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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Cuozzo, Gianluca&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Cuozzo, Gianluca&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>La filosofia che serve</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-filosofia-che-serve</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 11:14:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo urgente necessità di una filosofia che serve, in grado di guidare l’Uomo e sostituire la filosofia che non solo non serve, ma forse fa pure danno. La scienza su questo punto non ha più dubbi; la crisi ambientale è &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-filosofia-che-serve">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo urgente necessità di una filosofia che serve, in grado di guidare l’Uomo e sostituire la filosofia che non solo non serve, ma forse fa pure danno. La scienza su questo punto non ha più dubbi; la crisi ambientale è identificata in modo certo e drammatico, oggetto di milioni di articoli scientifici, rapporti di organizzazioni internazionali e accorati nonché frustrati appelli di ampi settori della comunità scientifica che invocano quello “squillo che spaventa” di Benjamin, tale da indurci a ricercare un nuovo “paradigma realista dell’azione” per la prevenzione dal collasso della società. Sono convinto che queste pagine non siano una passeggiata semplice per chi è al di fuori di questi paesaggi. Ma sono così compatte, così piene nella loro constatazione della corruzione del presente, che rappresentano un principio fondatore per ulteriori e spero insistenti approfondimenti “filosofici” da iniettare quanto prima possibile nella società e nella politica. Non è più tempo di massimizzare i profitti, bensì è ora di minimizzare i danni – una semplice, lampante filosofia che serve.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dalla prefazione di Luca Mercalli</em></p>
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		<title>Utopia e realtà</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=utopia-e-realta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 10:06:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Come conciliare melancolia e utopia con il realismo? Molti stupidi, o ingenui, o magari in malafede, pensano che il realismo escluda l’utopia, e che consista nell’accettazione della realtà. Ma ovviamente (e questo libro ne è una prova esemplare) non è &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=utopia-e-realta">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come conciliare melancolia e utopia con il realismo? Molti stupidi, o ingenui, o magari in malafede, pensano che il realismo escluda l’utopia, e che consista nell’accettazione della realtà. Ma ovviamente (e questo libro ne è una prova esemplare) non è così. Essere realisti significa voler conoscere il mondo così come è, per poterlo cambiare, e renderlo il più vicino possibile alle utopie e ai desideri. Non si vede altro modo per cambiare. Conoscere l’attrito del reale, la difficoltà dei mutamenti, e soprattutto la straordinaria debolezza umana, è la sola maniera per poter trasformare il mondo. Dire, invece, “Yes, we can” è un modo per mettersi l’anima in pace, o meglio per convincere gli altri di qualcosa di cui non siamo convinti noi stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Di qui l’antropologia negativa che costituisce il centro più vero e profondo del libro di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Cuozzo</span>. Il peggiore utopista, l’utopista che illude e basta, è quello che proclama che “l’uomo è nato libero, ma è dappertutto in catene”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma proprio partendo di qui l’uomo può migliorarsi, anzitutto rimediando alle proprie insufficienze. L’uomo è l’animale malato. E l’immensa produttività della tecnica, così come l’immensa attrattività degli oggetti che produce, e l’immane quantità di scorie e rifiuti che vengono generati da questo processo, sono il frutto di questa malattia.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dalla prefazione di Maurizio Ferraris</em></p>
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		<item>
		<title>Jung al cinema</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=jung-al-cinema</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 14:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[L'ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=jung-al-cinema">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea.<br />
Grazie all’ingresso in redazione dell’A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca sulla Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.<span id="more-2311"></span></p>
<p>Volume I: Gennaio 2013</p>
<p><strong>Picnic di fantasmi a Fregene.</strong><br />
<em>Giulietta degli spiriti</em> <strong>di F. Fellini</strong><br />
Augusto Romano e Ferruccio Vigna</p>
<p><strong>Sabina Spielrein: attraversamenti di confine</strong><br />
Alberto Favole</p>
<p><strong>I, Too, Was Once a Human Being</strong><br />
Francesca Zizzi</p>
<p><strong>Scrivendo</strong> <em>Prendimi l’anima</em><br />
<strong>– L’Ombra e il tradimento –</strong><br />
Alessandro Defilippi</p>
<p><strong>A proposito di</strong><em> Prendimi l’anima</em><br />
<strong>di Roberto Faenza</strong><br />
Lella Ravasi</p>
<p><strong>The Dangerous Method</strong><br />
Clementina Pavoni</p>
<p><strong>Il Maschile nel cinema di David Cronenberg:</strong><br />
<em>A History of Violence e Eastern Promises</em><br />
Davide Favero</p>
<p><strong>La Russia di Sabina Spielrein</strong><br />
Roberto Salizzoni</p>
<p><strong>Città spazzatura e natura selvaggia in J.G. Ballard: un’inquietante favola postmoderna</strong><br />
<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Gianluca</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Cuozzo</span></p>
<p><strong>Le parole sono virus:</strong> <em>A Dangerous Method</em><br />
Mario Riberi</p>
<p><strong>Jung e il cinema</strong><br />
Francesco Capra</p>
<p><strong>“You can’t get off the track the City lays for you”:</strong><br />
<strong>lo spazio urbano tra modernità e alienazione</strong><br />
<strong> in </strong><em>Jazz</em><strong> di Toni Morrison</strong><br />
Simona Porro</p>
<p><strong>Genio e nevrosi on film:</strong> <em>Amadeus</em><strong> di Miloš Forman</strong> e <em>The Music Lover</em> <strong>di Ken Russell</strong><br />
Roberta Bussa</p>
<p><strong>Recensione:</strong> <em>La falena e la fiamma</em><br />
Camilla Vangelisti</p>
<p><strong>Recensione:</strong> <em>Psyche and the Arts</em><br />
Michele Di Bartolo</p>
<p><strong>Recensione:</strong> <em>Utopia e femminismo</em><br />
Andrea Schellino</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Filosofia delle cose ultime</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=filosofia-delle-cose-ultime</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 13:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[La nostra è una società dedita non al benessere comune ma al denaro e al tornaconto personale. È lo specchio della frantumabilità della condizione umana quando questa si vota unicamente al raggiungimento del benessere materiale. Siamo liberi, ci assicurano, ma &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=filosofia-delle-cose-ultime">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra è una società dedita non al benessere comune ma al denaro e al tornaconto personale. È lo specchio della frantumabilità della condizione umana quando questa si vota unicamente al raggiungimento del benessere materiale. Siamo liberi, ci assicurano, ma al tempo stesso prigionieri dell’angusta cella delle nostre ambizioni, alle quali siamo sempre pronti a sacrificare la nostra anima. <span id="more-2304"></span>Tutti vediamo quanto l’uomo d’oggi sia abile nell’innalzare capannoni industriali, ma poco incline a edificare un luogo di culto o una scuola. Si è così aperta una frattura fra l’homo faber e l’homo sapiens, fra ciò che l’uomo può fare e la sua capacità di valutare ciò che è ragionevole fare. In realtà la tecnica ci ha convinti che l’uomo naturale sia difettoso, e che i problemi che egli deve affrontare per orientarsi con successo nella vita possano essere risolti da macchine sempre più sofisticate. La libertà umana, lungi dall’aderire alle aree di sconfinata interiorità che ci costituiscono, sembra spingere verso il consumo, verso lo sfruttamento dell’uomo sulla terra, oltre che dell’uomo sull’uomo; verso la dilapidazione delle risorse ambientali. Cose desuete, rottami e spazzatura. «La filosofia ha il compito di assumere come proprio oggetto d’indagine anche questa realtà imbarazzante e pervasiva» scrive <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Gianluca</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Cuozzo</span>. Da tale considerazione nasce Filosofia delle cose ultime. L’intento è dichiarato: dissolvere quell’aura di sogno di cui si ammanta la società dei consumi con il suo fallace benessere materiale e ripensare il mondo delle macchine a partire dagli scarti del processo produttivo.</p>
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