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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Claudio Magris&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Claudio Magris&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>I sonetti a Orfeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2014 07:41:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[I Sonetti a Orfeo di Rilke possono essere descritti come il più visionario annuncio fatto al mondo del potere taumaturgico della musica per gli esseri umani: una musica intesa sia in senso letterale sia cosmico, un dono divino capace di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=i-sonetti-a-orfeo">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I Sonetti a Orfeo</em> di Rilke possono essere descritti come il più visionario annuncio fatto al mondo del potere taumaturgico della musica per gli esseri umani: una musica intesa sia in senso letterale sia cosmico, un dono divino capace di ammansire e addomesticare la “bestialità” degli uomini.</p>
<p>Rendere quanto più possibile la musicalità dei <em>Sonetti</em> rilkiani, pur rispettandone il senso originale, è una delle rare traduzioni &#8211; in italiano &#8211; in rima e verso, unica nell&#8217;ultimo ventennio.</p>
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		<title>La prova dell&#8217;anima</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-prova-dellanima</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2012 08:34:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Prefazione di Claudio Magris &#160; La spiaggia è un paesaggio particolarissimo: per lunghi secoli è stata considerata luogo insalubre, su cui il mare gettava i suoi rifiuti, e pericoloso, perché dal mare venivano le invasioni e i saccheggi. Solo col &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-prova-dellanima">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Prefazione di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Claudio</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Magris</span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>La spiaggia è un paesaggio particolarissimo: per lunghi secoli è stata considerata luogo insalubre, su cui il mare gettava i suoi rifiuti, e pericoloso, perché dal mare venivano le invasioni e i saccheggi. Solo col Settecento essa diventa uno spazio destinato a un progressivo processo di colonizzazione, tornando lentamente ai fasti di cui aveva già goduto in epoca romana. Una volta riaffermato il valore balsamico dell’aria salmastra e quello terapeutico dei bagni di mare, l’aristocrazia prima e la borghesia poi ripopolarono porzioni sempre più ampie di litorale. La riconquista della spiaggia non ha però solo un valore sociale, perché dal momento in cui se ne impossessa la letteratura acquista anche un profondo valore simbolico. Nella narrativa di alcuni scrittori borghesi, da Thomas Mann a Moravia, la spiaggia diventa allora uno spazio di confine tra due mondi tipologicamente diversi e metaforicamente impegnati in una lotta durissima per la conquista dell’animo umano. Se la realtà urbana è sinonimo di un ordine gerarchizzato garantito da rigide norme morali, quella del mare è immagine dell’anarchia, è il luogo nel quale l’individuo ‘civilizzato’ può spogliarsi di tutti gli obblighi verso la società per perdersi nel flusso indistinto ma potente della vita e abbandonarsi a una dimensione di assoluta libertà che, tuttavia, qualche volta ha come contropartita l’oblio e la morte. È allora sulla sottile linea che divide la terra dal mare che si svolgono i drammi dei protagonisti dei romanzi presi in esame in questo volume. Le loro vicende possono avere esiti diversissimi, portandoli a una reale maturazione interiore, oppure costringendoli a rinunciare a una parte importante di se stessi, o ancora, ed è il caso di Gustav von Aschenbach e di Giorgio Aurispa, trascinandoli nella tragedia.</p>
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		<title>Ambiguità</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=ambiguita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:37:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atti Monografie Cataloghi]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ambiguità, in quasi tutte le sue manifestazioni, è colle­gata al significato, quindi al pari di questo è difficile da racchiudere in una definizione. Tuttavia nella prassi comunicativa si osserva una convergenza verso un significato comune ai parlanti, per cui l&#8217;oggetto &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=ambiguita">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;ambiguit</em><em>à, in quasi tutte le sue manifestazioni, è colle­gata al significato, quindi al pari di questo è difficile da racchiudere in una definizione. Tuttavia nella prassi comunicativa si osserva una convergenza verso un significato comune ai parlanti, per cui l&#8217;oggetto del discorso diviene progressivamente abbastanza condiviso e consen­te un&#8217;intesa comunicativa (e anche pragmatica). Talora invece, per diversi ordini di motivi, questa convergenza non ha luogo e in questi casi si può dire che la situazio­ne è ambigua.</em></p>
<p><em><span id="more-1029"></span>L&#8217;ambiguit</em><em>à ha spesso a che fare con l&#8217;interpretazione (semantica) di una situazione o messaggio da parte di un osservatore o destinatario. Dunque l&#8217;ambiguità non è intrinseca alla situazione o al messaggio, ma è relativa all&#8217;osservatore. Riguarda il rapporto tra situazione e osservatore o tra messaggio e destinatario. [&#8230;]</em></p>
<p><em>Nel linguaggio scientifico si cerca di rimuovere al massi­mo l&#8217;ambiguit</em><em>à. Poiché si privilegia la comunicazione rispetto all&#8217;espressione, si vuole trasmettere in modo uni­voco il contenuto. Ci si adegua insomma ai criteri di intercomunicabilità, ripetibilità eccetera dell&#8217;esperienza scientifica. A questo fine si costruiscono addirittura linguaggi formalizzati più o meno artificiali. In particola­re il linguaggio logico-matematico mira a una rimozio­ne totale di ambiguità, anche se quest&#8217;aspirazione può essere attuata solo in parte, dato che non è possibile reci­dere del tutto il legame tra il linguaggio specializzato e il linguaggio ordinario, che funge da metalinguaggio. All&#8217;opposto, nel linguaggio narrativo, e ancora più nel linguaggio della poesia, l&#8217;ambiguità ha una funzione importante, poiché serve a moltiplicare i significati, le metafore, le allusioni implicite ed esplicite. Qui l&#8217;ambiguità contribuisce al valore estetico dell&#8217;opera consenten­done una pluralità di interpretazioni, nessuna delle quali a priori può arrogarsi il titolo di unica corretta. Naturalmente l&#8217;introduzione di ambiguità in un&#8217;opera letteraria (o la sua non rimozione) può essere effetto di una volontà e di un piano precisi oppure di un&#8217;operazio­ne più o meno inconsapevole: i risultati possono avere valore estetico-artistico diverso nei due casi. A questo proposito si osservi che essendo l&#8217;opera lettera­ria (o figurativa) in sé conclusa, non esiste la possibilità di scartare certe interpretazioni a favore di altre grazie a un &#8220;prolungamento&#8221; come invece avviene nel caso della successione numerica infinita sopra accennata. Da ciò una sorta di &#8220;impossibilità di principio&#8221; di un&#8217;interpretazione critica unica, corretta e definitiva di un&#8217;ope­ra artistica o letteraria.</em></p>
<p><em>Un elemento che sembra contraddistinguere in generale la maggior parte degli interventi </em><em>è costituito dalla tendenza a connotare positivamente l&#8217;ambiguità, a conside­rarla </em>— <em>e non solo nell&#8217;ambito letterario ed artistico, ma in tutti i settori, anche in quelli delle scienze esatte</em> —  <em>un valore, un arricchimento. Ciò indica fra l&#8217;altro che in genere gli interventi non si sono limitati ad una descrizione neutra e avalutativa dell&#8217;ambiguità stessa, bensì ne hanno dato, nelle forme e secondo le competen­ze specifiche, pure un giudizio di valore.</em></p>
<p><em>La valutazione positiva dell&#8217;ambiguit</em><em>à rientra forse nella propensione, radicata nella cultura occidentale contemporanea </em>— <em>sì da costituirne un aspetto essenziale</em> —  <em>a scoprire in genere la funzione vitale e necessaria della negazione, dell&#8217;assenza, a contestare e a rifiutare ogni ideale troppo preciso di ordine e di compattezza monolitica, ogni positività. In numerose relazioni l&#8217;am­biguità appare infatti una caratteristica fondamentale della vita e dell&#8217;esperienza, non già da rifiutare o da correggere, bensì piuttosto da difendere da ogni livella­mento e da ogni omogeneizzazione, da ogni imperioso ideale &#8220;forte&#8221; e da ogni immagine univocamente positiva dell&#8217;uomo.</em></p>
<p><em>Essenziale, per l&#8217;ambiguit</em><em>à, è risultata, nella maggior parte delle relazioni, l&#8217;intersezione di piani diversi. Essa è apparsa talvolta quale compresenza di elementi sem­plicemente eterogenei, talvolta </em>— <em>anzi più spesso o più significativamente </em>— <em>quale compresenza di elementi contraddittori, che instaurano un autodiscordia (p.es. la coesistenza, nello stesso individuo, di bontà o cattiveria, o di amore e odio per la stessa persona). Un altro accento è stato posto sulla polisemia, sull&#8217;alone di significati, secondo una prospettiva avversa sì ad ogni trionfalismo della comunicazione e rivolta ad accentuare la raggerà estremamente vasta dell&#8217;interpretazione, ma sempre cir­coscrivendola rigorosamente entro i suoi limiti, ampi ma definiti, nel rifiuto di ogni vaghezza indeterminata e di ogni ambiguità ermeneutica.</em></p>
<p><em>Altro elemento ricorrente in queste giornate </em><em>è stata la domanda se l&#8217;ambiguità sussista nella teoria oppure si trovi in natura oppure, ancora, se esista e possa esistere soltanto nella persona, nella contraddittoria complessità dell&#8217;esistenza individuale; è specialmente a questo inter­rogativo che mi sembra sia legata la rivalutazione del­l&#8217;ambiguità quale vitale e creativa non-identità dell&#8217;in­dividuo con se stesso e quale allentamento, anch&#8217;esso creativo e liberatorio, di ogni struttura troppo rigida della personalità. Tendenza e valutazione che implicano l&#8217;idea secondo la quale il contrasto e le contraddizioni della vita andrebbero non già superati, ossia tolti ed eli­minati, bensì composti in una coesistenza armoniosa.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le città interiori</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=le-citta-interiori</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il castello di Atlante]]></category>
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					<description><![CDATA[Le città interiori, una planimetria di Trieste fatta di parole: uno specchio letterario per l&#8217;identità plurale di una città captata dall&#8217;immaginario di alcuni suoi scrittori di ieri e di oggi, nell&#8217;arco di un secolo. In un gioco di quadri e &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=le-citta-interiori">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <em>citt</em><em>à interiori, </em>una planimetria di Trieste fatta di parole: uno specchio letterario per l&#8217;identità plurale di una città captata dall&#8217;immaginario di alcuni suoi scrittori di ieri e di oggi, nell&#8217;arco di un secolo. In un gioco di quadri e di dissolvenze che si accavallano, dando il senso di un <em>collage </em>o di una scultura cubofuturista, con i suoi snodi e le sue strabilianti interconnessioni, si tracciano le coordinate di quell&#8217;epopea casalinga che ha fatto di questa città di frontiera un luogo ormai mitico per la storia letteraria italiana. Da questo caleidoscopio di <em>introcosmi </em>viene fuori il ritratto mosso e in perenne trasformazione<strong> </strong>di una Trieste composta in tante mappe sovrapponigli, arricchita e rivitalizzata dai suoi affascinanti e inconfondibili distretti letterari.</p>
<p><span id="more-869"></span>Un itinerario critico in due tempi e otto stazioni. Il primo tempo appartiene alla città di ieri: dall’«impero dell&#8217;immobilità» di Silvio Benco alla «città dalla scontrosa grazia» di Umberto Saba, alla «città degli eroi» di Giani Stuparich, fino al «calderone di sapore pantagruelico» di Bobi Bazlen, dal quale saltano fuori «tipi strani, avventurieri della cultura e della vita».</p>
<p>Il secondo tempo appartiene alla città di oggi, e sembra quasi che si parli d&#8217;altro: dal mare di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Claudio</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Magris</span> alla radura di Marisa Madieri, ai casamenti che affondano in terre friabili come rena di Fabio Doplicher, fino al controcanto burlesco di Roberto Dedenaro su una città anonima e moderna posta ai confini di mondi arcaici e feroci, devastati dalla guerra.</p>
<p>Al lettore sembra di entrare in una cartolina illustrata, nel suo limpido mondo racchiuso, ma egli finisce per scoprire che fra la città reale e le sue riproduzioni letterarie si è prodotta, nel tempo, una straordinaria osmosi, per cui l&#8217;una non può esistere senza il contributo dell&#8217;altra: due storie parallele si intrecciano e interagiscono, dando l&#8217;impressione che, per mantenere in vita un mito e una città, si impegni un&#8217;energia e una vitalità culturale sempre rinnovata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ricordo del presente</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-ricordo-del-presente</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:16:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Controtempo]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è una concezione del tempo come successione lineare di passato-presente-futuro; e una concezione, invece, che privilegia i salti, le rotture, i punti critici. In una stasi del presente, la memoria stabilisce contatti fulminei con il passato; sono momenti frammentari ma &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-ricordo-del-presente">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una concezione del tempo come successione lineare di passato-presente-futuro; e una concezione, invece, che privilegia i salti, le rotture, i punti critici. In una stasi del presente, la memoria stabilisce contatti fulminei con il passato; sono momenti frammentari ma privilegiati che ritornano, formando costellazioni significative con il pre­sente e aprendo nuove possibilità di futuro. <span id="more-804"></span>Questo pro­cesso costituisce il tempo di mezzo, un tempo di qualità inconsueta, sospeso fra il vecchio che scompare e il nuo­vo che subentra: una transizione a volte paurosa, spesso dolorosa, fra il nulla che rischia di inghiottire il passato e il vuoto da cui dovrebbe sorgere un orizzonte di senso ancora non visibile. In questa sospensione fluttuano im­magini interiori, riaffiorano episodi d&#8217;infanzia, si ripro­pongono alla riflessione le sconfitte della storia. Sulle tracce di Benjamin, Hölderlin, Proust, tempo e me­moria si offrono a una riflessione collettiva, attraverso le tensioni della filosofia e della storia, e le oscurità della vi­ta psichica individuale.</p>
<p>In continuità con l&#8217;esperienza passata, il volume affronta il tema da un duplice punto di vista: quello filosofico e storico e quello più propriamente analitico e psicologi­co. Al centro della riflessione sta la difficoltà a vivere a pieno il presente e la corporeità, in un&#8217;epoca che vede il trionfo del virtuale e la sempre più estesa artificialità del­la vita. È la memoria, sostengono gli autori, che può con­trastare questa perdita di senso.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Epica sull&#8217;acqua</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=epica-sullacqua</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Andar per storie]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo saggio &#8211; che unisce la precisione della ricostruzione culturale e il rigore del giu­dizio critico alla capacità epica di far rivivere atmosfere e personaggi dei testi interpretati -Ernestina Pellegrini affronta l&#8217;opera narrativa di Claudio Magris e, attraverso di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=epica-sullacqua">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo saggio &#8211; che unisce la precisione della ricostruzione culturale e il rigore del giu­dizio critico alla capacità epica di far rivivere atmosfere e personaggi dei testi interpretati -Ernestina Pellegrini affronta l&#8217;opera narrativa di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Claudio</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Magris</span> e, attraverso di essa, alcuni nodi essenziali del nostro tempo e della sua letteratura.</p>
<p><span id="more-731"></span>Ernestina Pellegrini rievoca e <em>analizza </em>l&#8217;uni­verso di uno dei più significativi scrittori con­temporanei &#8211; le sue storie di frontiera, le sue odissee di individui e popoli dimenticati, le sue figure errabonde, esiliate dalla vita e alla ricerca di un&#8217;impossibile Terra Promessa, i suoi grovigli di verità e ambiguità, i suoi per­sonaggi nascosti, le sue epifanie e i malintesi, i suoi mari, i suoi fiumi, i suoi interni mitteleu­ropei, i suoi intrecci di <em>pietas e </em>ironia, di grot­tesco e avventura.</p>
<p>La sua analisi è anche, forse soprattutto, occasione di fare i conti con i modi, i trucchi, gli struggimenti, gli scacchi, le maschere con cui la letteratura cerca di far fronte alla diffi­coltà di narrare il mondo.</p>
<p>Con uno stile asciutto e insieme avvolgente, denso di epifanie fulminee e capace di respiro disteso, il libro di Ernestina Pellegrini ha la vivacità e l&#8217;intensità delle cose che si stanno trasformando, svela il suo oggetto, cogliendo­lo da vicoli laterali, da scorciatoie imprevedi­bili, raccorci insospettati, in una serrata anali­si che giunge a scoperte originali ed è anche controcanto al testo analizzato. Una lucidità anche impietosa di giudizio e una congeniali­tà di tono confluiscono in una lettura pervasa dal senso della letteratura intesa quale viaggio, ardito e insieme precario, su un&#8217;acqua che è il fondale cedevole della vita e insieme il grande spazio di un&#8217;avventura improbabile e insieme appassionata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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