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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Silvano Tagliagambe&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Silvano Tagliagambe&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Mente, cervello, ambiente: questioni</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=mente-cervello-ambiente-questioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 13:43:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo fascicolo di «Atque» intende riflettere sulle questioni relative al rapporto complesso tra mente, cervello e ambiente, che è al centro sia delle ricerche negli ambiti della filosofia contemporanea e, in particolare, della filosofia della mente, delle neuroscienze, della fisica, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=mente-cervello-ambiente-questioni">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo fascicolo di «Atque» intende riflettere sulle questioni relative al rapporto complesso tra mente, cervello e ambiente, che è al centro sia delle ricerche negli ambiti della filosofia contemporanea e, in particolare, della filosofia della mente, delle neuroscienze, della fisica, della matematica, della logica, e della psicologia.<br />
C’è da considerare <em>in primo luogo</em> che dagli studi più recenti delle neuroscienze è stata confermata, sulla base di impressionanti risultati sperimentali, la tesi relativa alla “plasticità del cervello”.<br />
E <em>in secondo luogo</em> che dagli studi più recenti della fisica, riguardanti in particolare la teoria quantistica dei campi, sono derivati modelli basati sul gioco complesso dello scambio continuo (nel senso di quel <em>commercium</em> che Kant definisce <em>Wechselwirkung</em>) tra il cervello e l’ambiente. Si pensi, al riguardo, al modello di Freeman-Vitiello, dove si ha l’immagine di un sistema che vive tramite una serie continua di “transizioni di fase” e dunque di nuovi livelli emergenti, dovuta, in particolare, a un meccanismo per la formazione di strutture ordinate noto come rottura spontanea di simmetria (SSB, <em>Spontaneous Symmetry Breaking</em>).<br />
C’è poi <em>in terzo luogo</em> da considerare che anche nella matematica e nella logica si va affacciando con sempre maggiore incidenza la questione della relazione tra la mente e l’ambiente. Per questa via emerge la convinzione che anche ammettendo che la mente, in qualche stato originario, possa essere assimilata a un sistema assiomatico, la sua interazione con l’ambiente finisce sia per rendere via via più complesso il sistema di partenza, sia per modificarlo strutturalmente in modo impredicibile – sino a sfuggire alla nostra analisi e conservare comunque una peculiare coerenza.<br />
Va infine rilevato <em>in quarto luogo</em> che in ambito filosofico, sì è reso sempre più fecondo un approccio al problema della mente e della coscienza basato sulla nozione di soglia emergente (o sopravveniente) capace di superare la sterile alternativa tra riduzionismo naturalistico (la mente non è altro che il cervello) e dualismo speculativo (la mente è radicalmente altro dal cervello). Su questa base – come recenti ricerche filosofiche sul rapporto tra coscienza di sé e origine dell’estetico hanno mostrato (una tesi già sostenuta nel libro di F. Desideri, <em>L’ascolto della coscienza</em>, Milano 1998 – di cui è in corso una nuova edizione) – è possibile esplorare nuovi paradigmi del classico rapporto tra percezione, emozione e intelligenza.<br />
Proprio a partire da questa serie di considerazioni il fascicolo raccoglie contributi che in base alle attuali ricerche, affrontano come tema centrale il nesso tra mente, cervello e ambiente sia nell’ambito delle neuroscienze e della psicologia cognitiva, sia in quello della filosofia, della fisica, della logica e della neurologia. E raccoglie inoltre ibridazioni interdiscipliari e magari sviluppi delle tematiche di cui si è appena detto.</p>
<p><em>Contributi</em> di Fabrizio Desideri, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tagliagambe</span>, Giuseppe Vitiello, Arnaldo Benini, Alberto Giovanni Biuso, Michele di Francesco e Alfredo Tomasetta, Massimo Marraffa e Tiziana Vistarini, Marco Salucci, Filippo Nobili, Enrico Facco</p>
<p><em>Prefazione</em> di Fabrizio Desideri e Paolo Francesco Pieri</p>
<p><em>Argomenti</em> “Ebrezza dialettica”. Figure della coscienza / Un ambiente a misura del cervello / Cervello, mente e cuore / Sinapsi della memoria / Una coscienza antropodecentrica / La coscienza ubiqua. Una breve apologia del panpsichismo / La cognizione incorporata e situata: riforma del computazionismo o ritorno al comportamentismo? / Comprendere o spiegare il problema mente-corpo? / Significatività e complementarità. Una retrospettiva fenomenologica sul problema mente-corpo / Oltre i vincoli del dualismo e del monismo materialista: la teoria neurofenomenologica dei due mondi</p>
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		<title>Sui volti dell&#8217;autorità</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=sui-volti-dellautorita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 09:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[Si deve ammettere che l’epidemia da covid-19, con la sua tendenza a diffondersi rapidamente e a più riprese, attraverso tutti i continenti, ha indotto a introdurre drastici cambiamenti nei nostri modi di vivere con gli altri e nello stesso rapporto &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=sui-volti-dellautorita">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si deve ammettere che l’epidemia da covid-19, con la sua tendenza a diffondersi rapidamente e a più riprese, attraverso tutti i continenti, ha indotto a introdurre drastici cambiamenti nei nostri modi di vivere con gli altri e nello stesso rapporto con noi stessi. E nel contesto di contagio pandemico in cui ci siamo venuti a trovare, abbiamo innanzitutto subìto una ferita narcisistica percependo la nostra fragilità umana insieme alla consapevolezza sia che non siamo gli unici esseri viventi sia che non possiamo continuare a considerare il nostro stile di vita come l’unico possibile. L’inedita condizione di pericolo in cui ci siamo trovati ha per l’appunto sottoposto i modi di vita a un drastico ridimensionamento e ad ascoltare e spesso a seguire, volenti o nolenti, quanto proveniva da voci autorevoli, sia da quelle che all’autorità univano il potere sia da quelle la cui autorità proveniva dal sapere (le figure degli esperti: medici, scienziati, virologi, fisici ecc. sia in veste individuale sia in veste di comitati tecnico-scientifici).<br />
È perciò intenzione di questo fascicolo di Atque, il domandarsi quale funzione abbiano nelle nostre vite i vari tipi di autorità e quale sia il gioco ottico dove compaiano quei volti che intanto incarnano questa figura. (…)<br />
D’altronde, discutere oggi dell’autorità è sommamente difficile, dal momento che questa figura, nelle sue incarnazioni politiche, religiose, istituzionali e sociali, ci si impone nel cuore di una crisi epocale e tale da mettere sottosopra il bagaglio di certezze e abitudini sul quale ci eravamo costituiti (adagiati) negli ultimi decenni. Quel concetto di autorità (di <em>auctoritas</em>) che fino a poco tempo fa ci sembrava in declino o in un processo di inarrestabile decadimento, adesso ci si impone anche al di là di ogni nostra adesione intenzionale. Così la sua stessa crisi, come ogni altra, può incorporare “fermenti non ancora conoscibili” una volta che sia liberata dai “fermenti cultuali”, con cui per l’appunto la tradizione la identificava. Può essere insomma un passaggio per qualche verso salutare, almeno dal punto di vista riflessivo o cognitivo.<br />
Al punto che ci si può chiedere come sia possibile alleggerire l’autorità dal peso della storia – con il relativo complesso di mediazioni, interpretazioni e rapporti di potere. E ciò perché le cose e le persone proprio solo perdendo la loro “saturazione” diventano permeabili, e nella “porosità” che finiscono col mostrare, divengono effettivamente percepibili – testimoniando nel contempo la storia degli sguardi che nel corso del tempo le hanno investite.<br />
La domanda cruciale da cui occorre partire è, in altri termini, come sia possibile pensare l’autorità non tanto in sé e per sé, quanto nei suoi volti, riconsegnandola alla dialettica sia percettiva sia cognitiva che ogni volta dispiegandola la istituiva. In tal modo, l’autorità non sarebbe immediatamente né nel padre, né nel maestro, né nel medico, né nelle cose che questi dicono. L’autorità sarebbe piuttosto nel volto del padre, nel volto del maestro, nel volto del medico e nel volto delle loro stesse cose. In quei volti che vengono all’espressione all’interno di ciò che potremmo chiamare un “gioco di sguardi”. In un gioco che da solo sarebbe capace di instaurarla, e insieme di intrecciarci ad essa – in quella adesione e in quella distanza che si danno nella concreta esperienza in cui ogni volta ciascuno di noi si trova. (…)</p>
<p><em>Contributi di</em> Pietro De Marco, Ubaldo Fadini, Mauro La Forgia, Massimo Palma, Felice Ciro Papparo, Amedeo Ruberto, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tagliagambe</span>, Francesco Valagussa</p>
<p><em>Prefazione di </em>Fabrizio Desideri e Paolo Francesco Pieri</p>
<p><em>Argomenti</em> La pandemia ha il volto di Amleto / L’<em>auctoritas</em> dai mille volti. L’assenza di volto dell’autorità contemporanea / La narrazione del padre. Considerazioni su Alexandre Kojève, l’autorità, la tradizione / Una tutt’altra sovranità. Rileggendo “La Sovranità” di Georges Bataille / Il volto e l’identità. A partire da Canetti e Deleuze / Tornare indietro e andare avanti / Disordine, irritazione, cura. La pandemia in psicoterapia / Autorità. Per una storia del legame <em>auctoritas-exousìa</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il mito dell&#8217;empatia. Prospettive critiche</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-mito-dellempatia-prospettive-critiche</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 14:54:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[I contributi raccolti da questo fascicolo di “Atque” provengono da un vasto panorama di conoscenze: dall’estetica alla filosofia, dalla storia delle scienze cognitive alla letteratura, dallariflessione fenomenologica alla psicoterapia analitica junghiana e sono impegnati nella riflessione critica attorno al concetto &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-mito-dellempatia-prospettive-critiche">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I contributi raccolti da questo fascicolo di “Atque” provengono da un vasto panorama di conoscenze: dall’estetica alla filosofia, dalla storia delle scienze cognitive alla letteratura, dallariflessione fenomenologica alla psicoterapia analitica junghiana e sono impegnati nella riflessione critica attorno al concetto di “empatia”.<br />
Dal senso greco di empatheia come esperienza psicoestetica sotto il segno della passività e quindi tendenzialmente psicopatologica (Plutarco, Plotino, Galeno, Aristotele) si è passati alla moderna Einfühlung come attegiamento intenzionale estetico-psichico che dispone tout-court alla comprensione dell’altro per via intraemozionale sino ad assurgere, nella vulgata, a modello di rapporto umano. Questo passaggio di senso sviluppa una serie di domande approfondite dagli autori, tra le quali: in che misura è possibile una relazione empatica come immedesimazione nel sentire dell’altro? Non vi è forse in tale assunzione un mito da ripensare?</p>
<p>Testi di Fabrizio Desideri, Massimiliano De Villa, Mauro La Forgia, Andrea Lanza, Massimo Marraffa, Felice Masi, Massimo Palma, Luca Pinzolo, Amedeo Ruberto, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tagliagambe</span>, Antonino Trizzino.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il suono della voce</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-suono-delle-parole</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 07:37:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’intersezione tra filosofia e psicoterapia, tra estetica e psicologia, questo fascicolo di «atque» intende focalizzare l’attenzione sulla voce. E riflettendo su questa fondamentale esperienza umana, si sofferma sul fenomeno del suono delle parole declinandole nella loro fisicità e materialità elementari. &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-suono-delle-parole">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’intersezione tra filosofia e psicoterapia, tra estetica e psicologia, questo fascicolo di «atque» intende focalizzare l’attenzione sulla voce. E riflettendo su questa fondamentale esperienza umana, si sofferma sul fenomeno del suono delle parole declinandole nella loro fisicità e materialità elementari.</p>
<p>Lasciando sullo sfondo la sfera verbale, il fascicolo mira a porre in primo piano il comunicarsi plurale delle voci, la vocalità dei parlanti, la pura sonorità che apre concretamente qualcuno a qualcun’altro. Non più nascosta dalla parola, la voce viene in tal modo a mostrare il suo volto fonico, comparendo come un oggetto sonoro che apre alla percezione di un interno e un esterno e all’instaurarsi di plurali relazioni.</p>
<p>Specificamente, una tale indagine prende a oggetto la voce articolandola sul piano ontologico e su quello qualitativo. Della voce vuole infatti indagare la sua singolarità ma – assumendo criticamente le versioni fonocentriche – vuole riflettere sulla sua unicità e insieme, sulle varie relazioni che via via intrattiene. E della voce vuole altresì indagare come essa si dia: riflettere su come la percezione dell’elemento puramente materiale della voce – le valenze sonore della parola, il suo timbro e la sua grana – entrino direttamente in contatto con il corpo, suscitandone per così dire un godimento.</p>
<p>Rispetto a che cosa sia, potremmo invece dire, da un lato, che la voce è suono prima che parola, e da un altro, che le parole, proprio nel loro insistere nell’universo acusticamente significativo, hanno una intrinseca connessione con la comunicazione vocale. In questa prospettiva è dunque importante leggere la voce orientandosi sulla costituzione materiale dell’oggetto sonoro, prima ancora che sulle sue significazioni. In altri termini, c’è sicuramente un livello di comprensione della voce come veicolo di significati e come sorgente di un’ammirazione estetica, ma prima ancora c’è da pensare un livello di esistenza della voce come oggetto incarnato che in quanto tale è una leva che svolge una azione causativa su vari piani, per esempio nella costituzione del soggetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fabrizio Desideri e Paolo Francesco Pieri</em></p>
<p>A partire dall’immagine classica e insieme attuale del medico-filosofo, «at<em>que</em>» intende stimolare e raccogliere ricerche e studi in quello spazio intermedio che la psicoterapia e la pratica filosofica vengono a determinare e contemporaneamente lasciano da pensare.</p>
<p>I potenziali lettori di «at<em>que</em>» sono in questo senso gli psicoterapeuti di vario orientamento (freudiano, junghiano, adleriano, cognitivista – e non solo) e insieme a loro i filosofi, e quindi tutti coloro che intendano assumere criticamente i propri saperi formalizzati e la tradizione di ricerca cui finirebbero quasi involontariamente con l’appartenere.</p>
<p>In particolare, i membri delle numerose e più recenti scuole di psicologia e di psicoterapia oltre che alle scuole di maggiore tradizione in Italia, sono quei lettori con cui «at<em>que</em>» – da oltre venticinque anni – tende a rivolgersi ponendosi nel contempo in discussione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Contributi di</em> Fabrizio Desideri, Ellen Dissanayake, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvano</span> Facioni, Mauro La Forgia, Maria Ilena Marozza, Giorgio Patrizi, Luca Pinzolo, Mariagrazia Portera, Carlo Serra, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tagliagambe</span>, Antonino Trizzino, Francesco Vitale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Argomenti</em> A due voci. Quasi un dialogo per nastro magnetico, <em>Glasharmonika</em> e rumore di fondo / Tra mutoli e scilinguati: una rapsodia / Dalla grana della voce alla grana della scrittura. Alcune riflessioni sulla parola detta e scritta / <em>Flatus Vocis</em>. Voce e scrittura tra Jacques Derrida e Giorgio Agamben / La voce tra sonorità e respirazione in Emmanuel Lévinas. Abbozzo di una metafisica dell’atmosfera / Incunaboli estetici / Quando un corpo incontra il linguaggio. Modulazioni vocali nella <em>talking cure</em> / Gesti vocali. Conflitti tra mimesi e senso / La voce delle parole / Il coraggio (e il bisogno) di regredire. Dalla semantica alla fonetica, dal significato al puro e semplice suono delle parole / Robert Walser. L’invenzione del silenzio</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Logiche del risentimento</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=logiche-del-risentimento</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 11:25:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[Contributi di Giuliano Campioni, Vanessa De Luca, Yamina Oudai Celso, Ubaldo Fadini, Luis Kanciper, Alfonso M. Iacono, Alessandro Pagnini, Giulio Preti, Silvano Tagliagambe, Stefano Tomelleri Argomenti Ressentiment: il pericolo da superare per Nietzsche-Zarathustra / Raskol, logica del diavolo: il risentimento in Dostoevskij &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=logiche-del-risentimento">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Contributi di Giuliano Campioni, Vanessa De Luca, Yamina Oudai Celso, Ubaldo Fadini, Luis Kanciper, Alfonso M. Iacono, Alessandro Pagnini, Giulio Preti, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tagliagambe</span>, Stefano Tomelleri</p>
<p>Argomenti Ressentiment: il pericolo da superare per Nietzsche-Zarathustra / Raskol, logica del diavolo: il risentimento in Dostoevskij / Nietzsche “primo psicologo” e genealogista del ressentiment / Il risentimento e il desiderio mimetico. A partire da René Girard / Risentimento, rimorso e viscosità della libido / Risentimento e vergogna: le basi morali della responsabilità / Ri/sentimenti di rete. Osservazioni / Sodoma: risentimento e democrazia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con questo fascicolo di «at<em>que</em>» intendiamo riflettere su quella più o meno segreta per­turbazione emotiva, molto umana, che è il ri­sentimento. Se lo assimiliamo a un’onda, <em>tanto</em> consideriamo pericoloso provare a cavalcare una qualsivoglia onda del risentimento che ci abbia pure involontariamente attraversato, <em>quanto</em> consideriamo necessario provare a comprendere cosa sia, come si sia generata, come possa propagarsi dentro e fuori di noi, come possiamo governarla, e come magari possa dissolversi.</p>
<p>L’intento è quello di perimetrare questa complessa affezione: seguendo le declinazioni delle sue espressioni, ricostruendone gli itinerari e conoscendone le diverse geometrie sarà possibile evidenziarne le varie logiche. E nello svolgere questo compito, seguiremo – come al solito – le differenti prospettive che sono venute a darsi su questo tema nei vari ambiti di ricerca in epoca moderna e non solo. Si pensi soprattutto a studi e ricerche sul risentimento che vanno dalla filosofia all’antropologia politica, dalla filologia alla psicologia (ma anche alla psicologia morale), dalla letteratura alla fenomenologia, dalla sociologia alla psicoanalisi. E quindi alle riletture di vari pensatori che vanno da Nietzsche (nel suo duro confronto con Eugen Dühring) a Hegel, da Montaigne a Girard, da Dostoevskij (che passa attraverso un confronto critico con Sečenov) a Scheler, da Rousseau a Freud (e non solo) sino – su piani diversi – ad Améry, Peter Strawson e Bernard Williams.</p>
<p>Se il tema è il <em>risentimento</em> e in particolare le sue <em>logiche</em>, possiamo così enumerare gli sviluppi che maggiormente si sono evidenziati: come uno dei modi che si dà nelle relazioni umane e quindi come ciò che ci situa emozionalmente nei confronti dell’altro; come qualcosa attraverso cui il corpo emerge in quanto luogo di passaggio, per cui l’interno è sempre liminare, e l’io è non tanto uno stato quanto una transizione e uno scambio con gli altri; come un pensiero lancinante generato da un passato vissuto in modo irriscattabile che in quanto tale corrode e intossica; come terreno della violenza e del conflitto (intraindividuale, interindividuale e politico); come l’effetto di uno “scacco del desiderio”; come fenomeno che ha a che fare non già con un sentimento individuale, bensì con “una modalità del con-essere”; come fenomeno della memoria che contagiando e infettando la stessa memoria attende l’oblio come cura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fabrizio Desideri e Paolo Francesco Pieri</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il lavoro delle emozioni</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-lavoro-delle-emozioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 18:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atque]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Possiamo intendere le emozioni come processi psichici relativi sia a cambiamenti corporei sia a stati non ancora pienamente circoscritti nella dimensione spazio-temporale. A ogni modo le emozioni sono ciò che, in un certo senso, predispone la nostra esistenza nel mondo, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-lavoro-delle-emozioni">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Possiamo intendere le emozioni come processi psichici relativi sia a cambiamenti corporei sia a stati non ancora pienamente circoscritti nella dimensione spazio-temporale. A ogni modo le emozioni sono ciò che, in un certo senso, predispone la nostra esistenza nel mondo, accompagnando, quasi musicalmente, il nostro esistere nel tempo e colorando, quasi pittoricamente, ogni nostro esperire.</p>
<p>Il lavoro emotivo, d’altro canto, sembra giocare un ruolo quasi-strutturale nella nostra vita e, come tale, non possiamo non coglierlo in azione anche nell’emergere di un’attitudine psicoterapeutica e nel suo ricorrente, conseguente e distribuito esercizio. Insomma, come nella vita quotidiana così nelle varie esperienze di cura attraverso le parole, per quanto decantato, filtrato e modulato, il tono emozionale entra variamente in gioco – continuamente opponendosi, perturbando od omeostaticamente compensando le nostre preferenze e tendenze “naturali”, ma anche le nostre convenzioni, le nostre routine cognitive, i nostri schemi culturali e perfino dottrinarî.</p>
<p>La questione delle emozioni, pertanto, può essere considerata a partire dalla complessità della loro natura e, insieme, delle loro funzioni e dei loro caratteri.</p>
<p>Questo fascicolo di «atque» è in qualche modo giunto, da un lato, a una sempre maggiore chiarificazione dei concetti e modelli in uso nell’ambito emozionale, e dall’altro, a una descrizione dell’ordinaria fenomenologia delle emozioni, che possa coglierle nella loro originaria complessità.</p>
<p>Magari provando a costruire una bozza per una psicoterapia a carattere cognitivo e, <em>insieme</em>, emotivo, capace di ripensare adeguatamente i vari livelli di espressività emozionale nel rapporto che intercorre, da un lato, tra quota corporea e vita della mente, e dall’altro, tra la nostra soggettività e il mondo esterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Contributi di </em>Franco Bellotti, Paola Cavalieri, Giuseppe Civitarese, Gianluca Consoli, Pietro Conte, Stefano Fissi, Rossella Guerini, Giuseppe O. Longo, Massimo Marraffa, Luigi Solano, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tagliagambe</span>, Antonino Trizzino</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Jung e il libro rosso: Il Sé e il sacrificio dell&#8217;Io</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=jung-e-il-libro-rosso-il-se-e-il-sacrificio-dellio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 17:11:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[I grandi temi del Sacrificio e dell’asse Io/Sé così come emergono da un’immersione degli Autori nel Libro Rosso, l’eccezionale diario sul quale Jung coraggiosamente annotò e dipinse le immagini di un periodo particolarmente fertile e doloroso della sua “discesa agli &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=jung-e-il-libro-rosso-il-se-e-il-sacrificio-dellio">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I grandi temi del Sacrificio e dell’asse Io/Sé così come emergono da un’immersione degli Autori nel Libro Rosso, l’eccezionale diario sul quale Jung coraggiosamente annotò e dipinse le immagini di un periodo particolarmente fertile e doloroso della sua “discesa agli inferi”, del suo contatto con le grandiose immagini del profondo, il cui spirito gli disse: “Nessuno può o deve impedire il sacrificio. Il sacrificio non è distruzione, il sacrificio è la pietra miliare di ciò che verrà”. C.G. Jung, <em>Il Libro Rosso. Liber Novus</em> (2009), tr. it., Boringhieri 2010, p. 230.</p>
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		<title>Atque</title>
		<link>https://morettievitali.it/atque/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 09:08:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ATQUE è una congiunzione latina che serve a rilevare opposizioni che comunque non si disgiungono né si escludono. La rivista che ad essa si intitola, si pone come strumento per riflettere sul problema di far dialogare la conoscenza e l’esperienza, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/atque/">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="testoLibro">
<p><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/loghi_riviste/atque.gif" alt="" width="120" height="50" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003333;"><strong>ATQUE </strong></span>è una congiunzione latina che serve a rilevare opposizioni che comunque non si disgiungono né si escludono. La rivista che ad essa si intitola, si pone come strumento per riflettere sul problema di far dialogare la conoscenza e l’esperienza, si apre al confronto delle interpretazioni che emergono dalle varie forme dei saperi e dal gioco dei loro sconfinamenti. Il formato della rivista e il taglio degli articoli ne fanno uno strumento di lavoro agile e gradevole. La rivista, semestrale, è stata fondata nel 1990.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #003333;">Redazione:</span></strong> Remo Bodei, Paola Cavalieri, Fabrizio Desideri, Maurizio Ferrara, Anna Gianni, Alfonso Maurizio Iacono, Mauro La Forgia, Roberto Manciocchi, Maria Ilena Marozza, Luciano Mecacci, Paolo Francesco Pieri, Amedeo Ruberto Collaborano, tra gli altri Luigi Aversa, Umberto Galimberti, Enrico Ghidetti, Fausto Petrella, Alessandro Pagnini, Mario Rossi-Monti, Carlo Sini, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tagliagambe</span>, Enzo Vittorio Trapanese</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003333;"><strong>Realizzazione tecnica:</strong></span> Marco Catarzi</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Semestrale Formato 14,5&#215;21, pagine 224 ca.; euro 16,00</p>
</div>
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