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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Tassoni, Luigi&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<description>Cras iterabimus aequor</description>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Tassoni, Luigi&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Il sogno del caos</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=il-sogno-del-caos</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:36:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[i Grilli]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno dei maggiori poeti del nostro tempo, Andrea Zanzotto, nel 1963, trascrive su un foglio quanto ha visto in sogno e la sua trascrizione si presenta come uno strano enigma, un gioco di I, di O, di D, che formano &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=il-sogno-del-caos">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei maggiori poeti del nostro tempo, Andrea Zanzotto, nel 1963, trascrive su un foglio quanto ha visto in sogno e la sua trascrizione si presenta come uno strano enigma, un gioco di I, di O, di D, che formano parole e si combinano in un &#8216;disegnino&#8217;. In effetti quel sogno è stato influenzato dal disastro del Vajont che nell&#8217;otto­bre del 1963 ha spazzato via un intero paese, seminando distruzione e dolore. <span id="more-1048"></span>E perciò il &#8216;disegnino&#8217; che va sotto il nome di <em>Microfilm </em>non è solo il resoconto d&#8217;un gioco onirico con delle lettere e parole, ma comunica un mes­saggio che riguarda in filigrana la nascita del linguaggio, la creatività, la produzione del senso, e con essi un&#8217;idea di cosmogenesi riguardante il caos creatore della mate­ria. Passando per le vie di un&#8217;accorta lettura di questo &#8216;disegnino&#8217; e con esso dei testi zanzottiani coevi, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tassoni</span> s&#8217;interessa proprio al momento creativo del lin­guaggio, a ciò che viene detta la geneticità del testo.</p>
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		<item>
		<title>Maredè, Maredè&#8230;</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=marede-marede</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Opere di Luigi Meneghello]]></category>
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					<description><![CDATA[Non vogliamo nascondere il piacere e la commozione che provia­mo nel presentare ai lettori questo straordinario volume dì Luigi Meneghello la cui edizione abbiamo potuto realizzare grazie al contributo della Banca Popolare Vicentina. E siamo lieti di poter cogliere anche &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=marede-marede">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non vogliamo nascondere il piacere e la commozione che provia­mo nel presentare ai lettori questo straordinario volume d</em><em>ì <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> Meneghello la cui edizione abbiamo potuto realizzare grazie al contributo della </em>Banca Popolare Vicentina. <em>E siamo lieti di poter cogliere anche qui, l&#8217;occasione per esprimere la nostra gratitudine al Presidente Giu­seppe Nardini e al Consigliere Delegato Carlo Pavesi per l&#8217;attenzione ed il riconoscimento che hanno voluto tributarci.</em></p>
<p><em><span id="more-1043"></span>Del lavoro dello scrittore di Malo sappiamo bene che non occorre dir molto. Rammentiamo soltanto ai suoi molti estimatori la continua riproposizione che i maggiori editori italiani hanno fatto e fanno dei suoi libri pi</em><em>ù noti, </em>Libera nos a malo, I piccoli maestri, Pomo pero, Fiori Italiani <em>e l&#8217;interesse con cui sono stati accolti i recenti </em>Jura <em>e </em>Bau-sète! <em>Negli ultimi anni c&#8217;è stata, inoltre, l&#8217;offerta che un&#8217;editoria minore, ma qualificata, ha potuto fare di altre opere dell&#8217;autore vicen­tino, che non ha mai cessato dì misurarsi col complesso ed entusiasmante &#8220;rapporto fra esperienza ed espressione&#8221; nella propria e nell&#8217;altrui scrit­tura </em>(II Tremaio, Anti-eroi, L&#8217;acqua di Malo, Leda e la schioppa, Che fate quel giovane? <em>e </em>Rivarotta).</p>
<p><em>Anche perch</em><em>é partecipi di questa ormai lunga consuetudine edito­riale con lo scrittore, abbiamo potuto realizzare il presente volume che rappresenta una sicura novità nel lavoro dell&#8217;autore vicentino, sia per l&#8217;impianto formale delle riflessioni che vi sono proposte, che per alcuni aspetti tecnici della ricerca espressiva.</em></p>
<p><em>Nei rapporti, e nei </em>trasporti, <em>che intercorrono fra le &#8220;parole-cose&#8221; del dialetto e le &#8220;parole-parole&#8221; della lingua letteraria, lo scrittore sca­va una volta </em><em>di più per comprendere il mistero ed il fascino della co­struzione che noi tutti facciamo dei modi della realtà e della vita.</em></p>
<p><em>Siamo, perci</em><em>ò, onorati ed orgogliosi di poter accogliere nella no­stra attività editoriale e di offrire ai lettori quest&#8217;ultima ed impegnata fatica di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> Meneghello, al quale rinnoviamo la nostra riconoscenza e la nostra amicizia.</em></p>
<p align="right">Gli Editori</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rivarotta</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=rivarotta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Opere di Luigi Meneghello]]></category>
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					<description><![CDATA[In queste pagine, originali ed intense, Luigi Meneghello affronta il prediletto tema della memoria con l&#8217;impegno sobrio e con la delicata mae­stria che più gli appartengono. Facendosi interprete di una nobile quanto difficile tradizione lette­raria, lo scrittore trasforma quello che &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=rivarotta">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In queste pagine, originali ed intense, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> Meneghello affronta il prediletto tema della memoria con l&#8217;impegno sobrio e con la delicata mae­stria che più gli appartengono.</p>
<p><span id="more-1042"></span>Facendosi interprete di una nobile quanto difficile tradizione lette­raria, lo scrittore trasforma quello che poteva essere un semplice discor­so d&#8217;occasione in un prezioso distillato di riflessioni sul lavoro — che è anche il suo — di chi continuamente interroghi i segni lasciatigli dalla vita di un tempo, per indagare e comprendere ciò che è diventato.</p>
<p>Egli ci racconta, così, l&#8217;appassionato accanirsi di due solitari artisti della ceramica, Alessio e Lee, a riscoprire le forme e i luoghi di un&#8217;arte antica e popolare, nel ripristino dell&#8217;edificio della Fabbrica di Cristallina e Terra Rossa a Rivarotta, località tra Nove e Bassano, nell&#8217;Alto Vi­centino.</p>
<p>Ed in questa vicenda, che ha i tratti di un&#8217;epica domestica, ma nient&#8217;affatto minore, l&#8217;autore legge e ci rivela i modi stessi del suo stile di scrittura e di pensiero, dell&#8217;etica cioè, a un tempo ironica e rigorosa, con cui sa guardare alle cose della vita. Qui sta il fascino delle parole di Me­neghello: nell&#8217;intimo loro potere di dominare, e così trattenere in vita, le linfe più dense dell&#8217;esperienza e dell&#8217;emozione.</p>
<p align="right">(g.v.)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che fate, quel giovane?</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=che-fate-quel-giovane</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Opere di Luigi Meneghello]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque ragionamenti di Meneghello, scritti a voce, sui rapporti fra esperien­za e scrittura, sull&#8217;amicizia, sull&#8217;ambizione personale, sul regno della bicicletta e delle donne, sui risvolti più o meno seri della parola &#8220;virile&#8221; o dei premi letterari, sul periodo strano del &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=che-fate-quel-giovane">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque <em>ragionamenti </em>di Meneghello, scritti a voce, sui rapporti fra esperien­za e scrittura, sull&#8217;amicizia, sull&#8217;ambizione personale, sul regno della bicicletta e delle donne, sui risvolti più o meno seri della parola &#8220;virile&#8221; o dei premi letterari, sul periodo strano del dopoguerra, dove i &#8220;pezzi politici&#8221; possono discorre­re (nel senso manzoniano del &#8220;fare all&#8217;amore&#8221;) con i pezzi più &#8220;frivoli&#8221; (frivo­li?) delle attrazioni per una moto, per una donna, per &#8220;lo strano paese dell&#8217;e­ros&#8221;. L&#8217;autore prova empiricamente a far vedere i meccanismi, le rotelle e gli snodi della sua materia.</p>
<p><span id="more-1041"></span>In questi saggi divertenti si disserta sul rapporto fra autentico ed inautenti­co, su come si forma un libro, sui suoi vari strati, per cui alle volte creare signifi­ca afferrare delle manciate di esperienza lontana, con uno slancio di grazia, per poi ossificarle nelle versioni scritte, negli &#8220;innumerevoli, ostinati, stucchevoli sche­mi o elenchi di possibili parti o capitoli&#8221;, e altre volte, invece, creare vuoi dire pescare nel caos della calotta cranica, dove le esperienze vanno in soffitta, per dare a quei frammenti marasmatici una forma organica. Scrivere è per Mene­ghello una attività pratica, come aprire con un tocco dell&#8217;unghia (lo stile) i gusci &#8220;nevralgici&#8221; dei ricordi, delle parole-chiave, per arrivare ai &#8220;nuclei di realtà&#8221;: un lavoro di meccanica, con le giunture, le saldature, e di straforo, più nascosti, gli impasti e le fusioni, le vergognose ma esaltanti <em>poltiglie. </em>E dall&#8217;originalità <em>uncanny </em>degli accostamenti, dei <em>rabaltóni </em>improvvisi dal serio al comico che sprizza sul lettore vibrante, stupito, il fascino intenso, sconvolgente di questa prosa.</p>
<p>Meneghello mostra come si possa parlare con la stessa serietà, cioè con au­torità e competenza, del Partito d&#8217;Azione e di uno sputo. La scrittura saggistica investe questioni letterarie di fondo, come quella del rapporto fra privato e pub­blico, fra autobiografismo di partenza e autobiografismo d&#8217;arrivo. Alla base di questi cinque <em>ragionamenti, </em>a modo suo intuitivi ironici e illuminanti, irrobustiti da arterie polemiche social-civili e da scrupoli filologici, lo scrittore fa vedere per immagini le profonde, impensabili verità del linguaggio. Torna e ritorna sui suoi temi, sui suoi attrezzi di lavoro, sugli zii e Thomas Mann, sulle formiche e Yeats, sulle immagini ambivalenti di ciò che racchiude, preserva: uova, gusci, sferiche ballottine&#8230; e prova a spiegare, a sé e a noi, perché è ciò che è, vale a dire uno scrittore che dissacra, che contesta prestigi piuttosto che edificarli e da una lezione epistemologica per dimostrare come prima di imparare a costruire e creare si debba imparare a smontare con garbo, curiosità e profondo rispetto. Proprio là dove si indicano alcuni modelli di autorità intellettuale torna così ad esprimersi il caparbio e irriverente sguardo dal basso, del bambino narcisista che difende come può, con denti scarpino e prosa, il suo diritto sacrosanto alle &#8220;ponpe&#8221;, a una dose abbondante di felicità.</p>
<p align="right"><em>Ernestina Pellegrini</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Leda e la schioppa</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=leda-e-la-schioppa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:17:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Opere di Luigi Meneghello]]></category>
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					<description><![CDATA[«Per conto mio — afferma l&#8217;autore di queste pagine —, devo dire che se c&#8217;è un tema di fondo in tutto ciò che ho scritto, è il rapporto tra la parte che cambia e quella che non cambia nell&#8217;esperienza umana». &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=leda-e-la-schioppa">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Per conto mio — afferma l&#8217;autore di queste pagine —, devo dire che se c&#8217;è un tema di fondo in tutto ciò che ho scritto, è il rapporto tra la parte che cambia e quella che non cambia nell&#8217;esperienza umana».</p>
<p><span id="more-1040"></span>Fedele da sempre a questo suo classico impegno di scrittura <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> Meneghello ce ne offre qui un saggio delizioso e persuasivo, riflettendo sulle forme e sullo stile con cui ha elaborato i materiali ed affinato i registri linguistici di <em>Pomo pero, </em>il romanzo pubblicato nel &#8217;74 nel vano tentativo di concludere il ci­clo dedicato a Malo, micro/macro-cosmo dell&#8217;infanzia e della giovinezza dell&#8217;autore.</p>
<p>Ma il rapporto con i luoghi, le immagini e, soprattutto, le parole del tempo più antico della propria formazione, si rivela ancora una volta inesausto per lo scrittore ed il paese del vicentino, con le sue voci ed i suoi personaggi, ci appare di nuovo come un cerchio sacro, un <em>thémenos, </em>(un &#8220;Ur-Malo&#8221;, appunto) dall&#8217;in­terno del cui perimetro, mai del tutto sondato, attingere continue possibilità di significazione. E ciò perché il &#8220;mondo è pieno di significati ambigui&#8221; ci dice Meneghello con un rapido schiudersi del pensiero alla delicatezza malinconica della sua ironia.</p>
<p>Ma come mettere in forma allora, senza sacrificarne le possibilità di senso, la sostanza non univoca dell&#8217;esperienza umana?</p>
<p>Il modo è proprio quello dell&#8217;ironia che addolcisce, allontanandola, la pres­sione dei ricordi e reinterpreta in nuovi racconti i rimandi e le parole offerti dal­la vita e dalla letteratura.</p>
<p>E Meneghello narra così il suo lavoro che, come quello di un umanista quat­trocentesco nel suo laboratorio di cultura, si concentra sul &#8220;problematico rap­porto tra testo ed esecuzione&#8221;, fra il modo di sentire e il modo di esprimere ciò che avverte muoversi alla radice della propria e dell&#8217;altrui esistenza. Egli indaga, cosi, gli &#8220;antichi frammenti di energia e di passione&#8221; che la vita deposita ai mar­gini dei propri percorsi e ne <em>comprime </em>il senso nella sua scrittura, modellando le parole ed il loro combinarsi, fino a raggiungere la leggerezza di uno stile che conserva e libera, in un medesimo tempo, tutta la densità dei significati.</p>
<p align="right">(g.v.)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Andrea Cefaly (1827-1907)</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=andrea-cefaly-1827-1907</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:01:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mattia Preti e il senso del disegno</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=mattia-preti-e-il-senso-del-disegno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le forme dell immaginario]]></category>
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					<description><![CDATA[«Fu il Cavaliere Calabrese alto della persona, e corpulento; di volto gioviale, con occhi vivi, di color assai scuro, benché in questi ultimi anni impiccioliti per la vecchiezza. Ebbe il naso alquanto grosso, ma non eccedente, che disdicesse al viso, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=mattia-preti-e-il-senso-del-disegno">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Fu il Cavaliere Calabrese alto della persona, e corpulento; di volto gioviale, con occhi vivi, di color assai scuro, benché in questi ultimi anni impiccioliti per la vecchiezza. Ebbe il naso alquanto grosso, ma non eccedente, che disdicesse al viso, che era grande, e tondo, e proporzionato alla persona, che era più di sette palmi, alla quale altezza essendo proporzionata ogni altra parte del corpo, veniva a formarsi un aspetto così maestoso, che moveva a riverenza chiunque lo mirava, al che negli ultimi anni erasi accresciuta la canizie, e la fama delle sue gran virtù morali, talché non era così ossequiato il Gran Maestro, quanto egli era da tutti inchinato per dovunque passava».</p>
<p><span id="more-887"></span>La figura di Mattia Preti, che con tanta ammirazione ci è tramandata dal biografo settecentesco Bernardo De Dominici, e l&#8217;opera del grande pittore del Seicento sono al centro, in questi ultimi anni, di un rinnovato interesse. Fra i più assidui frequentatori dell&#8217;arte pretiana, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Luigi</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Tassoni</span> in questo libro propone un inedito ritratto dell&#8217;artista a lavoro, raccogliendo per la prima volta unitariamente sessantotto disegni del Cavaliere Calabrese (1613-1699).</p>
<p>E questo ritratto dell&#8217;artista a lavoro è tracciato seguendo soprattutto i processi di elaborazione dell&#8217;immagine colta non tanto nel suo senso definitivo, precedente l&#8217;atto pittorico, quanto come momento di quel gioco tra finito e non finito, seguendo la dinamica sottile al contempo sapiente, d&#8217;un linguaggio dell&#8217;immaginario, quello di Mattia Preti, fra i più seducenti del Seicento europeo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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