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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Edmond Jabès&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Edmond Jabès&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Il libro delle somiglianze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:49:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il libro delle somiglianze, nel dedalo della scrittura di Edmond Jabès, costituisce un nuovo inizio. Porre al centro della scrittura non più l’identità, ma la somiglianza, significa innanzitutto trasgredire uno dei principi cardine che hanno fondato il logos in Occidente: &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-libro-delle-somiglianze">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il libro delle somiglianze</em>, nel dedalo della scrittura di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Edmond</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Jabès</span>, costituisce un nuovo inizio.</p>
<p>Porre al centro della scrittura non più l’identità, ma la somiglianza, significa innanzitutto trasgredire uno dei principi cardine che hanno fondato il <em>logos</em> in Occidente: il principio, appunto, chiamato di <em>identità e non contraddizione</em>. Se A è identico ad A e se non-A gli è <em>differente</em>, c’è però la possibilità che nella <em>differenza</em> ci sia <em>somiglianza</em>.</p>
<p><span id="more-778"></span>Il principio di somiglianza – se potesse esisterne uno – nasce proprio dal riconoscimento della dignità della <em>differenza</em> che non è più sinonimo di menzogna (ovvero, negazione del principio di identità), ma garanzia ontologica del divenire, accettazione e riconoscimento dell’<em>altro</em>, rifiuto dell’<em>assimilazione</em> (che è il contrario della <em>somiglianza</em>, in quanto quest’ultima si fonda su un’ontologia <em>plurale</em>, mentre l’assimilazione introduce la dittatura dell’uno al quale tutto deve essere ricondotto e in cui tutte le differenze debbono <em>scomparire</em>).</p>
<p>Per questo, <em>Il libro delle somiglianze</em> è innanzitutto il racconto, sempre interrotto e continuamente ripreso (quasi una voce punteggiata di silenzi), di quanto la vita possa assomigliare alla scrittura e di quanto lo scrittore possa assomigliare al lettore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Costellazioni del pensiero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Una “costellazione” è figura perché l’uomo gliela assegna. È, in realtà, qualche manciata di stelle gettate lì come per una scommessa. Allo stesso modo, i temi dell’ospitalità, dell’eresia e della poesia pensante, trattati in questo libro – se di libro &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=costellazioni-del-pensiero">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una “costellazione” è figura perché l’uomo gliela assegna. È, in realtà, qualche manciata di stelle gettate lì come per una scommessa. Allo stesso modo, i temi dell’ospitalità, dell’eresia e della poesia pensante, trattati in questo libro – se di libro si può parlare e non di pagine strappate al tempo –, si configurano secondo un disegno non progettato, ma che ha acquistato senso solo nel frattempo.</p>
<p><span id="more-768"></span>La prima parte – quella dedicata all’ospitalità – nasce in occasione di un corso universitario. Vi si parla di amicizia, di estraneità e di identità. Il mondo antico e quello moderno vengono qui messi a raffronto sulla base di una lettura di testi antichi e antichissimi e di testi poetici moderni: i poemi omerici, la Bibbia, i Vangeli canonici e gnostici costituiscono l’intelaiatura di un percorso che giunge fino a Leopardi e a <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Edmond</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Jabès</span>.</p>
<p>La seconda parte è divisa in due sezioni, entrambi ruotanti in qualche modo attorno alla questione della “poesia pensante”: centrale vi appare la figura di Martin Heidegger, non per quanto questo filosofo – tra i maggiori del Novecento – sia stato come uomo (come ormai è di moda discorrere), ma per i problemi radicali che la sua meditazione ha sollevato nella modernità.</p>
<p>Il libro si congeda con un viaggio che percorre, nei secoli, le trasformazioni della nozione di eresia, per giungere al nostro presente ove essa sembra del tutto oscurata da un’irreversibile eclissi.</p>
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