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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Vitale, Nicola&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Vitale, Nicola&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>La filosofia di Biancaneve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2021 08:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[La diffusa percezione che si sia arrivati alla fine di un’epoca lascia disorientati. L’Occidente, e gran parte del mondo globalizzato, sembrano trovarsi in un’impasse, determinata dall’aver innescato un processo di competizione globale, basato esclusivamente sul profitto. La sfiducia in progetti &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-filosofia-di-biancaneve">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La diffusa percezione che si sia arrivati alla fine di un’epoca lascia disorientati. L’Occidente, e gran parte del mondo globalizzato, sembrano trovarsi in un’<em>impasse</em>, determinata dall’aver innescato un processo di competizione globale, basato esclusivamente sul profitto. La sfiducia in progetti e ideologie che possano costituire un senso alternativo vede una via plausibile sorgere dalle esigenze spontanee della collettività: il desiderio latente di un sapere e saper fare, radicati nell’esperienza umana. Sono le innumerevoli attività amatoriali che, superando sia l’intellettualismo vigente, sia la semplificazione spettacolare dell’intrattenimento, si aprono a un arricchimento interiore, alternativa all’ansia di conquiste materiali. Una cultura vissuta in modo diverso, in cui è privilegiata l’azione pratica volta a conciliare gli opposti, tra pulsione appassionata e approfondimento conoscitivo, riavvicinando razionalità e sentimento, maschile e femminile, divenire ed essere. Superamento degli egoismi individuali per aprirsi alle differenze come arricchimento reciproco.<br />
Si rivelano le tracce di una saggezza atavica, espressa in diverse epoche e culture: il processo alchemico applicato alla nostra contemporaneità, da cui affiorano archetipi, tracce originarie di senso che costituiscono un nuovo e antico fondamento. Ce ne parla la struttura simbolica della fiaba di Biancaneve, dove le fasi alchemiche sono percorse in modo dettagliato. Principio pratico di trasformazione, necessario ogni qualvolta si sono esaurite le possibilità di elaborazione cosciente del senso.</p>
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		<title>Il dodicesimo mese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 10:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questo romanzo parla del servizio militare, ma potrebbe sorprendere ogni aspettativa sull’argomento. Anche il suo carattere di romanzo di formazione è molto lontano dai classici ottocenteschi che conosciamo e che determinano il genere. La vicenda di un ragazzo costretto per un anno a fare le pulizie in un distaccamento militare sperduto nelle campagne, apre subito il conflitto tra il tempo obbligato del presente e quello del sogno frustrato di una vita piena all’insegna dell’arte, delle amicizie, dell’amore. Ma sin dalle prime pagine tutto ciò si capovolge. L’irrilevanza degli eventi che si ripetono in giorni estenuanti e la superficialità dei rapporti coi commilitoni, si fanno il tessuto di un vissuto che assume via via profondità e spessore in una continua dialettica tra pensiero lucido ed emotività poetica, tra sottili percezioni sensoriali e sensibilità simbolica. Solo il dodicesimo mese, al momento del congedo, il protagonista afferrerà il vero significato della vicenda, quando il sogno di una vita futura svanisce e si pone in primo piano la concretezza, a lungo vissuta, dei rapporti con le cose, la solidarietà umana per un destino comune.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricchezza con cui <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Nicola</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vitale</span> intreccia in modo avvincente i diversi livelli del racconto, abbraccia diverse forme della tradizione narrativa, glissando costantemente dall’una all’altra per fare emergere una nuova vitalità, in quella che potremmo definire senza esitazione: una fenomenologia della coscienza.</p>
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		<title>Arte come rimedio</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=arte-come-rimedio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 16:24:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Una visita agli affreschi di Giotto, che introduce con tono narrativo il percorso di questo libro, offre lo spunto per interrogarsi sul senso ultimo dell’arte tra conoscenze storico-filosofiche e percezione spontanea delle qualità estetiche. Cercando indizi circa le origini dell’arte, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=arte-come-rimedio">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una visita agli affreschi di Giotto, che introduce con tono narrativo il percorso di questo libro, offre lo spunto per interrogarsi sul senso ultimo dell’arte tra conoscenze storico-filosofiche e percezione spontanea delle qualità estetiche. Cercando indizi circa le origini dell’arte, e ponendo ipotesi sulle esigenze primarie da cui hanno preso corpo le prime forme espressive, emerge con una certa evidenza una necessità di potenziamento  e di unità; da una parte con una intensificazione di forza e vitalità, e dall’altra con l’unificazione di elementi diversi del linguaggio simbolico.</p>
<p>L’arte sembra rispondere a un istinto primordiale necessario per riportare la coscienza dell’uomo a quell’unità e vitalità che, sin dalle origini, le sue facoltà razionali e pratiche dividono e indeboliscono. Queste evidenze antropologiche che emergono dall’osservazione di ritualità e attività espressive delle culture naturali e arcaiche, sono arricchite e corroborate dalle teorie di quei filosofi che vedono nell’arte il  “rimedio” per una riconquista dell’integrità.</p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Nicola</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Vitale</span>, muovendosi tra l’esperienza dell’artista e del fruitore con riferimento costante ad un affresco di Giotto, traccia una mappa della struttura originaria dell’arte, disegnando una sorta di “fisiologia” della pittura, cogliendo nell’attività pratica dell’artista l’attivarsi di diverse funzioni psichiche in una progressiva coordinazione unitaria.</p>
<p>Questo archetipo dell’arte tracciato con nitore, tocca a tratti i temi tradizionali dell’estetica, ma lo fa sempre in autonomia, partendo dall’esperienza concreta. L’impiego di alcune categorie junghiane, utili a mettere in evidenza tali passaggi, esula tuttavia da un’interpretazione psicoanalitica dell’arte; emerge piuttosto il carattere “prospettico” dell’esperienza estetica, la cui percezione si sviluppa, nei diversi osservatori, da un punto di vista soggettivo verso un orizzonte di conoscenza universale che apre a una sfera più ampia di rivelazione. E’ una progressiva conquista di quel lato oscuro che, secondo Jung, in ogni personalità è relato alle funzioni psichiche meno sviluppate e coltivate, processo che egli definisce <em>individuazione</em> e che sembra essere un aspetto centrale di quell’attività umana imprescindibile che chiamiamo arte.</p>
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