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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Vitiello, Giuseppe&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Vitiello, Giuseppe&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Mente, cervello, ambiente: questioni</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=mente-cervello-ambiente-questioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 13:43:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo fascicolo di «Atque» intende riflettere sulle questioni relative al rapporto complesso tra mente, cervello e ambiente, che è al centro sia delle ricerche negli ambiti della filosofia contemporanea e, in particolare, della filosofia della mente, delle neuroscienze, della fisica, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=mente-cervello-ambiente-questioni">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo fascicolo di «Atque» intende riflettere sulle questioni relative al rapporto complesso tra mente, cervello e ambiente, che è al centro sia delle ricerche negli ambiti della filosofia contemporanea e, in particolare, della filosofia della mente, delle neuroscienze, della fisica, della matematica, della logica, e della psicologia.<br />
C’è da considerare <em>in primo luogo</em> che dagli studi più recenti delle neuroscienze è stata confermata, sulla base di impressionanti risultati sperimentali, la tesi relativa alla “plasticità del cervello”.<br />
E <em>in secondo luogo</em> che dagli studi più recenti della fisica, riguardanti in particolare la teoria quantistica dei campi, sono derivati modelli basati sul gioco complesso dello scambio continuo (nel senso di quel <em>commercium</em> che Kant definisce <em>Wechselwirkung</em>) tra il cervello e l’ambiente. Si pensi, al riguardo, al modello di Freeman-<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vitiello</span>, dove si ha l’immagine di un sistema che vive tramite una serie continua di “transizioni di fase” e dunque di nuovi livelli emergenti, dovuta, in particolare, a un meccanismo per la formazione di strutture ordinate noto come rottura spontanea di simmetria (SSB, <em>Spontaneous Symmetry Breaking</em>).<br />
C’è poi <em>in terzo luogo</em> da considerare che anche nella matematica e nella logica si va affacciando con sempre maggiore incidenza la questione della relazione tra la mente e l’ambiente. Per questa via emerge la convinzione che anche ammettendo che la mente, in qualche stato originario, possa essere assimilata a un sistema assiomatico, la sua interazione con l’ambiente finisce sia per rendere via via più complesso il sistema di partenza, sia per modificarlo strutturalmente in modo impredicibile – sino a sfuggire alla nostra analisi e conservare comunque una peculiare coerenza.<br />
Va infine rilevato <em>in quarto luogo</em> che in ambito filosofico, sì è reso sempre più fecondo un approccio al problema della mente e della coscienza basato sulla nozione di soglia emergente (o sopravveniente) capace di superare la sterile alternativa tra riduzionismo naturalistico (la mente non è altro che il cervello) e dualismo speculativo (la mente è radicalmente altro dal cervello). Su questa base – come recenti ricerche filosofiche sul rapporto tra coscienza di sé e origine dell’estetico hanno mostrato (una tesi già sostenuta nel libro di F. Desideri, <em>L’ascolto della coscienza</em>, Milano 1998 – di cui è in corso una nuova edizione) – è possibile esplorare nuovi paradigmi del classico rapporto tra percezione, emozione e intelligenza.<br />
Proprio a partire da questa serie di considerazioni il fascicolo raccoglie contributi che in base alle attuali ricerche, affrontano come tema centrale il nesso tra mente, cervello e ambiente sia nell’ambito delle neuroscienze e della psicologia cognitiva, sia in quello della filosofia, della fisica, della logica e della neurologia. E raccoglie inoltre ibridazioni interdiscipliari e magari sviluppi delle tematiche di cui si è appena detto.</p>
<p><em>Contributi</em> di Fabrizio Desideri, Silvano Tagliagambe, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Giuseppe</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vitiello</span>, Arnaldo Benini, Alberto Giovanni Biuso, Michele di Francesco e Alfredo Tomasetta, Massimo Marraffa e Tiziana Vistarini, Marco Salucci, Filippo Nobili, Enrico Facco</p>
<p><em>Prefazione</em> di Fabrizio Desideri e Paolo Francesco Pieri</p>
<p><em>Argomenti</em> “Ebrezza dialettica”. Figure della coscienza / Un ambiente a misura del cervello / Cervello, mente e cuore / Sinapsi della memoria / Una coscienza antropodecentrica / La coscienza ubiqua. Una breve apologia del panpsichismo / La cognizione incorporata e situata: riforma del computazionismo o ritorno al comportamentismo? / Comprendere o spiegare il problema mente-corpo? / Significatività e complementarità. Una retrospettiva fenomenologica sul problema mente-corpo / Oltre i vincoli del dualismo e del monismo materialista: la teoria neurofenomenologica dei due mondi</p>
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		<title>Fare e pensare in psicoterapia</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=fare-e-pensare-in-psicoterapia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Studi recenti hanno dimostrato che esiste in tutti noi non solo una disposizione a fare cose con gli altri, ma anche a fare cose per gli altri, e non è detto che si tratti soltanto della sublimazione di un istin­to &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=fare-e-pensare-in-psicoterapia">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Studi recenti hanno dimostrato che esiste in tutti noi non solo una disposizione a fare cose con gli altri, ma anche a fare cose per gli altri, e non è detto che si tratti soltanto della sublimazione di un istin­to riproduttivo e di una spontanea predisposizione genitoriale.</p>
<p><span id="more-840"></span>È su questa spinta alla cooperazione e all&#8217;aiuto che si basano, appunto, le cosiddette professioni di aiu­to: infermieri e infermiere, medici, assistenti sociali, psicologi clinici, educatori, fisioterapisti, psicoana­listi (&#8230;).</p>
<p>Però (&#8230;) esiste pur sempre un problema di equi­libri: chiunque può dedicarsi volentieri agli altri, a soggetti non imparentati, per un paio di ore al gior­no, o tre, o un poco di più, e qui ha anche bisogno di riceverne riconoscimenti e soddisfazioni; però quasi sempre ha poi bisogno di &#8220;staccare&#8221; e di pen­sare a se stesso, o a se stessa, e a i propri familiari più stretti, per il resto del tempo. Sono ben poche le persone disposte a dedicarsi in modo affettivo agli altri per molte ore al giorno, senza riceverne un riconoscimento immediato. Ed ecco la conclusione: se una persona si occupa degli altri, di non-parenti, di individui non inclusi fin da prima nella sfera intima, dimostrandosi di­sponibile in senso non strettamente e impersonal­mente tecnico ma anche in senso affettivo, e se non ne riceve un riconoscimento immediato di successo e di gratitudine, e se le ore di questo dispendio affettivo sono molte ogni giorno, questa persona si trova a svolgere, nell&#8217;insieme, un&#8217;attività innaturale. Fa fatica; spesso si arrabatta; talora, cerca gratifica­zioni compensative improprie, per esempio soddi­sfazioni di potere (&#8230;).Altre volte, e sempre per gli stessi motivi, va incon­tro a sindromi di <em>bum out. </em>Io credo che nel difficile lavoro di selezione e di addestramento di medici e psicologi disposti a fare gli psicoterapeuti e gli psi­coanalisti occorra tenere conto, prima di tutto, di questa problematica e chi sceglie questa impegna­tiva professione ne deve pure avere coscienza.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Giovanni Jervis</em></p>
<p>PARTE PRIMA &#8211; PSICOTERAPIA</p>
<p>Naturalità e innaturalità delle psicoterapie <em>Giovanni Jervis</em></p>
<p>La terapia attraverso il linguaggio: dall&#8217;approccio analitico a quello simbolico <em>Paolo Francesco Pieri</em></p>
<p>Sfondi della psicoterapia analitica</p>
<p><em>Enzo Vittorio Trapanese</em></p>
<p>La psicoterapia, l&#8217;ironia, l&#8217;onestà</p>
<p><em>Maria Ilena Marozza</em></p>
<p>Per una psicoterapia fenomenologica <em>Giovanni Stanghellini</em></p>
<p>L&#8217;apparente specificità della clinica <em>Mauro La Forgia</em></p>
<p>PARTE SECONDA &#8211; FILOSOFIA E SCIENZA</p>
<p>Del comprendere. A partire da Wittgenstein <em>Fabrizio Desideri</em></p>
<p>Essere nel mondo: io e il mio doppio <em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Giuseppe</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vitiello</span></em></p>
<p>PARTE TERZA &#8211; NEUROSCIENZE</p>
<p>I neuroni specchio e l&#8217;ipotesi dello sfruttamento neurale: dalla simulazione incarnata alla cognizione sociale <em>Vittorio Gallese</em></p>
<p>APPENDICE</p>
<p>Riflessioni su &#8220;L&#8217;altro maestro&#8221; <em>Gerardo Botta</em></p>
<p>L&#8217;analizzabilità del candidato-analista nel terzo millennio. Una professione in via di estinzione? <em>Gianfranco D&#8217;Ingegno</em></p>
<p>La personalità dell&#8217;analista come principale strumento del lavoro analitico. Ma quale formazione? <em>Margherita Vannoni</em></p>
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