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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Recalcati, Claudio&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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		<title>Un altrove qualunque</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:01:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulla lingua di Claudio Recalcati pare tra­scorrere, dapprima, un&#8217;ombra: il sentimen­to di un&#8217;inadempienza, di una scollatura fra le parole e le cose: il velo, il tremore di un rapporto vacillante, indecidibile col desti­no. Le parole con cui nominiamo il nostro &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=un-altrove-qualunque">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla lingua di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Claudio</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Recalcati</span> pare tra­scorrere, dapprima, un&#8217;ombra: il sentimen­to di un&#8217;inadempienza, di una scollatura fra le parole e le cose: il velo, il tremore di un rapporto vacillante, indecidibile col desti­no. Le parole con cui nominiamo il nostro luogo nel mondo, sembra credere <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Recalcati</span>, non sono che palliativi, farmaci imperfetti, apparenze votate a migrare come &#8220;nuvole di fumo&#8221;. <span id="more-952"></span>Ma tanto più forte preme, al fondo della sua voce, il bisogno di tentare appigli, di lanciare sonde verso le curve sdrucciole­voli del tempo. Al fuoco di questa tensione i versi del poeta si inanellano come &#8220;un codice cifrato di sussulti&#8221;, come uno sgoc­ciolìo di umori aspri e vinosi. C&#8217;è un piace­re sottile dell&#8217;amarezza in questo canzonie­re. Ma il fiele, per una strana alchimia, ha qui, a tratti, anche un sentore straziante e soave di miele o di muschio. Nell&#8217;errore e nel dolore cova il seme della bellezza: l&#8217;a­more, che ferisce per la fatalità del suo spre­carsi, resiste almeno, nel lutto della memo­ria, come il seme di quell&#8217;altrove, come la vertigine di quella tenerezza a cui abbiamo creduto un giorno qualunque della nostra vita.</p>
<p align="right"><em>Paolo Lagazzi</em></p>
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