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Il 17 novembre 1934 Gatian de Clérambault, celebre medico all’infermeria Psichiatrica della Prefettura di Polizia di Parigi («II mio unico Maestro psichiatria» dirà di lui Lacan), si suicida, destando vivissimo scalpore. Negli stessi anni in cui Freud a Vienna andava esplorando i meccanismi dell’inconscio, Clérambault a Parigi studiava i fenomeni elementari delle psicosi, redigendo più di 13.000 cartelle cliniche, fra cui quelle utilizzate per il saggio sulla Passione, erotica perle stoffe nella donna, che qui è presentato per la prima volta in italiano. Personaggio quanto mai singolare, coltivò in proprio una curiosa passione per le stoffe, i drappeggi, ed i manichini che addobbava: nella sua abitazione verranno trovati 40.000 clichés fotografici di donne velate e avvolte in ampi drappi, come bambole prive di occhi. Ne I l’affrontare l’inquietante universo di Clérambault si è cercato di collocarlo nel solco di una vasta tradizione dell’immaginario, incentrata «perturbante», in cui queste componenti disparate sembrano trovare una loro interna coerenza e motivazione.
Conclude il volume un altro documento assolutamente sconcertante: le lettere di Oskar Kokoschka ad Hermine Moos, in cui l’artista andava commissionando all’abile artigiana di Stoccarda una bambola a grandezza naturale, che fosse la copia esatta di Alma Mahler, la moglie del famoso compositore, da cui era stato lasciato e della cui perdita non poteva consolarsi.