>
<p>Jung ha indicato con il nome della maschera romana la modalità con cui noi ci presentiamo agli altri. Analogamente a quan­to avveniva nella <em>comoedia, </em>a ogni nuovo incontro la Persona di ciascuno di noi viene classificata e giudicata con un colpo d&#8217;occhio, spesso definitivo.</p>
<p>La Persona è la vivente carta d&#8217;identità di cui ognuno è portatore nel tessuto sociale. Come una vera maschera. Ma i ruoli che regolano la vita sociale sono, secondo la psicologia junghiana, altrettante maschere prodotte dal­l&#8217;inconscio collettivo, manifestazioni archeti­piche che nei tratti essenziali restano immuta­te nelle culture di ogni tempo. Fatto che con­ferisce alla Persona un enorme potere: come non si può indossare una maschera senza venirne condizionati, così alla lunga la Perso­na modifica la natura intima di chi la porta. Da qui la drammatica tensione fra Anima e Persona, fra soggetto e collettività, fra essere e apparire.</p>
<p>Nella polarità Anima-Persona, la prima è di gran lunga la più esplorata da parte di Jung e dalla successiva letteratura junghiana. Una lacuna che questo lavoro si propone di atte­nuare. Lo rende opportuno anche il fatto che, nella società-spettacolo in cui viviamo, siamo sempre più segnati dalla maschera che portia­mo. Addentrarsi nella profondità dell&#8217;archeti­po della relazione, indagare il rapporto che la Persona-maschera ha con l&#8217;Io come soggetto, esplorare l&#8217;enigmatico legame fra la maschera e il volto: sono questi alcuni dei temi con cui il lettore è invitato a confrontarsi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tipologia e psiche</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=tipologia-e-psiche</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Tipi Psicologici fu il volume che in Italia inau­gurò la pubblicazione completa delle Opere di C.G.Jung; alla sua traduzione prese larga parte Cesare Musatti. Da sempre Tipi Psicologici è stata una delle due letture cardine fra quelle es­senziali nella formazione &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=tipologia-e-psiche">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tipi Psicologici </em>fu il volume che in Italia inau­gurò la pubblicazione completa delle <em>Opere di C.G.Jung; </em>alla sua traduzione prese larga parte Cesare Musatti. Da sempre <em>Tipi Psicologici </em>è stata una delle due letture cardine fra quelle es­senziali nella formazione di un analista junghiano (l&#8217;altra è <em>Simboli della Trasformazione).</em></p>
<p><span id="more-806"></span>Sulla distanza, inaspettatamente, in larga parte degli analisti junghiani tanto interesse si è affie­volito. I <em>Tipi, </em>nell&#8217;insieme, non costituiscono più lo strumento che Jung e i suoi allievi avevano indicato come fondamentale nel lavoro analitico e, prima ancora, nel processo individuativo.</p>
<p>A sorpresa, in settori diversi da quello analiti­co i <em>Tipi </em>hanno avuto grandissima fortuna. Negli Stati Uniti e altrove hanno trovato un esteso uti­lizzo sia nella scuola, da parte degli psicologi che orientano gli allievi agli studi, sia nel mondo del lavoro, da parte degli psicologi della selezione attitudinale. Si calcola che ogni anno due milio­ni di persone nel mondo si sottopongano al Test Myers-Briggs (Myers-Briggs Type Indicatori, la cui struttura è pressoché interamente derivata dalla Tipologia junghiana.</p>
<p>L&#8217;autore di questo volume si è chiesto quali cause possano avere allontanato tanti analisti junghiani da questa componente così importan­te del pensiero di Jung. La prima parte del lavo­ro è dedicata tanto alla ricerca di queste cause come al modo per non restarne irretiti, per por­tare la Tipologia nella pratica analitica in modo costantemente fruibile.</p>
<p>La seconda parte riprende le intuizioni di Jung circa il definirsi di un tipo piuttosto che di un altro localizzandole in chiave evoluzionistica. Questa lettura, peraltro non dissonante dal pen­siero junghiano, ha l&#8217;intento di agevolare ulte­riormente l&#8217;impiego della Tipologia.</p>
<p>Oltre agli analisti a cui si rivolge, questo volu­me può interessare quanti si sono coinvolti nella Tipologia junghiana e, sia pure a malincuore, se ne sono distaccati per impossibilità a procedere.</p>
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