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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Jiří Karásek ze Lvovic&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Jiří Karásek ze Lvovic&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Dante eterodosso</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=dante-eterodosso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:41:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moretti Honegger]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze dell'uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[La Commedia di Dante sta conoscendo una stagione di riscoperta presso il vasto pubblico, ma l&#8217;immagine del poeta fio­rentino è pur sempre quella che la cultu­ra accademica ci ha consegnato. Le rivisi­tazioni filologiche ed estetico-letterarie lasciano pur sempre in ombra &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=dante-eterodosso">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <em>Commedia </em>di Dante sta conoscendo una stagione di riscoperta presso il vasto pubblico, ma l&#8217;immagine del poeta fio­rentino è pur sempre quella che la cultu­ra accademica ci ha consegnato. Le rivisi­tazioni filologiche ed estetico-letterarie lasciano pur sempre in ombra segreti di quella personalità fuori del comune e della sua opera, per molti aspetti ancora enigmatica. In particolare, vi è un aspet­to che stenta a essere preso in considera­zione dalla critica ufficiale: il pensiero filosofico-religioso di Dante, general­mente ritenuto in linea con i dettami del­l&#8217;ortodossia dell&#8217;epoca.</p>
<p><span id="more-1422"></span>Di un Dante non precisamente orto­dosso si cominciò a sospettare presto. Ma bisognò attendere nuove <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">circostanze</span> sto­rico-culturali perché su questo aspetto del pensiero dantesco si potesse finalmen­te indagare senza troppe cautele. Già Ugo Foscolo, inascoltato, avvertì l&#8217;importanza del problema per l&#8217;intendimento pieno dell&#8217;opera dantesca: «A chiunque consi­dera nell&#8217;autore il poeta anziché il legisla­tore di religione, Dante e quel secolo, temo, sì rimarranno mal conosciuti».</p>
<p>Mosso da un forte e mai celato intento etico, l&#8217;autore offre qui un ritratto inedi­to di Dante: quello di un cristiano che vuoi dare nuova linfa alla cristianità, ri­portandola alla virtù originaria.</p>
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		<title>Le segrete cose</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=le-segrete-cose-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moretti Honegger]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze dell'uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[La Divina Commedia è attraversata da enigmi, sconcertanti presenze e strane assenze. Chi è il «veltro»? Perché l&#8217;infedele e «meretrice» Cunizza è in Paradiso e Francesca da Rimini in Inferno? Perché Dante non cita mai i Catari, la grande «eresia» &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=le-segrete-cose-2">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <em>Divina Commedia </em><em>è </em>attraversata da enigmi, sconcertanti <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">presenze</span> e strane <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">assenze</span>. Chi è il «veltro»? Perché l&#8217;infedele e «meretrice» Cunizza è in Paradiso e Francesca da Rimini in Inferno? Perché Dante non cita mai i Catari, la grande «eresia» che a quel tempo era così diffusa proprio nelle zone in cui egli viveva? <span id="more-1420"></span>Queste sono solo alcune delle doman­de che da sempre si pongono lettori e critici. Per trovare una soluzione è spesso necessa­rio allargare il campo, spingere lo sguardo altrove. È quanto ha fatto Maria Soresina. Da appassionata studiosa delle filosofie indiane, l&#8217;autrice ha notato una serie di sor­prendenti analogie tra queste e il poema dantesco, come la corrispondenza tra la legge del <em>karma </em>e quella del contrappasso, o la presenza del <em>guru </em>come guida nel cammi­no. Da qui è nata l&#8217;ipotesi di inoltrarsi in un confronto più approfondito tra questi due mondi. Un&#8217;intuizione felice, che ha fornito una chiave di lettura in grado di ripercorre­re la trama di enigmi e di indizi di cui il poema è in tessuto, e di penetrare così nel significato profondo, nelle <em>segrete cose, </em>di un&#8217;opera tanto ricca di simboli e di allegorie. Con il linguaggio semplice e dovizia di argo­mentazioni, Maria Soresina ci accompagna attraverso i tre regni del poema dantesco aprendo, grazie al costante parallelo con i testi sacri dell&#8217;India e la dottrina dei Catari (che tanti punti in comune ha con l&#8217;indui­smo), inattese prospettive di spiritualità. In entrambi i casi, il parallelo aiuterà a com­prendere meglio il pensiero rivoluzionario, «eretico» e sorprendentemente attuale di Dante.</p>
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		<title>L&#8217;Ungheria e la cultura mitteleuropea</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=lungheria-e-la-cultura-mitteleuropea</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moretti Honegger]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze dell'uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il convegno di cui qui si pubblicano gli atti è stato dedicato alla memoria di Gianpiero Cavaglià, professore associato di lingua e let­teratura ungherese a Torino e, come ha scritto Cesare Cases in un ri­cordo di lui pubblicato su «L&#8217;indice», &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lungheria-e-la-cultura-mitteleuropea">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il convegno di cui qui si pubblicano gli atti è stato dedicato alla memoria di Gianpiero Cavaglià, professore associato di lingua e let­teratura ungherese a Torino e, come ha scritto Cesare Cases in un ri­cordo di lui pubblicato su «L&#8217;indice», uno dei più brillanti e pro­mettenti comparatisti italiani. <span id="more-1418"></span>Gianpiero Cavaglià coltivava la lette­ratura comparata sia nel suo senso più tradizionalmente italiano -con puntuali confronti tra autori, movimenti letterari, storia civile -sia nel suo più popolare senso anglosassone, come una riflessione estetico-filosofica sull&#8217;esistenza umana quale si conosce e si rappre­senta nella letteratura e nella poesia. E su tale terreno, oltre che su quello di un legame privato strettissimo, durato quasi venticinque anni e interrotto solo dalla sua morte, che gli sono stato vicino e ho imparato da lui cose decisive per il mio personale lavoro filosofico. Difficile riassumerle e valutarne l&#8217;importanza: ricorderò solo il suo modo di leggere, anche contro una certa vulgata dominante, le ope­re di Hofmannsthal, di cui assumeva come filo conduttore la pagina sull&#8217;effetto Potëmkin. Un vero piccolo tesoro di idee e di visione della vita, la tesi hofmannsthaliana; che cioè i contrasti, i conflitti, l&#8217;irrazionale, sosteneva lo scrittore austriaco, non si dovrebbero sca­vare, drammatizzare, cercare di risolvere definitivamente (sempre l&#8217;ultima guerra per eliminare tutte le guerre!) &#8211; ciò che tanto pensie­ro e azione, anche politica, avevano preteso di fare, spesso sangui­nosamente, nel nostro secolo &#8211; bensì celare dietro facciate dipinte che ne allevino la gravita, anche con un atteggiamento di distacco ironico. Gianpiero Cavaglià, che pure ha vissuto personalmente la tragedia di una lunga malattia ancora senza cura, e lo sapeva, era tutt&#8217;altro che un pensatore tragico. Mi ha sempre ricordato, in ciò, una pagina di Ernst Bloch (nella prima edizione del <em>Geist der Uto­pie, </em>se non sbaglio), dove Bloch dice che Gesù non somiglia a un eroe tragico, ma piuttosto a un clown, comunque a un umorista; co­me quell&#8217;uomo moderato di cui parla Nietzsche quando cerca di definire il suo <em>Übermensch, </em>che ha la forza di esercitare anche verso se stesso e l&#8217;uomo in generale un certo ironico, ma amichevole, di­stacco che non si abbassa mai a divenire disprezzo o rassegnazione. Poiché su tutte queste eredità teoriche di Gianpiero sto ancora meditando, e anzi ne vivo, oltre che coltivarne un fortissimo ricordo af­fettivo, non posso &#8220;celebrarlo&#8221; con un testo che si pretenda in qual­che senso &#8220;definitivo&#8221;. Mi rallegro però con l&#8217;iniziativa degli amici, che, riprendendo talvolta tematiche letterarie e filosofiche a lui tan­to care, contribuiscono con questi saggi a mantenerne viva la lezio­ne, per tanti versi straordinaria.</p>
<p align="right">Gianni Vattimo</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Leonardo nella società di massa</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=leonardo-nella-societa-di-massa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moretti Honegger]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze dell'uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Ora che Gramsci è considerato un classico è possibile rileg­gerlo individuando la trama profonda della sua riflessione, che dal politico trapassa alla condizione umana nelle forme sociali. Può essere letto vedendo il suo sforzo di sviluppare non soltanto una teoria &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=leonardo-nella-societa-di-massa">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ora che Gramsci è considerato un classico è possibile rileg­gerlo individuando la trama profonda della sua riflessione, che dal politico trapassa alla condizione umana nelle forme sociali. Può essere letto vedendo il suo sforzo di sviluppare non soltanto una teoria dello Stato, dell&#8217;egemonia e dei suoi apparati, ma anche una teoria della personalità individuale.</p>
<p><span id="more-1416"></span>Come si costituisce la coscienza e la personalità? Sono uniche e stabili, o non sono anche, piuttosto, composite e mute-voli, intimamente contradditene? Quali le relazioni con le dinamiche contestuali, ambientali e sociali? I debiti verso il sociale sono esaustivi della storia individuale? Quali le forme di costruzione di sé? Quali i modi di percezione? Quali le relazioni con le ideologie stratificate e diffuse? Come pensa­re il soggetto? Quali i criteri dei comportamenti e dei muta­menti? Quali i nuovi scenari delle società di massa? Come tutti potrebbero sviluppare nuove sintesi di capacità umane? diventare personalità contemporanee alla propria epoca, ovvero &#8211; secondo la metafora usata da Gramsci &#8211; dei nuovi Leonardo nella nuova società di massa?</p>
<p>Un approccio importante per capire Gramsci secondo Gramsci, ma anche una lettura suggestiva per i nuovi problemi antropologici posti dalla standardizzazione e dalla glo­balizzazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In nome della Grande Madre</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=in-nome-della-grande-madre</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:55:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Convergenze]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Convergenze, dopo i primi quattro qua­derni dedicati a I nomi propri dell&#8217;Ombra (2004), I nomi comuni dell&#8217;Anima (2005), I nomi della Trasformazione (2006), I nomi della Sincronicità (2007), propone nel suo quinto quaderno il tema della Grande Madre. Jung ipotizza &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=in-nome-della-grande-madre">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Convergenze</span>, </em>dopo i primi quattro qua­derni dedicati a <em>I</em> <em>nomi propri dell&#8217;Ombra </em>(2004), <em>I</em> <em>nomi comuni dell&#8217;Anima </em>(2005), <em>I</em> <em>nomi della Trasformazione </em>(2006), <em>I nomi della Sincronicit</em><em>à </em>(2007), propone nel suo quinto quaderno il tema della <em>Grande Madre.</em></p>
<p><span id="more-838"></span>Jung ipotizza che le <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">influenze</span> esercitate dalla madre sui propri figli non derivino necessariamente dalla madre stessa e dai suoi reali tratti di carattere. Accanto a questi vi sarebbero qualità che la madre, in quanto persona, solo apparentemente possiede, ma che di fatto sorgono dalla struttura archetipica che la circonda e sono proiettate su di lei dai figli stessi.</p>
<p>Dire della <em>Grande Madre </em>è dunque un modo di nominare un&#8217;immagine tratta dall&#8217;esperienza culturale collettiva. In quanto &#8220;immagine&#8221;, essa rivela una pie­nezza archetipica, ma anche una distinta polarità tra positivo e negativo.</p>
<p>Prefazione <em>di Stefano Baratta</em></p>
<p>Adynaton <em>di Carla De Bellis</em></p>
<p>Beatrice <em>di Rubina Giorgi</em></p>
<p>Bee Goddes <em>di Maria Bassi, Stefano Baratta</em></p>
<p>Camille Claudel <em>di Ivana Cenci</em></p>
<p>La cattiva madre <em>di Francesca Castellani</em></p>
<p>Cave Amantem <em>di Franca Franchi</em></p>
<p>Chóra <em>di Enrica Salvaneschi, Silvio Endrighi</em></p>
<p>Coscienza <em>di Ilaria Anzoise, Mauro Maldonato</em></p>
<p>Crudeltà <em>di François Bruzzo</em></p>
<p>La Dea bianca di Lacan <em>di Matteo Bonazzi</em></p>
<p>Distruzione <em>di Carla Stroppa</em></p>
<p>Europa <em>di Romano Gasparotti</em></p>
<p>II gioco pesante di tutta la vita <em>di Ida Travi</em></p>
<p>L&#8217;ingenerosa Madre Terra <em>di Roberto Caracci</em></p>
<p>Leucotea <em>di Maria Luisa Vezzali</em></p>
<p>Louise Bourgeois <em>di Silvia Ferrari</em></p>
<p>La Lupa di Verga <em>di Gilberto Isella</em></p>
<p>La Madre preistorica <em>di Domenico Antonino Conci</em></p>
<p>Madrevita e Madremorte <em>di Maria Angela Bedini</em></p>
<p>Le Madri <em>di Tiziano Solari</em></p>
<p>Mater Dolorosa <em>di Ottavio Olita</em></p>
<p>Mater Matuta <em>di Cesare Milanese</em></p>
<p>Medea <em>di Vincenzo Di Oronzo</em></p>
<p>La Musa <em>di Susanna Mati</em></p>
<p>La nera testimone <em>di Mario Nicolao</em></p>
<p>Nostalgia <em>di Alberto Castoldi</em></p>
<p>L&#8217;ombra materna <em>di Chiara Zamboni</em></p>
<p>La porta del possesso <em>di Flavio Ermini</em></p>
<p>Lo schermo <em>di Marco Ercolani</em></p>
<p>Seduzione <em>di Lorenzo Barani</em></p>
<p>II segreto della matriosca <em>di Marco Garzonio</em></p>
<p><em>Stabat Mater di Cecilia Rofena</em></p>
<p>Sulamith <em>di Franco Gallo</em></p>
<p>Terra <em>di Carlo Piazza</em></p>
<p>II velo di Calipso <em>di Alfonso Cartolato</em></p>
<p>Yuan-ku <em>di Lorenzo Erutti</em></p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Zeus</span> <em>di Giorgio Taborelli</em></p>
<p>La parola fuorilegge della Grande Madre</p>
<p>Postfazione <em>di Flavio Ermini</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I nomi della Sincronicità</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=i-nomi-della-sincronicita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Convergenze]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche questo volume, così come i pre­cedenti dedicati a 7 nomi propri del­l&#8217;Ombra, I nomi comuni dell&#8217;Anima e I nomi della Trasformazione, si avvale di una vastissima collaborazione interdisciplinare, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di &#8220;immagini&#8221; che rivisitino &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=i-nomi-della-sincronicita">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche questo volume, così come i pre­cedenti dedicati a 7 <em>nomi propri del­l&#8217;Ombra, I nomi comuni dell&#8217;Anima </em>e <em>I nomi della Trasformazione, </em>si avvale di una vastissima collaborazione interdisciplinare, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di &#8220;immagini&#8221; che rivisitino e attualizzino il concetto junghiano di Sincronicità.</p>
<p><span id="more-832"></span>Jung ideò un nuovo principio che af­fianca e completa quelli già esistenti di tempo, spazio e causalità. Lo definì sin-cronicità e, solo per fare qualche esem­pio, tra gli eventi sincronistici compre­se: intuizioni, fantasie, visioni, precogni­zioni, sogni veridici, profezie ecc.</p>
<p>La definizione si basa sulla contem­poraneità psicologica che caratterizza questo fenomeno; giacché se si trattasse solamente di contemporaneità fisica sarebbero stati sufficienti vocaboli già in uso, come sincronia o sincronismo.</p>
<p><em>Enrico Castelli Gattinara </em>Autòs</p>
<p><em>Lucetta Frisa </em>Caducità</p>
<p><em>Bianca Maria d&#8217;Ippolito </em>Callipolis</p>
<p><em>Camilla Miglio </em>Con-presenza</p>
<p><em>Strio Tommasoli </em>Cosa-causa-di-sé</p>
<p><em>Peter Carravetta </em>Diacronicità</p>
<p><em>Susanna Mati </em>Dioniso</p>
<p><em>Stefano Baratta </em>Dolca Slataper</p>
<p><em>Filippo Fimiani </em>Due in uno</p>
<p><em>Federico Ferrari </em>Esempio</p>
<p><em>Sergio A. Da gradi </em>Esistenza</p>
<p><em>Matteo Vercesi </em>Fanciullo salvatore</p>
<p><em>Cristina Faccincani </em>Fiori gialli</p>
<p><em>Giovanni Guanti </em>Hesse</p>
<p><em>Lucio Saviani</em> Icone del tempo all&#8217;inverso</p>
<p><em>Giancarlo Lacchin </em>Immagine e anima</p>
<p><em>Gianni D&#8217;Elia </em>Italiana commedia</p>
<p><em>Gio Ferri </em>Limbo</p>
<p><em>Rubina Giorgi </em>Lucio-asino</p>
<p><em>Tiziano Safari </em>Mondo</p>
<p><em>Romano Gasparotti </em>Morte e tempo</p>
<p><em>Stefano Carta </em>Numero naturale</p>
<p><em>Marco Mazzi </em>Occhio</p>
<p><em>Andrea Vestrucci </em>Oracolo</p>
<p><em>Salvatore Ritrovato </em>Paradosso</p>
<p><em>Stefano Guglielmin </em>Principio</p>
<p><em>Mario Perniola </em>Quadratura</p>
<p><em>Grazia Marchiano </em>Risveglio</p>
<p><em>Ezio Albrile </em>Sincronicità iraniche</p>
<p><em>Lorenzo Brutti </em>Sogno</p>
<p><em>Flavio Ermini </em>Sonno</p>
<p><em>Giovanni Gocci </em>Storia</p>
<p><em>Lanfranco Belloni </em>Teletrasporto</p>
<p><em>Giulia Niccolai </em>Vacuità</p>
<p><em>Marco Zulberti </em>Vincent</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I nomi della trasformazione</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=i-nomi-della-trasformazione-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:31:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Convergenze]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche questo volume, così come i pre­cedenti dedicati a I nomi propri del­l&#8217;Ombra e a I nomi comuni dell&#8217;Anima, si avvale di una vastissima collaborazio­ne interdisciplinare, allo scopo di otte­nere un dizionario minimo di &#8220;immagini&#8221; che rivisitino e attualizzino il &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=i-nomi-della-trasformazione-2">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche questo volume, così come i pre­cedenti dedicati a <em>I nomi propri del­l&#8217;Ombra </em>e a I <em>nomi comuni dell&#8217;Anima, </em>si avvale di una vastissima collaborazio­ne interdisciplinare, allo scopo di otte­nere un dizionario minimo di &#8220;immagini&#8221; che rivisitino e attualizzino il con­cetto junghiano di Trasformazione. Il tema della Trasformazione percorre tutta l&#8217;opera di Jung, tanto da divenir­ne evidente e irreversibile segnale di rottura con Freud in occasione della pubblicazione dei <em>Simboli della trasformazione.</em></p>
<p><span id="more-825"></span>La psicologia analitica di C.G. Jung è una vera e propria psicologia della Trasformazione, che riesce a superare la dicotomia tra pulsione di vita e pul­sione di morte nel processo di indivi­duazione.</p>
<p>PREFAZIONE di <em>Stefano Baratta </em>I nomi della Trasformazione</p>
<p><em>Paolo Guzzi </em>Achab</p>
<p><em>Cesare Milanese </em>Achille</p>
<p><em>Claudio Cerritelli </em>Acrobata</p>
<p><em>Giancarlo Calciolari </em>Albero</p>
<p><em>Silvia Ferrari </em>Albertina</p>
<p><em>Maria Angela Bedini </em>Alice</p>
<p><em>Jacopo Ricciardi </em>Babele</p>
<p><em>Stefano Baratta </em>Blade Runner</p>
<p><em>Giorgio Taborelli </em>Cesare e Augusto</p>
<p><em>Daniele Maria Pegorari </em>Commedia</p>
<p><em>Sandro Sproccati </em>Don Chisciotte</p>
<p><em>Diego Frigoli </em>Ecobiopsicologia</p>
<p><em>Stefano Guglielmin </em>Famiglia efebica</p>
<p><em>Strio Tommasoli </em>Fotografia</p>
<p><em>Tiziano Safari </em>Fratello e sorella</p>
<p><em>Valerio Magrelli </em>Giacometti</p>
<p><em>Alessandro Agostinelli </em>Giorni perduti</p>
<p><em>Claudio Iozzo </em>Hyde</p>
<p><em>Lella Ravasi Bellocchio </em>Ninfa e betulla</p>
<p><em>Flavio Ermini </em>Paretaio</p>
<p><em>Nanni Cagnone </em>Perfezione</p>
<p><em>Carla Stroppa </em>Porta</p>
<p><em>Luca Cesari </em>Quaternità</p>
<p><em>Marco Garzonio </em>Sabbia</p>
<p><em>Clemens-Carl H</em><em>àrle </em>Samsa</p>
<p><em>Gillo Dorfles </em>Sigillo</p>
<p><em>Mauro Maldonato </em>Silenzio</p>
<p><em>Marco Ereolani</em></p>
<p>Segni di trasformazione</p>
<p><em>Christian </em><em>Gaillard </em>Tavolozza</p>
<p><em>Loredano Matteo <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Lorenzetti</span> </em>Uomo bionico</p>
<p><em>Cristina </em><em>Faccincani </em>Voce →<em> </em>Linguaggio</p>
<p>POSTFAZIONE di <em>Flavio Ermini </em>L&#8217;esperienza della trasformazione</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I nomi comuni dell&#8217;Anima</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=i-nomi-comuni-dellanima</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Convergenze]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Stefano Baratta e Flavio Ermini.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A cura di Stefano Baratta e Flavio Ermini.</p>
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		<title>I nomi propri dell&#8217;Ombra</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=i-nomi-propri-dellombra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Convergenze]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Pilastro fondamentale, posto a reggere l&#8217;intero edificio teorico della psicologia analitica, è il concetto di Ombra. Om­bra come: sondaggio dell&#8217;inesplorato, soglia verso il proibito, accoglienza del­l&#8217;instabile, ricerca dello stato demonico della condizione umana, ovvero ciò che sta prima della ragione &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=i-nomi-propri-dellombra">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pilastro fondamentale, posto a reggere l&#8217;intero edificio teorico della psicologia analitica, è il concetto di Ombra. Om­bra come: sondaggio dell&#8217;inesplorato, soglia verso il proibito, accoglienza del­l&#8217;instabile, ricerca dello stato demonico della condizione umana, ovvero ciò che sta prima della ragione e delle categorie, corpo a corpo con il male che ci abita.</p>
<p><span id="more-813"></span>L&#8217;Ombra è di tutti, però c&#8217;è un ano­nimato che giganteggia e non se ne cura. Abbiamo pertanto affidato, nella realizzazione di questo volume, a stu­diosi provenienti dai vari campi del sapere (dalla mistica alla matematica, dal­l&#8217;arte alla scienza, dalla psicoanalisi alla critica letteraria e di costume&#8230;) il com­pito di dare vita a questa raccolta di brevi saggi, tutti fondati sul concetto di Ombra, allo scopo di ottenere un dizio­nario minimo di &#8220;immagini&#8221; &#8211; dell&#8217;arte, della musica, della fisica, della mitolo­gia, della letteratura, della matemati­ca&#8230; &#8211; che siano in qualche modo rap­presentative di una zona d&#8217;Ombra.</p>
<p>I nomi propri dell&#8217;Ombra</p>
<p>PREFAZIONE <em>di Stefano Baratta</em></p>
<p>Aléxandros <em>di Giorgio Luzzi </em></p>
<p>Antigone <em>di Bianca Maria d&#8217;Ippolito </em></p>
<p>Bartleby <em>di Evelina Somenzi </em></p>
<p>Cosmé Tura <em>di Giuliano Corti </em></p>
<p>Don Giovanni <em>di Giorgio Taborelli </em></p>
<p>La Donna senz&#8217;Ombra <em>di Gio Ferri </em></p>
<p>Der Doppelgänger <em>di Giovanni Guanti </em></p>
<p>Douve <em>di Francesco Maretta </em></p>
<p>Edipo <em>di Daniele Riboia </em></p>
<p>Ermete-<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Zeno</span> <em>di Gilberto Isella </em></p>
<p>Felice <em>di Rubina Giorgi </em></p>
<p>Godot <em>di Giacomo Bergamini </em></p>
<p>Guernica <em>di Stefano Baratta </em></p>
<p>Hanta <em>di Stefano Guglielmin </em></p>
<p>Heathcliff <em>di Tiziano Salari</em></p>
<p>∞ x O <em>di Daniela Cabrìni</em></p>
<p>Io, l&#8217;uomo malato <em>di Ida Travi</em></p>
<p>Kabul <em>di Cristina Faca&#8217;ncani</em></p>
<p>Kurtz <em>di Cinzia Bigliosi</em></p>
<p>Laio <em>di Rina Mele</em></p>
<p>Moosbrugger <em>di Fabio Pusterla</em></p>
<p>Narciso <em>di Gabriele Pulii</em></p>
<p>Paolo Uccello <em>di Strio Tommasoli</em></p>
<p>Peter Pan <em>di Franco Buffoni</em></p>
<p>Peter Schlemihl <em>di Gillo Dorfles</em></p>
<p>Pollock <em>di Silvia Ferrari</em></p>
<p>Saturno <em>di Grazia Marchiano</em></p>
<p>Σ(φ) <em>di Gaetano Coeli</em></p>
<p>Tiresia <em>di Cesare Milanese</em></p>
<p>304 <em>di Marco Furia</em></p>
<p>Ulrica <em>di Flavio Ermini</em></p>
<p>Von Aschenbach <em>di Giovanna Frene</em></p>
<p>Zarathustra <em>di Peter Carravetta</em></p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Zeno</span> <em>di Maria Bassi</em></p>
<p>II mondo alla rovescia</p>
<p>POSTFAZIONE <em>di Flavio Ermini</em></p>
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			</item>
	</channel>
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