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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Pellegrini, Ernestina&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Pellegrini, Ernestina&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Nel paese di Meneghello</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=nel-paese-di-meneghello</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:39:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[La Salamandra]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo libro è il frutto di una &#8216;lunga fedeltà&#8217;. Raccoglie i saggi, anche inediti, che Ernestina Pellegrini va scrivendo in «tema di meneghellerie», da quasi un ventennio. Ne risulta un attento e sfaccettato ritratto critico dello scrittore di Malo, raccontato, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=nel-paese-di-meneghello">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo libro è il frutto di una &#8216;lunga fedeltà&#8217;. Raccoglie i saggi, anche inediti, che <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ernestina</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Pellegrini</span> va scrivendo in «tema di meneghellerie», da quasi un ventennio. Ne risulta un attento e sfaccettato ritratto critico dello scrittore di Malo, raccontato, come in &#8216;presa di­retta&#8217;, sul versante di una biografia letteraria nella quale l&#8217;autrice rav­visa il riflesso di un mondo culturale fra i più intensamente rappresen­tativi del nostro Novecento.</p>
<p><span id="more-1052"></span>«Si può fare un libro per una sola persona?» si è chiesta la Pel­legrini nel presentare queste pagine all&#8217;interlocutore privilegiato, per cui le ha pensate e scritte e «che poi è l&#8217;oggetto stesso del di­scorso critico».</p>
<p>E in quest&#8217;interrogativo c&#8217;è la scommessa che l&#8217;autrice ha fatto con se stessa e che ha affrontato con tenace dolcezza, vincendola gra­zie alla competenza e all&#8217;intelligenza con cui sa guidare anche noi fra i luoghi e i personaggi, le immagini e le parole che insieme fanno «il paese di Meneghello». Vale a dire, fra quelle &#8216;figure&#8217; che costituiscono il micro-macrocosmo della scrittura meneghelliana, che è divenuto uno specchio della nostra intera civiltà — delle sue sicurezze e delle sue gibigiane — e nel quale, per ciò, possiamo sempre meglio leggerci e riconoscerci.</p>
<p>L&#8217;atteggiamento che unisce ed anima tutte queste pagine, mai me­ramente occasionali, è nel dialogo, di tono particolare, che la Pellegri­ni sa intrecciare col &#8216;suo autore&#8217;. Un dialogo tessuto di distanze criti­che e di affettuose sintonie, dato che, pur senza rinunciare ad un ben coltivato abito interpretativo, l&#8217;autrice riesce a rivelarci la sua profon­da congenialità poetica con lo scrittore.</p>
<p align="right">                                (g. v.)</p>
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		<title>Che fate, quel giovane?</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=che-fate-quel-giovane</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Opere di Luigi Meneghello]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque ragionamenti di Meneghello, scritti a voce, sui rapporti fra esperien­za e scrittura, sull&#8217;amicizia, sull&#8217;ambizione personale, sul regno della bicicletta e delle donne, sui risvolti più o meno seri della parola &#8220;virile&#8221; o dei premi letterari, sul periodo strano del &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=che-fate-quel-giovane">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque <em>ragionamenti </em>di Meneghello, scritti a voce, sui rapporti fra esperien­za e scrittura, sull&#8217;amicizia, sull&#8217;ambizione personale, sul regno della bicicletta e delle donne, sui risvolti più o meno seri della parola &#8220;virile&#8221; o dei premi letterari, sul periodo strano del dopoguerra, dove i &#8220;pezzi politici&#8221; possono discorre­re (nel senso manzoniano del &#8220;fare all&#8217;amore&#8221;) con i pezzi più &#8220;frivoli&#8221; (frivo­li?) delle attrazioni per una moto, per una donna, per &#8220;lo strano paese dell&#8217;e­ros&#8221;. L&#8217;autore prova empiricamente a far vedere i meccanismi, le rotelle e gli snodi della sua materia.</p>
<p><span id="more-1041"></span>In questi saggi divertenti si disserta sul rapporto fra autentico ed inautenti­co, su come si forma un libro, sui suoi vari strati, per cui alle volte creare signifi­ca afferrare delle manciate di esperienza lontana, con uno slancio di grazia, per poi ossificarle nelle versioni scritte, negli &#8220;innumerevoli, ostinati, stucchevoli sche­mi o elenchi di possibili parti o capitoli&#8221;, e altre volte, invece, creare vuoi dire pescare nel caos della calotta cranica, dove le esperienze vanno in soffitta, per dare a quei frammenti marasmatici una forma organica. Scrivere è per Mene­ghello una attività pratica, come aprire con un tocco dell&#8217;unghia (lo stile) i gusci &#8220;nevralgici&#8221; dei ricordi, delle parole-chiave, per arrivare ai &#8220;nuclei di realtà&#8221;: un lavoro di meccanica, con le giunture, le saldature, e di straforo, più nascosti, gli impasti e le fusioni, le vergognose ma esaltanti <em>poltiglie. </em>E dall&#8217;originalità <em>uncanny </em>degli accostamenti, dei <em>rabaltóni </em>improvvisi dal serio al comico che sprizza sul lettore vibrante, stupito, il fascino intenso, sconvolgente di questa prosa.</p>
<p>Meneghello mostra come si possa parlare con la stessa serietà, cioè con au­torità e competenza, del Partito d&#8217;Azione e di uno sputo. La scrittura saggistica investe questioni letterarie di fondo, come quella del rapporto fra privato e pub­blico, fra autobiografismo di partenza e autobiografismo d&#8217;arrivo. Alla base di questi cinque <em>ragionamenti, </em>a modo suo intuitivi ironici e illuminanti, irrobustiti da arterie polemiche social-civili e da scrupoli filologici, lo scrittore fa vedere per immagini le profonde, impensabili verità del linguaggio. Torna e ritorna sui suoi temi, sui suoi attrezzi di lavoro, sugli zii e Thomas Mann, sulle formiche e Yeats, sulle immagini ambivalenti di ciò che racchiude, preserva: uova, gusci, sferiche ballottine&#8230; e prova a spiegare, a sé e a noi, perché è ciò che è, vale a dire uno scrittore che dissacra, che contesta prestigi piuttosto che edificarli e da una lezione epistemologica per dimostrare come prima di imparare a costruire e creare si debba imparare a smontare con garbo, curiosità e profondo rispetto. Proprio là dove si indicano alcuni modelli di autorità intellettuale torna così ad esprimersi il caparbio e irriverente sguardo dal basso, del bambino narcisista che difende come può, con denti scarpino e prosa, il suo diritto sacrosanto alle &#8220;ponpe&#8221;, a una dose abbondante di felicità.</p>
<p align="right"><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ernestina</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Pellegrini</span></em></p>
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		<title>Vita di Nino Bixio</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=vita-di-nino-bixio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrivere le vite]]></category>
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					<description><![CDATA[La vita di Nino Bixio (1905) di Giuseppe cesare Abba: un agile ritratto in piedi dell’iracondo “secondo dei Mille”, scritto da uno che l’ha visto, che ha sentito il fascino e la primitiva imponenza della sua indole fiera e quasi &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=vita-di-nino-bixio">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La vita di Nino Bixio (1905) di Giuseppe cesare Abba: un agile ritratto in piedi dell’iracondo “secondo dei Mille”, scritto da uno che l’ha visto, che ha sentito il fascino e la primitiva imponenza della sua indole fiera e quasi selvaggia. L’autore delle Noterelle di uno dei Mille, di un vero best-seller fra Otto e Novecento, toglie dall’affresco corale del suo piccolo esercito antico un fotogramma d’eccezione – quello del comandante Lombardo dal “profilo che taglia come una sciabolata” – lo ingrandisce, lo isola, e gli regala il suo affettuoso ma disincantato panegirico.</p>
<p><span id="more-879"></span>E’ la storia, senza vera retorica, di un personaggio da epopea, di una figura mitizzata quanto discussa, che “in sé ha dieci anime”: da marinaio si fa garibaldino, quindi entra nell’esercito regolare per poi sedere in Parlamento, per finire poi col buttare tutto all’ortiche e tornare in mare per un’avventura in estremo Oriente, dove muore di colera. Le vicende di guerra e pace di una personalità camaleontica e pragmatica, di “un pioniere di se stesso” (Guerzoni” paragonato dal Lamarmora al Boiardo: &lt;&lt;E’ un complimento che mi seccherà più di una volta – scrive il Bixio – e di cui mi riconosco indegno perché davvero non mi conosco sans réproche&gt;&gt;. La leggenda si crea da sé, nel rispetto assoluto del fatto storico. Abba sa che scrivere la vita di Bixio nel 1900, puntando tutto sul periodo meno eroico, quello che dal 1861 va al 1865 e lo vede come elemento moderatore fra patrioti e uomini politici (nella consapevolezza che il tempo della rivoluzione pura è finito, coi suoi eserciti irregolari e le sue guerre per bande), significa fare azione politica, cioè dare alle armi la sua letteratura quasi crepuscolare.</p>
<p>Bixio è visto come un discendente dei grandi uomini d’azione italiani del Quattrocento, degli avventurieri militari conquistatori e fondatori di Stati: un Castruccio Castracani dell’Ottocento, a cui egli dà i colori accesi che Stendhal e Taine avevano usato per Napoleone.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le città interiori</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=le-citta-interiori</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il castello di Atlante]]></category>
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					<description><![CDATA[Le città interiori, una planimetria di Trieste fatta di parole: uno specchio letterario per l&#8217;identità plurale di una città captata dall&#8217;immaginario di alcuni suoi scrittori di ieri e di oggi, nell&#8217;arco di un secolo. In un gioco di quadri e &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=le-citta-interiori">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <em>citt</em><em>à interiori, </em>una planimetria di Trieste fatta di parole: uno specchio letterario per l&#8217;identità plurale di una città captata dall&#8217;immaginario di alcuni suoi scrittori di ieri e di oggi, nell&#8217;arco di un secolo. In un gioco di quadri e di dissolvenze che si accavallano, dando il senso di un <em>collage </em>o di una scultura cubofuturista, con i suoi snodi e le sue strabilianti interconnessioni, si tracciano le coordinate di quell&#8217;epopea casalinga che ha fatto di questa città di frontiera un luogo ormai mitico per la storia letteraria italiana. Da questo caleidoscopio di <em>introcosmi </em>viene fuori il ritratto mosso e in perenne trasformazione<strong> </strong>di una Trieste composta in tante mappe sovrapponigli, arricchita e rivitalizzata dai suoi affascinanti e inconfondibili distretti letterari.</p>
<p><span id="more-869"></span>Un itinerario critico in due tempi e otto stazioni. Il primo tempo appartiene alla città di ieri: dall’«impero dell&#8217;immobilità» di Silvio Benco alla «città dalla scontrosa grazia» di Umberto Saba, alla «città degli eroi» di Giani Stuparich, fino al «calderone di sapore pantagruelico» di Bobi Bazlen, dal quale saltano fuori «tipi strani, avventurieri della cultura e della vita».</p>
<p>Il secondo tempo appartiene alla città di oggi, e sembra quasi che si parli d&#8217;altro: dal mare di Claudio Magris alla radura di Marisa Madieri, ai casamenti che affondano in terre friabili come rena di Fabio Doplicher, fino al controcanto burlesco di Roberto Dedenaro su una città anonima e moderna posta ai confini di mondi arcaici e feroci, devastati dalla guerra.</p>
<p>Al lettore sembra di entrare in una cartolina illustrata, nel suo limpido mondo racchiuso, ma egli finisce per scoprire che fra la città reale e le sue riproduzioni letterarie si è prodotta, nel tempo, una straordinaria osmosi, per cui l&#8217;una non può esistere senza il contributo dell&#8217;altra: due storie parallele si intrecciano e interagiscono, dando l&#8217;impressione che, per mantenere in vita un mito e una città, si impegni un&#8217;energia e una vitalità culturale sempre rinnovata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Epica sull&#8217;acqua</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=epica-sullacqua</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Andar per storie]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo saggio &#8211; che unisce la precisione della ricostruzione culturale e il rigore del giu­dizio critico alla capacità epica di far rivivere atmosfere e personaggi dei testi interpretati -Ernestina Pellegrini affronta l&#8217;opera narrativa di Claudio Magris e, attraverso di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=epica-sullacqua">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo saggio &#8211; che unisce la precisione della ricostruzione culturale e il rigore del giu­dizio critico alla capacità epica di far rivivere atmosfere e personaggi dei testi interpretati -<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ernestina</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Pellegrini</span> affronta l&#8217;opera narrativa di Claudio Magris e, attraverso di essa, alcuni nodi essenziali del nostro tempo e della sua letteratura.</p>
<p><span id="more-731"></span><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ernestina</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Pellegrini</span> rievoca e <em>analizza </em>l&#8217;uni­verso di uno dei più significativi scrittori con­temporanei &#8211; le sue storie di frontiera, le sue odissee di individui e popoli dimenticati, le sue figure errabonde, esiliate dalla vita e alla ricerca di un&#8217;impossibile Terra Promessa, i suoi grovigli di verità e ambiguità, i suoi per­sonaggi nascosti, le sue epifanie e i malintesi, i suoi mari, i suoi fiumi, i suoi interni mitteleu­ropei, i suoi intrecci di <em>pietas e </em>ironia, di grot­tesco e avventura.</p>
<p>La sua analisi è anche, forse soprattutto, occasione di fare i conti con i modi, i trucchi, gli struggimenti, gli scacchi, le maschere con cui la letteratura cerca di far fronte alla diffi­coltà di narrare il mondo.</p>
<p>Con uno stile asciutto e insieme avvolgente, denso di epifanie fulminee e capace di respiro disteso, il libro di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Ernestina</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Pellegrini</span> ha la vivacità e l&#8217;intensità delle cose che si stanno trasformando, svela il suo oggetto, cogliendo­lo da vicoli laterali, da scorciatoie imprevedi­bili, raccorci insospettati, in una serrata anali­si che giunge a scoperte originali ed è anche controcanto al testo analizzato. Una lucidità anche impietosa di giudizio e una congeniali­tà di tono confluiscono in una lettura pervasa dal senso della letteratura intesa quale viaggio, ardito e insieme precario, su un&#8217;acqua che è il fondale cedevole della vita e insieme il grande spazio di un&#8217;avventura improbabile e insieme appassionata.</p>
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