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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Maria Luisa Agostinelli&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Maria Luisa Agostinelli&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Lettere de La Pièce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 13:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Maria Zambrano]]></category>
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					<description><![CDATA[Le lettere qui raccolte, note come Cartas de La Pièce, rappresentano uno dei fondamentali epistolari dell’immensa produzione della filosofa María Zambrano, la quale intrattenne una lunga corrispondenza con il teologo Agustín Andreu. Iniziato negli anni ’50 intorno alle ferite lasciate &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lettere-de-la-piece">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le lettere qui raccolte, note come <em>Cartas de La Pièce</em>, rappresentano uno dei fondamentali epistolari dell’immensa produzione della filosofa María Zambrano, la quale intrattenne una lunga corrispondenza con il teologo Agustín Andreu. Iniziato negli anni ’50 intorno alle ferite lasciate dalla Guerra Civile, lo scambio profondo tra il giovane teologo e la già autorevole pensatrice, si intensificò soprattutto negli anni ’70, quando Andreu inizia a elaborare una teologia “del <em>Logos</em> e dello Spirito nelle loro reciproche relazioni”. Il tema del <em>Logos</em> e dello Spirito rappresentava allora un nuovo modo di <em>sentire e concepire il divino</em>, con molte e decisive conseguenze, ed è il vero tema dell’epistolario; in questo tema María Zambrano trova un congeniale terreno di lotta filosofica, e un’affine esperienza teologico-metafisica. Dall’esilio a La Pièce (tra Francia e Svizzera), grazie allo scambio con Andreu, la filosofa ha modo di scrivere intorno a sant’Agostino, alla natura, alla gnosi, al matrimonio, alla <em>syzygía</em> (piccola comunità), all’amicizia, all’esilio, ai Maestri, alla Ragione Vitale… facendo affiorare tutto il suo mondo spirituale. Zambrano e Andreu, difendevano entrambi una dottrina esoterica cristiana che sfociava nella gnosi, e che non lasciava spazio a una prudente cautela nei confronti del fanatismo ecclesiastico, contro il quale entrambi usano invece toni molto severi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’epistolario è costituito dalle sole lettere di María Zambrano e copre il periodo dal 1973 al 1976. In questo volume si trova un’Appendice con testi teologici di Agustín Andreu e scritti</p>
<p style="text-align: justify;">di María Zambrano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>María Zambrano</strong> (Vélez-Málaga 1904-Madrid 1991) è una delle maggiori filosofe di tutti i tempi. Vissuta in esilio per oltre 40 anni a causa della dittatura franchista, allieva di Ortega y Gasset, ha scritto ininterrottamente per tutta la sua vita, saggi, lettere, articoli, recensioni. Attualmente, non solo in Italia, sta conoscendo una stagione di fervidi omaggi al suo pensiero che si sta rivelando profetico e fecondo di suggerimenti filosofico-politici per uscire dalla crisi del nostro tempo. Tra i suoi testi maggiori a disposizione in traduzione italiana: <em>Chiari del bosco</em>, <em>L’uomo e il divino</em>, <em>Verso un sapere dell’anima</em>, <em>Dell’aurora</em>, <em>Filosofia e poesia</em>, <em>Delirio e destino</em>, <em>I beati</em>, <em>La tomba di Antigone</em>. A cura di Annarosa Buttarelli sono tradotti anche: <em>La Spagna di Galdós. La vita umana salvata dalla Storia</em> (Marietti1820) e <em>Per l’amore e per la libertà. Scritti filosofici e pedagogici</em> (Marietti1820).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Agustín Andreu</strong> (Paterna di Valencia, 1928), teologo e filosofo, ha insegnato nella Facoltà di Teologia di Valencia, e Ética e Antropología nella Università Politécnica di Valencia. Ha diretto l’Aula Atenea de Humanidades della Università Politécnica. Oltre alle proprie monografie, Andreu ha prodotto commenti e traduzioni di Erik Peterson, Lessing, Böhme, Leibniz e Shaftesbury.</p>
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		<title>Qualcosa è cambiato</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=qualcosa-e-cambiato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2014 15:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Il lavoro dell’Autrice nasce dalla constatazione che il pensiero del folle è un pensiero immaginale. Attraverso un “procedimento per sottrazione” – così lo definisce – vengono asportate via via, come fa uno scultore davanti a blocco di marmo, tutte le &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=qualcosa-e-cambiato">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Il lavoro dell’Autrice nasce dalla constatazione che il pensiero del folle è un pensiero immaginale. Attraverso un “procedimento per sottrazione” – così lo definisce – vengono asportate via via, come fa uno scultore davanti a blocco di marmo, tutte le componenti inessenziali all’immagine, all’emozione. Alla fine, il linguaggio del folle diviene quindi, paradossalmente, non verbale. Questa osservazione ci fa intendere come le immagini fotografiche che accompagnano le </span><em><span style="font-size: small;">Storielle</span></em><span style="font-size: small;"> del testo siano in perfetta sintonia con il linguaggio immaginale della follia: bianco e nero, dissolvenze, evocazione di un oltre più intuito che percepito. Evocazione di significanti che rimandano indefinitamente ad altri significanti, ma anche struggimento per un approdo che, per quanto sia lontano, non è ancora impossibile.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Speranza, dolore, allegria, stupore, malinconia, condanne, assoluzioni, sberleffi, immagini ora grottesche ora angosciose: ci accorgiamo al termine della lettura di queste pagine che alcuni dei più segreti significati delle contraddizioni in cui viviamo, se spesso sfuggono a chi è ufficialmente sano, non di rado emergono come </span><em><span style="font-size: small;">tracce nell’oceano</span></em><span style="font-size: small;"> grazie alle illuminazioni di chi è ufficialmente diverso e, al di là del freddo armamentario di separazioni su cui poggia l’edificio della scienza, gli consentono di essere una volta l’interprete, un’altra il critico più acuto, onesto o semplicemente spietato della comune quotidianità.</span></p>
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		<title>Lettere da La Pièce</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=lettere-da-la-piece</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 12:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Maria Zambrano]]></category>
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					<description><![CDATA[Le lettere qui raccolte, note come Cartas de La Pièce, rappresentano uno dei fondamentali epistolari dell’immensa produzione della filosofa María Zambrano, la quale intrattenne una lunga corrispondenza con il teologo Agustín Andreu. Iniziato negli anni ’50 intorno alle ferite lasciate &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lettere-da-la-piece">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman;">Le lettere qui raccolte, note come <em>Cartas de La Pièce</em>, rappresentano uno dei fondamentali epistolari dell’immensa produzione della filosofa María Zambrano, la quale intrattenne una lunga corrispondenza con il teologo Agustín Andreu. Iniziato negli anni ’50 intorno alle ferite lasciate dalla Guerra Civile, lo scambio profondo tra il giovane teologo e la già autorevole pensatrice, si intensificò soprattutto negli anni ’70, quando Andreu inizia a elaborare una teologia “del <em>Logos</em> e dello Spirito nelle loro reciproche relazioni”. Il tema del <em>Logos </em>e dello Spirito rappresentava allora un nuovo modo di <em>sentire e concepire il divino, </em>con molte e decisive conseguenze, ed è il vero tema dell’epistolario; in questo tema María Zambrano trova un congeniale terreno di lotta filosofica, e un’affine esperienza teologico-metafisica. Dall’esilio a La Pièce (tra Francia e Svizzera), grazie allo scambio con Andreu, la filosofa ha modo di scrivere intorno<span style="font-size: large;"> a </span>sant’Agostino, alla natura, alla gnosi, al matrimonio, alla <em>syzygía (</em>piccola comunità), all’amicizia, all’esilio, ai Maestri, alla Ragione Vitale… facendo affiorare tutto il suo mondo spirituale. Zambrano e Andreu, difendevano entrambi una dottrina esoterica cristiana che sfociava nella gnosi, e che non lasciava spazio a una prudente cautela nei confronti del fanatismo ecclesiastico, contro il quale entrambi usano invece toni molto severi.</span></p>
<p>L’epistolario è costituito dalle sole lettere di María Zambrano e copre il periodo dal 1973 al 1976. In questo primo volume si arriva al febbraio ’75. L’opera sarà completata con un secondo volume contenente anche un’Appendice critica curata da Agustín Andreu e dall’Indice dei nomi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dio personale ed esperienza religiosa</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=dio-personale-ed-esperienza-religiosa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 10:31:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[L'ombra]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=dio-personale-ed-esperienza-religiosa">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea. Grazie all’ingresso in redazione dell’A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca sulla Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.<img decoding="async" title="Continua..." src="https://morettievitali.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p><strong>Volume III: </strong><em>Gennaio 2014</em><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il Dio personale di Jung</strong></p>
<p>Francesco Capra</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il sacrificio dell’io. </strong></p>
<p><strong>Dal sistema specchio all’anima</strong></p>
<p>Augusto Romano, Ferruccio Vigna</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Colpa e responsabilità tra Paganesimo e Cristianesimo. Un’analisi alla luce dell’opera di W.F. Otto</strong></p>
<p>Roberta Bussa</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Teofania. Autologia, bellezza e convenzione nell’opera di A.K. Coomaraswamy</strong></p>
<p>Alessandro Croce</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il cosmo è forse opera di un demiurgo inferiore, come sostenevano gli gnostici?</strong></p>
<p>Angela Michelis</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Santa Muerte, psiche individuale e mentalità di gruppo</strong></p>
<p>Stefano Candellieri, Davide Favero</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il profeta e il suo discepolo riluttante: </strong></p>
<p><strong>“The Master” di Paul Thomas Anderson</strong></p>
<p>Mario Riberi</p>
<p><strong>Ailleurs des mots et religion de l’ailleurs chez Baudelaire</strong></p>
<p>Andrea Schellino</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Psiche e materia. Breve circumambulatio attorno al concetto di Sincronicità</strong></p>
<p>Andrea Calvi</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Identico e diverso, transfert e controtransfert, psicologia analitica e tantrismo</strong></p>
<p>Ugo Fama</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nuovi movimenti </strong><em>–</em><strong> antiche vie. Alcune riflessioni sugli Emo e le loro radici archetipiche</strong></p>
<p>Fabio Luongo, Maurizio Olivero</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ricordando James Hillman, lo psicologo platonico</strong></p>
<p>Paola Verzelloni</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Per un’ontologia dei resti. Discussione a partire da G. Cuozzo, “Filosofia delle cose ultime. Da Walter Benjamin a Wall-E”</strong></p>
<p>Antonio Dall’Igna</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Recensioni: </em></p>
<p>Carla Stroppa,<em> Fantasmi all’opera. </em></p>
<p><em>L’imperiosa realtà dell’illusione</em></p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luisa</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Agostinelli</span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Riccardo Mondo,<strong> </strong> <em>Nei luoghi del fare anima. </em></p>
<p><em>Dimensione immaginale del processo terapeutico</em></p>
<p>Luca Biasci</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Vitaldo Conte, Giovanni Sessa, <em>Pulsional Ritual</em></p>
<p>Antonio Ferrero</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Massimo Cacciari, <em>Il potere che frena</em></p>
<p>Ernesto Sferrazza Papa</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Irving Kirsch, <em>I farmaci anti-depressivi: </em></p>
<p><em>il crollo di un mito</em></p>
<p>Ferruccio Vigna</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Edi, non siamo soli!</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=edi-non-siamo-soli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Maria Zambrano]]></category>
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					<description><![CDATA[Edison Simons Quiroz (Panama 1934 – Parigi 2001) è stato un ardente poeta, traduttore (tra l’altro di René Char, Coleridge, Mallarmé) e pittore, oltre che uomo di notevole erudizione, appassionato interprete della tradizione sapienziale. È certamente su questo terreno che &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=edi-non-siamo-soli">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Edison Simons Quiroz (Panama 1934 – Parigi 2001) è stato un ardente poeta, traduttore (tra l’altro di René Char, Coleridge, Mallarmé) e pittore, oltre che uomo di notevole erudizione, appassionato interprete della tradizione sapienziale. È certamente su questo terreno che ha messo radici e si è nutrita l’“amicizia  indelebile” con María Zambrano, iniziata  nel 1977 con un suo pellegrinaggio  verso la casa della filosofa  in esilio, a La Pièce. Il motivo della visita di Simons consisteva nella richiesta di aiuto per poter arrivare alla pubblicazione dei sogni di  Lucrecia de Léon, una figura di grande importanza per la cultura spagnola trattandosi di una giovane donna processata dall’Inquisizione all’acme della sua fama di “sognatrice”, cioè di profetessa. Oltre al comune interesse per i sogni e il sognare, María Zambrano e Edison Simons si uniranno in stretta relazione intorno alla poesia, alle ricerche nel mare sterminato dell’erudizione compresa quella considerata esoterica, la più affascinante, che è ben documentata nella corrispondenza che presentiamo.</p>
<p>Le lettere raccolte nel volume coprono il periodo dal 1977 al 1985 e comprendono un gruppo di lettere inedite, concesse da Rafael Tomero Alarcón, cugino e erede della filosofa.</p>
<p>Completa il volume un testo scritto da Edison Simons per raccontare il primo incontro con Zambrano, il testo “Prima dell’occultamento. I mari” e il “Prologo”  per l’edizione di <em>Los sueños de Lucrecia  de Léon</em>, entrambi scritti dalla filosofa e tradotti per la prima volta in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mia cara amica Maria</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=mia-cara-amica-maria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Maria Zambrano]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;amicizia tra lo scrittore, poeta e saggista José Bergamín (Madrid 1895 &#8211; Saint Sébastian 1983) e la grande filosofa spagnola Maria Zambrano inizia negli anni &#8217;30, quando la giovane studiosa è invitata a collaborare alla prestigiosa rivista &#8220;Cruzy Raya&#8221; diretta &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=mia-cara-amica-maria">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;amicizia tra lo scrittore, poeta e saggista José Bergamín (Madrid 1895 &#8211; Saint Sébastian 1983) e la grande filosofa spagnola <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano inizia negli anni &#8217;30, quando la giovane studiosa è invitata a collaborare alla prestigiosa rivista &#8220;Cruzy Raya&#8221; diretta dallo stesso Bergamín. <span id="more-1007"></span>I due amici condivideranno l&#8217;esperienza della guerra civile e dell&#8217;esilio dovuto alla vittoria di Franco. Si incontrano di nuovo a Parigi nella primavera del &#8217;57, anno in cui comincia la corrispondenza che viene presentata nel volume. Bergamín tornò in Spagna nel 1970, ben prima di Zambrano, e dal 1981 fino alla morte militò in Herri Batasuna, nome poli­tico del movimento indipendentista basco che ha nell&#8217;ETA il braccio combattente. Le lettere raccolte nel volume, inviate da José Bergamìn a <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano, si dividono in due gruppi: il primo copre il periodo dal 1957 al 1969 e sono state pubblicate in Spa­gna con il titolo &#8220;Dolory claridad de España&#8221;; il secondo è un gruppo di lettere trovate presso la Fundación M.Z. e sono del tutto inedite. Si collocano in un periodo che va dal 1958 al 1965. Attraverso le lettere raccolte nel volume si approfondisce il quadro delle relazioni poli­tiche e culturali che la filosofa ha coltivato negli anni dell&#8217;esilio e, particolarmente, nel periodo romano e francese. Si approfondi­scono gli aspetti dell&#8217;esistenza di M.Z., impe­gnata negli anni coperti dalle lettere, a curare la sorella Araceli, a collaborare con la rivista &#8220;Botteghe Oscure&#8221;, ad aiutare i rifugiati po­litici e a scrivere incessantemente. Inoltre, si osservano i caratteri del comune riferimento alla fede cristiana e al comune affidamento alla &#8220;speranza&#8221;, uno dei temi centrali del pensiero zambraniano. Sullo sfondo, l&#8217;amore per la Spagna che porta i due amici a condividere commenti politici, preoccupazioni, memorie. Completa il volume un ritratto di José Bergamín scritto da <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano per tributargli la sua stima in ambito lettera­rio: lo considerava un mirabile esempio di scrittore barocco, capace dello stile che, ri­conosce la filosofa, è connaturato alle viscere della Spagna. Questo testo viene reso dispo­nibile di nuovo dopo la sua pubblicazione in Italia nel 1963.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla mia notte oscura</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=della-mia-notte-oscura</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Maria Zambrano]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo volume inaugura la collana &#8220;Corrispon­denze di Maria Zambrano&#8221;, un&#8217;opera in 10 volumi che intende mettere a disposizione della lettura co­mune il grande cantiere del pensiero della filosofa spagnola che, attraverso un&#8217;intensa attività epistolare, tesse una rete di relazioni estremamente &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=della-mia-notte-oscura">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volume inaugura la collana &#8220;Corrispon­denze di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano&#8221;, un&#8217;opera in 10 volumi che intende mettere a disposizione della lettura co­mune il grande cantiere del pensiero della filosofa spagnola che, attraverso un&#8217;intensa attività epistolare, tesse una rete di relazioni estremamente fe­conda e dai tratti amorosi. <span id="more-1006"></span>Iniziarne con la raccolta della corrispondenza che <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano ha in­trattenuto con l&#8217;amica venezuelana Reyna Rivas tra il 1960 e il 1989. Reyna Rivas è una scrittrice che ha pubblicato numerosi libri di poesia e di racconti per bambini.</p>
<p>È stata anche cantante lirica di livello internaziona­le. All&#8217;amica, conosciuta a Roma nel 1958, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Maria</span> Zambrano nel corso di trent&#8217;anni confida le parti più difficili della sua vita, sia per ciò che riguarda la sussistenza vera e propria, sia per ciò che riguarda le difficoltà che ha attraversato nel dare forma alla sua filosofia. Nell&#8217;epistolario non mancano consi­gli, momenti di puro pensiero, di stimoli, di genti­lezza, di luce e di illuminazioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non me lo ricordo</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=non-me-lo-ricordo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:08:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando le luci si spengono &#8211; / poco per volta ci si abi­tua al buio / come quando il vicino, sollevando in alto / il lume sigilla il suo addio. // Dapprima &#8211; i passi si muovono incerti / nel &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=non-me-lo-ricordo">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quando le luci si spengono &#8211; / poco per volta ci si abi­tua al buio / come quando il vicino, sollevando in alto / il lume sigilla il suo addio. // Dapprima &#8211; i passi si muovono incerti / nel buio improvviso &#8211; / poi lo sguardo si abitua alla notte&#8230;</em></p>
<p>EMILY DICKINSON</p>
<p><em><span id="more-759"></span>Non me lo ricordo </em>è un racconto sulla notte, su ciò che rappresenta la notte per gli esseri umani, dopo essersi spinti oltre l&#8217;ultima luce. E riguar­da tutti, nudi e non salvi, colpiti dal caso, dalla natura, dal dolore.</p>
<p>D racconto ci parla di tredici matti in una casa e di una psichiatra che tenta di dare a ognuno di loro finalmente la &#8220;propria&#8221; voce: un po&#8217; stona­ta, forse, e un po&#8217; no. Di concertarle, invece, pare proprio che non le importi. Così come di riordinare i frammenti dei loro gesti.</p>
<p>È venuto alla luce qualcosa che è esprimibile con difficoltà: il nostro vero essere, quello che sta all'&#8221;altro lato&#8221; della coscienza, quello &#8220;smar­rito&#8221;.</p>
<p>Le pagine di <em>Non me lo ricordo </em>sono istanta­nee che trascendono il tempo, tanto da impedir­gli di portarsi via chi &#8211; da quel flusso &#8211; pare esse­re avulso. Solo dal tempo? Davvero avulso? Solo loro? Loro chi?</p>
<p>È un universo caotico quello che porta alla luce questo libro, ma non impedisce che una forza oscura e segreta, dotata di complicità indi­cibili e indivisibili, si venga a creare tra follia e normalità. Fino a imporre un nuovo diritto, l&#8217;amore.</p>
<p>Ecco il senso di questo continuo dare e rice­vere tra terapeuta e paziente nelle pagine di <em>Non me lo ricordo.</em></p>
<p>Ecco il vero banco di prova per quel lungo «colloquio che noi siamo».</p>
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