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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Anna Chiara Peduzzi&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Anna Chiara Peduzzi&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Effetti di natura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 09:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabula]]></category>
		<category><![CDATA[sliderlibrihome]]></category>
		<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
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					<description><![CDATA[Effetti di natura di Anna Chiara Peduzzi è una raccolta originale, d’intenso attrito mentale e filosofico. In un linguaggio spigoloso, duro e puntuto come una teoria di cristalli, di pietre rare o di cuspidi metalliche, l’autrice evoca momenti in cui &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=effetti-di-natura">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Effetti di natura</em> di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Anna</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Chiara</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Peduzzi</span> è una raccolta originale, d’intenso attrito mentale e filosofico. In un linguaggio spigoloso, duro e puntuto come una teoria di cristalli, di pietre rare o di cuspidi metalliche, l’autrice evoca momenti in cui l’esperienza quotidiana s’inarca verso l’inesprimibile, verso il magma delle sensazioni cruciali e fugaci, verso “il suono che sale dagli stagni” della mente “incisa di filamenti bianchi”. Qualcosa come un desiderio di misurarsi con l’impossibile, con la povertà radicale dell’essere, col fondo cavo della vita confinante con la morte o col nulla segna questi versi concepiti per linee sdrucciolevoli e sghembe, scanditi a strappi come colpi di frusta o coltello nel tessuto incerto, malato del tempo.</p>
<p><em>Paolo Lagazzi</em></p>
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		<title>Il secolo di Baudelaire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 14:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Settembre 2016 Nel XIX secolo nasce la poesia della modernità e Yves Bonnefoy ne traccia in questo libro il profilo. Lo delinea dialogando con i testi poetici di alcuni tra gli autori più significativi dell’Ottocento: da Poe a Baudelaire, da &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-secolo-di-baudelaire">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Settembre 2016</p>
<p style="text-align: justify;">Nel XIX secolo nasce la poesia della modernità e Yves Bonnefoy ne traccia in questo libro il profilo. Lo delinea dialogando con i testi poetici di alcuni tra gli autori più significativi dell’Ottocento: da Poe a Baudelaire, da Mallarmé a Rimbaud, da Laforgue a Valéry, fino a Hofmannsthal.</p>
<p style="text-align: justify;">La grande innovazione di questi poeti consiste nell’aver compreso che la scomparsa del divino dai significati e dalle figure della struttura linguistica non può determinare che vada anche perduto il senso della trascendenza. Ecco perché nei loro testi mantengono vivi entrambi questi aspetti conferendo alla poesia una natura completamente nuova, assolutamente inedita: una natura in grado di connettere l’infinitezza all’esistenza ordinaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il compito al quale questi poeti non si sottraggono è di percepire nelle più semplici parole un residuo dell’originaria a-temporalità, dell’infanzia del mondo, quando l’invisibile era ancora visibile.</p>
<p style="text-align: justify;">«Quant’è difficile» esclama Bonnefoy «condurre questa battaglia!». E non si può non concordare con lui osservando come nel XX secolo la poesia dell’Ottocento non abbia avuto molti eredi, avendo preferito strade meno ardue, più familiari. L’invito è chiaro: torniamo a fare attenzione a ciò che hanno scritto autori come Baudelaire e Rimbaud. «È in gioco la poesia» avverte Bonnefoy.</p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Dalla postfazione di Flavio Ermini</em></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;angoscia del pensare</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=1837</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:12:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Annota Hölderlin: «Siamo in disaccordo con la natura e quello che un tempo era uno appare ormai come opposizione». Non c’è più ritorno in questo nostro avanzare. Non c’è più riconquista dell’intero in questo cammino forzato. Non c’è più rimedio &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=1837">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Annota Hölderlin: «Siamo in disaccordo con la natura e quello che un tempo era uno appare ormai come opposizione». Non c’è più ritorno in questo nostro avanzare. Non c’è più riconquista dell’intero in questo cammino forzato. Non c’è più rimedio all’angoscia che l’insensato produce nell’esistenza di ogni essere umano. <span id="more-1837"></span>Siamo in trappola. Tutti: chi scrive e chi legge. Siamo frammenti senza senso, in quella che Evelyne Grossman chiama «esperienza dell’estremo», ovvero «un’esperienza, ai limiti della follia, di vita e di morte delle parole, che porta chi scrive e chi legge a vedere continuamente sconvolti i suoi punti di riferimento». Il precipizio che intravediamo in fondo alle parole è lo stesso che si coglie in fondo alle cose. Quel precipizio è una tomba, e la voce che non smette di parlare diventa la vedova della speranza, la superstite di tutte le illusioni. La nostra vita scaturisce dal fluire ininterrotto dell’ombra. La sventura ci assedia: la cogliamo reciprocamente nei nostri sguardi, nei nostri gesti che ci consegnano, pietrificati dal dolore, al naufragio del silenzio. La salvezza è davvero posta su nulla. Su questo precipizio siamo venuti e qui sembra essere il nostro inizio; qui c’è invece la nostra fine. Si domanda Evelyne Grossman: «E allora, come concepire uno spazio di scrittura in grado di garantire un pensiero che includa il rischio della follia?». A tale questione è dedicato il volume <em>L’angoscia del pensare</em>.</p>
<p>Premessa di Dario Giugliano</p>
<p>Postfazione di Flavio Ermini</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il poeta e &#8220;il fluire ondeggiante delle moltitudini&#8221;</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-poeta-e-il-fluire-ondeggiante-delle-moltitudini</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo libro sono raccolte le conferenze tenute da Yves Bonnefoy nel novembre del 2001 alla Bibliothèque Nationale de France. Il tema riguarda la folla parigina che si riversa nelle vie e nei boulevard di Parigi tra il XIX e &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-poeta-e-il-fluire-ondeggiante-delle-moltitudini">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo libro sono raccolte le conferenze tenute da Yves Bonnefoy nel novembre del 2001 alla Bibliothèque Nationale de France. Il tema riguarda la folla parigina che si riversa nelle vie e nei boulevard di Parigi tra il XIX e il XX secolo: una “moltitudine” dal carattere del tutto nuovo rispetto alle epoche precedenti.</p>
<p><span id="more-770"></span>Prima di allora in quella folla erano visibili i segni distintivi che consentivano di riconoscere in ciascun individuo la sua collocazione nell’ordine naturale, nell’essere. In quella “moltitudine”, ora, c’è il nulla.</p>
<p>Yves Bonnefoy mostra l’effetto che questa sorta di “epifania del nulla” ha sull’esperienza poetica di due grandi scrittori: Gérard de Nerval e Charles Baudelaire, quest’ultimo principale iniziatore della modernità già preannunciata da Edgar Allan Poe. Un’esperienza che consiste nel concepire l’essere solamente come desiderio che l’essere sia. Un’esperienza che, cominciando con Hugo e Vigny, si estenderà a Rimbaud, Mallarmé, Apollinaire fino ai surrealisti.</p>
<p>Le conferenze, qui trascritte e rielaborate dall’autore, mantengono un modo colloquiale nell’offrirsi al piacere della lettura: continuano ad aprirsi con un “Signore e signori” e si sviluppano per cenni e idee; o ipotesi, addirittura, tanto da non proporsi come qualcosa di concluso. Il loro intento infatti è farsi dialogo, lasciando dire qualcosa di inedito al lettore che le incontra.</p>
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