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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Silvia Venuti&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Silvia Venuti&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Le lingue che curano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 09:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Fin dalle origini del lavoro di Freud e Jung, il linguaggio è lo strumento su cui si incardina il metodo psicoanalitico, basti pensare alla celebre definizione della psicoanalisi come talking cure data da Anna O., la geniale paziente di Breuer. &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=le-lingue-che-curano">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fin dalle origini del lavoro di Freud e Jung, il linguaggio è lo strumento su cui si incardina il metodo psicoanalitico, basti pensare alla celebre definizione della psicoanalisi come <em>talking cure</em> data da Anna O., la geniale paziente di Breuer. Il linguaggio è un’entità quanto mai complessa, teso com’è tra una spinta definitoria che può diventare opprimente e una indeterminatezza espressiva che può diventare angosciosa, tra il dire troppo e il dire troppo poco, tra il comunicare e l’afasia, tra il significato come “sasso in bocca” al significante, secondo il noto asserto lacaniano, e significanti logorati dall’uso e <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">divenuti</span> vuote parole, e ancora tra l’essere contemporaneamente strumento di verità e liberazione e strumento di menzogna e manipolazione. Ma se sappiamo accettare questa opposizione polare di fondo, il linguaggio può liberare la propria inesauribile capacità espressiva ed essere uno straordinario strumento di cura.<br />
Potremmo allora riformulare il conflitto intrinseco al linguaggio ricorrendo ai termini amati da Umberto Eco e presi in prestito da Apollinaire di <em>Ordine e Avventura</em>: termini polari anch’essi ma che consentono un respiro oscillatorio della mente, un ciclo di Krebs psicologico ricco di potenzialità espressiva e trasformativa.<br />
Il linguaggio dunque come “organo” vitale e strumento di cura raffinato e complesso. E proprio in ragione di questa vitalità e di questa complessità, nello spirito dell’“enciclopedista” <em>à la manière de</em> Umberto Eco, cioè di una figura che, a differenza dell’esperto, riconosce il bisogno costante di muoversi alla ricerca di nuove strade e nuove connessioni all’interno di un modello rizomatico di conoscenza, non potevamo non ricorrere nuovamente all’aiuto di compagni di viaggio di altre discipline che pure si confrontano costantemente con la croce e con la delizia dello strumento linguistico, dalle letterature comparate alla semiotica, dall’antropologia culturale all’informatica, passando per la filosofia.<br />
Vi offriamo col presente volume il frutto di questa avventura, consapevoli più che mai dell’importanza del fare cultura o, come poeticamente viene detto nel mondo junghiano, del “fare anima”.</p>
<p><em>Testi di</em><br />
Carola Barbero, Maria Rosa Bovero, Adriano Cacciola, Stefano Candellieri, Felice Cardone, Stefano Cavalitto, Alessandro Defilippi, Davide Favero, Michela Fiore, Valentino Franchitti, Maria Teresa Giaveri, Marta Girardi, Chiara Lombardi, Mauro Longoni, Vivienne Meli, Riccardo Mondo, Carola Palazzi Trivelli, Eva Pattis, Francesca Picone, Francesco Remotti, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvia</span> Romano, Marilde Trinchero, Ugo Volli, Gloria Vona</p>
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		<title>Contemplazioni</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=contemplazioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 18:42:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Come ben dicono già i titoli delle sue raccolte poetiche, Silvia Venuti si muove in pittura come in poesia ispirandosi al mondo della natura, sentita come via verso la trascendenza e la spiritualità. Contemplazioni ha inizio infatti con un’epigrafe del &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=contemplazioni">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come ben dicono già i titoli delle sue raccolte poetiche, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvia</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Venuti</span> si muove in pittura come in poesia ispirandosi al mondo della natura, sentita come via verso la trascendenza e la spiritualità. <em>Contemplazioni</em> ha inizio infatti con un’epigrafe del poeta indiano Gibran: «Bellezza è eternità che si contempla in uno specchio. / Ma voi siete l’eternità e siete lo specchio». Divisa in tre parti, la raccolta si muove a spirale verso una forma di conoscenza sempre più alta: la prima rappresenta una visione della realtà filtrata attraverso la meditazione; nella seconda il dato sensibile spalanca le porte del mondo interiore; nella terza si procede «oltre lo sguardo interiore», lungo la via di un vero cammino di spiritualità e di verità. Ogni poesia cerca il dato sublime nell’estremo della semplicità e della misura, mirando all’immediatezza espressiva e alla comunicazione diretta con il lettore. Una poesia rivolta a chi crede nella bellezza del mondo, nella verità dell’uomo, nella forza disvelatrice della parola.</p>
<p><em>Dalla quarta di copertina di Giancarlo Pontiggia</em></p>
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		<title>Oltre il quotidiano</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=oltre-il-quotidiano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre il quotidiano è una raccolta poetica che possiede il pregio, così raro oggi, della semplicità e della profondità. Le parole sono tratte dall&#8217;uni­verso del mondo quotidiano: sono le stesse cui ricorriamo per dire dei giorni che passano, delle foglie &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=oltre-il-quotidiano">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Oltre il quotidiano </em>è una raccolta poetica che possiede il pregio, così raro oggi, della semplicità e della profondità. Le parole sono tratte dall&#8217;uni­verso del mondo quotidiano: sono le stesse cui ricorriamo per dire dei giorni che passano, delle foglie che cadono, dei dolori che ci feriscono, delle gioie che ci prendono all&#8217;improvviso, di tutto ciò che insomma riguarda gli uomini di ogni luogo e di ogni età. <span id="more-973"></span>Nello stesso tempo, però, il poeta cerca di andare <em>oltre, </em>di scoprire sotto la scorza delle cose e delle parole comuni, qualcosa che le trascenda, di scoprire il senso di ciò che accade. Dentro la trama semplice, quasi francescanamen­te umile, dei versi, si aprono allora immagini di intensa forza conoscitiva: il poeta, ad esempio, sta chiudendo «gli scuri, la sera», e all&#8217;improvviso sente come se stesse chiudendo «gli scuri dell&#8217;anima». La poesia di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvia</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Venuti</span> vuole insomma accedere &#8211; è questo il suo proposito &#8211; alla «sapien­za del cuore», entrare nelle stanze più segrete dei giorni che ritualmente si consumano, contem­plare le cose che ci lasciano e dicono addio, ma anche la meraviglia di una neve che cade, i vasti moti celesti, le trascorse memorie familiari. E lo fa senza barare con il lettore, ritirandosi in uno spazio minimo, spoglio, che è quello dell&#8217;anima sensibile e severa, che non disdegna la consolazio­ne dei pensieri buoni e misurati, quegli stessi che la letteratura moderna tanto tiene in dispregio, quasi temesse il potere sottile della loro opera: ogni poesia di questo libro è come un giorno della nostra vita, e il lettore, poesia dopo poesia, è come se scoprisse il senso del passare del tempo e delle stagioni, la difficile conquista dell&#8217;arte di vivere.</p>
<p align="right">Giancarlo Pontiggia</p>
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