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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Bonnefoy, Yves&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Bonnefoy, Yves&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Il secolo di Baudelaire</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-secolo-di-baudelaire</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 14:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Settembre 2016 Nel XIX secolo nasce la poesia della modernità e Yves Bonnefoy ne traccia in questo libro il profilo. Lo delinea dialogando con i testi poetici di alcuni tra gli autori più significativi dell’Ottocento: da Poe a Baudelaire, da &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-secolo-di-baudelaire">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Settembre 2016</p>
<p style="text-align: justify;">Nel XIX secolo nasce la poesia della modernità e <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Yves</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Bonnefoy</span> ne traccia in questo libro il profilo. Lo delinea dialogando con i testi poetici di alcuni tra gli autori più significativi dell’Ottocento: da Poe a Baudelaire, da Mallarmé a Rimbaud, da Laforgue a Valéry, fino a Hofmannsthal.</p>
<p style="text-align: justify;">La grande innovazione di questi poeti consiste nell’aver compreso che la scomparsa del divino dai significati e dalle figure della struttura linguistica non può determinare che vada anche perduto il senso della trascendenza. Ecco perché nei loro testi mantengono vivi entrambi questi aspetti conferendo alla poesia una natura completamente nuova, assolutamente inedita: una natura in grado di connettere l’infinitezza all’esistenza ordinaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il compito al quale questi poeti non si sottraggono è di percepire nelle più semplici parole un residuo dell’originaria a-temporalità, dell’infanzia del mondo, quando l’invisibile era ancora visibile.</p>
<p style="text-align: justify;">«Quant’è difficile» esclama <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Bonnefoy</span> «condurre questa battaglia!». E non si può non concordare con lui osservando come nel XX secolo la poesia dell’Ottocento non abbia avuto molti eredi, avendo preferito strade meno ardue, più familiari. L’invito è chiaro: torniamo a fare attenzione a ciò che hanno scritto autori come Baudelaire e Rimbaud. «È in gioco la poesia» avverte <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Bonnefoy</span>.</p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Dalla postfazione di Flavio Ermini</em></p>
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		<title>Il poeta e &#8220;il fluire ondeggiante delle moltitudini&#8221;</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-poeta-e-il-fluire-ondeggiante-delle-moltitudini</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo libro sono raccolte le conferenze tenute da Yves Bonnefoy nel novembre del 2001 alla Bibliothèque Nationale de France. Il tema riguarda la folla parigina che si riversa nelle vie e nei boulevard di Parigi tra il XIX e &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-poeta-e-il-fluire-ondeggiante-delle-moltitudini">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo libro sono raccolte le conferenze tenute da <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Yves</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Bonnefoy</span> nel novembre del 2001 alla Bibliothèque Nationale de France. Il tema riguarda la folla parigina che si riversa nelle vie e nei boulevard di Parigi tra il XIX e il XX secolo: una “moltitudine” dal carattere del tutto nuovo rispetto alle epoche precedenti.</p>
<p><span id="more-770"></span>Prima di allora in quella folla erano visibili i segni distintivi che consentivano di riconoscere in ciascun individuo la sua collocazione nell’ordine naturale, nell’essere. In quella “moltitudine”, ora, c’è il nulla.</p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Yves</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Bonnefoy</span> mostra l’effetto che questa sorta di “epifania del nulla” ha sull’esperienza poetica di due grandi scrittori: Gérard de Nerval e Charles Baudelaire, quest’ultimo principale iniziatore della modernità già preannunciata da Edgar Allan Poe. Un’esperienza che consiste nel concepire l’essere solamente come desiderio che l’essere sia. Un’esperienza che, cominciando con Hugo e Vigny, si estenderà a Rimbaud, Mallarmé, Apollinaire fino ai surrealisti.</p>
<p>Le conferenze, qui trascritte e rielaborate dall’autore, mantengono un modo colloquiale nell’offrirsi al piacere della lettura: continuano ad aprirsi con un “Signore e signori” e si sviluppano per cenni e idee; o ipotesi, addirittura, tanto da non proporsi come qualcosa di concluso. Il loro intento infatti è farsi dialogo, lasciando dire qualcosa di inedito al lettore che le incontra.</p>
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		<title>Il grande spazio</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-grande-spazio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:17:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Louvre. Attraverso una prosa narrativa arti­colata in brevi annotazioni e minuti sposta­menti psicologici, Yves Bonnefoy ci fa coglie­re l&#8217;essenza di uno spazio che via via andrà configurandosi sotto i nostri occhi come un luogo dell&#8217;anima. In questo lavoro, Bonnefoy &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-grande-spazio">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Louvre. Attraverso una prosa narrativa arti­colata in brevi annotazioni e minuti sposta­menti psicologici, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Yves</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Bonnefoy</span> ci fa coglie­re l&#8217;essenza di uno spazio che via via andrà configurandosi sotto i nostri occhi come un luogo dell&#8217;anima.</p>
<p><span id="more-763"></span>In questo lavoro, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Bonnefoy</span> ci parla di alcune opere esposte nel museo del Louvre e dei loro autori &#8211; tra i quali, Delacroix, Poussin, Georges de la Tour, Vermeer -, affidandosi all&#8217;emozione poetica e alla sorpresa del sogno. Lungo un cammino che non ha percorso né traccia &#8211; mediante cenni minimi, leggerissime note, appena percettibili, ma determinanti per la meditazione e la memoria &#8211; la riflessione si precisa in un&#8217;esperienza interpretativa che nulla concede alle categorie conosciute. In queste annotazioni &#8211; nate, come indica lo stesso <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Bonnefoy</span>, «sotto il segno dell&#8217;incompiu­to, dell&#8217;abbozzo, dell&#8217;impossibile» &#8211; nulla fa pensare al superfluo e all&#8217;esornativo. Tale purezza ha il dono di farci vedere le opere in tutta la luminosità del loro senso, in tutta la loro bellezza, che balza su con la forza di una verità. Nel Louvre siamo in quella terra di nessuno che ha alle spalle una visione unitaria del reale e davanti una pluralità impensata di frammenti. Con <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Bonnefoy</span> ci caliamo in un&#8217;atmosfera di ripetuta scoperta, nel flusso di un racconto che si dirama quasi da solo. Guardare equivale ad accelerare il corso delle riflessioni, ritrovare qualcosa che la polvere dei giorni non ha offe­so, ma soltanto velato.</p>
<p>Il «grande spazio» rappresenta un mondo che noi abbiamo perduto e insieme lo sbocco verso un mondo diverso. Contiene dati appartenenti al labirinto dell&#8217;immaginazione e ai canoni di una libertà che mai potrebbe accettare leggi troppo vincolanti.</p>
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