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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Graziano Valent&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Graziano Valent&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Il dissenso</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-dissenso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 11:37:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Viviamo un tempo di “crisi dei fondamenti”: progresso, realtà, verità, umanità. Eppure questo è anche il tempo di tanti fondamentalismi, non solo religiosi. Il tema del dissenso va allora posto proprio qui: crisi dei fondamenti e odierni fondamentalismi. Il dissentire &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-dissenso">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo un tempo di “crisi dei fondamenti”: progresso, realtà, verità, umanità. Eppure questo è anche il tempo di tanti fondamentalismi, non solo religiosi. Il tema del dissenso va allora posto proprio qui: crisi dei fondamenti e odierni fondamentalismi.<br />
Il dissentire ha a che fare con il senso e con quanto indica il prefisso <em>dis-</em>. Dissesto, esser fuori sesto, vivere un tempo disturbato: “out of joint”, come in Amleto, come una spalla che va fuori posto, disarticolata.<br />
Ma è anche il disagio che proviamo in un tempo, come il nostro, di mille indignazioni quotidiane a invito; disagio di fronte a un “dissenso” che più prolifera e più rende irriconoscibile ciò contro cui viene rivolto. Si è come davanti a un dissenso, ogni volta di più, depotenziato.<br />
È in definitiva davanti a questa presenza ipertrofica, a questo disinnesco e dispositivo di neutralizzazione del dissentire che proviamo quel disagio.<br />
Il dis-senso è allora il senso stesso del pensiero critico. Esperienza vissuta di dissidio ed esercizio del dubbio, costante vigilanza e indisponibilità verso ogni potere e dogma. Soprattutto in tempi di crisi, di fondamentalismi, di conformistica volontà di piacere (<em>politically correct</em>, la conta di <em>like</em> e <em>followers</em>) e ricerca del consenso, il dissenso va inteso come la postura stessa del pensiero critico, doppio sguardo e visione indiretta del reale, capace di sostenere l’attrito del presente.<br />
Insomma, si può dire tutto finché non si dica qualcosa che non si possa dire. Però bisogna pur avere qualcosa da dire che non si possa dire: la vera difficoltà sta forse nel fatto che oggi tutti possono parlare perché non hanno niente da dire che sia davvero intollerabile?<br />
A questa domanda cercano di rispondere i saggi raccolti in questo libro.</p>
<p>Saggi di:<br />
Antonio Cipriani<br />
Roberto Cossu<br />
Ru˚žena Hálová<br />
Nicola Magliulo<br />
Margherita Platania<br />
Lucio Saviani<br />
Carla Stroppa<br />
<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Graziano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span><br />
Maria Rosa Tinti<br />
Domenico Zampaglione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Verità e esperienza</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=verita-e-esperienza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 16:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Italo Valent]]></category>
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					<description><![CDATA[Appena trentenne, Italo Valent saluta il suo ingresso sulla scena filosofica italiana mandando in stampa una monografia dedicata al pensiero di David Hume. L’opera è raccolta nel volume insieme con altri saggi rivolti a insigni filosofi dell’età moderna. Cimentandosi con &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=verita-e-esperienza">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Appena trentenne, Italo <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span> saluta il suo ingresso sulla scena filosofica italiana mandando in stampa una monografia dedicata al pensiero di David Hume. L’opera è raccolta nel volume insieme con altri saggi rivolti a insigni filosofi dell’età moderna. Cimentandosi con la ricca produzione humiana (e non solo), <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span> restituisce intatto nelle mani dei lettori il dilemma che ha scosso la modernità: l’impossibilità di anelare a qualche certezza quanto all’umano, neppure accettando il dubbio metodologico e procedendo da esso, neppure ricercando le strutture elementari ed empiriche del nostro conoscere. Se la nuova scienza galileiana mostrava una via sperimentale e matematica, di epocale portata per la conoscenza della natura, la scienza dell’uomo restava oscura, contraddittoria, lacerata dalla tentazione di rifugiarsi in una ragione tanto formale quanto sterile, o di prendere per dimostrazioni associazioni di idee dalla incerta tenuta argomentativa.<br />
Al contrario, secondo <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span>, in Hume la critica sferzante al razionalismo dogmatico si combina con il tentativo di salvare la ragione, scavandone la connessione profonda con l’esperienza. Ecco profilarsi, in nuce, quel percorso che anni dopo condurrà l’autore ai margini impensati e trascurati della filosofia di Emanuele Severino, il grande maestro con il quale mai verrà meno il confronto. Nel vortice dell’esperire non si trovano solo le differenze dei sensi, della temporalità, delle strutture relazionali dei fenomeni, ma si è toccati dallo scarto dell’alterità, dalla negazione come disconoscimento, esclusione e annientamento. È così che il giovane <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span> getta le basi per i suoi lavori maturi, lasciando interagire Hume con Hegel e Severino, e mostrando una “modernità” nient’affatto superata ma ancora tutta da realizzare.<br />
<em>Romano Màdera</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ancora e sempre. Saggio su Wittgenstein</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=ancora-e-sempre-saggio-su-wittgenstein</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 18:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere di Italo Valent]]></category>
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					<description><![CDATA[“Ancora e sempre suona come il motto araldico di un’impresa pervicace, paziente ed ostinata”. Così Andrea Tagliapietra introduce lo scavo dialettico che Italo Valent compie nell’opera di Wittgenstein. La formula, meditatamente aforistica, è la chiave con cui il filosofo esplora &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=ancora-e-sempre-saggio-su-wittgenstein">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Ancora e sempre</em> suona come il motto araldico di un’impresa pervicace, paziente ed ostinata”. Così Andrea Tagliapietra introduce lo scavo dialettico che Italo <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span> compie nell’opera di Wittgenstein. La formula, meditatamente aforistica, è la chiave con cui il filosofo esplora i temi wittgensteiniani a livello sia del metodo che dello stile; è anche, nella sua natura avverbiale ed endiadica – dove il sempre depotenzia la piega dell’ancora, ma l’ancora inquieta la continuità del sempre – la modulazione di una pratica di pensiero che esprime il lavoro svolto dall’autore sui testi di Wittgenstein e, insieme, la forma singolare della sua scrittura filosofica, dove l’aforisma mostra proprio quell’esuberanza del pensare sul dire da cui muove l’impresa della filosofia.<br />
Ecco che l’itinerario attraverso quello che <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span> chiama lo <em>stile speculativo</em> di Wittgenstein permette di riconoscere l’attività in cui consiste la filosofia: dal combattimento con il linguaggio che compendia contenuto, metodo e stile della filosofia wittgensteiniana emerge l’autonomia del pensiero rispetto alla volontà di comunicazione, alle prestazioni sociali del discorso e alle regole della logica. Si rivela così l’originaria atopìa del filosofo, la sua collocazione tattica fuori luogo rispetto ai ruoli della società, alle etichette della cultura e agli effetti delle pratiche dei discorsi e dei saperi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quaderno Rosso</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=quaderno-rosso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2017 09:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[Quest’ultimo volume della collana Quaderni di Orzinuovi, dedicato idealmente al “piccolo libro rosso” di Franco Basaglia, raccoglie alcuni dei momenti più pregnanti di un dialogo durato vent’anni tra alcuni degli interpreti più originali del pensiero filosofico e della prassi psichiatrica &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=quaderno-rosso">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quest’ultimo volume della collana <em>Quaderni di Orzinuovi</em>, dedicato idealmente al “piccolo libro rosso” di Franco Basaglia, raccoglie alcuni dei momenti più pregnanti di un dialogo durato vent’anni tra alcuni degli interpreti più originali del pensiero filosofico e della prassi psichiatrica del nostro tempo, da Severino a Piro, da Galimberti a Borgna, da Natoli a Giannichedda, da <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span> a Marzi e altri. Con l’ambizione di tenere insieme buone pratiche di cura, riflessioni teoriche e proposte di ricerca.</p>
<p>Per una psichiatria pubblica e territoriale fare salute mentale significa al contempo agire nel rispetto delle soggettività, proporsi la tutela e la promozione di diritti e doveri nei singoli e nelle comunità e, con umiltà e dedizione, sapersi misurare con l’universalità delle espressioni della sofferenza mentale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sophón</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=sophon</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 09:21:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[«Il vero signore della filosofia, la sua causa e il suo fine, non è il filosofo, che pure è al maschile, bensì qualcosa di neutro: ciò che è saggio senza qualifiche limitative perché è saputo oggettivamente e non soggettivamente. Il &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=sophon">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Il vero signore della filosofia, la sua causa e il suo fine, non è il filosofo, che pure è al maschile, bensì qualcosa di neutro: ciò che è saggio senza qualifiche limitative perché è saputo oggettivamente e non soggettivamente. Il <em>sophón</em>, come diceva Socrate». Con queste parole Italo <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span> apre lo spazio della filosofia alla trama dialettica di un pensiero trasfigurato, “neutro”, alla sincerità enigmatica di un discorso che si fa riflesso – <em>speculazione</em> – della realtà con i suoi eterni enigmi.<br />
Psiche, Relazione, Senso e Nonsenso, Nulla, Sogno, Destino, Desiderio, Dolore, Morte, Follia… Toccare queste categorie universali dell’umano, tratteggiarne la figura e scoprirne l’intima essenza, significa parlare dell’anima e all’anima.<br />
La costruzione di questo libro di aforismi – ricavato da <em>Panta διαpánton</em>, volume in cui si raccoglie il lavoro di Italo <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span> sul tema della follia e della relazione di cura – è l’esito di un procedimento di astrazioni, grazie al quale alcune parti del testo sono state “tratte via”, separate e poi ricomposte, seguendo un ordine dato dagli argomenti di cui esse “danno un segno”.<br />
<em>Sophón</em> mostra il corpo della scrittura filosofica di Italo <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span> con un taglio di luce che dà risalto alla intrinseca potenzialità del linguaggio, dove il frammento è specchio dell’intero: in ogni aforisma si annuncia l’eternità dell’anima, in ogni soffio dell’anima si esprime la circolarità inesauribile della vita.</p>
<p style="text-align: right;"><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Graziano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Esercitazioni sulla follia</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=esercitazioni-sulla-follia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 15:49:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[È possibile delineare un modo della cura che sia all’altezza dei mondi della follia, che per sua natura scardina tutto ciò che è positivo, lineare, logico? Gli autori di queste pagine propongono di guardare alle contraddizioni della follia come a &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=esercitazioni-sulla-follia">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="left">È possibile delineare un modo della cura che sia all’altezza dei mondi della follia, che per sua natura scardina tutto ciò che è positivo, lineare, logico?</p>
<p align="left">Gli autori di queste pagine propongono di guardare alle contraddizioni della follia come a figure essenziali dell’umano e di misurarsi nel rapporto terapeutico con chi sfida i confini predefiniti del senso facendosi guidare dalla dialettica. <span id="more-2308"></span>Vengono qui declinati nell’orizzonte della psichiatria i temi della ricerca filosofica di Italo <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span> sulla “ontologia del remoto, dell’avverso-diverso, dell’improbabile, dell’anonimo, del folle, di tutto ciò che si ritiene minore nella sua capacità di realtà”. Si tratta di argomenti sui significati della follia e della relazione di cura elaborati in varie occasioni: conferenze, lezioni, seminari, conversazioni private. Per la consapevolezza della cospicua sfumatura didattica che le caratterizza e per il gusto di segnare tracce nel fitto del bosco piuttosto che di tagliarlo con una strada, amano presentarsi con il titolo di <em>Esercitazioni sulla follia. L’approccio dialettico-relazionale in psichiatria</em>.</p>
<p align="left">Si può ritrovare un filo rosso goethiano che segnala una <em>certa</em> appartenenza tra l’azione rivoluzionaria di Franco Basaglia e il pensiero dialettico di Italo <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span>. Un primo indizio della affinità elettiva che lega l’etica del filosofo alla <em>concreta</em> utopia basagliana si riconosce in queste sue parole: «Piena realizzazione di un’etica della follia sarebbe il passaggio dalla liberazione <em>dalla</em> follia alla liberazione <em>della</em> follia: cioè il passaggio dalla cura alla condivisione, dalla restrizione e separazione della follia al suo pieno diritto di cittadinanza».</p>
<p align="left">Se ogni movimento liberatorio della follia si radica nel terreno della <em>necessità</em> della relazione interumana, allora si apre uno scenario dove la relazione è lo sfondo primigenio, è il grembo in cui si costituiscono le singole determinazioni del reale: essere in relazione non significa essere un soggetto a sé che si incontra con un altro soggetto a sé e da lì si genera qualcosa; o meglio, questo modo di affrontarsi si radica in un senso più originario in cui non è possibile una relazione se non per mezzo di una differenza. Quella differenza che, nel rapporto con il folle, può diventare anche conflitto, opposizione che proprio escludendo lega, perché essere opposti è come essere legati da un elastico che ci tiene tesi, lontani ma uniti. Di fronte al folle che si scontra, resiste o si nega, si apre così lo spazio dialettico della cura.</p>
<p align="left">Prendendo corpo in una pratica territoriale audace e responsabile, l’approccio dialettico-relazionale mostra l’unità di ragione-sragione, identità-differenza, soggetto-oggetto, parte-tutto, senso-nonsenso, e insieme indica il modo di accogliere il folle nel segno della possibilità.</p>
<p align="left">                                                                                                                           <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Graziano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Viva Basaglia!</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=viva-basaglia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il bisogno di una nuova «scienza» e di una nuova «teoria» si inserisce in quello che impropriamente viene definito «vuoto ideologico» e che, in realtà, è il momento felice in cui si potrebbe incominciare ad affrontare i problemi in modo &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=viva-basaglia">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il bisogno di una nuova </em><em>«</em><em>scienza</em><em>»</em><em> e di una nuova </em><em>«</em><em>teoria</em><em>»</em><em> si inserisce in quello che impropriamente viene definito </em><em>«</em><em>vuoto ideologico</em><em>»</em><em> e che, in realt</em><em>à</em><em>, </em><em>è</em><em> il momento felice in cui si potrebbe incominciare ad affrontare i problemi in modo diverso. <span id="more-1020"></span>Momento felice in cui, disarmati come siamo, privi di strumenti che non siano un&#8217;esplicita difesa nostra di fronte all&#8217;angoscia e alla sofferenza, siamo costretti a rapportarci con questa angoscia e questa sofferenza senza aggettivarle automaticamente negli schemi della </em><em>«</em><em>malattia</em><em>»</em><em>, e senza disporre ancora di un nuovo codice interpretativo che ricreerebbe l&#8217;antica distanza fra chi comprende e chi ignora, fra chi soffre e chi assiste. </em><em>È</em><em> solo in questo incontro diretto, senza la mediazione della malattia e della sua interpretazione, che pu</em><em>ò</em><em> emergere la soggettivit</em><em>à</em><em> di chi soffre di disturbi psichici: soggettivit</em><em>à </em><em>che pu</em><em>ò</em><em> affiorare solo in un rapporto che, uscito finalmente dalle categorie aggettivanti della psichiatria positivistica il cui risultato pi</em><em>ù</em><em> concreto </em><em>è</em><em> stato il manicomio, riesca a non rinchiudere in una ulteriore aggettivazione l&#8217;esperienza abnorme, conservandola legata e strettamente connessa alla storia individuale e sociale.</em></p>
<p align="right"><em>Franco Basaglia</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Due racconti dal sottosuolo</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=due-racconti-dal-sottosuolo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:15:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[Si tratta di due storie di vita, due storie di follia, raccontate da un biografo che si fa medio della riflessione dell&#8217;istituzione di cura su se stessa. Un autoaggiramento, un prendersi alle spalle, per quel che si può. Siamo ancora &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=due-racconti-dal-sottosuolo">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di due storie di vita, due storie di follia, raccontate da un biografo che si fa medio della riflessione dell&#8217;istituzione di cura su se stessa. Un autoaggiramento, un prendersi alle spalle, per quel che si può.</p>
<p><span id="more-1019"></span>Siamo ancora sprovveduti, e forse lo rimarremo, di fronte al malesse­re e al male, ma proprio questo esige una quotidiana determinazio­ne a cercare vie inesplorate. I rac­conti di Adriano e di Guido ci ricordano la profonda solitudine &#8211; ma anche la titanica pervicacia &#8211; che segna da dentro e da fuori gli esclusi, o meglio, alcuni esclusi per i quali una metafora possibile potrebbe essere quella della malat­tia autoimmune del loro psichismo. Ecco allora il recupero delle storie difficili. La narrazione bio­grafica cerca di valorizzare ogni forma di esperienza e di rintrac­ciarne il senso implicito, accoglien­do perciò ogni forma di vita e allar­gando le maglie del senso. Essa offre al singolo la possibilità di comprendersi seguendo quell&#8217;uni­ca autorità rappresentata dall&#8217;alterità che incontra in se stesso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La ferita del Centauro</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-ferita-del-centauro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[La figura mitica di Chirone, il centauro che curando le ferite altrui cura la propria, ingua­ribile ferita, significa l&#8217;ineludibile presenza della lacerazione nella vita: solo la separazio­ne consente che la relazione si esprima in tutta la sua complessa potenzialità. Se &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-ferita-del-centauro">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La figura mitica di Chirone, il centauro che curando le ferite altrui cura la propria, ingua­ribile ferita, significa l&#8217;ineludibile presenza della lacerazione nella vita: solo la separazio­ne consente che la relazione si esprima in tutta la sua complessa potenzialità. <span id="more-1018"></span>Se la follia è una ferita sempre aperta nel corpo sociale, la relazione con il folle &#8211; <em>la rela­zione che cura &#8211; </em>non può essere il semplice recupero dell&#8217;unità del soggetto, il ragionevo­le superamento delle sue contraddizioni. In questi dialoghi, in cui si incrociano catego­rie filosofiche e prospettive psichiatriche, il punto di partenza è l&#8217;impossibilità del non­senso. Nel grembo del senso l&#8217;unità profonda &#8211; la relazione &#8211; compare come il <em>terzo, </em>come ciò che, pur rendendo ragione di ogni legame, di ogni tensione che attraversa l&#8217;esistenza, è destinato a farsi legare nel gioco delle diffe­renze.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come un fotoromanzo</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=come-un-fotoromanzo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quaderni di Orzinuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;immagine di sé, quella restituita da uno spec­chio come dallo scatto di un otturatore, è sem­pre affare di Narciso, di colui il quale, rimiran­dosi, vive un soprassalto di coscienza, fa un passo in là (forse decisivo) nel cammino della propria &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=come-un-fotoromanzo">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;immagine di sé, quella restituita da uno spec­chio come dallo scatto di un otturatore, è sem­pre affare di Narciso, di colui il quale, rimiran­dosi, vive un soprassalto di coscienza, fa un passo in là (forse decisivo) nel cammino della propria stessa conoscenza, <em>si </em>vede come mai prima era arrivato a vedere. (Sergio Vitale)</p>
<p><span id="more-1017"></span>Le vie che si sono dipartite dalla vecchia psico­patologia dell&#8217;espressione sono vie dell&#8217;ulteriorità, quelle che deve percorrere nella &#8220;cura&#8221; degli altri chi dell&#8217;accadere del mondo ha una visione complessiva, solidale, partecipe, asseritrice incondizionata di diritti. (Sergio Piro)</p>
<p>La realizzazione di un fotoromanzo può essere la simulazione sperimentale di un&#8217;esistenza folle, cioè vincolata a una possibile diversità-ambigui­tà, che tuttavia risulta forzata e piegata all&#8217;identità-univocità della normalità. Si produce, così, un doppio effetto: il fotoromanzo cura la follia dalla sua ostinazione (realistica!) nell&#8217;opposizio­ne alla realtà; e, parimenti, cura la cura della fol­lia dalla sua ostinazione nella rieducazione alla realtà, nell&#8217;assimilazione del possibile al reale. (Italo <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Valent</span>)</p>
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