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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Alberto Folin&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Alberto Folin&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Madre del respiro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 11:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[Mitografa e saggista, Gabriella Cinti cerca di calarsi nello sguardo degli antichi, scavando nelle parole, mettendo a confronto echi e assonanze, sforzandosi di rivivere, nella profondità della coscienza, ciò che filosofi come Nietzsche e Heidegger o studiosi come come Kerényi &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=madre-di-respiro">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mitografa e saggista, Gabriella Cinti cerca di calarsi nello sguardo degli antichi, scavando nelle parole, mettendo a confronto echi e assonanze, sforzandosi di rivivere, nella profondità della coscienza, ciò che filosofi come Nietzsche e Heidegger o studiosi come come Kerényi e Walter Friedrich Otto hanno portato alla luce nei loro scavi archeologici per entro un immaginario quasi del tutto sprofondato nelle lontananze più remote.</p>
<p>Il titolo del primo <em>Inno</em> (perché alla tradizione innodica si riallaccia), <em>Madre del respiro</em>, che dà il titolo anche all’intera raccolta, riproduce per campate anaforiche quella forma di invocazione che veniva elevata collettivamente nel tempio in modo da restare <em>perennemente</em> nella memoria collettiva. “Madre del respiro &#8230; Madre del sorriso &#8230; Madre delle stelle &#8230; Madre degli occhi &#8230; Madre del senso &#8230; madre dell’azzurro &#8230; Madre della scintilla prima &#8230; madre dell’essenza”.</p>
<p>Sono parole che l’io poetante può pronunciare a buon diritto nella consapevolezza della propria irrevocabile modernità. Si tratta di una voce che, riallacciandosi, io credo, alla tradizione ermetica, scandisce nelle sillabe allitteranti e/o dissonanti, unicamente – diceva Montale – «ciò che non siamo, ciò che non vogliamo», portando la melodia del verso a una tensione tale da deformarla nell’insensatezza del grido.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>dall’introduzione di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alberto</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Folin</span></em></p>
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		<title>Il libro delle somiglianze</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-libro-delle-somiglianze</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:49:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il libro delle somiglianze, nel dedalo della scrittura di Edmond Jabès, costituisce un nuovo inizio. Porre al centro della scrittura non più l’identità, ma la somiglianza, significa innanzitutto trasgredire uno dei principi cardine che hanno fondato il logos in Occidente: &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-libro-delle-somiglianze">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il libro delle somiglianze</em>, nel dedalo della scrittura di Edmond Jabès, costituisce un nuovo inizio.</p>
<p>Porre al centro della scrittura non più l’identità, ma la somiglianza, significa innanzitutto trasgredire uno dei principi cardine che hanno fondato il <em>logos</em> in Occidente: il principio, appunto, chiamato di <em>identità e non contraddizione</em>. Se A è identico ad A e se non-A gli è <em>differente</em>, c’è però la possibilità che nella <em>differenza</em> ci sia <em>somiglianza</em>.</p>
<p><span id="more-778"></span>Il principio di somiglianza – se potesse esisterne uno – nasce proprio dal riconoscimento della dignità della <em>differenza</em> che non è più sinonimo di menzogna (ovvero, negazione del principio di identità), ma garanzia ontologica del divenire, accettazione e riconoscimento dell’<em>altro</em>, rifiuto dell’<em>assimilazione</em> (che è il contrario della <em>somiglianza</em>, in quanto quest’ultima si fonda su un’ontologia <em>plurale</em>, mentre l’assimilazione introduce la dittatura dell’uno al quale tutto deve essere ricondotto e in cui tutte le differenze debbono <em>scomparire</em>).</p>
<p>Per questo, <em>Il libro delle somiglianze</em> è innanzitutto il racconto, sempre interrotto e continuamente ripreso (quasi una voce punteggiata di silenzi), di quanto la vita possa assomigliare alla scrittura e di quanto lo scrittore possa assomigliare al lettore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Costellazioni del pensiero</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=costellazioni-del-pensiero</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Una “costellazione” è figura perché l’uomo gliela assegna. È, in realtà, qualche manciata di stelle gettate lì come per una scommessa. Allo stesso modo, i temi dell’ospitalità, dell’eresia e della poesia pensante, trattati in questo libro – se di libro &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=costellazioni-del-pensiero">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una “costellazione” è figura perché l’uomo gliela assegna. È, in realtà, qualche manciata di stelle gettate lì come per una scommessa. Allo stesso modo, i temi dell’ospitalità, dell’eresia e della poesia pensante, trattati in questo libro – se di libro si può parlare e non di pagine strappate al tempo –, si configurano secondo un disegno non progettato, ma che ha acquistato senso solo nel frattempo.</p>
<p><span id="more-768"></span>La prima parte – quella dedicata all’ospitalità – nasce in occasione di un corso universitario. Vi si parla di amicizia, di estraneità e di identità. Il mondo antico e quello moderno vengono qui messi a raffronto sulla base di una lettura di testi antichi e antichissimi e di testi poetici moderni: i poemi omerici, la Bibbia, i Vangeli canonici e gnostici costituiscono l’intelaiatura di un percorso che giunge fino a Leopardi e a Edmond Jabès.</p>
<p>La seconda parte è divisa in due sezioni, entrambi ruotanti in qualche modo attorno alla questione della “poesia pensante”: centrale vi appare la figura di Martin Heidegger, non per quanto questo filosofo – tra i maggiori del Novecento – sia stato come uomo (come ormai è di moda discorrere), ma per i problemi radicali che la sua meditazione ha sollevato nella modernità.</p>
<p>Il libro si congeda con un viaggio che percorre, nei secoli, le trasformazioni della nozione di eresia, per giungere al nostro presente ove essa sembra del tutto oscurata da un’irreversibile eclissi.</p>
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