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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Hillman, James&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Hillman, James&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Pratica del fare Anima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 09:07:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amore e Psiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Fare anima è l’arte di foggiare immagini nello stile della psicologia di Carl Gustav Jung e James Hillman. E le immagini sono storie che curano. È in quest’ottica che uno psicoterapeuta in crisi incontra un paziente convinto che in un’altra &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=pratica-del-fare-anima">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fare anima è l’arte di foggiare immagini nello stile della psicologia di Carl Gustav Jung e <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">James</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span>. E le immagini sono storie che curano. È in quest’ottica che uno psicoterapeuta in crisi incontra un paziente convinto che in un’altra vita un sacerdote egizio gli abbia rubato l’anima. Ma che cosa è l’anima oggi? Cosa vuol dire perdere l’anima? Per rispondere alla domanda si dovrà entrare nel profondo della psiche e toccare temi antichi e attuali quali la malattia mentale come percorso di formazione, il rapporto tra psicologia e religione, la tecnologia digitale, l’ecologia, la crisi climatica e la ricerca di nuovi miti.<br />
In una fantasmagorica sequenza di dialoghi che vedranno coinvolti diversi personaggi eccentrici, il Dottore andrà alla ricerca dell’anima del Sig. K. scoprendo inaspettate verità che trasformeranno la vita di entrambi.</p>
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		<title>Il pianeta disorientato</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-pianeta-disorientato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 12:14:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amore e Psiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel lontano 1985, diceva James Hillman: «Non è soltanto la mia patologia che si proietta sul mondo, ma è anche il mondo che mi inonda con la sua sofferenza non lenita». Questo è il filo conduttore del volume, che, partendo &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-pianeta-disorientato">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel lontano 1985, diceva <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">James</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span>: «Non è soltanto la mia patologia che si proietta sul mondo, ma è anche il mondo che mi inonda con la sua sofferenza non lenita». Questo è il filo conduttore del volume, che, partendo dai sogni raccolti durante il primo confinamento, si misura con l’esperienza psichica della pandemia.<br />
I sogni, considerati immagini del mondo e della storia, intrinsecamente curative, attraverso un corpo a corpo con l’arte si espandono e fioriscono. Diventano quadri e richiamano altri quadri. Parlano dell’anima del mondo, del suo patire, chiedendo uno sforzo immaginativo per poter avvicinare l’impensabile.<br />
E ancora e sempre la domanda è: come possiamo confrontarci col “Terrificante”, cercando di far sì che la morte e la distruzione non restino le ultime parole dell’umano? Come possiamo “bonificare”, usando un termine di Fornari, la violenza, la guerra, la malattia, la mancanza di senso? Forse l’unica via ha a che vedere con la tolleranza del lutto e l’apertura alla bellezza.</p>
<p><strong>Rosa Porasso</strong>, laureata in filosofia, è psicoanalista (con doppia formazione junghiana e meltzeriana) e arteterapeuta. È stata formatore di arte terapia presso il Centro di formazione nelle arti terapie di Lecco. Suo interesse precipuo è il punto di intersezione fra psiche, immaginazione e arte. Vive e lavora a Torino.</p>
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		<title>Psiche, Amore e i dolori degli dei</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=psiche-amore-e-i-dolori-degli-dei</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 17:14:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amore e Psiche]]></category>
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					<description><![CDATA[In una dimensione immaginaria si svolgono dei dialoghi tra un Dottore e Psiche, la fanciulla protagonista della celebre favola raccontata da Apuleio nel romanzo L’Asino D’oro. Le sue peripezie diventano oggetto di un’analisi psicologica svolta nello stile della psicologia analitica &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=psiche-amore-e-i-dolori-degli-dei">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In una dimensione immaginaria si svolgono dei dialoghi tra un Dottore e Psiche, la fanciulla protagonista della celebre favola raccontata da Apuleio nel romanzo <em>L’Asino D’oro</em>. Le sue peripezie diventano oggetto di un’analisi psicologica svolta nello stile della psicologia analitica di Carl Gustav Jung e della psicologia archetipica di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">James</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span>.<br />
Nel mentre, anche Psiche si veste del ruolo di terapeuta e si confronta con gli dei dell’Olimpo: Efesto, Ares, Apollo, Ade, Pan, Poseidone, Dioniso, Zeus. Attraverso dialoghi serrati e vivaci gli dei si mettono a nudo svelando dietro la loro onnipotenza il lato umano e nevrotico.<br />
Mediante l’indagine psicologica Psiche scoprirà un vasto piano che collega la mitologia alla moderna psicologia secondo una traccia iniziata con Freud e sviluppata da Jung e <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span>.<br />
Un percorso avvincente che vuole dare una lettura originale ai mutamenti del mito nei secoli rendendolo vivo nello spazio dell’odierna psicologia e della pratica psicoterapeutica.</p>
<p><strong>Riccardo Brignoli</strong>, (Roma, 1975) è Psicologo Clinico e Psicoterapeuta individuale e di gruppo, Dottore in Antropologia e Insegnante di Yoga. È docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Analitica ATANOR, riconosciuta dal MIUR, e autore di numerosi libri e articoli su riviste specializzate.</p>
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		<title>La misura del farmaco</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-misura-del-farmaco</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 10:03:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I volti di Hermes]]></category>
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					<description><![CDATA[La misura del farmaco è una raccolta di saggi che tratta autori come Cristina Campo, Odisseas Elitis (uno dei maggiori poeti neogreci del Novecento, premio Nobel per la letteratura nel secolo scorso), il filosofo Nietzsche, ma anche figure mitiche come &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-misura-del-farmaco">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La misura del farmaco</em> è una raccolta di saggi che tratta autori come Cristina Campo, Odisseas Elitis (uno dei maggiori poeti neogreci del Novecento, premio Nobel per la letteratura nel secolo scorso), il filosofo Nietzsche, ma anche figure mitiche come Orfeo, cui si deve – secondo le antiche leggende greche – l’invenzione della poesia.<br />
Gli argomenti spaziano dunque dagli ultimi decenni della poesia europea, vagliata con partecipe testimonianza e fissata in un tempo preciso, fino al mito e all’antica poesia e filosofia greca.<br />
La categoria che accomuna tutti questi temi è quella del <em>pharmakon</em>, il farmaco appunto nell’idea originaria di rimedio e di veleno.<br />
L’intera raccolta gravita infatti sulla dialettica malattia/salute: tra le pagine di questo libro appassionato e vissuto, poesia e filosofia recuperano la loro originaria finalità: sono un rimedio alla sofferenza e al dolore. E sono proprio gli ultimi saggi del libro, quelli dedicati alla poesia neogreca, che ruotano intorno a due aspetti fondamentali del pensiero della Vincentini: il concetto di <em>pathos</em> (di sofferenza) è ricondotto a ciò che è naturale, alla categoria del fisiologico (<em>physis</em>, in greco, significa natura), proprio lì dove il sacro, con parole greche, «splende da sempre».<br />
Per questo il libro trova il suo centro, e il suo senso, intorno a due figure mitiche e simboliche: quella di Apollo, le cui frecce insieme feriscono e guariscono; quella del centauro Chirone (uomo e bestia insieme, secondo il mito), «guaritore ferito» che guarisce proprio perché porta su di sé il peso di una ferita.<br />
Testo sapienziale, ricco di cultura ma aperto al dato esistenziale, <em>La misura del farmaco</em> risulta un libro di immediata lettura, aperto a coloro che esigono dai grandi libri del passato e del presente non dottrina ma prospettive esistenziali, non semplici riflessioni astratte ma orientamenti per la propria vita.</p>
<p><strong>Isabella Vincentini</strong>, poetessa e saggista, si è laureata in Lettere classiche presso la Sapienza di Roma, dove vive. Per la poesia ha scritto le raccolte poetiche <em>Diario di bordo</em> (1998), <em>Le ore e i giorni</em> (2008), <em>Geografia minima del Dodecaneso</em>, con testo a fronte in neogreco (2015) e <em>Il codice dell’alleanza</em> (2018). Tra i saggi <em>Varianti da un naufragio. Il viaggio marino dai simbolisti ai post-ermetici</em> (1994) e <em>Atene</em> (2015). In campo psicanalitico, ha scritto <em>Lettere a un guaritore non ferito</em> (2009), in cui si rifà al pensiero di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">James</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> e di Eugenio Borgna.</p>
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		<title>Voglia di partire</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=voglia-di-partire</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 09:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amore e Psiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Voglia di partire è una narrazione che si colloca, per un suo coté, nella letteratura di viaggio, per un altro, nel romanzo di formazione, allude al duplice viaggio, nel mondo e nella segreta alchimia della psiche; è infatti la storia &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=voglia-di-partire">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Voglia di partire</em> è una narrazione che si colloca, per un suo <em>coté</em>, nella letteratura di viaggio, per un altro, nel romanzo di formazione, allude al duplice viaggio, nel mondo e nella segreta alchimia della psiche; è infatti la storia di un viaggio di iniziazione dell’anima, fatalmente attratta in direzione sud-est, attraverso luoghi reali o trasfigurati nell’arco di una vita. Dalle coste della Normandia sfidando in kajak il mare della Manica, ai riti propiziatori dell’amore al sacrario di Portovenere, dal periplo in solitaria dell’isola vulcanica di Linosa, al magnetismo della Dea dei serpenti di Creta, dal magico hammam di Aleppo, al deserto di Ma’rib sulle tracce della Regina di Saba… E fosse anche un migrare a volo d’uccello da un caffè all’altro di Milano fino al porto della Darsena… i grandi viaggi, quelli che urgono a partire da dentro, producono trasformazioni silenziose, riservano prodigiose alchimie… Di questo viaggio nel tempo e nello spazio, la protagonista ha però perso memoria insieme alla propria identità. Ma qualcuno la rimetterà in viaggio imbarcandola a Venezia su una nave diretta a Cipro, perché ripercorra a ritroso nel tempo le tappe della sua vita in quella stessa direzione a sud-est che è stata discesa iniziatica nei sensi e nell’eros (perché, come afferma <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">James</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span>, l’anima è sempre un’Afrodite). Con la <em>suspense</em> di un poliziesco il mistero della perdita di memoria della donna verrà svelato solo nell’ultima pagina.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La forza del mito</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=la-forza-del-mito</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 16:22:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[«Nessuno in questo secolo – né Freud, né Thomas Mann, né Lévi-Strauss – ha altrettanto riportato il senso mitico del mondo e le sue eterne figure nella nostra coscienza quotidiana» così James Hillman misurò l’importanza dell’opera di Joseph Campbell (1904-1987), &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=la-forza-del-mito">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Nessuno in questo secolo – né Freud, né Thomas Mann, né Lévi-Strauss – ha altrettanto riportato il senso mitico del mondo e le sue eterne figure nella nostra coscienza quotidiana» così <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">James</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> misurò l’importanza dell’opera di Joseph Campbell (1904-1987), un <em>corpus</em> di straordinari titoli che continua a risuonare e ad attrarre nuovi entusiasti lettori. La sua è stata davvero l’incessante ricerca di una mente vorace e curiosa, con un atteggiamento nei confronti della cultura aperto, multidisciplinare e costantemente alla ricerca dei punti di contatto tra le varie tradizioni: Campbell ha attraversato il secolo scorso toccandone i punti nevralgici, vivendo i momenti che lo hanno definito, e incontrandone molti protagonisti, da Carl Gustav Jung ai Grateful Dead, da John Steinbeck a George Lucas.</p>
<p>Questo volume, il primo nel continente europeo a essere dedicato all’insieme delle sue opere oltre che alla sua biografia, offre il quadro completo dei suoi studi, dei viaggi e degli incontri e consente un accesso inedito alla sua opera, che ha il Mito e la costruzione di esso al centro di riflessioni che hanno investito narrazioni di tutti i tipi, dai luoghi e le culture più disparate.</p>
<p>Il Mito, da Joseph Campbell, è visto come materia viva, affine ai sogni, «è la segreta apertura attraverso cui le inesauribili energie dell’Universo si riversano nella manifestazione culturale umana». Ancora <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span>: «I Miti lasciano che gli alberi e gli animali parlino, dotano i fiumi e le pietre di nomi e personalità, dotano le piante di spiriti, le montagne di dei, e il mondo infero di una folla di spettri e di antenati (…). Il Mito dice la verità perché è di questo mondo e per questo mondo (…) il Mito mostra il mondo così come è, e come è eternamente».</p>
<p>Se il suo libro più noto, il <em>L’eroe dai mille volti </em>è negli anni diventato un vero classico, le altre sue opere hanno proseguito un viaggio culturale unico e appassionante, che qui viene raccontato al lettore italiano per la prima volta, e in maniera completa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maestri a confronto</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=maestri-a-confronto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2014 11:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[In queste pagine sono raccolte le relazioni presentate nel convegno Maestri a Confronto, organizzato congiuntamente da AIPA, ARPA e CIPA a Torino il 13 ottobre 2012 in ricordo di James Hillman e Mario Trevi, recentemente scomparsi. Un convegno che rappresenta &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=maestri-a-confronto">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In queste pagine sono raccolte le relazioni presentate nel convegno <em>Maestri a Confronto</em>, organizzato congiuntamente da AIPA, ARPA e CIPA a Torino il 13 ottobre 2012 in ricordo di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">James</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> e Mario Trevi, recentemente scomparsi. Un convegno che rappresenta il punto di partenza dello sforzo congiunto delle tre principali associazioni junghiane italiane aderenti allo IAAP nel ricreare le condizioni per un dialogo costruttivo, che parta proprio dall’accettazione delle diversità esistenti nel panorama junghiano e le accolga come un valore aggiunto, una possibilità di molteplici letture, da punti di vista differenti, della medesima realtà. E’ questo il <em>back ground</em> del confronto, qui proposto, tra due maestri che hanno declinato la loro identità junghiana in modo molto diverso, restando però sempre fedeli ai valori che ci definiscono. In particolare, ambedue gli autori rimandano a un modo di essere junghiani <em>dopo Jung</em>: essi hanno aperto prospettive nuove e significative, sviluppando aspetti parziali del complesso e a volte contraddittorio <em>corpus</em> teorico del Maestro. Ambedue hanno cercato, pur in modi diversi, di traghettare il pensiero junghiano nel terzo millennio, rimodulando gli aspetti che fanno di Jung un pensatore del Novecento. <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> e Trevi parlano all’uomo post-moderno, un uomo cioè che ha perso fiducia in ogni verità assoluta, ed è costretto a convivere con verità parziali, contestuali. A fronte di questo panorama, entrambi gli autori si propongono, con modalità differenti, di liberare il pensiero di Jung dai suoi aspetti metafisici e positivistici. Ambedue rimangono, però, profondamente junghiani nel loro essere fedeli alla propria realtà intima, individuale, e aderenti a una precisa idea di libertà: libertà di pensare pensieri nuovi, al di là delle convenienze personali, delle convenzioni collettive, di ogni dimensione scolastica e di ogni irrigidimento identitario.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dio personale ed esperienza religiosa</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=dio-personale-ed-esperienza-religiosa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 10:31:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[L'ombra]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=dio-personale-ed-esperienza-religiosa">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova serie della rivista l’Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea. Grazie all’ingresso in redazione dell’A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca sulla Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.<img decoding="async" title="Continua..." src="https://morettievitali.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p><strong>Volume III: </strong><em>Gennaio 2014</em><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il Dio personale di Jung</strong></p>
<p>Francesco Capra</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il sacrificio dell’io. </strong></p>
<p><strong>Dal sistema specchio all’anima</strong></p>
<p>Augusto Romano, Ferruccio Vigna</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Colpa e responsabilità tra Paganesimo e Cristianesimo. Un’analisi alla luce dell’opera di W.F. Otto</strong></p>
<p>Roberta Bussa</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Teofania. Autologia, bellezza e convenzione nell’opera di A.K. Coomaraswamy</strong></p>
<p>Alessandro Croce</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il cosmo è forse opera di un demiurgo inferiore, come sostenevano gli gnostici?</strong></p>
<p>Angela Michelis</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Santa Muerte, psiche individuale e mentalità di gruppo</strong></p>
<p>Stefano Candellieri, Davide Favero</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il profeta e il suo discepolo riluttante: </strong></p>
<p><strong>“The Master” di Paul Thomas Anderson</strong></p>
<p>Mario Riberi</p>
<p><strong>Ailleurs des mots et religion de l’ailleurs chez Baudelaire</strong></p>
<p>Andrea Schellino</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Psiche e materia. Breve circumambulatio attorno al concetto di Sincronicità</strong></p>
<p>Andrea Calvi</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Identico e diverso, transfert e controtransfert, psicologia analitica e tantrismo</strong></p>
<p>Ugo Fama</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nuovi movimenti </strong><em>–</em><strong> antiche vie. Alcune riflessioni sugli Emo e le loro radici archetipiche</strong></p>
<p>Fabio Luongo, Maurizio Olivero</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ricordando <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">James</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span>, lo psicologo platonico</strong></p>
<p>Paola Verzelloni</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Per un’ontologia dei resti. Discussione a partire da G. Cuozzo, “Filosofia delle cose ultime. Da Walter Benjamin a Wall-E”</strong></p>
<p>Antonio Dall’Igna</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Recensioni: </em></p>
<p>Carla Stroppa,<em> Fantasmi all’opera. </em></p>
<p><em>L’imperiosa realtà dell’illusione</em></p>
<p>Maria Luisa Agostinelli</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Riccardo Mondo,<strong> </strong> <em>Nei luoghi del fare anima. </em></p>
<p><em>Dimensione immaginale del processo terapeutico</em></p>
<p>Luca Biasci</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Vitaldo Conte, Giovanni Sessa, <em>Pulsional Ritual</em></p>
<p>Antonio Ferrero</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Massimo Cacciari, <em>Il potere che frena</em></p>
<p>Ernesto Sferrazza Papa</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Irving Kirsch, <em>I farmaci anti-depressivi: </em></p>
<p><em>il crollo di un mito</em></p>
<p>Ferruccio Vigna</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al di là delle colonne d&#8217;Ercole</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=al-di-la-delle-colonne-dercole</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 10:02:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il pensiero di James Hillman è considerato alla luce del confronto con Carl Gustav Jung e in relazione alla tradizione classica di ascendenza neoplatonico-rinascimentale che, ricondotta al tempo presente, alimenta l’originalità della sua collocazione nella filosofia e nella psicologia del &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=al-di-la-delle-colonne-dercole">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il pensiero di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">James</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> è considerato alla luce del confronto con Carl Gustav Jung e in relazione alla tradizione classica di ascendenza neoplatonico-rinascimentale che, ricondotta al tempo presente, alimenta l’originalità della sua collocazione nella filosofia e nella psicologia del profondo.<span id="more-2110"></span></p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> è portavoce della trasformazione epocale dei confini tra la coscienza e l’inconscio e della modalità dell’uomo di stare al mondo. A una distanza storica da Jung, raccoglie la teoria degli archetipi dell’inconscio collettivo liberandola dagli ultimi baluardi di un ormai logoro monoteismo della coscienza: accoglie l’eredità “pagana” di Jung e ne mette a frutto ermeneutico il lascito, spingendosi oltre il fronte dell’“eresia” nei confronti del cristianesimo, per una rivendicazione della tradizione classica e del discorso mitico come <em>logos</em> della <em>psyche</em>.</p>
<p>La differenziazione tra i due si focalizza nell’analisi dell’idea archetipale di Anima introdotta da <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> che, di contro all’archetipo del Sé di Jung, riflette, nel vissuto dell’uomo contemporaneo, il passaggio da un cristianesimo comprensivo di ciò che storicamente ha rimosso, a un paganesimo che lo contiene, trasfigurato, al suo interno. Un passaggio riflesso nel rovesciarsi dei rapporti tra particolare/universale, unità/molteplicità determinato dallo sgretolarsi del pensiero metafisico improntato all’idea di identità e unità trascendentale dominante nella cultura occidentale. L’intera vicenda psicoanalitica è compresa dalla scoperta dell’inconscio, come sintomo della crisi della modernità, alla sua rilettura nei termini di mito e immaginale fatta da <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> nella seconda metà del Novecento. Il recupero del pensiero mitico, per guarire la “malattia” dell’Occidente, si dipana nel percorso della psicoanalisi che, inaugurata con Freud e la scoperta delle inquiete immagini mentali, trova con <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> l’annuncio della sua possibile fine nel momento in cui le immagini sono restituite all’<em>aisthesis </em>della percezione fenomenica del mondo, grazie alla concezione dell’<em>Anima mundi</em>. La teoria dell’immaginale è analizzata anche rispetto all’affinità elettiva con la vicenda teorica ed esistenziale di Aby Warburg, il cui confronto dischiude all’antica idea di memoria e ribadisce la cifra peculiarmente occidentale dell’avventura <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">hillmaniana</span>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>James Hillman</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=james-hillman</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2012 08:41:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tridente Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[«Sono i poeti e i pittori, e i nostri personaggi interiori che sono poeti e pittori, quelli che si cimentano con il perdurante problema alchemico: la transustanziazione della prospettiva materiale in anima mediante l’ars. L’artifex è ora l’artigiano. Il laboratorio &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=james-hillman">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Sono i poeti e i pittori, e i nostri personaggi interiori che sono poeti e pittori, quelli che si cimentano con il perdurante problema alchemico: la transustanziazione della prospettiva materiale in anima mediante l’<em>ars</em>. L’<em>artifex</em> è ora l’artigiano. Il laboratorio alchemico è nel loro operare con le parole e con i colori, ed è imparando da loro che la psicologia, secondo la sua tradizione, continua a imparare dall&#8217;alchimia. Essi ci dicono ancora di più sulla <em>terra alba</em>: che se è il metodo artistico il primo a percepire il terreno immaginale, allora la vera natura di questa terra deve essere estetica – il cammino è la meta. Giungiamo alla <em>terra alba</em> quando il nostro modo di fare psicologia è estetico. Una psicologia estetica, una psicologia la cui musa è Anima, sta già muovendosi, sicuramente anche se ancora esitante, in quel bianco luogo».<span id="more-2081"></span></p>
<p>Questa pagina magistrale di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">James</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> potrebbe essere posta in esergo alla raccolta dei venticinque volumi di <em>Anima</em>, che ne fu ispirata fin dall’inizio, procedendo poi con il conforto non soltanto dei poeti e pittori interiori, ma di quelli mai mancati fra i collaboratori e gli amici, esemplari per noi analisti alla ricerca di un linguaggio intonato a quello dell’anima, che nascesse dall’unione profonda e tormentata di Eros e Psiche, e tentasse di evocare quell’amore e quel timore della bellezza che ne nascono, e le cui radici s&#8217;intrecciano nelle profondità della storia personale e culturale, alimentando molte di quelle sofferenze che ci vengono affidate in analisi.</p>
<p><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> è stato, è un maestro. Maestro è chi ha riconosciuto la possibilità di un sentiero nel folto, e avanzando lascia dei segnavia; un sentiero con il quale risalire a un punto di vista archetipico, smarrito o ignorato, a una radura che ora s’illumina, seppur lievemente, laddove prima erano ombre inquietanti, lamenti inascoltati, voci di abbandonati che chiamavano. Ha udito il richiamo del <em>daimon</em>, ha sciolto i dubbi, si è fatto forza, e si è messo in cammino aprendo un sentiero, un percorso ora riconoscibile e sul quale si può seguirlo, almeno per un tratto, almeno in misura delle proprie forze, e se una medesima voce chiami. Beninteso, non è <em>il</em> sentiero, quello su cui il maestro si è incamminato, è <em>un</em> sentiero, uno fra i possibili. Alla meta portano molti sentieri. E sono molti i maestri, a volte affini, a volte diversi come i sentieri e i punti di vista archetipici ai quali è possibile accedere – gli oscuri impulsi interiori che cercano la loro forma.  Sono infatti molti gli occhi dell&#8217;anima, le <em>scintillae</em> che illuminano tenuemente la sua notte, i punti di vista dai quali essa guarda e si guarda.</p>
<p>Proprio questa visione plurale, già abbozzata negli ultimi scritti teorici di Jung, avrà la forza di animare il pensiero di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span> svolgendone la differenza, e lo indurrà a spostare il <em>focus</em> prospettico della psiche dal <em>Selbst</em> monoteistico alla <em>sizigia</em> politeistica Animus/Anima, interprete del “fondo poetico dell’anima”: ne nascerà un’opera magistrale i cui frutti sono ormai affidati come semi alla terra, perché ne nasca l’ancora impensato.</p>
<p>Gli scritti di questo volume, con il quale <em>Anima</em> conclude la sua avventura iniziata nel 1988, vogliono rendere onore al magistero di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Hillman</span>, ciascuno riflettendo, con gratitudine e dal proprio punto di vista, una scheggia della sua opera.</p>
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