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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Romano Gasparotti&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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	<title>Risultati della ricerca per &#8220;Romano Gasparotti&#8221; &#8211; Moretti &amp; Vitali</title>
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		<title>Psicoanalisi e poesia</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=psicoanalisi-e-poesia-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[morettievitali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 09:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
		<category><![CDATA[L'ombra]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante tutto il Novecento, i paradigmi psicoanalitici hanno ispirato la critica letteraria e nutrito la creazione poetica. Secondo Freud, i poeti “sono preziosi alleati, e bisogna tenere in grande considerazione la loro testimonianza” (Delirio e sogni nella Gradiva di Jensen, &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=psicoanalisi-e-poesia-2">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante tutto il Novecento, i paradigmi psicoanalitici hanno ispirato la critica letteraria e nutrito la creazione poetica. Secondo Freud, i poeti “sono preziosi alleati, e bisogna tenere in grande considerazione la loro testimonianza” (Delirio e sogni nella Gradiva di Jensen, 1907). La psicoanalisi di Jung si è rivelato forse il pensiero più adatto ad avvicinare quell’Altro della scrittura che è la poesia: lo testimoniano i due saggi Psicologia analitica e arte poetica (1922) e Psicologia e poesia (1930 e 1950). Questo numero dell’Ombra si pone all’ascolto di questa risonanza dell’Anima, che oggi pare più silenziosa, tra due domini spirituali contigui e incommensurabili, tra la psicoanalisi e la poesia.</p>
<p><em>Presentazione</em><br />
Andrea Schellino</p>
<p><em>Les itinéraires poétiques de Christian Vogels</em><br />
Michèle Aquien</p>
<p><em>La pietra d’inciampo di Cesare Pavese</em><br />
Luciano De Blasi</p>
<p><em>Per diventare se stessi</em><br />
Alessandro Defilippi, Ferruccio Vigna</p>
<p><em>Poétique de l’inconscient. Érotique<br />
et âme chez Pierre Jean Jouve</em><br />
Sabine Fos-Falque</p>
<p><em>Comment entrer dans l’huître<br />
sans y laisser son doigt: une lecture<br />
de L’Huître de Francis Ponge</em><br />
Laurent Fourcaut</p>
<p><em>La saggezza cosmica del poetare. A partire dal rapporto parola-immagine secondo<br />
il pensiero di Ludwig Klages</em><br />
<span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Romano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Gasparotti</span></p>
<p><em>Les répétitions différentielles dans la poésie de Lorand Gaspar</em><br />
Jérôme Hennebert<br />
<em><br />
Malattia del vuoto, poesia del vuoto</em><br />
Nadia Narcisi, Ferruccio Vigna</p>
<p><em>“We all have hunger…”. Canzoni in terapia, terapie in loop. Dell’ossessività e della necessità di non parlarne</em><br />
Fabrizio Pastrone, Francesca Zizzi</p>
<p><em>Il rovescio di Maria</em><br />
Carla Stroppa</p>
<p><em>La poetica dell’inconscio</em><br />
Maria Laura Trifilò</p>
<p><em>Morte di Danton di Georg Büchner.<br />
La meccanica della Rivoluzione</em><br />
Mario Riberi</p>
<p><em>Sabina Spielrein, una figura discussa<br />
ed emarginata nella storia della psicoanalisi</em><br />
Piera Vaglio Giors</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;opera oltre l&#8217;oggetto</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=lopera-oltre-loggetto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Moretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 14:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[L’arte ormai è dappertutto, pronta ad attirare la curiosità di un pubblico che desidera fare esperienza in un mondo che, più si globalizza, più vede crescere il deserto esperienziale. Ma sembra anche sistematicamente oltrepassare qualsiasi linea di demarcazione volta a &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=lopera-oltre-loggetto">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’arte ormai è <em>dappertutto</em>, pronta ad attirare la curiosità di un pubblico che desidera <em>fare esperienza</em> in un mondo che, più si globalizza, più vede crescere il deserto esperienziale. Ma sembra anche sistematicamente oltrepassare qualsiasi linea di demarcazione volta a definire che cosa è propriamente artistico rispetto a ciò che non lo è. Proponendosi, dunque, come un autentico <em>problema</em> per la filosofia, le cui risposte, tuttavia, rischiano di essere poco pertinenti, nel loro rimanere saldamente arroccate attorno ai poteri “forti” e “visibili” dell’oggetto, del significato e del concetto. La stessa critica d’arte si limita perlopiù a fornire parafrasi verbali dell’opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché non provare, allora, a confrontarsi profondamente con l’arte all’opera, senza volerla addomesticare e senza ricondurla totalmente alle macchinazioni dei poteri visibili? Un esperimento filosofico, che non solo potrebbe riconciliarci con l’evento, ma anche disostruire i blocchi e i condizionamenti, che precludono le possibilità di un autentico esperire. Contribuendo, infine, a restituire alla filosofia stessa il suo originario carattere di arte delle Muse, le quali, notoriamente, non parlavano, bensì cantavano e danzavano…</p>
<p style="text-align: justify;">I saggi qui raccolti muovono dal tentativo di interpretare l’arte all’opera secondo il modello della danza, intesa come ciò che può scaturire solo dall’ineffabile contatto con quanto non si può pensare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In nome della Grande Madre</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=in-nome-della-grande-madre</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:55:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Convergenze]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Convergenze, dopo i primi quattro qua­derni dedicati a I nomi propri dell&#8217;Ombra (2004), I nomi comuni dell&#8217;Anima (2005), I nomi della Trasformazione (2006), I nomi della Sincronicità (2007), propone nel suo quinto quaderno il tema della Grande Madre. Jung ipotizza &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=in-nome-della-grande-madre">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Convergenze, </em>dopo i primi quattro qua­derni dedicati a <em>I</em> <em>nomi propri dell&#8217;Ombra </em>(2004), <em>I</em> <em>nomi comuni dell&#8217;Anima </em>(2005), <em>I</em> <em>nomi della Trasformazione </em>(2006), <em>I nomi della Sincronicit</em><em>à </em>(2007), propone nel suo quinto quaderno il tema della <em>Grande Madre.</em></p>
<p><span id="more-838"></span>Jung ipotizza che le influenze esercitate dalla madre sui propri figli non derivino necessariamente dalla madre stessa e dai suoi reali tratti di carattere. Accanto a questi vi sarebbero qualità che la madre, in quanto persona, solo apparentemente possiede, ma che di fatto sorgono dalla struttura archetipica che la circonda e sono proiettate su di lei dai figli stessi.</p>
<p>Dire della <em>Grande Madre </em>è dunque un modo di nominare un&#8217;immagine tratta dall&#8217;esperienza culturale collettiva. In quanto &#8220;immagine&#8221;, essa rivela una pie­nezza archetipica, ma anche una distinta polarità tra positivo e negativo.</p>
<p>Prefazione <em>di Stefano Baratta</em></p>
<p>Adynaton <em>di Carla De Bellis</em></p>
<p>Beatrice <em>di Rubina Giorgi</em></p>
<p>Bee Goddes <em>di Maria Bassi, Stefano Baratta</em></p>
<p>Camille Claudel <em>di Ivana Cenci</em></p>
<p>La cattiva madre <em>di Francesca Castellani</em></p>
<p>Cave Amantem <em>di Franca Franchi</em></p>
<p>Chóra <em>di Enrica Salvaneschi, Silvio Endrighi</em></p>
<p>Coscienza <em>di Ilaria Anzoise, Mauro Maldonato</em></p>
<p>Crudeltà <em>di François Bruzzo</em></p>
<p>La Dea bianca di Lacan <em>di Matteo Bonazzi</em></p>
<p>Distruzione <em>di Carla Stroppa</em></p>
<p>Europa <em>di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Romano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Gasparotti</span></em></p>
<p>II gioco pesante di tutta la vita <em>di Ida Travi</em></p>
<p>L&#8217;ingenerosa Madre Terra <em>di Roberto Caracci</em></p>
<p>Leucotea <em>di Maria Luisa Vezzali</em></p>
<p>Louise Bourgeois <em>di Silvia Ferrari</em></p>
<p>La Lupa di Verga <em>di Gilberto Isella</em></p>
<p>La Madre preistorica <em>di Domenico Antonino Conci</em></p>
<p>Madrevita e Madremorte <em>di Maria Angela Bedini</em></p>
<p>Le Madri <em>di Tiziano Solari</em></p>
<p>Mater Dolorosa <em>di Ottavio Olita</em></p>
<p>Mater Matuta <em>di Cesare Milanese</em></p>
<p>Medea <em>di Vincenzo Di Oronzo</em></p>
<p>La Musa <em>di Susanna Mati</em></p>
<p>La nera testimone <em>di Mario Nicolao</em></p>
<p>Nostalgia <em>di Alberto Castoldi</em></p>
<p>L&#8217;ombra materna <em>di Chiara Zamboni</em></p>
<p>La porta del possesso <em>di Flavio Ermini</em></p>
<p>Lo schermo <em>di Marco Ercolani</em></p>
<p>Seduzione <em>di Lorenzo Barani</em></p>
<p>II segreto della matriosca <em>di Marco Garzonio</em></p>
<p><em>Stabat Mater di Cecilia Rofena</em></p>
<p>Sulamith <em>di Franco Gallo</em></p>
<p>Terra <em>di Carlo Piazza</em></p>
<p>II velo di Calipso <em>di Alfonso Cartolato</em></p>
<p>Yuan-ku <em>di Lorenzo Erutti</em></p>
<p>Zeus <em>di Giorgio Taborelli</em></p>
<p>La parola fuorilegge della Grande Madre</p>
<p>Postfazione <em>di Flavio Ermini</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I nomi della Sincronicità</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=i-nomi-della-sincronicita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Convergenze]]></category>
		<category><![CDATA[il Tridente Campus]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche questo volume, così come i pre­cedenti dedicati a 7 nomi propri del­l&#8217;Ombra, I nomi comuni dell&#8217;Anima e I nomi della Trasformazione, si avvale di una vastissima collaborazione interdisciplinare, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di &#8220;immagini&#8221; che rivisitino &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=i-nomi-della-sincronicita">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche questo volume, così come i pre­cedenti dedicati a 7 <em>nomi propri del­l&#8217;Ombra, I nomi comuni dell&#8217;Anima </em>e <em>I nomi della Trasformazione, </em>si avvale di una vastissima collaborazione interdisciplinare, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di &#8220;immagini&#8221; che rivisitino e attualizzino il concetto junghiano di Sincronicità.</p>
<p><span id="more-832"></span>Jung ideò un nuovo principio che af­fianca e completa quelli già esistenti di tempo, spazio e causalità. Lo definì sin-cronicità e, solo per fare qualche esem­pio, tra gli eventi sincronistici compre­se: intuizioni, fantasie, visioni, precogni­zioni, sogni veridici, profezie ecc.</p>
<p>La definizione si basa sulla contem­poraneità psicologica che caratterizza questo fenomeno; giacché se si trattasse solamente di contemporaneità fisica sarebbero stati sufficienti vocaboli già in uso, come sincronia o sincronismo.</p>
<p><em>Enrico Castelli Gattinara </em>Autòs</p>
<p><em>Lucetta Frisa </em>Caducità</p>
<p><em>Bianca Maria d&#8217;Ippolito </em>Callipolis</p>
<p><em>Camilla Miglio </em>Con-presenza</p>
<p><em>Strio Tommasoli </em>Cosa-causa-di-sé</p>
<p><em>Peter Carravetta </em>Diacronicità</p>
<p><em>Susanna Mati </em>Dioniso</p>
<p><em>Stefano Baratta </em>Dolca Slataper</p>
<p><em>Filippo Fimiani </em>Due in uno</p>
<p><em>Federico Ferrari </em>Esempio</p>
<p><em>Sergio A. Da gradi </em>Esistenza</p>
<p><em>Matteo Vercesi </em>Fanciullo salvatore</p>
<p><em>Cristina Faccincani </em>Fiori gialli</p>
<p><em>Giovanni Guanti </em>Hesse</p>
<p><em>Lucio Saviani</em> Icone del tempo all&#8217;inverso</p>
<p><em>Giancarlo Lacchin </em>Immagine e anima</p>
<p><em>Gianni D&#8217;Elia </em>Italiana commedia</p>
<p><em>Gio Ferri </em>Limbo</p>
<p><em>Rubina Giorgi </em>Lucio-asino</p>
<p><em>Tiziano Safari </em>Mondo</p>
<p><em><span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Romano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Gasparotti</span> </em>Morte e tempo</p>
<p><em>Stefano Carta </em>Numero naturale</p>
<p><em>Marco Mazzi </em>Occhio</p>
<p><em>Andrea Vestrucci </em>Oracolo</p>
<p><em>Salvatore Ritrovato </em>Paradosso</p>
<p><em>Stefano Guglielmin </em>Principio</p>
<p><em>Mario Perniola </em>Quadratura</p>
<p><em>Grazia Marchiano </em>Risveglio</p>
<p><em>Ezio Albrile </em>Sincronicità iraniche</p>
<p><em>Lorenzo Brutti </em>Sogno</p>
<p><em>Flavio Ermini </em>Sonno</p>
<p><em>Giovanni Gocci </em>Storia</p>
<p><em>Lanfranco Belloni </em>Teletrasporto</p>
<p><em>Giulia Niccolai </em>Vacuità</p>
<p><em>Marco Zulberti </em>Vincent</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;inganno di Proteo</title>
		<link>https://morettievitali.it/?libri=linganno-di-proteo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefania.barcella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:40:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrazioni della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Con L’inganno di Proteo, Romano Gasparotti ci invita a “riscoprire l’essenza musaica della filosofia”. Ovvero a fare esperienza delle questioni che “una filosofia tornata nel grembo delle Muse” impone. Il discorso di Gasparotti impone di andare ben oltre l’idea di &#8230; <a href="https://morettievitali.it/?libri=linganno-di-proteo">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con <em>L’inganno di Proteo</em>, <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Romano</span> <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Gasparotti</span> ci invita a “riscoprire l’essenza musaica della filosofia”. Ovvero a fare esperienza delle questioni che “una filosofia tornata nel grembo delle Muse” impone.</p>
<p><span id="more-773"></span>Il discorso di <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Gasparotti</span> impone di andare ben oltre l’idea di una mera alleanza tra pensiero e arte: giunge a richiedere alla filosofia di non negarsi all’esperienza poetica, facendo così appello a un filosofare “musaico”. Il riferimento a Heidegger e alla sua denuncia del pensiero oggettivante e calcolante, realizzatosi con il trionfo della tecnica, è evidente. Non meno espliciti sono i riferimenti a Husserl, il primo filosofo che nel pieno dell’epoca dei totalitarismi denuncia la <em>krisis</em> della filosofia e delle scienze europee; a Severino, il pensatore che con lucidità mette in evidenza i danni provocati dalle astratte specializzazioni dei saperi scientifici sull’umanità; a Derrida, che denuncia la totale chiusura del nostro tempo alle leggi dell’ospitalità, alla pura eventualità dell’evento.</p>
<p>L’uomo europeo, registra <span class="search-everything-highlight" style="background-color: #FFF984; font-weight: bold; color: #000; padding: 0 1px;">Gasparotti</span>, fa la sua comparsa nella “terra del tramonto” come un essere perennemente esposto all’errore e intimamente necessitato alla continua metamorfosi. Un essere che riconosce come suo archetipo proprio la figura di Proteo, il Vecchio del mare che sta all’inizio di tutto, caratterizzato dall’“incertezza” e capace di diventare, secondo Omero, “ogni cosa che in terra si muove”. Proteo incarna una delle più originarie forma di sapere: quella che consente un molteplice sguardo; quella che fa registrare a Pindaro: “Ciechi sono i pensieri degli uomini, quando cercano la via con gli artifici dell’intelligenza, ma senza le Muse”; annunciando così che la compagnia delle Muse è la sola che consenta agli uomini di andare incontro, danzando, all’invisibile armonia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><em>(dalla postfazione di Flavio Ermini)</em></p>
<p align="right">
]]></content:encoded>
					
		
		
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