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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Bruno Moroncini&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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		<title>L&#8217;autobiografia della vita malata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:20:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno dei tratti decisivi della cultura otto-novecentesca è rappresentato dal rapporto che sempre più profondamente viene a istituirsi fra la scrittura autobiografica e l&#8217;esperienza della malattia, sia fisica, sia psicologica o spirituale. A partire da Nietzsche, infatti, la malattia e &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lautobiografia-della-vita-malata">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei tratti decisivi della cultura otto-novecentesca è rappresentato dal rapporto che sempre più profondamente viene a istituirsi fra la scrittura autobiografica e l&#8217;esperienza della malattia, sia fisica, sia psicologica o spirituale. A partire da Nietzsche, infatti, la malattia e la degenerazione vengono assunte non come segni di decadimento, ma al contrario come manifestazioni indirette di &#8220;potenza&#8221;, momenti in cui la vita raggiunge il grado più alto di intensità. <span id="more-765"></span>La malattia, il disadattamento, l&#8217;impossibilità di corrispondere agli standards comportamentali imposti dalla società, diventano così la condizione dell&#8217;invenzione lette­raria, artistica, filosofica e, perché no, politica. Tale esito sarebbe tuttavia impossibile se non fosse accompagnato dal racconto della vita: solo l&#8217;esperienza della scrittura &#8211; poetica, letteraria e filosofica -, intesa alla maniera di Blanchot come un&#8217;esperienza della perdita e della fuoriuscita da se stessi, fa in modo che ciò che rischiava di restare relegato nella sfera degli accidenti empi­rici si trasformi in significante soggettivo, prima, e condizione dell&#8217;invenzione delle forme e dei concetti, dopo.</p>
<p>Il libro ripercorre attraverso cinque <em>nomi, </em>cifre di altrettante esperienze fondamentali del pensiero e dell&#8217;arte fra Otto e Novecento, questo nodo che lega la scrittura autobiografica e l&#8217;esperienza della vita malata: parte da Leopardi tentando di smontare l&#8217;interpretazione crociana del poeta fon­data sul concetto di &#8220;vita strozzata&#8221;; prosegue con l’<em>Ecce homo </em>di Nietzsche e con tutta la questione della sua follia; passa per l&#8217;epilessia di Dostojevskij intesa come chiave per capire la figura <em>dell&#8217;Idiota; </em>si sofferma sulla spiritualità anerotica e sul caratte­re celibitario di Walter Benjamin; e si chiude sulla follia blanchotiana di voler vedere l&#8217;invisibile, di abitare il centro accecato della luce.</p>
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