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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Duque, Félix&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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		<title>Abitare la terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[I tentativi dell&#8217;uomo moderno di appropriarsi dell&#8217;ambiente che lo ospita, attraverso il pensie­ro (la scienza) e l&#8217;azione (la tecnologia), sono molteplici. Eppure, in nessun modo la natura è avvertita come dinamismo, evoluzione, proie­zione generatrice di forme. Anzi, da parte delle &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=abitare-la-terra">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I tentativi dell&#8217;uomo moderno di appropriarsi dell&#8217;ambiente che lo ospita, attraverso il pensie­ro (la scienza) e l&#8217;azione (la tecnologia), sono molteplici. Eppure, in nessun modo la natura è avvertita come dinamismo, evoluzione, proie­zione generatrice di forme. Anzi, da parte delle forze produttive, la natura ha finito per essere considerata come una semplice massa alla mer­cé di scienza, tecnica, industria ed economia. «L&#8217;ordine sociale» è la lapidaria osservazione di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Félix</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Duque</span> «espelle la natura in cui esso stesso originariamente si è costituito». Questo sì che è il vero trionfo dell&#8217;artificio, sottolinea l&#8217;autore. Trionfo che coincide ormai con il dominio quasi assoluto dell&#8217;intelligenza meccanizzata sugli en­ti intramondani&#8230;</p>
<p><span id="more-760"></span>L&#8217;alternativa non è la nostalgia di epoche felici, di paradisi lontani che sono tali solo in quanto perduti. Al contrario, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Duque</span> ci indica che mol­to è nelle mani della riflessione filosofica, del­l&#8217;arte, dell&#8217;architettura contemporanea. E ci suggerisce di riprendere il cammino dal pensie­ro di Heidegger, misurandolo scalarmente con la nostra esperienza sull&#8217;abitare e arricchendolo di nuove considerazioni &#8211; quelle dell&#8217;architetto Mies van der Robe, in particolare &#8211; sui tratti del costruire. Questa opera si presenta come una critica severa della condizione in cui trova svol­gimento la nostra esistenza. Ed evidenzia che non si tratta di tornare al passato, ma di giunge­re a concepire l&#8217;industria della costruzione co­me un preludio per un&#8217;altra storia dell&#8217;essere.</p>
<p>È vero, come canta Hölderlin, che arriviamo troppo tardi per gli dei, ma forse non è così tar­di per la terra. Per renderla di nuovo abitabile.</p>
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