<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Ramat, Silvio&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
	<atom:link href="https://morettievitali.it/search/Ramat%2C+Silvio/feed/rss2/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://morettievitali.it</link>
	<description>Cras iterabimus aequor</description>
	<lastBuildDate>Wed, 11 Jul 2012 15:04:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>

<image>
	<url>https://morettievitali.it/wp-content/uploads/2024/07/morettivitalilogo-150x150.png</url>
	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Ramat, Silvio&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
	<link>https://morettievitali.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La buona fede</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-buona-fede</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:56:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I volti di Hermes]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://keyhammer.ath.cx/morettievitali/?post_type=libri&#038;p=994</guid>

					<description><![CDATA[Soltanto da Silvio Ramat, uno dei poeti più limpidi e ispirati dell’ultimo mezzo secolo, tra i pochi cui dovremmo guardare come si guarda a un maestro di moralità e di stile, e al quale, per giunta, dobbiamo alcune delle pagine &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-buona-fede">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Soltanto da <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Silvio</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ramat</span>, uno dei poeti più limpidi e ispirati dell’ultimo mezzo secolo, tra i pochi cui dovremmo guardare come si guarda a un maestro di moralità e di stile, e al quale, per giunta, dobbiamo alcune delle pagine critiche fondamentali sulla poesia italiana del Novecento, poteva venire un libro come <em>La buona fede. </em></p>
<p><em><span id="more-994"></span>Memoria e letteratura</em>, un libro in cui si fondono la prospettiva critica, l’autobiografia intellettuale, l’autoritratto, le memorie familiari, le passioni segrete, il ricordo affettuoso dei maggiori poeti del secolo scorso. Con la discrezione e il pudore che gli riconosciamo, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ramat</span> intesse un libro che non ha precedenti, non solo per la vastità dei temi che vanno a costituire un vero e proprio affresco, umano e culturale, del nostro tempo, ma anche per la sorprendente naturalezza con cui l’autore sa passare dalla prosa al verso, dalla severità del giudizio critico alla commozione, dalla <em>pietas</em> privata a quella pubblica. E tutto con la misura, il nitore, la precisione che da sempre contraddistinguono le sue pagine, poetiche e saggistiche, e che <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ramat</span> sa anche applicare alla propria opera, con suggerimenti e definizioni che resteranno da oggi non eludibili per chi voglia affrontare la lettura – e lo studio – della sua opera poetica. Ma è lo strenuo, ferito, bruciante sentimento del tempo a legare ogni pagina, ogni verso: quanti addii, quante partenze, quanta umanità scorre in questo libro di intelligenza e di affetti, appassionante e prospettico, ironico e struggente, che si volge a noi con la stessa limpidezza, ed esemplarità, con cui, in <em>Mia madre un secolo</em>, lo splendido «racconto in versi» pubblicato all’inizio del nuovo millennio, fluivano – attraverso le vicende familiari – le vicende di un secolo intero, miracolosamente saldate in un’unica lastra. E non sarà un caso se i due libri si concludono con la stessa citazione dantesca: «quasi che dalla sua vita/ secolare sparisse il troppo, il vano», leggevamo nel poemetto dedicato alla madre; mentre qui l’augurio è che la poesia (non solo quella «breve») ci protegga dalla dispersione «nel troppo e nel vano».</p>
<p align="right">G. P.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
