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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Alberto Castoldi&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Alberto Castoldi&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Mosaico francese</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=mosaico-francese</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 17:10:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Il volume non è soltanto l’omaggio ad uno studioso che ha percorso gran parte della sua lunga carriera all’interno dell’Università di Bergamo conservando il gusto per la ricerca, con una produzione ampia e costante, ma costituisce l’esito di un impegno &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=mosaico-francese">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume non è soltanto l’omaggio ad uno studioso che ha percorso gran parte della sua lunga carriera all’interno dell’Università di Bergamo conservando il gusto per la ricerca, con una produzione ampia e costante, ma costituisce l’esito di un impegno comune, da parte dei colleghi della Facoltà di Scienze Umanistiche, <span id="more-2179"></span>per la convergenza di una pluralità di discipline attorno a un tema caro al prof. <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Castoldi</span>: l’influsso esercitato dalla cultura e dalle esperienze politico-sociali francesi non solo in ambito europeo e nei territori del vasto impero coloniale ma anche in altre regioni. Quali tessere di un mosaico, le molteplici prospettive di ricerca hanno composto una rappresentazione variegata e policroma che si colloca nel solco dell’ampia visione tesa ad un’armonica pluralità di saperi che ha caratterizzato gli anni del rettorato di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alberto</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Castoldi</span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alberto</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Castoldi</span></strong> ha insegnato all’Università degli studi di Bari (1971-1981) e all’Università Ca’ Foscari di Venezia (1975-1976). Conseguito l’ordinariato, dal 1981 al 2011 è stato docente di Letteratura francese presso l’Università degli Studi di Bergamo, dove ha ricoperto i ruoli di Direttore di Dipartimento, di Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere (1991-1999) e di Rettore dell’Ateneo (1999-2009); ha fondato il Dottorato in Teoria e Analisi del Testo (1985) e il Centro Arti Visive (2005); ha promosso la nascita di diverse pubblicazioni scientifiche, tra le quali la rivista internazionale “Cahiers de littérature française” (L’Harmattan/Sestante), le collane “Il castello di Atlante” (Moretti &amp; Vitali), “Locus Solus” (Bruno Mondadori), “L’envers du miroir” (L’Harmattan/Sestante), “Imago” (Sestante) e le riviste informatiche  “Elephant &amp; Castle” (http://cav.unibg.it/elephant_castle)  e “Prospero’s” (http://prosperos.unibg.it/).</p>
<p>Negli anni la sua intensa attività di ricerca, che si traduce in numerose pubblicazioni, fra cui dodici volumi, va dalla letteratura di viaggio: <em>Il fascino del colibrì</em>, al romanzo fra Settecento e Ottocento: <em>Il realismo borghese</em>, al ruolo degli intellettuali negli anni trenta: <em>Intellettuali e Fronte Popolare in Francia</em>, al perturbante in ambito artistico: <em>Grandville and Company</em> e <em>Clérambault. Stoffe e manichini</em>, al rapporto fra droga e letteratura: <em>Il testo drogato</em>, alla simbologia dei colori: <em>Bianco</em>, al collezionismo: <em>Bibliofollia</em>, alla crisi dei valori nella modernità: <em>Congedi</em>, alle strutture e alle tematiche dell’immaginario: «<em>In carenza di senso</em>». <em>Logiche dell’immaginario</em>,<em> Ritratto dell’artista “en cauchemar”</em>,<em> Füssli e la scena primaria dell’arte</em>, <em>L’immaginario delle mappe</em>.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Collana Il castello di Atlante</title>
		<link>https://morettievitali.it/collana-il-castello-di-atlante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 10:49:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Collana diretta da Alberto Castoldi La collana privilegia testi di saggistica e di narrativa che si distinguono per curiosità e novità, e nei quali l’intreccio tra arti figurative e letteratura è particolarmente intrigante. Si propone di rivisitare testi non marginali, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/collana-il-castello-di-atlante/">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="https://morettievitali.it/risorse/immagini_mv/loghi_collane/logo_castello.gif" alt="" /><br />
Collana diretta da <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alberto</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Castoldi</span><br />
La collana privilegia testi di saggistica e di narrativa che si distinguono per curiosità e novità, e nei quali l’intreccio tra arti figurative e letteratura è particolarmente intrigante. Si propone di rivisitare testi non marginali, ma talvolta poco frequentati, della cultura otto-novecentesca che si offrono come spunti per una riflessione sulla letteratura stessa, sulle sue ragioni e modalità. In particolare è la letteratura del decadentismo europeo a rivelare gli approcci più problematici e suggestivi, perché più di altre sembra essersi fatta carico di interpretare la crisi dell’intellettuale e dei modelli letterari, proponendosi per tanti aspetti come del tutto attuale. A quest’ottica è funzionale la scelta dei testi che privilegia comunque, al di là del dato temporale, il carattere trasgressivo delle proposte, la loro capacità di ripensare il discorso letterario</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alberto Martini Surréaliste</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=alberto-martini-surrealiste</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:20:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[Leonardo Sciascia ancora in tempi abbastanza recenti, nel 1975, poteva denunciare la scarsa attenzione dedicata all&#8217;opera di Alberto Martini, &#8220;l&#8217;artista più misterioso, più decadente e più surreale dell&#8217;Italia post-unitaria&#8221;. Credo che anche oggi si potrebbe rivolgere lo stesso rimprovero alla &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=alberto-martini-surrealiste">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Leonardo Sciascia ancora in tempi abbastanza recenti, nel 1975, poteva denunciare la scarsa attenzione dedicata all&#8217;opera di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alberto</span> Martini, &#8220;l&#8217;artista pi</em><em>ù misterioso, più decadente e più surreale dell&#8217;Italia post-unitaria&#8221;. Credo che anche oggi si potrebbe rivolgere lo stesso rimprovero alla critica d&#8217;arte, che non ha mai veramente saputo assimilare la sua personalità nel contesto della tradizione italiana. Operazione questa d&#8217;altronde non facile dal momento che <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alberto</span> Martini, che pur s&#8217;avvale dei grandi modelli classici, appartiene di fatto alla cultura europea: da Dürer, Bosch, Breugel, a Lautrec, Gauguin, Cézanne e i Preraffaelliti. È alla complessità di questa formazione che si deve peraltro l&#8217;assoluta originalità della sua opera, originalità che gli ha consentito di elaborare uno spazio autonomo rispetto ai suoi grandi contemporanei: Beardsley, Rops, Moreau, Redon, con cui condivide la maggior parte delle tematiche.</em></p>
<p><em><span id="more-900"></span>Questa cultura artistica, simbolista, </em><em>è da sempre quella che, insieme al manierismo, ho sentito più vicina ai miei gusti ed alle mie esigenze. Non mi sfuggono, credo, i limiti di questa cultura, ma ne ho sempre amato la ricchezza, esplicita, delle componenti letterarie e delle inquietudini intellettuali. Di qui, in particolare, la mia preferenza per il Martini illustratore: Nerval, Rugo, Verlaine, Rimbaud, Mallarmé, Shakespeare, Dante, e soprattutto Edgar A. Poe. All&#8217;opera di Poe, conosciuta attraverso la traduzione di Baudelaire, Martini ha dedicato una lunga serie di disegni a china (134, con i titoli in francese) ottenendo alcuni dei suoi esiti più alti, e sicuramente quelli che mi hanno maggiormente affascinato, per il loro carattere misterioso e visionario: &#8220;vivevo e disegnavo &#8220;, commenta egli stesso, &#8220;in preda ad una foga febbrile&#8221;. Di fatto non compie pura opera di illustratore: il mio immaginario visivo al riguardo, è assai diverso, e si avvicina di più a quello di Ensor, per esempio, ma indubbiamente Martini è stato in grado di offrirci una sorta di continuazione del discorso onirico dello scrittore americano, creando un poema visivo di un fascino non meno vertiginoso.</em></p>
<p><em>Marco Lorandi, cui si deve interamente il merito di questa mostra, ha saputo cogliere nella sua lunga frequentazione dell&#8217;opera di Martini alcuni dei suoi temi pi</em><em>ù affascinanti: l&#8217;erotismo (Carezze), il macabro, il grottesco (II cuore di cera), declinati in infinite rivisitazioni, oltre alle tematiche surrealiste, fortemente presenti, senza peraltro che l&#8217;artista vi abbia mai aderito compiutamente. Se ci chiediamo, a questo punto, dove si debba rintracciare l&#8217;attualità dell&#8217;opera di Martini, e quindi di questa mostra, in un &#8216;epoca apparentemente così diversa e lontana per esperienze, esigenze e aspettative, a me pare che essa consista, al di là dell&#8217;arditezza estrema di alcune soluzioni grafiche, nel proporre, in sintonia del resto con l&#8217;intero Simbolismo europeo, l&#8217;esplicitazione dell&#8217;inconscio della contemporaneità, e contribuisca al suggestivo recupero di un rimosso della nostra epoca.</em></p>
<p align="right"><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alberto</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Castoldi</span></p>
<p align="right">Rettore Università degli Studi di Bergamo</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Jack lo sventratore</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=jack-lo-sventratore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il castello di Atlante]]></category>
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					<description><![CDATA[Fra il 1887 e il 1889 nel labirinto di Whitechapel nasce e si diffonde il mito di Jack lo Sventratore, accostandosi nell&#8217;immaginario collettivo ad altre figure simili della cultura ottocentesca quali la &#8220;creatu­ra&#8221; di Frankenstein, l&#8217;Ebreo Errante di Sue, il &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=jack-lo-sventratore">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fra il 1887 e il 1889 nel labirinto di Whitechapel nasce e si diffonde il mito di Jack lo Sventratore, accostandosi nell&#8217;immaginario collettivo ad altre figure simili della cultura ottocentesca quali la &#8220;creatu­ra&#8221; di Frankenstein, l&#8217;Ebreo Errante di Sue, il Mister Hyde di Stevenson, o il Maldoror di Lautréamont, ma non già quale risultato di una scrittura d&#8217;autore, come nel caso di Mary Shelley, bensì della cronaca dei giornali, che parlavano di &#8220;au­dacia diabolica&#8221; e &#8220;incredibile barbarie&#8221;.</p>
<p><span id="more-868"></span>Rober Desnos pensa di rivisitare nel 1928 questo personaggio senza volto, non dissimile in questo da altri grandi protago­nisti della narrativa popolare quali Fantomas, o l&#8217;Uomo Invisibile, ricostruendo i fatti con estremo rigore, attenendosi ai ri­sultati delle inchieste di polizia. Ne risulta un quadro di singolare crudezza, che trova però, proprio nel surreale distacco della narrazione, le ragioni di una precisa valen­za simbolica e di una straordinaria fascina­zione: Jack lo Sventratore è la nostra zona d&#8217;ombra, il calibano che abita in ognuno di noi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Clérambault</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=clerambault</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:34:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il castello di Atlante]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 17 novembre 1934 Gatian de Clérambault, celebre medico all&#8217;infermeria Psichiatrica della Prefettura di Polizia di Parigi («II mio unico Maestro psichiatria» dirà di lui Lacan), si suicida, destando vivissimo scalpore. Negli stessi anni in cui Freud a Vienna andava &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=clerambault">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 17 novembre 1934 Gatian de Clérambault, celebre medico all&#8217;infermeria Psichiatrica della Prefettura di Polizia di Parigi («II mio unico Maestro psichiatria» dirà di lui Lacan), si suicida, destando vivissimo scalpore. Negli stessi anni in cui Freud a Vienna andava esplorando i meccanismi dell&#8217;incon­scio, Clérambault a Parigi studiava i fenomeni elementari delle psicosi, redigendo più di 13.000 cartelle cliniche, fra cui quelle utilizzate per il saggio sulla <em>Passione, erotica perle stoffe nella donna, </em>che qui è presentato per la prima volta in italiano. <span id="more-866"></span>Personaggio quanto mai singolare, coltivò in proprio una curiosa passione per le stoffe, i drappeggi, ed i manichini che addobbava: nella sua abitazione verranno trovati 40.000 clichés fotografici di donne velate e avvolte in ampi drappi, come bambole prive di occhi. Ne I l&#8217;affrontare l&#8217;inquietante universo di Clérambault si è cercato di collocarlo nel solco di una vasta tradizione dell&#8217;immaginario, incentrata «perturbante», in cui queste componenti disparate sembrano trovare una loro inter­na coerenza e motivazione.</p>
<p>Conclude il volume un altro documento assolutamente scon­certante: le lettere di Oskar Kokoschka ad Hermine Moos, in cui l&#8217;artista andava commissionando all&#8217;abile artigiana di Stoccarda una bambola a grandezza naturale, che fosse la copia esatta di Alma Mahler, la moglie del famoso composito­re, da cui era stato lasciato e della cui perdita non poteva consolarsi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In nome della Grande Madre</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=in-nome-della-grande-madre</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:55:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Convergenze]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Convergenze, dopo i primi quattro qua­derni dedicati a I nomi propri dell&#8217;Ombra (2004), I nomi comuni dell&#8217;Anima (2005), I nomi della Trasformazione (2006), I nomi della Sincronicità (2007), propone nel suo quinto quaderno il tema della Grande Madre. Jung ipotizza &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=in-nome-della-grande-madre">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Convergenze, </em>dopo i primi quattro qua­derni dedicati a <em>I</em> <em>nomi propri dell&#8217;Ombra </em>(2004), <em>I</em> <em>nomi comuni dell&#8217;Anima </em>(2005), <em>I</em> <em>nomi della Trasformazione </em>(2006), <em>I nomi della Sincronicit</em><em>à </em>(2007), propone nel suo quinto quaderno il tema della <em>Grande Madre.</em></p>
<p><span id="more-838"></span>Jung ipotizza che le influenze esercitate dalla madre sui propri figli non derivino necessariamente dalla madre stessa e dai suoi reali tratti di carattere. Accanto a questi vi sarebbero qualità che la madre, in quanto persona, solo apparentemente possiede, ma che di fatto sorgono dalla struttura archetipica che la circonda e sono proiettate su di lei dai figli stessi.</p>
<p>Dire della <em>Grande Madre </em>è dunque un modo di nominare un&#8217;immagine tratta dall&#8217;esperienza culturale collettiva. In quanto &#8220;immagine&#8221;, essa rivela una pie­nezza archetipica, ma anche una distinta polarità tra positivo e negativo.</p>
<p>Prefazione <em>di Stefano Baratta</em></p>
<p>Adynaton <em>di Carla De Bellis</em></p>
<p>Beatrice <em>di Rubina Giorgi</em></p>
<p>Bee Goddes <em>di Maria Bassi, Stefano Baratta</em></p>
<p>Camille Claudel <em>di Ivana Cenci</em></p>
<p>La cattiva madre <em>di Francesca Castellani</em></p>
<p>Cave Amantem <em>di Franca Franchi</em></p>
<p>Chóra <em>di Enrica Salvaneschi, Silvio Endrighi</em></p>
<p>Coscienza <em>di Ilaria Anzoise, Mauro Maldonato</em></p>
<p>Crudeltà <em>di François Bruzzo</em></p>
<p>La Dea bianca di Lacan <em>di Matteo Bonazzi</em></p>
<p>Distruzione <em>di Carla Stroppa</em></p>
<p>Europa <em>di Romano Gasparotti</em></p>
<p>II gioco pesante di tutta la vita <em>di Ida Travi</em></p>
<p>L&#8217;ingenerosa Madre Terra <em>di Roberto Caracci</em></p>
<p>Leucotea <em>di Maria Luisa Vezzali</em></p>
<p>Louise Bourgeois <em>di Silvia Ferrari</em></p>
<p>La Lupa di Verga <em>di Gilberto Isella</em></p>
<p>La Madre preistorica <em>di Domenico Antonino Conci</em></p>
<p>Madrevita e Madremorte <em>di Maria Angela Bedini</em></p>
<p>Le Madri <em>di Tiziano Solari</em></p>
<p>Mater Dolorosa <em>di Ottavio Olita</em></p>
<p>Mater Matuta <em>di Cesare Milanese</em></p>
<p>Medea <em>di Vincenzo Di Oronzo</em></p>
<p>La Musa <em>di Susanna Mati</em></p>
<p>La nera testimone <em>di Mario Nicolao</em></p>
<p>Nostalgia <em>di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alberto</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Castoldi</span></em></p>
<p>L&#8217;ombra materna <em>di Chiara Zamboni</em></p>
<p>La porta del possesso <em>di Flavio Ermini</em></p>
<p>Lo schermo <em>di Marco Ercolani</em></p>
<p>Seduzione <em>di Lorenzo Barani</em></p>
<p>II segreto della matriosca <em>di Marco Garzonio</em></p>
<p><em>Stabat Mater di Cecilia Rofena</em></p>
<p>Sulamith <em>di Franco Gallo</em></p>
<p>Terra <em>di Carlo Piazza</em></p>
<p>II velo di Calipso <em>di Alfonso Cartolato</em></p>
<p>Yuan-ku <em>di Lorenzo Erutti</em></p>
<p>Zeus <em>di Giorgio Taborelli</em></p>
<p>La parola fuorilegge della Grande Madre</p>
<p>Postfazione <em>di Flavio Ermini</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La casa editrice</title>
		<link>https://morettievitali.it/la-casa-editrice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 14:06:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La casa editrice Moretti&#38;Vitali nasce a Bergamo nel 1989 e pubblica il suo primo titolo nel marzo del 1990 (Turbare il futuro di Gianluca Bocchi, Mauro Ceruti ed Edgar Morin). Dopo 30 anni il suo catalogo conta oltre 900 titoli, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/la-casa-editrice/">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La casa editrice <strong>Moretti&amp;Vitali</strong> nasce a Bergamo nel 1989 e pubblica il suo primo titolo nel marzo del 1990 (<em>Turbare il futuro </em>di Gianluca Bocchi, Mauro Ceruti ed Edgar Morin).</p>
<p>Dopo 30 anni il suo catalogo conta oltre 900 titoli, due riviste di scienze umane (Atque, l’Ombra) e il bimestrale QuiLibri.  Pubblica circa 35 novità all’anno e numerose ristampe o nuove edizioni.<br />
Il progetto editoriale si declina nell’ambito delle scienze umane in una prospettiva antropologica che attraversa  la psicologia analitica, la critica letteraria, la filosofia, la poesia, l’estetica, le arti, l’architettura.</p>
<p>La casa editrice è diretta inizialmente da Gabrio Vitali e debutta con tre collane: <strong><em>Il tridente,  Amore e Psiche </em></strong>e<strong><em> Andar per storie</em>. <em>Narrazioni della conoscenza </em></strong>cui si aggiungono presto<strong><em> Il castello di Atlante (</em></strong>diretta dal compianto <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alberto</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Castoldi</span>, divenuto in seguito Magnifico Rettore della Università di Bergamo) e <strong><em>Scrivere le vite.</em></strong></p>
<p>Nel 1995 la direzione culturale e scientifica della casa editrice è stata assunta da Carla Stroppa e la direzione editoriale da Enrico Moretti. Nascono così altre collane:<strong><em> Il tridente saggi</em></strong> si declina in due collane, <strong><em>Tridente campus</em></strong> (di taglio più accademico) e <strong><em>Tridente </em>saggi</strong> (di taglio psicoanalitico: clinico e narrativo, collana diretta da Carla Stroppa insieme a Eva Pattis Zoja). <strong><em>Fabula </em></strong>(collana di poesia diretta da inizialmente  da Danilo Bramati, poi da Paolo Lagazzi e Giancarlo Pontiggia). <strong><em>Andar per storie </em></strong>si rinnova ed è diretta  per oltre 15 anni da Flavio Ermini, cui si è aggiunto dal 2020 Lucio Saviani, <strong><em>Le forme dell’immaginario, Ritratti d’artista.</em></strong></p>
<p>Il progetto editoriale da voce alle molteplici manifestazioni creative e spirituali dell’uomo nelle quali si può “vedere in trasparenza” il “fondo poetico della mente” e che fondano la visione del presente in una cultura che non trascura l’eredità del passato.</p>
<p>Ispiratori del nostro progetto editoriale sono stati autori classici quali C.G. Jung, Erich Neumann e contemporanei quali James Hillman e Gigi Meneghello (ormai scomparsi), Edgar Morin, Mauro Ceruti, Donald Kalsched, Luigi Zoja, Adolf Guggenbühl-Craig, Christian Gaillard, Murray Stein e altri tuttora viventi.</p>
<p>Nell’autunno del 2013 Annarosa Buttarelli promuove la nascita della collana <strong>Pensiero e pratiche di trasformazione</strong>, cui si aggiunge la collana<strong><b><i>Corrispondenze di María Zambrano</i></b></strong>.</p>
<p>Nella primavera 2014 debutta la collana <strong>Echi da un labirinto</strong>, dedicata all’immaginario fantastico, diretta da Roberto Caracci.</p>
<p>Le collane sono:</p>
<p><strong><em>Il tridente saggi </em></strong><em>(</em><em>diretta da Carla Stroppa e Eva Pattis Zoja) </em>Psicologia analitica, clinica, antropologia, simboli dell’immaginario collettivo.</p>
<p><strong><em>Il tridente campus </em></strong>Psicologia, Filosofia, Antropologia, Pedagogia.</p>
<p><strong><em>Amore e Psiche </em></strong><em>(diretta da Carla Stroppa e Marta Tibaldi) </em>Psicologia analitica, arte estetica, mitologia.</p>
<p><strong><em>Andar per storie</em></strong><strong>. <em>Narrazioni della conoscenza </em></strong><em>(diretta da Flavio Ermini e Lucio Saviani) </em>Narrazioni e saggi attraverso le scienze umane e filosofiche.</p>
<p><strong><em>Il castello di Atlante </em></strong><em>(diretta da <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Alberto</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Castoldi</span></em><em><sup>+</sup>) </em>Critica letteraria, Storia della cultura, estetica, arti figurative.</p>
<p><strong><em>Le forme dell’immaginario </em></strong>Narrativa, poesia, saggistica.</p>
<p><strong>Fabula </strong><em>(diretta da Paolo Lagazzi e Giancarlo Pontiggia)</em>Poesia.</p>
<p><strong>Scrivere le vite </strong><em>(diretta da Vanni Bramanti) </em>Biografie di uomini illustri scritte da altri uomini illustri.</p>
<p><strong>Corrispondenze di Maria Zambrano </strong><em>(a cura di Annarosa Buttarelli) </em>Raccoglie suddivise per volumi le corrispondenze della Zambrano con amici e intellettuali.</p>
<p><strong><em>Ritratti d’artista </em></strong>Pittura ed arti figurative.</p>
<p><strong><em>Architettura e trasformazione del costruito </em></strong>Architettura e tecnologie dell’architettura, fra etica ed estetica.</p>
<p><strong><em>Quaderni di ergonomia </em></strong>Ergonomia, design, cultura del progetto a misura d’uomo e d’ambiente.</p>
<p><strong><em>Opere di Lorenzo Mascheroni </em></strong><em>(a cura di Matilde Dillon Wanke) </em>La collana raccoglie l’intera opera di L. Mascheroni.</p>
<p><strong><em>Opere di Italo Valent </em></strong><em>6 voll<strong>. </strong></em><em>a cura di A. Tagliapietra, I. Sciuto, U. Galimberti, G. Valent) </em>Raccoglie in 6 volumi l’intera e preziosa opera del grande filosofo prematuramente scomparso.</p>
<p><strong>Nel 2001 la Moretti&amp; Vitali editori ha conseguito il Premio della cultura promosso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.</strong></p>
<p><strong>Promozione: PEA</strong></p>
<p><strong>Distribuzione a livello nazionale: </strong> <strong>Messaggerie Libri</strong>.</p>
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