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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Massimiliano Mandorlo&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Massimiliano Mandorlo&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>La casa delle albe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 15:28:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fra intimità e distanza, in una terra chiamata esilio, in una casa che ci appare come arca sospesa tra le colline e il mare, il canto di Maiorino cerca conforto nell’immaginazione creativa che ricostruisce tutto intero un mondo nel quale battono tre cuori. Il paradiso mai scalato delle montagne che fanno da sfondo alla città natale, Belluno, gli umili santi di un sud che riemerge dall’infanzia strappata alle sue radici, e la definitiva scoperta di un luogo infinitamente più grande, nella città adriatica a forma di gomito dal nome di altare, Ancona. Qui avviene la svolta spirituale, spesso affidata a una prosa ecfrastica che sola può dire la terra e il cielo insieme. Un compimento che assomiglia alle ganghere, le terre franose di altre colline, la pace ritrovata in momenti mistici di quiete e di speranza.<br />
La silloge vincitrice del premio Montale per l’inedito 1996, pubblicata in antologia, viene qui inserita per la prima volta.</p>
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		<title>Nella pietra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 11:45:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutto, in questa nuova raccolta di Massimiliano Mandorlo, sembra fondato sul principio dell’omologia tra organismi diversi, tra il mondo dell’animato e dell’inanimato: miriadi di grattacieli «bucano / il costato aperto» di New York, che appare al poeta come «crocifissa / &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=nella-pietra">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tutto, in questa nuova raccolta di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Massimiliano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Mandorlo</span>, sembra fondato sul principio dell’omologia tra organismi diversi, tra il mondo dell’animato e dell’inanimato: miriadi di grattacieli «bucano / il costato aperto» di New York, che appare al poeta come «crocifissa / nel nero bitume»; la stazione Centrale di Milano è come il «ventre oscuro» di un’immensa balena; «arterie grandiose» pulsano «nella dura scorza minerale». Ma il poeta non si ferma qui: le sue immagini sono figure, portano in sé la fede di un fuoco rigeneratore che brucia, di una luce prodigiosa che redime: sul «ventre d’acciaio» delle viscere della metropolitana si abbatte, all’improvviso, «il presente / con la sua forza azzurra / di fiume imprevedibile»; uno stesso abbraccio «dà forza» all’acqua, «muove» la pietra; i migranti colano a picco «piantando le braccia / la croce / nei bianchi abissi del mare». In questo libro tutto impregnato dei simboli della resurrezione, anche le rocce «sepolte in montagne di buio e gravità» sono destinate a riemergere in «pareti di luce». Con una lingua che ha in sé gli accenti visionari della tradizione mistica e scritturale, il poeta vede «la pietra liberata, / la terra esplodere / dalle sue crepe ferite / come un canto». Tra stasi e divenire, buio e luce (parola-chiave, insieme a «pietra», del libro, con la quale condivide il maggior numero di occorrenze), la città dell’uomo di agostiniana memoria pare sprofondare «nell’eterna / battaglia del presente», riemergendone solo nella comunione con i morti-dormienti, e nel nome di Colui che da sempre conosce «gli altipiani ventosi» del cuore. Perché anche il cuore è pietra, e come la pietra conosce «la doppia ricchezza / di gloria / di gloria / ed erosione». Nel segno di una poesia di forme essenziali e di apocalittica tensione, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Massimiliano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Mandorlo</span> sa rielaborare nella sua lingua scheggiata e sofferente la grande lezione dell’ultimo Luzi: nel «viaggio / terrestre» evocato esplicitamente verso la conclusione del libro, è già compendiata una metafora di vita, e una idea di poesia come forza rigeneratrice e trasformatrice del cuore umano.</p>
<p style="text-align: right;">G.P.</p>
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