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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Amedeo Ruberto&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Amedeo Ruberto&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Sui volti dell&#8217;autorità</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=sui-volti-dellautorita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 09:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[Si deve ammettere che l’epidemia da covid-19, con la sua tendenza a diffondersi rapidamente e a più riprese, attraverso tutti i continenti, ha indotto a introdurre drastici cambiamenti nei nostri modi di vivere con gli altri e nello stesso rapporto &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=sui-volti-dellautorita">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si deve ammettere che l’epidemia da covid-19, con la sua tendenza a diffondersi rapidamente e a più riprese, attraverso tutti i continenti, ha indotto a introdurre drastici cambiamenti nei nostri modi di vivere con gli altri e nello stesso rapporto con noi stessi. E nel contesto di contagio pandemico in cui ci siamo venuti a trovare, abbiamo innanzitutto subìto una ferita narcisistica percependo la nostra fragilità umana insieme alla consapevolezza sia che non siamo gli unici esseri viventi sia che non possiamo continuare a considerare il nostro stile di vita come l’unico possibile. L’inedita condizione di pericolo in cui ci siamo trovati ha per l’appunto sottoposto i modi di vita a un drastico ridimensionamento e ad ascoltare e spesso a seguire, volenti o nolenti, quanto proveniva da voci autorevoli, sia da quelle che all’autorità univano il potere sia da quelle la cui autorità proveniva dal sapere (le figure degli esperti: medici, scienziati, virologi, fisici ecc. sia in veste individuale sia in veste di comitati tecnico-scientifici).<br />
È perciò intenzione di questo fascicolo di Atque, il domandarsi quale funzione abbiano nelle nostre vite i vari tipi di autorità e quale sia il gioco ottico dove compaiano quei volti che intanto incarnano questa figura. (…)<br />
D’altronde, discutere oggi dell’autorità è sommamente difficile, dal momento che questa figura, nelle sue incarnazioni politiche, religiose, istituzionali e sociali, ci si impone nel cuore di una crisi epocale e tale da mettere sottosopra il bagaglio di certezze e abitudini sul quale ci eravamo costituiti (adagiati) negli ultimi decenni. Quel concetto di autorità (di <em>auctoritas</em>) che fino a poco tempo fa ci sembrava in declino o in un processo di inarrestabile decadimento, adesso ci si impone anche al di là di ogni nostra adesione intenzionale. Così la sua stessa crisi, come ogni altra, può incorporare “fermenti non ancora conoscibili” una volta che sia liberata dai “fermenti cultuali”, con cui per l’appunto la tradizione la identificava. Può essere insomma un passaggio per qualche verso salutare, almeno dal punto di vista riflessivo o cognitivo.<br />
Al punto che ci si può chiedere come sia possibile alleggerire l’autorità dal peso della storia – con il relativo complesso di mediazioni, interpretazioni e rapporti di potere. E ciò perché le cose e le persone proprio solo perdendo la loro “saturazione” diventano permeabili, e nella “porosità” che finiscono col mostrare, divengono effettivamente percepibili – testimoniando nel contempo la storia degli sguardi che nel corso del tempo le hanno investite.<br />
La domanda cruciale da cui occorre partire è, in altri termini, come sia possibile pensare l’autorità non tanto in sé e per sé, quanto nei suoi volti, riconsegnandola alla dialettica sia percettiva sia cognitiva che ogni volta dispiegandola la istituiva. In tal modo, l’autorità non sarebbe immediatamente né nel padre, né nel maestro, né nel medico, né nelle cose che questi dicono. L’autorità sarebbe piuttosto nel volto del padre, nel volto del maestro, nel volto del medico e nel volto delle loro stesse cose. In quei volti che vengono all’espressione all’interno di ciò che potremmo chiamare un “gioco di sguardi”. In un gioco che da solo sarebbe capace di instaurarla, e insieme di intrecciarci ad essa – in quella adesione e in quella distanza che si danno nella concreta esperienza in cui ogni volta ciascuno di noi si trova. (…)</p>
<p><em>Contributi di</em> Pietro De Marco, Ubaldo Fadini, Mauro La Forgia, Massimo Palma, Felice Ciro Papparo, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Amedeo</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ruberto</span>, Silvano Tagliagambe, Francesco Valagussa</p>
<p><em>Prefazione di </em>Fabrizio Desideri e Paolo Francesco Pieri</p>
<p><em>Argomenti</em> La pandemia ha il volto di Amleto / L’<em>auctoritas</em> dai mille volti. L’assenza di volto dell’autorità contemporanea / La narrazione del padre. Considerazioni su Alexandre Kojève, l’autorità, la tradizione / Una tutt’altra sovranità. Rileggendo “La Sovranità” di Georges Bataille / Il volto e l’identità. A partire da Canetti e Deleuze / Tornare indietro e andare avanti / Disordine, irritazione, cura. La pandemia in psicoterapia / Autorità. Per una storia del legame <em>auctoritas-exousìa</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il mito dell&#8217;empatia. Prospettive critiche</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-mito-dellempatia-prospettive-critiche</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 14:54:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[I contributi raccolti da questo fascicolo di “Atque” provengono da un vasto panorama di conoscenze: dall’estetica alla filosofia, dalla storia delle scienze cognitive alla letteratura, dallariflessione fenomenologica alla psicoterapia analitica junghiana e sono impegnati nella riflessione critica attorno al concetto &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-mito-dellempatia-prospettive-critiche">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I contributi raccolti da questo fascicolo di “Atque” provengono da un vasto panorama di conoscenze: dall’estetica alla filosofia, dalla storia delle scienze cognitive alla letteratura, dallariflessione fenomenologica alla psicoterapia analitica junghiana e sono impegnati nella riflessione critica attorno al concetto di “empatia”.<br />
Dal senso greco di empatheia come esperienza psicoestetica sotto il segno della passività e quindi tendenzialmente psicopatologica (Plutarco, Plotino, Galeno, Aristotele) si è passati alla moderna Einfühlung come attegiamento intenzionale estetico-psichico che dispone tout-court alla comprensione dell’altro per via intraemozionale sino ad assurgere, nella vulgata, a modello di rapporto umano. Questo passaggio di senso sviluppa una serie di domande approfondite dagli autori, tra le quali: in che misura è possibile una relazione empatica come immedesimazione nel sentire dell’altro? Non vi è forse in tale assunzione un mito da ripensare?</p>
<p>Testi di Fabrizio Desideri, Massimiliano De Villa, Mauro La Forgia, Andrea Lanza, Massimo Marraffa, Felice Masi, Massimo Palma, Luca Pinzolo, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Amedeo</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ruberto</span>, Silvano Tagliagambe, Antonino Trizzino.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Volontà</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=volonta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2017 13:20:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[ATQUE &#8211; materiali tra filosofia e psicoterapia Rivista semestrale Nuova serie, n. 21 – anno 2017 Tra i concetti classici del pensiero filosofico e psicologico quello di &#8220;volontà&#8221; appare oggi uno dei concetti più interrogati e messi in questione nei &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=volonta">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="LTR" align="LEFT">ATQUE &#8211; materiali tra filosofia e psicoterapia</p>
<p dir="LTR" align="LEFT">Rivista semestrale</p>
<p>Nuova serie, n. 21 – anno 2017</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Tra i concetti classici del pensiero filosofico e psicologico quello di &#8220;volontà&#8221; appare oggi uno dei concetti più interrogati e messi in questione nei suoi assetti tradizionali, a partire dallo stress e alla revisione cui tali assetti sono sottoposti da parte delle nuove scienze della mente e del cervello. Anzitutto, a essere posta in questione è proprio l’autonomia della volontà, il suo essere &#8220;causa sui&#8221; a differenza di ogni altro fenomeno naturale. Questo, sia nella concezione razionale (l’autonomia della volontà come effetto della ragione) sia nella versione per così dire decisionista e volontarista (l’autonomia della volontà come quanto riesce a sbloccare i dilemmi del puro pensare). Secondariamente, si osserva come la volontà tragga motivo e addirittura sorga da complessi e stati emozionali, talvolta in conflitto al loro interno. Come se l’autonomia della volontà non fosse altro che l’affermarsi di uno stato emozionale su altri. Un terzo aspetto di problematizzazione della volontà è quello relativo ai suoi correlati neurali e ai circuiti cerebrali che coinvolge. Qui uno dei temi più scottanti diviene quello del rapporto tra volontà e coscienza, nel presupposto che quest’ultima (come hanno mostrato i fondamentali studi di Libet) giunge sempre dopo che una decisione è stata presa. A questo punto diviene quanto mai attuale, per quanto difficile da tracciare, la distinzione tra il volontario e l’involontario: quanto siamo signori e responsabili delle nostre azioni e quanto, invece, queste sono conseguenza (mediata talvolta in maniera sofisticata) da processi ed eredità culturali, sollecitazioni ambientali e scelte &#8220;storiche&#8221; precedenti, non solo di tipo individuale. In pratica, a venir messa in questione è la stessa nozione di soggetto autonomo e responsabile, soprattutto perché si ritengono impraticabili le soluzioni dualiste e intrinsecamente aporetiche quelle riduzionistiche (…). Siamo così esposti a un duplice dilemma. Da un lato, la volontà pare traballare nella sua autocostituente autonomia fino a dissolversi in qualcosa di storicamente divenuto ovvero nella ricostruzione di un processo che si è alimentato di una pluralità di fattori sia endogeni (emozioni, impulsi, frustrazioni, desideri) sia esogeni (contesti, culture, determinazioni di ordine genetico e, più in generale, biologico). Dall’altro, il nesso concettualmente fondante tra volontà e intenzione consapevole pare dissolversi nel gioco pragmatico delle attribuzioni e linguistiche e delle negoziazioni sociali. È a partire da questo quadro problematico e da tali sollecitazioni, che il presente numero di Atque raccoglie contributi che intervengono sia sulla genealogia filosofica del concetto classico di volontà (…) sia sulla complessa soglia rappresentata dal modo con cui la questione della volontà è ripresa e revisionata in vari ambiti: dalla filosofia alle neuroscienze, dalle scienze cognitive alla filosofia della mente e ai saperi psicoanalitici.</p>
<p dir="LTR" align="RIGHT">Fabrizio Desideri e Paolo Francesco Pieri</p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">Partire dall’immagine classica e insieme attuale del medico-filosofo, «atque<span lang="AR-YE">»</span><span lang="IT"> intende stimolare e raccogliere ricerche e studi in quello spazio intermedio che la psicoterapia e la pratica filosofica vengono a determinare e contemporanea­mente lasciano da pensare.</span></p>
<p dir="LTR" align="JUSTIFY">I potenziali lettori di «atque<span lang="AR-YE">»</span><span lang="IT"> sono in questo senso gli psicoterapeuti di vario orientamento (freudiano, junghiano, adleriano, cognitivista – e non solo) e insieme a loro i filosofi, e quindi tutti coloro che intendano assumere criticamente i propri saperi formalizzati e la tradizione di ricerca cui finirebbero quasi involontariamente con l’appartenere.</span></p>
<p>In particolare, i membri delle numerose e più recenti scuole di psicologia e di psicoterapia oltre che alle scuole di maggiore tradizione in Italia, sono quei lettori con cui <span lang="AR-YE">«</span><span lang="IT">atque</span><span lang="AR-YE">»</span><span lang="IT"> – da oltre venticinque anni – tende a rivolgersi ponendosi nel contempo in discussione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Contributi di</i> Rossella Bonito Oliva, Giuliano Campioni, Mario De Caro, Roberta Lanfredini, Milena Mancini, Luca Pinzolo, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Amedeo</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ruberto</span>, Carlo Sini, Giovanni Stanghellini, Filippo Tempia</p>
<p><i>Argomenti</i> Il soggetto del volere / Rappresentazioni e narrazioni dell’azione: l’altrimenti e la decisione. Per una fenomenologia del contingente / Neuroscienze della volontà e della decisione / Volontà, libero arbitrio ed epifenomenismo / Intenzionalità fungente: involontarietà e impersonalità in fenomenologia / Friedrich Nietzsche: critica e affermazione della &#8220;volontà&#8221; / Io, coscienza e volontà. La necessità del possibile / La dialettica della volontà e dell’involontario / L’evento della volontà in una prospettiva comparativa. L’azione e l’agente nella <i>Bhagavadgītā</i></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le figure della cura</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=le-figure-della-cura</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 09:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Il problema della diagnosi è una sorta di ombelico denso della psichiatria ma anche della psicologia, dove confluiscono tutte le discussioni, gli orientamenti, i punti di vista, spesso radicalmente differenti, che lacerano il tessuto teoretico, clinico e pragmatico di queste &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=le-figure-della-cura">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il problema della diagnosi è una sorta di ombelico denso della psichiatria ma anche della psicologia, dove confluiscono tutte le discussioni, gli orientamenti, i punti di vista, spesso radicalmente differenti, che lacerano il tessuto teoretico, clinico e pragmatico di queste discipline. Esso è attraversato dalle questioni metodologiche, ontologiche e genericamente linguistiche che riguardano ogni tentativo nosografico. È attraversato dalle questioni etiche e terapeutiche che riguardano la relazione del sapere con una buona prassi clinica. È attraversato dalle questioni culturali che modulano le diverse tipologie e i diversi significati che il processo diagnostico può assumere. È attraversato dagli interrogativi sociali che riguardano le conseguenze nel mondo della vita della prassi diagnostica. È possibile che sia attraversato, infine, dalle pressioni strettamente economiche dovute alle innegabili influenze di attività produttive direttamente innestate sulle categorie diagnostiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La suddivisione dei saggi che proponiamo nelle tre sezioni – riflessioni, clinica e cultura – è puramente operativa e non riflette in alcun modo il tentativo di semplificare la complessità dei singoli saggi perché parlare della diagnosi significa, anche nel caso dei discorsi più specificamente orientati, sfiorare tanti di quegli ambiti e toccare tante di quelle aperture da rendere disperato qualsiasi tentativo di classificazione tematica.</p>
<p align="right">I curatori</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pervasività del contatto</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=pervasivita-del-contatto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 10:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[A partire dall’immagine classica e insieme attuale del medico-filosofo, anche questa Nuova Serie di “Atque” intende stimolare e raccogliere ricerche e studi in quello spazio intermedio che la pratica filosofica e la psicoterapia vengono a determinare e contemporaneamente  lasciano da &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=pervasivita-del-contatto">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dall’immagine classica e insieme attuale del medico-filosofo, anche questa Nuova Serie di “Atque” intende stimolare e raccogliere ricerche e studi in quello spazio intermedio che la pratica filosofica e la psicoterapia vengono a determinare e contemporaneamente  lasciano da pensare.</p>
<p>Per questo, i filosofi, gli psicoterapeuti e tutti coloro che intendano riflettere sui loro saperi formalizzati e sulla tradizione di ricerca cui appartengono, ne sono i potenziali lettori. In particolare, gli appartenenti alle numerose e recenti scuole di psicologia e di psicoterapia oltre che alle scuole di maggiore tradizione in Italia, sono quei lettori con cui “Atque” intende discutere.<span id="more-2320"></span></p>
<p>Dal 1990 “Atque” ha affrontato, attraverso fascicoli monografici, questioni centrali che attraversano la psicoterapia e molti capitoli della filosofia.</p>
<p>Rivista semestrale</p>
<p>Nuova serie n. 11 – anno 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Contributi di:</strong></p>
<p>Massimo Caci, Enrico Castelli Gattinara, Roberto Diodato,</p>
<p>Roberto Ferrari, Annamaria Fusco di Ravello, Anna Gianni,</p>
<p>Roberto Manciocchi, Ricardo Pulido, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Amedeo</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ruberto</span>,</p>
<p>Attilio Scarpellini, LucaVanzago</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come in ogni altro numero di «Atque», anche qui proviamo a esplorare territori non consueti, aperti, in questo caso, dalla problematicità dell’essere-in-contatto…</p>
<p align="right"><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Amedeo</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ruberto</span></em></p>
<p>Nella convinzione che ogni ricercatore della psicologia del profondo debba proporsi egli stesso come oggetto di ricerca, penso possa essere utile a me, come piccolo sforzo di scrittura, e a chi legge, come possibilità di trovare nuove analogie e nuove metafore, riflettere insieme sulla esigenza di comprendere l’enigma dei contatti che intercorrono tra corpo e mente.</p>
<p>Tenterò, in questa prospettiva, nelle riflessioni che seguono, una descrizione in prima persona del mio vissuto corporeo…</p>
<p align="right"><em>Anna Gianni</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il dilemma del terapeuta che oggi come oggi si accosta alla terapia degli stati limite o della psicosi, appare relativo alla possibilità di tenere in tensione dialettica la spinta al giudizio estetico (che prevede necessariamente una partecipazione “affettivamente strategica” del terapeuta, “dall’interno della finzione analitica”, potremmo dire a questo punto: una “pratica del contagio” per come la psicoanalisi l’ha pensata fino a oggi) e la prensione estesica (intesa come attitudine a sensibilizzarsi alle qualità delle manifestazioni del paziente non direttamente offerte alla distanza del pensiero ma “fondative” del discorso che si sta sviluppando: qui si potrebbe parlare di: una “pratica del contatto” che, per tornare alla metafora della risata, ci può portare, parafrasando Bion, a “divenire catastroficamente comici” insieme al paziente.</p>
<p align="right"><em>Roberto Manciocchi</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Simbolo, metafora, esistenza</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=simbolo-metafora-esistenza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:32:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[A Mario Trevi, la figura più significativa dello junghismo italiano, dobbiamo la profonda revisione critica del pensiero di Jung, del suo innatismo archetipale e di un certo suo sostanzialismo; ma soprattutto cogliamo sempre più la sua meditata e convincente attenzione &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=simbolo-metafora-esistenza">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Mario Trevi, la figura più significativa dello junghismo italiano, dobbiamo la profonda revisione critica del pensiero di Jung, del suo innatismo archetipale e di un certo suo sostanzialismo; ma soprattutto cogliamo sempre più la sua meditata e convincente attenzione a valorizzare l&#8217;individuazione (la <em>Selbst-werdung) </em>di fronte alla mente neurona­le e alla gruppalità emergente, e ci sen­tiamo presi a fondo dalla sua teoresi che focalizza la funzione simbolica come attività sintetizzatrice degli opposti.</p>
<p><span id="more-826"></span>Nei suoi più noti transiti di pensiero [&#8230;] egli coglie costantemente la pro­fonda storicità della psicologia come scienza di frontiera tra natura e cultura, tra discorso <em>della </em>psiche e discorso <em>sulla </em>psiche.</p>
<p>Il superamento del relativismo junghiano [&#8230;] da lui cercato [&#8230;] ha pro­posto di elaborare quella che vorrei indicare come una psicologia dialogica con forte declinazione ermeneutica, aperta all&#8217;esercizio dell&#8217;autolimitazione ma attenta anche ai pericoli del relativi­smo, solo apparentemente tollerante.</p>
<p align="right">Dalla <em>Prefazione </em>di Bruno Callieri</p>
<p>A partire dall&#8217;immagine classica e insie­me attuale del medico-filosofo, anche questa Nuova Serie di &#8220;Atque&#8221; intende stimolare e raccogliere ricerche e studi in quello spazio intermedio che la prati­ca filosofica e la psicoterapia vengono a determinare e contemporaneamente lasciano da pensare.</p>
<p>Per questo, i filosofi, gli psicotera­peuti e tutti coloro che intendono riflet­tere sui loro saperi formalizzati e sulla tradizione di ricerca cui appartengono, ne sono i potenziali lettori. In particola­re, gli appartenenti alle numerose e re­centi scuole di psicologia e di psicotera­pia oltre che alle scuole di maggiore tra­dizione in Italia, sono quei lettori con cui &#8220;Atque&#8221; intende discutere.</p>
<p>Dal 1990 &#8220;Atque&#8221; ha affrontato, at­traverso fascicoli monografici, questioni centrali che attraversano la psicoterapia e molti capitoli della filosofia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PREFAZIONE</p>
<p><em>Bruno Callieri</em></p>
<p>L&#8217;INEFFABILE ESPERIENZA DEL SIMBOLO</p>
<p>Simbolo e linguaggio <em>Emilio Canoni</em></p>
<p>II simbolo: orma del sacro <em>Umberto Galimberti</em></p>
<p>Riflessioni sul simbolo in, e oltre, Freud <em>Francesco Saverio Trincia</em></p>
<p>La rimozione del simbolo <em>Marco Innamorati</em></p>
<p>Simbolo Vero&#8217;/simbolo &#8216;falso&#8217;: il dilemma clinico del simbolo diabolico <em>Giorgio Caviglia</em></p>
<p>II tempo affettivo del simbolo <em>Angiola Iapoce</em></p>
<p>LE METAFORE DELLA PRESENZA</p>
<p>La clinica tra modello e metafora <em>Maria Ilena Marozza</em></p>
<p>Le due metafore istitutive della psicoterapia di orientamento junghiano <em>Enzo Vittorio Trapanese</em></p>
<p>Le figure etiche dell&#8217;esperienza analitica: identità, alienità, alterità <em>Luigi Aversa</em></p>
<p>&#8220;Pensare dialetticamente e non dialetticamente a un tempo&#8221;. Quindi &#8216;rompere&#8217; (con) questo stesso tempo <em>Paulo Barone</em></p>
<p>Un passato che non passa. Bachelard e la fine dell&#8217;abitare</p>
<p><em>Stefano Catucci</em></p>
<p>L&#8217;ESISTENZA E L&#8217;ARTE DELLA CURA II paradigma dialogico nella conoscenza e nella cura psicologica. Considerazioni sul pensiero di Mario Trevi <em>Paolo Francesco Pieri</em></p>
<p>La forza teorica del complesso.</p>
<p>Modernità e specificazioni</p>
<p><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Amedeo</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ruberto</span>, Roberto Manciocchi</em></p>
<p>Prospettive cliniche dell&#8217;intenzionalità <em>Mauro La Forgia</em></p>
<p>La solitudine del curante, la scissione mente-corpo e il deficit della simbolizzazione</p>
<p><em>Vincenzo Garetti</em></p>
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		<title>Atque</title>
		<link>https://morettievitali.it/atque/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 09:08:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ATQUE è una congiunzione latina che serve a rilevare opposizioni che comunque non si disgiungono né si escludono. La rivista che ad essa si intitola, si pone come strumento per riflettere sul problema di far dialogare la conoscenza e l’esperienza, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/atque/">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="testoLibro">
<p><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/loghi_riviste/atque.gif" alt="" width="120" height="50" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003333;"><strong>ATQUE </strong></span>è una congiunzione latina che serve a rilevare opposizioni che comunque non si disgiungono né si escludono. La rivista che ad essa si intitola, si pone come strumento per riflettere sul problema di far dialogare la conoscenza e l’esperienza, si apre al confronto delle interpretazioni che emergono dalle varie forme dei saperi e dal gioco dei loro sconfinamenti. Il formato della rivista e il taglio degli articoli ne fanno uno strumento di lavoro agile e gradevole. La rivista, semestrale, è stata fondata nel 1990.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #003333;">Redazione:</span></strong> Remo Bodei, Paola Cavalieri, Fabrizio Desideri, Maurizio Ferrara, Anna Gianni, Alfonso Maurizio Iacono, Mauro La Forgia, Roberto Manciocchi, Maria Ilena Marozza, Luciano Mecacci, Paolo Francesco Pieri, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Amedeo</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ruberto</span> Collaborano, tra gli altri Luigi Aversa, Umberto Galimberti, Enrico Ghidetti, Fausto Petrella, Alessandro Pagnini, Mario Rossi-Monti, Carlo Sini, Silvano Tagliagambe, Enzo Vittorio Trapanese</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003333;"><strong>Realizzazione tecnica:</strong></span> Marco Catarzi</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Semestrale Formato 14,5&#215;21, pagine 224 ca.; euro 16,00</p>
</div>
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		<title>Atque</title>
		<link>https://morettievitali.it/atque/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 15:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[“Atque” è una congiunzione latina che serve a rilevare opposizioni che comunque non si disgiungono né si escludono. La rivista che ad essa si intitola, si pone come strumento per riflettere sul problema di far dialogare la conoscenza e l’esperienza, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/atque/">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr valign="bottom">
<td colspan="2" align="right" valign="bottom" height="55">
<div align="left"><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/loghi_riviste/atque.gif" alt="" width="120" height="50" /></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" align="right" valign="bottom" height="1"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="5">“<strong><span style="color: #003333;">Atque</span></strong>” è una congiunzione latina che serve a rilevare opposizioni che comunque non si disgiungono né si escludono. La rivista che ad essa si intitola, si pone come strumento per riflettere sul problema di far dialogare la conoscenza e l’esperienza, si apre al confronto delle interpretazioni che emergono dalle varie forme dei saperi e dal gioco dei loro sconfinamenti.<br />
Il formato della rivista e il taglio degli articoli ne fanno uno strumento di lavoro agile e gradevole.<br />
La rivista, semestrale, è stata fondata nel 1990.</td>
</tr>
<tr valign="middle">
<td colspan="2" align="left" height="2"><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/sfondi/puntoriga666699.gif" alt="" width="100%" height="1" vspace="6" /></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="28">Direttore responsabile: Paolo Francesco Pieri<br />
Redazione: Remo Bodei, Maurizio Ferrara, Alfonso M. Iacono; Collaboratori: Luigi Aversa, Alessandro Barchiesi, Mariano Bianca, Mauro Ceruti, Umberto Galimberti, Aldo Giorgio Gargani, Enrico Ghidetti, Mauro La Forgia, Mario Lavagetto, Luigi Lentini, Giuseppe Maffei, Salvatore Natoli, Fausto Petrella, M.Rossi-Monti, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Amedeo</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ruberto</span>, Carlo Sini, Enzo Vittorio Trapanese, Mario Trevi, Danilo Zolo.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="11"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="28">Semestrale<br />
ISSN1120 9364, cm 11,5&#215;16,5, pagine 150 ca.; euro 10,33</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="12"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="411" height="28">Abbonamenti<br />
Italia: Ordinario euro 18,00; Enti, biblioteche, sostenitori; euro 52,00<br />
Estero: euro 50,00 (comprese spese di spedizione p.a.).</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr valign="middle">
<td colspan="2" align="left" height="2"><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/sfondi/puntoriga666699.gif" alt="" width="100%" height="1" vspace="6" /></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="100%"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="100%" height="7"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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