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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Zanchi, Mauro&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Zanchi, Mauro&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Abitare il silenzio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 08:52:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel momento in cui lo nominiamo, il silenzio non c’è più, va da un’altra parte. È necessario allora escogitare qualcosa per non farlo scomparire: un ascolto profondo, uno stato di sospensione nell’attendere, un’apertura empatica, una sintonizzazione sacrale. Come in una &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=abitare-il-silenzio">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel momento in cui lo nominiamo, il silenzio non c’è più, va da un’altra parte. È necessario allora escogitare qualcosa per non farlo scomparire: un ascolto profondo, uno stato di sospensione nell’attendere, un’apertura empatica, una sintonizzazione sacrale. Come in una liturgia, il silenzio precede e favorisce il momento della rivelazione imminente della Natura o della divinità. Gli gnostici pensavano che dall&#8217;accoppiamento del silenzio con la Verità nascessero la Ragione e la Vita. Ma cos’è davvero il silenzio? Dove lo si trova? Che struttura ha? È pieno, è vuoto? È costituito da atomi o da altre strutture microscopiche? Noi sappiamo percepire la profondità del suo spazio evocativo? Spesso quando parliamo di questa dimensione, pensiamo quasi esclusivamente al silenzio intorno a noi, quasi mai ci concentriamo invece sul silenzio dentro di noi. Che è una dimensione fondamentale del nostro esistere. È una sensazione, una proiezione. Ha a che fare con la ricerca personale. È quel silenzio che ci chiede di andare oltre le cose, di guardare in profondità, ci chiede di chiudere fuori il mondo, per vederlo in modo più vero. Siamo incapaci di “abitare” questo silenzio? L’uomo aveva tratto dall’alternanza giorno e notte, parola e silenzio i simboli che gli permettevano di definire fatti interiori; oggi non agiscono più. La poesia è “epifania del silenzio”, per dirla con Mario Luzi, e ha a che fare con un ascolto interiore. È un cammino silenzioso, sia per chi la scrive sia per chi la legge: attinge dall’alfabeto il senso e lo affonda nello spirito, oppure ve lo estrae e lo effonde sulla pagina tracciandone il sentiero. Anche i simboli e le immagini dell’arte più riusciti evocano i segreti del mondo senza<br />
l’ausilio di parole o spiegazioni. Il silenzio più sublime è come un discorso mistico composto dalla complessità e dalla coazione di molte presenze, che attingono a metalinguaggi paragonabili alle pause, alle omissioni, alle sottrazioni, ai lapsus, alle sospensioni. Secondo Pitagora, la persona che sa veramente ascoltare può accedere a un livello superiore, quello dei saggi, poiché l&#8217;inizio della saggezza è la via del silenzio.</p>
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		<title>Oltrerosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2018 09:50:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltrerosa è un viaggio iniziatico per immagini, dentro un mutus liber, un percorso psichedelico, sapienziale ed esoterico, contemporaneo e arcaico al contempo. È una Hipnerotomachia attuale, un processo di liberazione dentro e oltre le questioni di genere. Tra il groviglio &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=oltrerosa">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Oltrerosa</em> è un viaggio iniziatico per immagini, dentro un <em>mutus liber</em>, un percorso psichedelico, sapienziale ed esoterico, contemporaneo e arcaico al contempo. È una <em>Hipnerotomachia</em> attuale, un processo di liberazione dentro e oltre le questioni di genere. Tra il groviglio della libido e i bagliori sublimi prende vita una nuova consapevolezza. La passionalità non controllabile è resa dalla protagonista con disegni infantili. Sfogliando le pagine del libro si è testimoni di metamorfosi, di graduali distacchi dal corpo, di balzi della coscienza, di ritorni all’origine. L’anima oltregenere è ancora imprigionata in un corpo sessuato? <em>Oltrerosa</em> è un viaggio volto al discioglimento del confine dualista tra corpo e mente? A prescindere dalle interpretazioni, il percorso iniziatico appare come un’affascinante sequenza di proposte figurali e di neologismi iconologici, dall’imprevedibile lessico simbolico, un eterogeneo viaggio asimmetrico nella ricerca continua, per evocare qualcos’altro attraverso metalinguaggi.</p>
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		<title>L&#8217;Africa in giardino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 15:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Africa in giardino prende in esame le questioni inerenti ai grandi fenomeni migratori, agli sbarchi dei profughi, alle detenzioni nei campi, allo “stato di eccezione”, alla clandestinità, partendo dal percorso visivo di una rassegna di videoarte nel Museo BACO di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lafrica-in-giardino">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’Africa in giardino </em>prende in esame le questioni inerenti ai grandi fenomeni migratori, agli sbarchi dei profughi, alle detenzioni nei campi, allo “stato di eccezione”, alla clandestinità, partendo dal percorso visivo di una rassegna di videoarte nel Museo BACO di Bergamo. Oltre ai saggi introduttivi il libro contiene anche le interviste agli artisti Maria Iorio, Raphael Cuomo, Guy Ben Ner, Regina José Galindo, Adrian Paci, Gabriella Ciancimino, Invernomuto. L’opera è arricchita dagli scatti di Rocco Rorandelli che colgono la sintesi del controverso rapporto tra realtà ed evasione dal reale, tra un evento drammatico e la sua spettacolarizzazione. Le sue immagini collegano il passato politico italiano ai problemi del presente e traducono il dramma delle migrazioni attraverso una terribilità poetica della forma e dell’astrazione. Inoltre un breve saggio è dedicato a Radio Ghetto, progetto di radio partecipata, che dà voce ai braccianti che raccolgono i pomodori in Puglia, mettendo a nudo lo sfruttamento e l’isolamento di chi ha raggiunto il Sud Europa.</p>
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		<title>Magismo del gesto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 14:07:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo saggio si pone l’attenzione sui segni che muovono forze invisibili, ritenute sovrannaturali, attraverso il magismo del gesto. Ci si aggira analizzando i soggetti che, attraverso pratiche magiche, cercano di esercitare il proprio potere sul mondo. Vengono presi in &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=magismo-del-gesto">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="LTR" align="JUSTIFY">In questo saggio si pone l’attenzione sui segni che muovono forze invisibili, ritenute sovrannaturali, attraverso il magismo del gesto. Ci si aggira analizzando i soggetti che, attraverso pratiche magiche, cercano di esercitare il proprio potere sul mondo. Vengono presi in considerazione soprattutto i gesti di matrice pagana inseriti anche in un contesto veterotestamentario o cristiano. Il potere dei gesti manifesta nelle cerimonie sacrali la forza e la presenza in terra del mondo divino. Gli artisti documentano nelle loro opere gesti utilizzati nei rituali o nella liturgia, e anche in ambito popolare. Se le statue, i dipinti e gli oggetti religiosi sono considerati simboli materiali in cui soggiorna lo spirito del divino, intesi come intermediari nel rapporto sacrale tra gli uomini e Dio, i gesti messi in azione nelle consacrazioni, nelle invocazioni, nella liturgia, nei riti funebri, si possono interpretare come elementi importanti della prassi teurgica. Il teurgo compie i gesti che stabiliscono un contatto con la divinità per attivare miracoli. Questi gesti lasciano trasparire quella terra di mezzo, non totalmente risolta, dove non si capisce fino in fondo se agiscano le credenze superstiziose o la fede indubitabile nel mondo divino, dove il dogma non si mette in discussione ma si compiono ugualmente gesti di matrice pagana o profana. In alcune opere rinascimentali e manieriste la Vergine compie addirittura il cenno delle corna mentre viene annunciata dall’arcangelo Gabriele. Nelle anfore greche il gesto è legato a Dioniso, e nella stessa accezione è compiuto dai soggetti raffigurati sui coperchi delle urne cinerarie etrusche e dei rilievi di Palmira, per allontanare i demoni degli Inferi e per potere accedere nel mondo dei sempre vivi. La Chiesa, che condanna i gesti magici degli stregoni e quelli apotropaici dei pagani, esalta però i gesti miracolosi di Cristo, dei santi e dei personaggi dell’Antico Testamento; impone la sua forza iconologica e rituale affidandosi anch’essa a moduli e tipologie derivate dalle opere di culture e religioni precedenti al cristianesimo.</p>
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