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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Girard, Giorgio&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Etica del giudizio ed etica della contemplazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Il libro esamina la base conflittuale della struttura economica del tempo presente, che si regge sulla competizione in cui il più forte (il &#8220;migliore&#8221;) scaccia il più debole (il &#8220;peg­giore&#8221;). In questo contesto sociale competiti­vo i desideri e i bisogni &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=etica-del-giudizio-ed-etica-della-contemplazione">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro esamina la base conflittuale della struttura economica del tempo presente, che si regge sulla competizione in cui il più forte (il &#8220;migliore&#8221;) scaccia il più debole (il &#8220;peg­giore&#8221;). In questo contesto sociale competiti­vo i desideri e i bisogni umani acquistano loro stessi caratteri sempre più competitivi e il con­sumo diviene la palestra in cui essi esprimono la loro arroganza, il proprio essere &#8220;più&#8221; degli altri. <span id="more-835"></span>Che quindi si tratti di giudicare, o che si tratti di consumare, sarà all&#8217;opera sempre un punto di vista, una posizione espressa dall&#8217;Io di ciascuno, che avrà allora necessariamente un carattere individuale e parziale. Un&#8217;im­portante ipotesi che il libro avanza è che sia proprio questo eccesso di individualismo e confronto, quasi ossessivo, con <em>l&#8217;altro, </em>tipico della nostra epoca, a far prender coscienza dei pericoli che la parzialità delle prospetti­ve comporta, e a cercare quindi altre strade nel relazionarsi tra gli uomini. Sembra allora affacciarsi la consapevolezza che sia urgente, anzi quasi vitale &#8211; se si considerano i riflessi sull&#8217;ambiente di questa psicologia individuale cosi particolarmente aggressiva &#8211; allargare la prospettiva dello sguardo oltre il soggetto e le sue pretese per far emergere la valenza e il senso anche delle opinioni non condivise, o dei bisogni e dei desideri che non sono propri, ma altrui: si fa cosi strada la <em>contemplazio­ne </em>della panoramica delle opinioni che tende a contrastare e ridimensionare lo strapotere dell&#8217;Io. Questo progressivo affiancamento della con­templazione al giudizio &#8211; che si avvale basilarmente del pensiero di Jung e di Heidegger e che mette in risalto la capacità di smarcarsi da una posizione eccessivamente monolitica del­l&#8217;animo umano &#8211; consente al libro di azzarda­re, nella sua parte finale, la proposta del voto plurimo a disposizione di ciascun votante, nelle molte occasioni di confronto d&#8217;opinio­ne, anche di natura elettorale o referendaria. La contemplazione della pluralità altrui evoca e risuscita la frammentazione delle proprie varie parti, il che può produrre orientamenti differenti, anche di natura politica, a seconda degli ambiti problematici da affrontare.</p>
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